Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Labano dicevano: "Giacobbe si è preso quanto era di nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatta tutta questa fortuna". | Gen 31,1 | Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: «Giacobbe si è preso tutto quello che aveva nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatto questa grande fortuna». |
|
|
|
|
Giacobbe osservò anche la faccia di Labano e si accorse che non era più verso di lui come prima. | Gen 31,2 | Giacobbe osservò anche la faccia di Làbano e si accorse che verso di lui non era più come prima. |
|
|
|
|
Il Signore disse a Giacobbe: "Torna al paese dei tuoi padri, nella tua patria e io sarò con te". | Gen 31,3 | Il Signore disse a Giacobbe: «Torna alla terra dei tuoi padri, nella tua famiglia e io sarò con te». |
|
|
|
|
Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge | Gen 31,4 | Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge, |
|
|
|
|
e disse loro: "Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è più come prima; eppure il Dio di mio padre è stato con me. | Gen 31,5 | e disse loro: «Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è più come prima; ma il Dio di mio padre è stato con me. |
|
|
|
|
Voi stesse sapete che io ho servito vostro padre con tutte le forze, | Gen 31,6 | Sapete voi stesse che ho servito vostro padre con tutte le mie forze, |
|
|
|
|
mentre vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male. | Gen 31,7 | mentre vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male. |
|
|
|
|
Se egli diceva: Le bestie punteggiate saranno il tuo salario, tutto il gregge figliava bestie punteggiate; se diceva: Le bestie striate saranno il tuo salario, allora tutto il gregge figliava bestie striate. | Gen 31,8 | Se egli diceva: “Le bestie punteggiate saranno il tuo salario”, tutto il gregge figliava bestie punteggiate; se diceva: “Le bestie striate saranno il tuo salario”, allora tutto il gregge figliava bestie striate. |
|
|
|
|
Così Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l'ha dato a me. | Gen 31,9 | Così Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l’ha dato a me. |
|
|
|
|
Una volta, quando il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati, punteggiati e chiazzati. | Gen 31,10 | Una volta, nel tempo in cui il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati, punteggiati e chiazzati. |
|
|
|
|
L'angelo di Dio mi disse in sogno: Giacobbe! Risposi: Eccomi. | Gen 31,11 | L’angelo di Dio mi disse in sogno: “Giacobbe!”. Risposi: “Eccomi”. |
|
|
|
|
Riprese: Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati, punteggiati e chiazzati, perché ho visto quanto Labano ti fa. | Gen 31,12 | Riprese: “Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati, punteggiati e chiazzati, perché ho visto come ti tratta Làbano. |
|
|
|
|
Io sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto. Ora alzati, parti da questo paese e torna nella tua patria!". | Gen 31,13 | Io sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto. Ora àlzati, parti da questa terra e torna nella terra della tua famiglia!”». |
|
|
|
|
Rachele e Lia gli risposero: "Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di nostro padre? | Gen 31,14 | Rachele e Lia gli risposero: «Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di nostro padre? |
|
|
|
|
Non siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha vendute e si è anche mangiato il nostro danaro? | Gen 31,15 | Non siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha vendute e si è anche mangiato il nostro denaro? |
|
|
|
|
Tutta la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli. Ora fa' pure quanto Dio ti ha detto". | Gen 31,16 | Tutta la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli. Ora fa’ pure quello che Dio ti ha detto». |
|
|
|
|
Allora Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammelli | Gen 31,17 | Allora Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammelli |
|
|
|
|
e condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistati, il bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo padre, nel paese di Canaan. | Gen 31,18 | e condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistato, il bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo padre, nella terra di Canaan. |
|
|
|
|
Labano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò gli idoli che appartenevano al padre. | Gen 31,19 | Làbano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò gli idoli che appartenevano al padre. |
|
|
|
|
Giacobbe eluse l'attenzione di Labano l'Arameo, non avvertendolo che stava per fuggire; | Gen 31,20 | Giacobbe eluse l’attenzione di Làbano, l’Arameo, non lasciando trapelare che stava per fuggire; |
|
|
|
|
così potè andarsene con tutti i suoi averi. Si alzò dunque, passò il fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad. | Gen 31,21 | così poté andarsene con tutti i suoi averi. Si mosse dunque, passò il Fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad. |
|
|
|
|
Al terzo giorno fu riferito a Labano che Giacobbe era fuggito. | Gen 31,22 | Il terzo giorno fu riferito a Làbano che Giacobbe era fuggito. |
|
|
|
|
Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad. | Gen 31,23 | Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad. |
|
|
|
|
Ma Dio venne da Labano l'Arameo in un sogno notturno e gli disse: "Bada di non dir niente a Giacobbe, proprio nulla!". | Gen 31,24 | Ma Dio venne da Làbano, l’Arameo, in un sogno notturno e gli disse: «Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!». |
|
|
|
|
Labano andò dunque a raggiungere Giacobbe; ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Labano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad. | Gen 31,25 | Làbano andò dunque a raggiungere Giacobbe. Ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Làbano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad. |
|
|
|
|
Disse allora Labano a Giacobbe: "Che hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra! | Gen 31,26 | Disse allora Làbano a Giacobbe: «Che cosa hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra! |
|
|
|
|
Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di timpani e di cetre! | Gen 31,27 | Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di tamburelli e di cetre! |
|
|
|
|
E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo hai agito in modo insensato. | Gen 31,28 | E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo, hai agito in modo insensato. |
|
|
|
|
Sarebbe in mio potere di farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male! | Gen 31,29 | Sarebbe in mio potere farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: “Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!”. |
|
|
|
|
Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché mi hai rubato i miei dèi?". | Gen 31,30 | Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché hai rubato i miei dèi?». |
|
|
|
|
Giacobbe rispose a Labano e disse: "Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie. | Gen 31,31 | Giacobbe rispose a Làbano e disse: «Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie. |
|
|
|
|
Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dèi, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti riscontra quanto vi può essere di tuo presso di me e prendilo". Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele. | Gen 31,32 | Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dèi, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti verifica quanto vi può essere di tuo presso di me e riprendilo». Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele. |
|
|
|
|
Allora Labano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele. | Gen 31,33 | Allora Làbano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele. |
|
|
|
|
Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Labano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò. | Gen 31,34 | Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Làbano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò. |
|
|
|
|
Essa parlò al padre: "Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne". Labano cercò dunque il tutta la tenda e non trovò gli idoli. | Gen 31,35 | Ella parlò al padre: «Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne». Làbano cercò, ma non trovò gli idoli. |
|
|
|
|
Giacobbe allora si adirò e apostrofò Labano, al quale disse: "Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché ti sia messo a inseguirmi? | Gen 31,36 | Giacobbe allora si adirò e apostrofò Làbano, al quale disse: «Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché ti accanisca contro di me? |
|
|
|
|
Ora che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che hai trovato di tutte le robe di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti e siano essi giudici tra noi due. | Gen 31,37 | Ora che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che cosa hai trovato di tutte le cose di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti, e siano essi giudici tra noi due. |
|
|
|
|
Vent'anni ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e i montoni del tuo gregge non ho mai mangiato. | Gen 31,38 | Vent’anni ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e non ho mai mangiato i montoni del tuo gregge. |
|
|
|
|
Nessuna bestia sbranata ti ho portato: io ne compensavo il danno e tu reclamavi da me ciò che veniva rubato di giorno e ciò che veniva rubato di notte. | Gen 31,39 | Nessuna bestia sbranata ti ho portato a mio discarico: io stesso ne compensavo il danno e tu reclamavi da me il risarcimento sia di quanto veniva rubato di giorno sia di quanto veniva rubato di notte. |
|
|
|
|
Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo e il sonno fuggiva dai miei occhi. | Gen 31,40 | Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo, e il sonno fuggiva dai miei occhi. |
|
|
|
|
Vent'anni sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte. | Gen 31,41 | Vent’anni sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte. |
|
|
|
|
Se non fosse stato con me il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro". | Gen 31,42 | Se il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco non fosse stato con me, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro». |
|
|
|
|
Labano allora rispose e disse a Giacobbe: "Queste figlie sono mie figlie e questi figli sono miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è mio. E che potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che esse hanno messi al mondo? | Gen 31,43 | Làbano allora rispose e disse a Giacobbe: «Queste figlie sono le mie figlie e questi figli sono i miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è mio. E che cosa potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che hanno messo al mondo? |
|
|
|
|
Ebbene, vieni, concludiamo un'alleanza io e te e ci sia un testimonio tra me e te". | Gen 31,44 | Ebbene, vieni, concludiamo un’alleanza, io e te, e ci sia un testimone tra me e te». |
|
|
|
|
Giacobbe prese una pietra e la eresse come una stele. | Gen 31,45 | Giacobbe prese una pietra e la eresse come stele. |
|
|
|
|
Poi disse ai suoi parenti: "Raccogliete pietre", e quelli presero pietre e ne fecero un mucchio; e su quel mucchio mangiarono. | Gen 31,46 | Poi disse ai suoi parenti: «Raccogliete pietre», e quelli presero pietre e ne fecero un mucchio; e su quel mucchio mangiarono. |
|
|
|
|
Labano lo chiamò Iegar-Saaduta, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed. | Gen 31,47 | Làbano lo chiamò Iegar-Saadutà, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed. |
|
|
|
|
Labano disse: "Questo mucchio sia oggi un testimonio tra me e te"; per questo lo chiamò Gal-Ed | Gen 31,48 | Làbano disse: «Questo mucchio è oggi un testimone tra me e te»; per questo lo chiamò Gal-Ed |
|
|
|
|
e anche Mizpa, perché disse: "Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci vedremo più l'un l'altro. | Gen 31,49 | e anche Mispa, perché disse: «Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci vedremo più l’un l’altro. |
|
|
|
|
Se tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie, non un uomo sarà con noi, ma bada, Dio sarà testimonio tra me e te". | Gen 31,50 | Se tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie, sappi che non un uomo è con noi, ma Dio è testimone tra me e te». |
|
|
|
|
Soggiunse Labano a Giacobbe: "Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretta tra me e te. | Gen 31,51 | Soggiunse Làbano a Giacobbe: «Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretto tra me e te. |
|
|
|
|
Questo mucchio è testimonio e questa stele è testimonio che io giuro di non oltrepassare questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio e questa stele dalla mia parte per fare il male. | Gen 31,52 | Questo mucchio è testimone e questa stele è testimone che io giuro di non oltrepassare questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio e questa stele dalla mia parte, per fare il male. |
|
|
|
|
Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi". Giacobbe giurò per il Terrore di suo padre Isacco. | Gen 31,53 | Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi». Giacobbe giurò per il Terrore di Isacco suo padre. |
|
|
|
|
Poi offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi mangiarono e passarono la notte sulle montagne. | Gen 31,54 | Poi offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi mangiarono e passarono la notte sulle montagne. |
|
|
|
|
Alla mattina per tempo Labano si alzò, baciò i figli e le figlie e li benedisse. Poi partì e ritornò a casa. | Gen 32,1 | Làbano si alzò di buon mattino, baciò i figli e le figlie e li benedisse. Poi partì e ritornò a casa. |
|
|
|
|
Mentre Giacobbe continuava il viaggio, gli si fecero incontro gli angeli di Dio. | Gen 32,2 | Mentre Giacobbe andava per la sua strada, gli si fecero incontro gli angeli di Dio. |
|
|
|
|
Giacobbe al vederli disse: "Questo è l'accampamento di Dio" e chiamò quel luogo Macanaim. | Gen 32,3 | Giacobbe al vederli disse: «Questo è l’accampamento di Dio», e chiamò quel luogo Macanàim. |
|
|
|
|
Poi Giacobbe mandò avanti a sé alcuni messaggeri al fratello Esaù, nel paese di Seir, la campagna di Edom. | Gen 32,4 | Poi Giacobbe mandò avanti a sé alcuni messaggeri al fratello Esaù, nella regione di Seir, la campagna di Edom. |
|
|
|
|
Diede loro questo comando: "Direte al mio signore Esaù: Dice il tuo servo Giacobbe: Sono stato forestiero presso Labano e vi sono restato fino ad ora. | Gen 32,5 | Diede loro questo comando: «Direte al mio signore Esaù: “Dice il tuo servo Giacobbe: Sono restato come forestiero presso Làbano e vi sono rimasto fino ad ora. |
|
|
|
|
Sono venuto in possesso di buoi, asini e greggi, di schiavi e schiave. Ho mandato ad informarne il mio signore, per trovare grazia ai suoi occhi". | Gen 32,6 | Sono venuto in possesso di buoi, asini e greggi, di schiavi e schiave. Ho mandato a informarne il mio signore, per trovare grazia ai suoi occhi”». |
|
|
|
|
I messaggeri tornarono da Giacobbe, dicendo: "Siamo stati da tuo fratello Esaù; ora egli stesso sta venendoti incontro e ha con sé quattrocento uomini". | Gen 32,7 | I messaggeri tornarono da Giacobbe, dicendo: «Siamo stati da tuo fratello Esaù; ora egli stesso sta venendoti incontro e ha con sé quattrocento uomini». |
|
|
|
|
Giacobbe si spaventò molto e si sentì angosciato; allora divise in due accampamenti la gente che era con lui, il gregge, gli armenti e i cammelli. | Gen 32,8 | Giacobbe si spaventò molto e si sentì angustiato; allora divise in due accampamenti la gente che era con lui, il gregge, gli armenti e i cammelli. |
|
|
|
|
Pensò infatti: "Se Esaù raggiunge un accampamento e lo batte, l'altro accampamento si salverà". | Gen 32,9 | Pensava infatti: «Se Esaù raggiunge un accampamento e lo sconfigge, l’altro si salverà». |
|
|
|
|
E Giacobbe disse: "Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco, Signore, che mi hai detto: Ritorna al tuo paese, nella tua patria e io ti farò del bene, | Gen 32,10 | Giacobbe disse: «Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco, Signore, che mi hai detto: “Ritorna nella tua terra e tra la tua parentela, e io ti farò del bene”, |
|
|
|
|
io sono indegno di tutta la benevolenza e di tutta la fedeltà che hai usato verso il tuo servo. Con il mio bastone soltanto avevo passato questo Giordano e ora sono divenuto tale da formare due accampamenti. | Gen 32,11 | io sono indegno di tutta la bontà e di tutta la fedeltà che hai usato verso il tuo servo. Con il mio solo bastone avevo passato questo Giordano e ora sono arrivato al punto di formare due accampamenti. |
|
|
|
|
Salvami dalla mano del mio fratello Esaù, perché io ho paura di lui: egli non arrivi e colpisca me e tutti, madre e bambini! | Gen 32,12 | Salvami dalla mano di mio fratello, dalla mano di Esaù, perché io ho paura di lui: che egli non arrivi e colpisca me e, senza riguardi, madri e bambini! |
|
|
|
|
Eppure tu hai detto: Ti farò del bene e renderò la tua discendenza come la sabbia del mare, tanto numerosa che non si può contare". | Gen 32,13 | Eppure tu hai detto: “Ti farò del bene e renderò la tua discendenza tanto numerosa come la sabbia del mare, che non si può contare”». |
|
|
|
|
Giacobbe rimase in quel luogo a passare la notte. Poi prese, di ciò che gli capitava tra mano, di che fare un dono al fratello Esaù: | Gen 32,14 | Giacobbe rimase in quel luogo a passare la notte. Poi prese, da ciò che gli capitava tra mano, un dono per il fratello Esaù: |
|
|
|
|
duecento capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni, | Gen 32,15 | duecento capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni, |
|
|
|
|
trenta cammelle allattanti con i loro piccoli, quaranta giovenche e dieci torelli, venti asine e dieci asinelli. | Gen 32,16 | trenta cammelle, che allattavano, con i loro piccoli, quaranta giovenche e dieci torelli, venti asine e dieci asinelli. |
|
|
|
|
Egli affidò ai suoi servi i singoli branchi separatamente e disse loro: "Passate davanti a me e lasciate un certo spazio tra un branco e l'altro". | Gen 32,17 | Egli affidò ai suoi servi i singoli branchi separatamente e disse loro: «Passate davanti a me e lasciate una certa distanza tra un branco e l’altro». |
|
|
|
|
Diede questo ordine al primo: "Quando ti incontrerà Esaù, mio fratello, e ti domanderà: Di chi sei tu? Dove vai? Di chi sono questi animali che ti camminano davanti?, | Gen 32,18 | Diede quest’ordine al primo: «Quando ti incontrerà Esaù, mio fratello, e ti domanderà: “A chi appartieni? Dove vai? Di chi sono questi animali che ti camminano davanti?”, |
|
|
|
|
tu risponderai: Di tuo fratello Giacobbe: è un dono inviato al mio signore Esaù; ecco egli stesso ci segue". | Gen 32,19 | tu risponderai: “Di tuo fratello Giacobbe; è un dono inviato al mio signore Esaù; ecco, egli stesso ci segue”». |
|
|
|
|
Lo stesso ordine diede anche al secondo e anche al terzo e a quanti seguivano i branchi: "Queste parole voi rivolgerete ad Esaù quando lo troverete; | Gen 32,20 | Lo stesso ordine diede anche al secondo e anche al terzo e a quanti seguivano i branchi: «Queste parole voi rivolgerete ad Esaù quando lo incontrerete; |
|
|
|
|
gli direte: Anche il tuo servo Giacobbe ci segue". Pensava infatti: "Lo placherò con il dono che mi precede e in seguito mi presenterò a lui; forse mi accoglierà con benevolenza". | Gen 32,21 | gli direte: “Anche il tuo servo Giacobbe ci segue”». Pensava infatti: «Lo placherò con il dono che mi precede e in seguito mi presenterò a lui; forse mi accoglierà con benevolenza». |
|
|
|
|
Così il dono passò prima di lui, mentr'egli trascorse quella notte nell'accampamento. | Gen 32,22 | Così il dono passò prima di lui, mentre egli trascorse quella notte nell’accampamento. |
|
|
|
|
Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. | Gen 32,23 | Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. |
|
|
|
|
Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. | Gen 32,24 | Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. |
|
|
|
|
Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. | Gen 32,25 | Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. |
|
|
|
|
Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. | Gen 32,26 | Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. |
|
|
|
|
Quegli disse: "Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora". Giacobbe rispose: "Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!". | Gen 32,27 | Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». |
|
|
|
|
Gli domandò: "Come ti chiami?". Rispose: "Giacobbe". | Gen 32,28 | Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». |
|
|
|
|
Riprese: "Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!". | Gen 32,29 | Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». |
|
|
|
|
Giacobbe allora gli chiese: "Dimmi il tuo nome". Gli rispose: "Perché mi chiedi il nome?". E qui lo benedisse. | Gen 32,30 | Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. |
|
|
|
|
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel, "Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva". | Gen 32,31 | Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». |
|
|
|
|
Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca. | Gen 32,32 | Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca. |
|
|
|
|
Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l'articolazione del femore, perché quell'uomo aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. | Gen 32,33 | Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. |
|
|
|
|
Giacobbe alzò gli occhi e vide arrivare Esaù che aveva con sé quattrocento uomini. Allora distribuì i figli tra Lia, Rachele e le due schiave; | Gen 33,1 | Giacobbe alzò gli occhi e vide arrivare Esaù, che aveva con sé quattrocento uomini. Allora distribuì i bambini tra Lia, Rachele e le due schiave; |
|
|
|
|
mise in testa le schiave con i loro figli, più indietro Lia con i suoi figli e più indietro Rachele e Giuseppe. | Gen 33,2 | alla testa mise le schiave con i loro bambini, più indietro Lia con i suoi bambini e più indietro Rachele e Giuseppe. |
|
|
|
|
Egli passò davanti a loro e si prostrò sette volte fino a terra, mentre andava avvicinandosi al fratello. | Gen 33,3 | Egli passò davanti a loro e si prostrò sette volte fino a terra, mentre andava avvicinandosi al fratello. |
|
|
|
|
Ma Esaù gli corse incontro, lo abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero. | Gen 33,4 | Ma Esaù gli corse incontro, lo abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e piansero. |
|
|
|
|
Alzati gli occhi, vide le donne e i fanciulli e disse: "Chi sono questi con te?". Rispose: "Sono i figli di cui Dio ha favorito il tuo servo". | Gen 33,5 | Alzàti gli occhi, vide le donne e i bambini e domandò: «Chi sono questi con te?». Giacobbe rispose: «Sono i bambini che Dio si è compiaciuto di dare al tuo servo». |
|
|
|
|
Allora si fecero avanti le schiave con i loro figli e si prostrarono. | Gen 33,6 | Allora si fecero avanti le schiave con i loro bambini e si prostrarono. |
|
|
|
|
Si fecero avanti anche Lia e i suoi figli e si prostrarono e infine si fecero avanti Rachele e Giuseppe e si prostrarono. | Gen 33,7 | Si fecero avanti anche Lia e i suoi bambini e si prostrarono e infine si fecero avanti Giuseppe e Rachele e si prostrarono. |
|
|
|
|
Domandò ancora: "Che è tutta questa carovana che ho incontrata?". Rispose: "È per trovar grazia agli occhi del mio signore". | Gen 33,8 | Domandò ancora: «Che cosa vuoi fare di tutta questa carovana che ho incontrato?». Rispose: «È per trovar grazia agli occhi del mio signore». |
|
|
|
|
Esaù disse: "Ne ho abbastanza del mio, fratello, resti per te quello che è tuo!". | Gen 33,9 | Esaù disse: «Ho beni in abbondanza, fratello mio, resti per te quello che è tuo!». |
|
|
|
|
Ma Giacobbe disse: "No, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, accetta dalla mia mano il mio dono, perché appunto per questo io sono venuto alla tua presenza, come si viene alla presenza di Dio, e tu mi hai gradito. | Gen 33,10 | Ma Giacobbe disse: «No, ti prego, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, accetta dalla mia mano il mio dono, perché io sto alla tua presenza, come davanti a Dio, e tu mi hai gradito. |
|
|
|
|
Accetta il mio dono augurale che ti è stato presentato, perché Dio mi ha favorito e sono provvisto di tutto!". Così egli insistette e quegli accettò. | Gen 33,11 | Accetta il dono augurale che ti è stato presentato, perché Dio mi ha favorito e sono provvisto di tutto!». Così egli insistette e quegli accettò. |
|
|
|
|
Esaù disse: "Leviamo l'accampamento e mettiamoci in viaggio: io camminerò davanti a te". | Gen 33,12 | Esaù disse: «Partiamo e mettiamoci in viaggio: io camminerò davanti a te». |
|
|
|
|
Gli rispose: "Il mio signore sa che i fanciulli sono delicati e che ho a mio carico i greggi e gli armenti che allattano: se si affaticano anche un giorno solo, tutte le bestie moriranno. | Gen 33,13 | Gli rispose: «Il mio signore sa che i bambini sono delicati e che devo aver cura delle greggi e degli armenti che allattano: se si affaticassero anche un giorno solo, tutte le bestie morirebbero. |
|
|
|
|
Il mio signore passi prima del suo servo, mentre io mi sposterò a tutto mio agio, al passo di questo bestiame che mi precede e al passo dei fanciulli, finché arriverò presso il mio signore a Seir". | Gen 33,14 | Il mio signore passi prima del suo servo, mentre io mi sposterò con mio agio, tenendo il passo di questo bestiame che mi precede e dei bambini, finché arriverò presso il mio signore in Seir». |
|
|
|
|
Disse allora Esaù: "Almeno possa lasciare con te una parte della gente che ho con me!". Rispose: "Ma perché? Possa io solo trovare grazia agli occhi del mio signore!". | Gen 33,15 | Disse allora Esaù: «Almeno possa lasciare con te una parte della gente che ho con me!». Rispose: «Ma perché? Basta solo che io trovi grazia agli occhi del mio signore!». |
|
|
|
|
Così in quel giorno stesso Esaù ritornò sul suo cammino verso Seir. | Gen 33,16 | Così quel giorno stesso Esaù ritornò per conto proprio in Seir. |
|
|
|
|
Giacobbe invece si trasportò a Succot, dove costruì una casa per sé e fece capanne per il gregge. Per questo chiamò quel luogo Succot. | Gen 33,17 | Giacobbe invece partì per Succot, dove costruì una casa per sé e fece capanne per il gregge. Per questo chiamò quel luogo Succot. |
|
|
|
|
Giacobbe arrivò sano e salvo alla città di Sichem, che è nel paese di Canaan, quando tornò da Paddan-Aram e si accampò di fronte alla città. | Gen 33,18 | Giacobbe arrivò sano e salvo alla città di Sichem, che è nella terra di Canaan, al ritorno da Paddan-Aram e si accampò di fronte alla città. |
|
|
|
|
Acquistò dai figli di Camor, padre di Sichem, per cento pezzi d'argento, quella porzione di campagna dove aveva piantato la tenda. | Gen 33,19 | Acquistò dai figli di Camor, padre di Sichem, per cento pezzi d’argento, quella porzione di campagna dove aveva piantato la tenda. |
|
|
|
|
Qui eresse un altare e lo chiamò "El, Dio d'Israele". | Gen 33,20 | Qui eresse un altare e lo chiamò «El, Dio d’Israele». |
|
|
|
|
Dina, la figlia che Lia aveva partorita a Giacobbe, uscì a vedere le ragazze del paese. | Gen 34,1 | Dina, la figlia che Lia aveva partorito a Giacobbe, uscì a vedere le ragazze del posto. |
|
|
|
|
Ma la vide Sichem, figlio di Camor l'Eveo, principe di quel paese, e la rapì, si unì a lei e le fece violenza. | Gen 34,2 | Ma la notò Sichem, figlio di Camor l’Eveo, principe di quel territorio, la rapì e si coricò con lei facendole violenza. |
|
|
|
|
Egli rimase legato a Dina, figlia di Giacobbe; amò la fanciulla e le rivolse parole di conforto. | Gen 34,3 | Ma poi egli rimase legato a Dina, figlia di Giacobbe; s’innamorò della giovane e le rivolse parole di conforto. |
|
|
|
|
Poi disse a Camor suo padre: "Prendimi in moglie questa ragazza". | Gen 34,4 | Quindi disse a Camor, suo padre: «Prendimi in moglie questa ragazza». |
|
|
|
|
Intanto Giacobbe aveva saputo che quegli aveva disonorato Dina, sua figlia, ma i suoi figli erano in campagna con il suo bestiame. Giacobbe tacque fino al loro arrivo. | Gen 34,5 | Intanto Giacobbe aveva saputo che quello aveva disonorato sua figlia Dina, ma i suoi figli erano in campagna con il suo bestiame, e Giacobbe tacque fino al loro arrivo. |
|
|
|
|
Venne dunque Camor, padre di Sichem, da Giacobbe per parlare con lui. | Gen 34,6 | Venne dunque Camor, padre di Sichem, da Giacobbe per parlare con lui. |
|
|
|
|
Quando i figli di Giacobbe tornarono dalla campagna, sentito l'accaduto, ne furono addolorati e s'indignarono molto, perché quelli aveva commesso un'infamia in Israele, unendosi alla figlia di Giacobbe: così non si doveva fare! | Gen 34,7 | Quando i figli di Giacobbe tornarono dalla campagna, sentito l’accaduto, ne furono addolorati e s’indignarono molto, perché quegli, coricandosi con la figlia di Giacobbe, aveva commesso un’infamia in Israele: così non si doveva fare! |
|
|
|
|
Camor disse loro: "Sichem, mio figlio, è innamorato della vostra figlia; dategliela in moglie! | Gen 34,8 | Camor disse loro: «Sichem, mio figlio, è innamorato della vostra figlia; vi prego, dategliela in moglie! |
|
|
|
|
Anzi, alleatevi con noi: voi darete a noi le vostre figlie e vi prenderete per voi le nostre figlie. | Gen 34,9 | Anzi, imparentatevi con noi: voi darete a noi le vostre figlie e vi prenderete per voi le nostre figlie. |
|
|
|
|
Abiterete con noi e il paese sarà a vostra disposizione; risiedetevi, percorretelo in lungo e in largo e acquistate proprietà in esso". | Gen 34,10 | Abiterete con noi e la terra sarà a vostra disposizione; potrete risiedervi, percorrerla in lungo e in largo e acquistare proprietà». |
|
|
|
|
Sichem disse ancora al padre e ai fratelli di lei: "Possa io trovare grazia agli occhi vostri; vi darò quel che mi direte. | Gen 34,11 | Sichem disse al padre e ai fratelli di lei: «Possa io trovare grazia agli occhi vostri; vi darò quel che mi direte. |
|
|
|
|
Alzate pure molto a mio carico il prezzo nuziale e il valore del dono; vi darò quanto mi chiederete, ma datemi la giovane in moglie!". | Gen 34,12 | Alzate pure molto a mio carico il prezzo nuziale e il valore del dono; vi darò quanto mi chiederete, ma concedetemi la giovane in moglie!». |
|
|
|
|
Allora i figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor e parlarono con inganno, perché quegli aveva disonorato la loro sorella Dina. | Gen 34,13 | Allora i figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor e parlarono con inganno, poiché quegli aveva disonorato la loro sorella Dina. |
|
|
|
|
Dissero loro: "Non possiamo fare questo, dare cioè la nostra sorella ad un uomo non circonciso, perché ciò sarebbe un disonore per noi. | Gen 34,14 | Dissero loro: «Non possiamo fare questo, dare la nostra sorella a un uomo non circonciso, perché ciò sarebbe un disonore per noi. |
|
|
|
|
Solo a questa condizione acconsentiremo alla vostra richiesta, se cioè voi diventerete come noi, circoncidendo ogni vostro maschio. | Gen 34,15 | Acconsentiremo alla vostra richiesta solo a questa condizione: diventare come noi, circoncidendo ogni vostro maschio. |
|
|
|
|
Allora noi vi daremo le nostre figlie e ci prenderemo le vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo. | Gen 34,16 | In tal caso noi vi daremo le nostre figlie e ci prenderemo le vostre, abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo. |
|
|
|
|
Ma se voi non ci ascoltate a proposito della nostra circoncisione, prenderemo la nostra figlia e ce ne andremo". | Gen 34,17 | Ma se voi non ci ascoltate a proposito della nostra circoncisione, prenderemo la nostra ragazza e ce ne andremo». |
|
|
|
|
Le loro parole piacquero a Camor e a Sichem, figlio di Camor. | Gen 34,18 | Le loro parole piacquero a Camor e a Sichem, figlio di Camor. |
|
|
|
|
Il giovane non indugiò ad eseguire la cosa, perché amava la figlia di Giacobbe; d'altra parte era il più onorato di tutto il casato di suo padre. | Gen 34,19 | Il giovane non indugiò a eseguire la cosa, perché amava la figlia di Giacobbe; d’altra parte era il più onorato di tutto il casato di suo padre. |
|
|
|
|
Vennero dunque Camor e il figlio Sichem alla porta della loro città e parlarono agli uomini della città: | Gen 34,20 | Vennero dunque Camor e il figlio Sichem alla porta della loro città e parlarono agli uomini della città: |
|
|
|
|
"Questi uomini sono gente pacifica: abitino pure con noi nel paese e lo percorrano in lungo e in largo; esso è molto ampio per loro in ogni direzione. Noi potremo prendere per mogli le loro figlie e potremo dare a loro le nostre. | Gen 34,21 | «Questi uomini sono gente pacifica con noi: abitino pure con noi nel territorio e lo percorrano in lungo e in largo; esso è molto ampio per loro in ogni direzione. Noi potremo prendere in moglie le loro figlie e potremo dare loro le nostre. |
|
|
|
|
Ma solo ad una condizione questi uomini acconsentiranno ad abitare con noi, a diventare un sol popolo: se cioè noi circoncidiamo ogni nostro maschio come loro stessi sono circoncisi. | Gen 34,22 | Ma questi uomini a una condizione acconsentiranno ad abitare con noi, per diventare un unico popolo: se noi circoncidiamo ogni nostro maschio come loro stessi sono circoncisi. |
|
|
|
|
I loro armenti, la loro ricchezza e tutto il loro bestiame non saranno forse nostri? Accontentiamoli dunque e possano abitare con noi!". | Gen 34,23 | I loro armenti, la loro ricchezza e tutto il loro bestiame non diverranno forse nostri? Accontentiamoli dunque, e possano abitare con noi!». |
|
|
|
|
Quanti avevano accesso alla porta della sua città ascoltarono Camor e il figlio Sichem: tutti i maschi, quanti avevano accesso alla porta della città, si fecero circoncidere. | Gen 34,24 | Quanti si radunavano alla porta della sua città ascoltarono Camor e il figlio Sichem: tutti i maschi, quanti si radunavano alla porta della città, si fecero circoncidere. |
|
|
|
|
Ma il terzo giorno, quand'essi erano sofferenti, i due figli di Giacobbe, Simeone e Levi, i fratelli di Dina, presero ciascuno una spada, entrarono nella città con sicurezza e uccisero tutti i maschi. | Gen 34,25 | Ma il terzo giorno, quand’essi erano sofferenti, i due figli di Giacobbe, Simeone e Levi, i fratelli di Dina, presero ciascuno la propria spada, entrarono indisturbati nella città e uccisero tutti i maschi. |
|
|
|
|
Passarono così a fil di spada Camor e suo figlio Sichem, portarono via Dina dalla casa di Sichem e si allontanarono. | Gen 34,26 | Passarono così a fil di spada Camor e suo figlio Sichem, portarono via Dina dalla casa di Sichem e si allontanarono. |
|
|
|
|
I figli di Giacobbe si buttarono sui cadaveri e saccheggiarono la città, perché quelli avevano disonorato la loro sorella. | Gen 34,27 | I figli di Giacobbe si buttarono sui cadaveri e saccheggiarono la città, perché quelli avevano disonorato la loro sorella. |
|
|
|
|
Presero così i loro greggi e i loro armenti, i loro asini e quanto era nella città e nella campagna. | Gen 34,28 | Presero le loro greggi e i loro armenti, i loro asini e quanto era nella città e nella campagna. |
|
|
|
|
Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini e le loro donne e saccheggiarono quanto era nelle case. | Gen 34,29 | Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini e le loro donne e saccheggiarono quanto era nelle case. |
|
|
|
|
Allora Giacobbe disse a Simeone e a Levi: "Voi mi avete messo in difficoltà, rendendomi odioso agli abitanti del paese, ai Cananei e ai Perizziti, mentre io ho pochi uomini; essi si raduneranno contro di me, mi vinceranno e io sarò annientato con la mia casa". | Gen 34,30 | Allora Giacobbe disse a Simeone e a Levi: «Voi mi avete rovinato, rendendomi odioso agli abitanti della regione, ai Cananei e ai Perizziti. Io ho solo pochi uomini; se essi si raduneranno contro di me, mi vinceranno e io sarò annientato con la mia casa». |
|
|
|
|
Risposero: "Si tratta forse la nostra sorella come una prostituta?". | Gen 34,31 | Risposero: «Si tratta forse la nostra sorella come una prostituta?». |
|
|
|
|
Dio disse a Giacobbe: "Alzati, va' a Betel e abita là; costruisci in quel luogo un altare al Dio che ti è apparso quando fuggivi Esaù, tuo fratello". | Gen 35,1 | Dio disse a Giacobbe: «Àlzati, sali a Betel e abita là; costruisci in quel luogo un altare al Dio che ti è apparso quando fuggivi lontano da Esaù, tuo fratello». |
|
|
|
|
Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti erano con lui: "Eliminate gli dèi stranieri che avete con voi, purificatevi e cambiate gli abiti. | Gen 35,2 | Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti erano con lui: «Eliminate gli dèi degli stranieri che avete con voi, purificatevi e cambiate gli abiti. |
|
|
|
|
Poi alziamoci e andiamo a Betel, dove io costruirò un altare al Dio che mi ha esaudito al tempo della mia angoscia e che è stato con me nel cammino che ho percorso". | Gen 35,3 | Poi alziamoci e saliamo a Betel, dove io costruirò un altare al Dio che mi ha esaudito al tempo della mia angoscia ed è stato con me nel cammino che ho percorso». |
|
|
|
|
Essi consegnarono a Giacobbe tutti gli dèi stranieri che possedevano e i pendenti che avevano agli orecchi; Giacobbe li sotterrò sotto la quercia presso Sichem. | Gen 35,4 | Essi consegnarono a Giacobbe tutti gli dèi degli stranieri che possedevano e i pendenti che avevano agli orecchi, e Giacobbe li sotterrò sotto la quercia presso Sichem. |
|
|
|
|
Poi levarono l'accampamento e un grande terrore assalì i popoli che stavano attorno a loro, così che non inseguirono i figli di Giacobbe. | Gen 35,5 | Poi partirono e un grande terrore assalì le città all’intorno, così che non inseguirono i figli di Giacobbe. |
|
|
|
|
Giacobbe e tutta la gente ch'era con lui arrivarono a Luz, cioè Betel, che è nel paese di Canaan. | Gen 35,6 | Giacobbe e tutta la gente che era con lui arrivarono a Luz, cioè Betel, che è nella terra di Canaan. |
|
|
|
|
Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo "El-Betel", perché là Dio gli si era rivelato, quando sfuggiva al fratello. | Gen 35,7 | Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo El-Betel, perché là Dio gli si era rivelato, quando fuggiva lontano da suo fratello. |
|
|
|
|
Allora morì Dèbora, la nutrice di Rebecca, e fu sepolta al disotto di Betel, ai piedi della quercia, che perciò si chiamò Quercia del Pianto. | Gen 35,8 | Allora morì Dèbora, la nutrice di Rebecca, e fu sepolta al di sotto di Betel, ai piedi della quercia. Così essa prese il nome di Quercia del Pianto. |
|
|
|
|
Dio apparve un'altra volta a Giacobbe, quando tornava da Paddan-Aram, e lo benedisse. | Gen 35,9 | Dio apparve un’altra volta a Giacobbe durante il ritorno da Paddan-Aram e lo benedisse. |
|
|
|
|
Dio gli disse: "Il tuo nome è Giacobbe. Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele sarà il tuo nome". Così lo si chiamò Israele. | Gen 35,10 | Dio gli disse: «Il tuo nome è Giacobbe. Ma non ti chiamerai più Giacobbe: Israele sarà il tuo nome». Così lo si chiamò Israele. |
|
|
|
|
Dio gli disse: "Io sono Dio onnipotente. Sii fecondo e diventa numeroso, popolo e assemblea di popoli verranno da te, re usciranno dai tuoi fianchi. | Gen 35,11 | Dio gli disse: «Io sono Dio l’Onnipotente. Sii fecondo e diventa numeroso; deriveranno da te una nazione e un insieme di nazioni, e re usciranno dai tuoi fianchi. |
|
|
|
|
Il paese che ho concesso ad Abramo e a Isacco darò a te e alla tua stirpe dopo di te darò il paese". | Gen 35,12 | Darò a te la terra che ho concesso ad Abramo e a Isacco e, dopo di te, la darò alla tua stirpe». |
|
|
|
|
Dio scomparve da lui, nel luogo dove gli aveva parlato. | Gen 35,13 | Dio disparve da lui, dal luogo dove gli aveva parlato. |
|
|
|
|
Allora Giacobbe eresse una stele, dove gli aveva parlato, una stele di pietra, e su di essa fece una libazione e versò olio. | Gen 35,14 | Allora Giacobbe eresse una stele dove gli aveva parlato, una stele di pietra, e su di essa fece una libagione e versò olio. |
|
|
|
|
Giacobbe chiamò Betel il luogo dove Dio gli aveva parlato. | Gen 35,15 | Giacobbe chiamò Betel il luogo dove Dio gli aveva parlato. |
|
|
|
|
Quindi levarono l'accampamento da Betel. Mancava ancora un tratto di cammino per arrivare ad Èfrata, quando Rachele partorì ed ebbe un parto difficile. | Gen 35,16 | Quindi partirono da Betel. Mancava ancora un tratto di cammino per arrivare a Èfrata, quando Rachele partorì ed ebbe un parto difficile. |
|
|
|
|
Mentre penava a partorire, la levatrice le disse: "Non temere: anche questo è un figlio!". | Gen 35,17 | Mentre penava a partorire, la levatrice le disse: «Non temere: anche questa volta avrai un figlio!». |
|
|
|
|
Mentre esalava l'ultimo respiro, perché stava morendo, essa lo chiamò Ben-Oni, ma suo padre lo chiamò Beniamino. | Gen 35,18 | Ormai moribonda, quando stava per esalare l’ultimo respiro, lei lo chiamò Ben-Onì, ma suo padre lo chiamò Beniamino. |
|
|
|
|
Così Rachele morì e fu sepolta lungo la strada verso Efrata, cioè Betlemme. | Gen 35,19 | Così Rachele morì e fu sepolta lungo la strada verso Èfrata, cioè Betlemme. |
|
|
|
|
Giacobbe eresse sulla sua tomba una stele. Questa stele della tomba di Rachele esiste fino ad oggi. | Gen 35,20 | Giacobbe eresse sulla sua tomba una stele. È la stele della tomba di Rachele, che esiste ancora oggi. |
|
|
|
|
Poi Israele levò l'accampamento e piantò la tenda al di là di Migdal-Eder. | Gen 35,21 | Poi Israele partì e piantò la tenda al di là di Migdal-Eder. |
|
|
|
|
Mentre Israele abitava in quel paese, Ruben andò a unirsi con Bila, concubina del padre, e Israele lo venne a sapere. I figli di Giacobbe furono dodici. | Gen 35,22 | Mentre Israele abitava in quel territorio, Ruben andò a unirsi con Bila, concubina del padre, e Israele lo venne a sapere. I figli di Giacobbe furono dodici. |
|
|
|
|
I figli di Lia: il primogenito di Giacobbe, Ruben, poi Simeone, Levi, Giuda, Issacar e Zàbulon. | Gen 35,23 | Figli di Lia: Ruben, il primogenito di Giacobbe, poi Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar e Zàbulon; |
|
|
|
|
I figli di Rachele: Giuseppe e Beniamino. | Gen 35,24 | figli di Rachele: Giuseppe e Beniamino; |
|
|
|
|
I figli di Bila, schiava di Rachele: Dan e Neftali. | Gen 35,25 | figli di Bila, schiava di Rachele: Dan e Nèftali; |
|
|
|
|
I figli di Zilpa, schiava di Lia: Gad e Aser. Questi sono i figli di Giacobbe che gli nacquero in Paddan-Aram. | Gen 35,26 | figli di Zilpa, schiava di Lia: Gad e Aser. Questi sono i figli di Giacobbe, che gli nacquero in Paddan-Aram. |
|
|
|
|
Giacobbe venne da suo padre Isacco a Mamre, a Kiriat-Arba, cioè Ebron, dove Abramo e Isacco avevano soggiornato come forestieri. | Gen 35,27 | Giacobbe venne da suo padre Isacco a Mamre, a Kiriat-Arbà, cioè Ebron, dove Abramo e Isacco avevano soggiornato come forestieri. |
|
|
|
|
Isacco raggiunse l'età di centottant'anni. | Gen 35,28 | Isacco raggiunse l’età di centoottant’anni. |
|
|
|
|
Poi Isacco spirò, morì e si riunì al suo parentado, vecchio e sazio di giorni. Lo seppellirono i suoi figli Esaù e Giacobbe. | Gen 35,29 | Poi Isacco spirò, morì e si riunì ai suoi antenati, vecchio e sazio di giorni. Lo seppellirono i suoi figli Esaù e Giacobbe. |
|
|
|
|
Questa è la discendenza di Esaù, cioè Edom. | Gen 36,1 | Questa è la discendenza di Esaù, cioè Edom. |
|
|
|
|
Esaù prese le mogli tra le figlie dei Cananei: Ada, figlia di Elon, l'Hittita; Oolibama, figlia di Ana, figlio di Zibeon, l'Hurrita; | Gen 36,2 | Esaù prese le sue mogli tra le figlie dei Cananei: Ada, figlia di Elon, l’Ittita; Oolibamà, figlia di Anà, figlio di Sibeon, l’Urrita; |
|
|
|
|
Basemat, figlia di Ismaele, sorella di Nebaiot. | Gen 36,3 | Basmat, figlia di Ismaele, sorella di Nebaiòt. |
|
|
|
|
Ada partorì ad Esaù Elifaz, Basemat partorì Reuel, | Gen 36,4 | Ada partorì a Esaù Elifaz, Basmat partorì Reuèl, |
|
|
|
|
Oolibama partorì Ieus, Iaalam e Core. Questi sono i figli di Esaù, che gli nacquero nel paese di Canaan. | Gen 36,5 | Oolibamà partorì Ieus, Ialam e Core. Questi sono i figli di Esaù, che gli nacquero nella terra di Canaan. |
|
|
|
|
Poi Esaù prese le mogli e i figli e le figlie e tutte le persone della sua casa, il suo gregge e tutto il suo bestiame e tutti i suoi beni che aveva acquistati nel paese di Canaan e andò nel paese di Seir, lontano dal fratello Giacobbe. | Gen 36,6 | Poi Esaù prese con sé le mogli, i figli e le figlie e tutte le persone della sua casa, il suo gregge e tutto il suo bestiame e tutti i suoi beni che aveva acquistati nella terra di Canaan e andò in una regione lontano dal fratello Giacobbe. |
|
|
|
|
Infatti i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero abitare insieme e il territorio, dove essi soggiornavano, non poteva sostenerli per causa del loro bestiame. | Gen 36,7 | Infatti i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero abitare insieme, e il territorio dove soggiornavano come forestieri non bastava a sostenerli a causa del loro bestiame. |
|
|
|
|
Così Esaù si stabilì sulle montagne di Seir. Ora Esaù è Edom. | Gen 36,8 | Così Esaù si stabilì sulle montagne di Seir. Esaù è Edom. |
|
|
|
|
Questa è la discendenza di Esaù, padre degli Idumei, nelle montagne di Seir. | Gen 36,9 | Questa è la discendenza di Esaù, padre degli Edomiti, nelle montagne di Seir. |
|
|
|
|
Questi sono i nomi dei figli di Esaù: Elifaz, figlio di Ada, moglie di Esaù; Reuel, figlio di Basemat, moglie di Esaù. | Gen 36,10 | Questi sono i nomi dei figli di Esaù: Elifaz, figlio di Ada, moglie di Esaù; Reuèl, figlio di Basmat, moglie di Esaù. |
|
|
|
|
I figli di Elifaz furono: Teman, Omar, Zefo, Gatam, Kenaz. | Gen 36,11 | I figli di Elifaz furono: Teman, Omar, Sefò, Gatam, Kenaz. |
|
|
|
|
Elifaz, figlio di Esaù, aveva per concubina Timna, la quale ad Elifaz partorì Amalek. Questi sono i figli di Ada, moglie di Esaù. | Gen 36,12 | Timna era concubina di Elifaz, figlio di Esaù, e gli generò Amalèk. Questi sono i figli di Ada, moglie di Esaù. |
|
|
|
|
Questi sono i figli di Reuel: Naat e Zerach, Samma e Mizza. Questi furono i figli di Basemat, moglie di Esaù. | Gen 36,13 | Questi sono i figli di Reuèl: Nacat e Zerach, Sammà e Mizzà. Questi furono i figli di Basmat, moglie di Esaù. |
|
|
|
|
Questi furono i figli di Oolibama, moglie di Esaù, figlia di Ana, figlio di Zibeon; essa partorì a Esaù Ieus, Iaalam e Core. | Gen 36,14 | Questi furono i figli di Oolibamà, moglie di Esaù, figlia di Anà, figlio di Sibeon; ella partorì a Esaù Ieus, Ialam e Core. |
|
|
|
|
Questi sono i capi dei figli di Esaù: i figli di Elifaz primogenito di Esaù: il capo di Teman, il capo di Omar, il capo di Zefo, il capo di Kenaz, | Gen 36,15 | Questi sono i capi dei figli di Esaù: i figli di Elifaz primogenito di Esaù: il capo di Teman, il capo di Omar, il capo di Sefò, il capo di Kenaz, |
|
|
|
|
il capo di Core, il capo di Gatam, il capo di Amalek. Questi sono i capi di Elifaz nel paese di Edom: questi sono i figli di Ada. | Gen 36,16 | il capo di Core, il capo di Gatam, il capo di Amalèk. Questi sono i capi di Elifaz nel territorio di Edom: questi sono i figli di Ada. |
|
|
|
|
Questi i figli di Reuel, figlio di Esaù: il capo di Naat, il capo di Zerach, il capo di Samma, il capo di Mizza. Questi sono i capi di Reuel nel paese di Edom; questi sono i figli di Basemat, moglie di Esaù. | Gen 36,17 | Questi sono i figli di Reuèl, figlio di Esaù: il capo di Nacat, il capo di Zerach, il capo di Sammà, il capo di Mizzà. Questi sono i capi di Reuèl nel territorio di Edom; questi sono i figli di Basmat, moglie di Esaù. |
|
|
|
|
Questi sono i figli di Oolibama, moglie di Esaù: il capo di Ieus, il capo di Iaalam, il capo di Core. Questi sono i capi di Oolibama, figlia di Ana, moglie di Esaù. | Gen 36,18 | Questi sono i figli di Oolibamà, moglie di Esaù: il capo di Ieus, il capo di Ialam, il capo di Core. Questi sono i capi di Oolibamà, figlia di Anà, moglie di Esaù. |
|
|
|
|
Questi sono i figli di Esaù e questi i loro capi. Egli è Edom. | Gen 36,19 | Questi sono i figli di Esaù e questi i loro capi. Questo è il popolo degli Edomiti. |
|
|
|
|
Questi sono i figli di Seir l'Hurrita, che abitano il paese: Lotan, Sobal, Zibeon, Ana, | Gen 36,20 | Questi sono i figli di Seir l’Urrita, che abitano la regione: Lotan, Sobal, Sibeon, Anà, |
|
|
|
|
Dison, Eser e Disan. Questi sono i capi degli Hurriti, figli di Seir, nel paese di Edom. | Gen 36,21 | Dison, Eser e Disan. Questi sono i capi degli Urriti, figli di Seir, nel territorio di Edom. |
|
|
|
|
I figli di Lotan furono Ori e Emam e la sorella di Lotan era Timna. | Gen 36,22 | I figli di Lotan furono Orì e Emam e la sorella di Lotan era Timna. |
|
|
|
|
I figli di Sobal sono Alvan, Manacat, Ebal, Sefo e Onam. | Gen 36,23 | I figli di Sobal sono Alvan, Manàcat, Ebal, Sefò e Onam. |
|
|
|
|
I figli di Zibeon sono Aia e Ana; questo è l'Ana che trovò le sorgenti calde nel deserto, mentre pascolava gli asini del padre Zibeon. | Gen 36,24 | I figli di Sibeon sono Aià e Anà; fu proprio Anà che trovò le sorgenti calde nel deserto, mentre pascolava gli asini del padre Sibeon. |
|
|
|
|
I figli di Ana sono Dison e Oolibama, figlia di Ana. | Gen 36,25 | I figli di Anà sono Dison e Oolibamà. |
|
|
|
|
I figli di Dison sono Emdam, Esban, Itran e Cheran. | Gen 36,26 | I figli di Dison sono Chemdan, Esban, Itran e Cheran. |
|
|
|
|
I figli di Eser sono Bilan, Zaavan e Akan. | Gen 36,27 | I figli di Eser sono Bilan, Zaavan e Akan. |
|
|
|
|
I figli di Disan sono Uz e Aran. | Gen 36,28 | I figli di Disan sono Us e Aran. |
|
|
|
|
Questi sono i capi degli Hurriti: il capo di Lotan, il capo di Sobal, il capo di Zibeon, il capo di Ana, | Gen 36,29 | Questi sono i capi degli Urriti: il capo di Lotan, il capo di Sobal, il capo di Sibeon, il capo di Anà, |
|
|
|
|
il capo di Dison, il capo di Eser, il capo di Disan. Questi sono i capi degli Hurriti, secondo le loro tribù nel paese di Seir. | Gen 36,30 | il capo di Dison, il capo di Eser, il capo di Disan. Questi sono i capi degli Urriti, secondo le loro tribù nella regione di Seir. |
|
|
|
|
Questi sono i re che regnarono nel paese di Edom, prima che regnasse un re degli Israeliti. | Gen 36,31 | Questi sono i re che regnarono nel territorio di Edom, prima che regnasse un re sugli Israeliti. |
|
|
|
|
Regnò dunque in Edom Bela, figlio di Beor, e la sua città si chiama Dinaba. | Gen 36,32 | Regnò dunque in Edom Bela, figlio di Beor, e la sua città si chiamava Dinaba. |
|
|
|
|
Bela morì e regnò al suo posto Iobab, figlio di Zerach, da Bosra. | Gen 36,33 | Bela morì e al suo posto regnò Iobab, figlio di Zerach, da Bosra. |
|
|
|
|
Iobab morì e regnò al suo posto Usam, del territorio dei Temaniti. | Gen 36,34 | Iobab morì e al suo posto regnò Cusam, del territorio dei Temaniti. |
|
|
|
|
Usam morì e regnò al suo posto Adad, figlio di Bedad, colui che vinse i Madianiti nelle steppe di Moab; la sua città si chiama Avit. | Gen 36,35 | Cusam morì e al suo posto regnò Adad, figlio di Bedad, colui che vinse i Madianiti nelle steppe di Moab; la sua città si chiamava Avìt. |
|
|
|
|
Adad morì e regnò al suo posto Samla da Masreka. | Gen 36,36 | Adad morì e al suo posto regnò Samla da Masrekà. |
|
|
|
|
Samla morì e regnò al suo posto Saul da Recobot-Naar. | Gen 36,37 | Samla morì e al suo posto regnò Saul da Recobòt-Naar. |
|
|
|
|
Saul morì e regnò al suo posto Baal-Canan, figlio di Acbor. | Gen 36,38 | Saul morì e al suo posto regnò Baal-Canan, figlio di Acbor. |
|
|
|
|
Baal-Canan, figlio di Acbor, morì e regnò al suo posto Adar: la sua città si chiama Pau e la moglie si chiamava Meetabel, figlia di Matred, da Me-Zaab. | Gen 36,39 | Baal-Canan, figlio di Acbor, morì e al suo posto regnò Adar: la sua città si chiama Pau e la moglie si chiamava Meetabèl, figlia di Matred, figlia di Me-Zaab. |
|
|
|
|
Questi sono i nomi dei capi di Esaù, secondo le loro famiglie, le loro località, con i loro nomi: il capo di Timna, il capo di Alva, il capo di Ietet, | Gen 36,40 | Questi sono i nomi dei capi di Esaù, secondo le loro famiglie, le loro località, con i loro nomi: il capo di Timna, il capo di Alva, il capo di Ietet, |
|
|
|
|
il capo di Oolibama, il capo di Ela, il capo di Pinon, | Gen 36,41 | il capo di Oolibamà, il capo di Ela, il capo di Pinon, |
|
|
|
|
il capo di Kenan, il capo di Teman, il capo di Mibsar, | Gen 36,42 | il capo di Kenaz, il capo di Teman, il capo di Mibsar, |
|
|
|
|
il capo di Magdiel, il capo di Iram. Questi sono i capi di Edom secondo le loro sedi nel territorio di loro proprietà. È appunto questo Esaù il padre degli Idumei. | Gen 36,43 | il capo di Magdièl, il capo di Iram. Questi sono i capi di Edom secondo le loro sedi nel territorio di loro proprietà. È questi, Esaù, il padre degli Edomiti. |
|
|
|
|
Giacobbe si stabilì nel paese dove suo padre era stato forestiero, nel paese di Canaan. | Gen 37,1 | Giacobbe si stabilì nella terra dove suo padre era stato forestiero, nella terra di Canaan. |
|
|
|
|
Questa è la storia della discendenza di Giacobbe. Giuseppe all'età di diciassette anni pascolava il gregge con i fratelli. Egli era giovane e stava con i figli di Bila e i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Ora Giuseppe riferì al loro padre i pettegolezzi sul loro conto. | Gen 37,2 | Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe all’età di diciassette anni pascolava il gregge con i suoi fratelli. Essendo ancora giovane, stava con i figli di Bila e i figli di Zilpa, mogli di suo padre. Ora Giuseppe riferì al padre di chiacchiere maligne su di loro. |
|
|
|
|
Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica dalle lunghe maniche. | Gen 37,3 | Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. |
|
|
|
|
I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente. | Gen 37,4 | I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente. |
|
|
|
|
Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancor di più. | Gen 37,5 | Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancora di più. |
|
|
|
|
Disse dunque loro: "Ascoltate questo sogno che ho fatto. | Gen 37,6 | Disse dunque loro: «Ascoltate il sogno che ho fatto. |
|
|
|
|
Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand'ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni vennero intorno e si prostrarono davanti al mio". | Gen 37,7 | Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand’ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni si posero attorno e si prostrarono davanti al mio». |
|
|
|
|
Gli dissero i suoi fratelli: "Vorrai forse regnare su di noi o ci vorrai dominare?". Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole. | Gen 37,8 | Gli dissero i suoi fratelli: «Vuoi forse regnare su di noi o ci vuoi dominare?». Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole. |
|
|
|
|
Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò al padre e ai fratelli e disse: "Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me". | Gen 37,9 | Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò ai fratelli e disse: «Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me». |
|
|
|
|
Lo narrò dunque al padre e ai fratelli e il padre lo rimproverò e gli disse: "Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io e tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?". | Gen 37,10 | Lo narrò dunque al padre e ai fratelli. Ma il padre lo rimproverò e gli disse: «Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io, tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?». |
|
|
|
|
I suoi fratelli perciò erano invidiosi di lui, ma suo padre tenne in mente la cosa. | Gen 37,11 | I suoi fratelli perciò divennero invidiosi di lui, mentre il padre tenne per sé la cosa. |
|
|
|
|
I suoi fratelli andarono a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. | Gen 37,12 | I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. |
|
|
|
|
Israele disse a Giuseppe: "Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro". Gli rispose: "Eccomi!". | Gen 37,13 | Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Gli rispose: «Eccomi!». |
|
|
|
|
Gli disse: "Va' a vedere come stanno i tuoi fratelli e come sta il bestiame, poi torna a riferirmi". Lo fece dunque partire dalla valle di Ebron ed egli arrivò a Sichem. | Gen 37,14 | Gli disse: «Va’ a vedere come stanno i tuoi fratelli e come sta il bestiame, poi torna a darmi notizie». Lo fece dunque partire dalla valle di Ebron ed egli arrivò a Sichem. |
|
|
|
|
Mentr'egli andava errando per la campagna, lo trovò un uomo, che gli domandò: "Che cerchi?". | Gen 37,15 | Mentre egli si aggirava per la campagna, lo trovò un uomo, che gli domandò: «Che cosa cerchi?». |
|
|
|
|
Rispose: "Cerco i miei fratelli. Indicami dove si trovano a pascolare". | Gen 37,16 | Rispose: «Sono in cerca dei miei fratelli. Indicami dove si trovano a pascolare». |
|
|
|
|
Quell'uomo disse: "Hanno tolto le tende di qui, infatti li ho sentiti dire: Andiamo a Dotan". Allora Giuseppe andò in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan. | Gen 37,17 | Quell’uomo disse: «Hanno tolto le tende di qui; li ho sentiti dire: “Andiamo a Dotan!”». Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan. |
|
|
|
|
Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono di farlo morire. | Gen 37,18 | Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. |
|
|
|
|
Si dissero l'un l'altro: "Ecco, il sognatore arriva! | Gen 37,19 | Si dissero l’un l’altro: «Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! |
|
|
|
|
Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in qualche cisterna! Poi diremo: Una bestia feroce l'ha divorato! Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!". | Gen 37,20 | Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!». |
|
|
|
|
Ma Ruben sentì e volle salvarlo dalle loro mani, dicendo: "Non togliamogli la vita". | Gen 37,21 | Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita». |
|
|
|
|
Poi disse loro: "Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano"; egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre. | Gen 37,22 | Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre. |
|
|
|
|
Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica dalle lunghe maniche ch'egli indossava, | Gen 37,23 | Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, |
|
|
|
|
lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz'acqua. | Gen 37,24 | lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua. |
|
|
|
|
Poi sedettero per prendere cibo. Quando ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Galaad, con i cammelli carichi di resina, di balsamo e di laudano, che andavano a portare in Egitto. | Gen 37,25 | Poi sedettero per prendere cibo. Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di resina, balsamo e làudano, che andavano a portare in Egitto. |
|
|
|
|
Allora Giuda disse ai fratelli: "Che guadagno c'è ad uccidere il nostro fratello e a nasconderne il sangue? | Gen 37,26 | Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello e a coprire il suo sangue? |
|
|
|
|
Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne". I suoi fratelli lo ascoltarono. | Gen 37,27 | Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto. |
|
|
|
|
Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d'argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto. | Gen 37,28 | Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto. |
|
|
|
|
Quando Ruben ritornò alla cisterna, ecco Giuseppe non c'era più. Allora si stracciò le vesti, | Gen 37,29 | Quando Ruben tornò alla cisterna, ecco, Giuseppe non c’era più. Allora si stracciò le vesti, |
|
|
|
|
tornò dai suoi fratelli e disse: "Il ragazzo non c'è più, dove andrò io?". | Gen 37,30 | tornò dai suoi fratelli e disse: «Il ragazzo non c’è più; e io, dove andrò?». |
|
|
|
|
Presero allora la tunica di Giuseppe, scannarono un capro e intinsero la tunica nel sangue. | Gen 37,31 | Allora presero la tunica di Giuseppe, sgozzarono un capro e intinsero la tunica nel sangue. |
|
|
|
|
Poi mandarono al padre la tunica dalle lunghe maniche e gliela fecero pervenire con queste parole: "L'abbiamo trovata; riscontra se è o no la tunica di tuo figlio". | Gen 37,32 | Poi mandarono al padre la tunica con le maniche lunghe e gliela fecero pervenire con queste parole: «Abbiamo trovato questa; per favore, verifica se è la tunica di tuo figlio o no». |
|
|
|
|
Egli la riconobbe e disse: "È la tunica di mio figlio! Una bestia feroce l'ha divorato. Giuseppe è stato sbranato". | Gen 37,33 | Egli la riconobbe e disse: «È la tunica di mio figlio! Una bestia feroce l’ha divorato. Giuseppe è stato sbranato». |
|
|
|
|
Giacobbe si stracciò le vesti, si pose un cilicio attorno ai fianchi e fece lutto sul figlio per molti giorni. | Gen 37,34 | Giacobbe si stracciò le vesti, si pose una tela di sacco attorno ai fianchi e fece lutto sul suo figlio per molti giorni. |
|
|
|
|
Tutti i suoi figli e le sue figlie vennero a consolarlo, ma egli non volle essere consolato dicendo: "No, io voglio scendere in lutto al figlio mio nella tomba". E il padre suo lo pianse. | Gen 37,35 | Tutti i figli e le figlie vennero a consolarlo, ma egli non volle essere consolato dicendo: «No, io scenderò in lutto da mio figlio negli inferi». E il padre suo lo pianse. |
|
|
|
|
Intanto i Madianiti lo vendettero in Egitto a Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie. | Gen 37,36 | Intanto i Madianiti lo vendettero in Egitto a Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie. |
|
|
|
|
In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli e si stabilì presso un uomo di Adullam, di nome Chira. | Gen 38,1 | In quel tempo Giuda si separò dai suoi fratelli e si stabilì presso un uomo di Adullàm, di nome Chira. |
|
|
|
|
Qui Giuda vide la figlia di un Cananeo chiamato Sua, la prese in moglie e si unì a lei. | Gen 38,2 | Qui Giuda notò la figlia di un Cananeo chiamato Sua, la prese in moglie e si unì a lei. |
|
|
|
|
Essa concepì e partorì un figlio e lo chiamò Er. | Gen 38,3 | Ella concepì e partorì un figlio e lo chiamò Er. |
|
|
|
|
Concepì ancora e partorì un altro figlio e lo chiamò Onan. | Gen 38,4 | Concepì ancora e partorì un figlio e lo chiamò Onan. |
|
|
|
|
Ancora un'altra volta partorì un figlio e lo chiamò Sela. Essa si trovava in Chezib, quando lo partorì. | Gen 38,5 | Ancora un’altra volta partorì un figlio e lo chiamò Sela. Egli si trovava a Chezìb, quando lei lo partorì. |
|
|
|
|
Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. | Gen 38,6 | Giuda scelse per il suo primogenito Er una moglie, che si chiamava Tamar. |
|
|
|
|
Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. | Gen 38,7 | Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso agli occhi del Signore, e il Signore lo fece morire. |
|
|
|
|
Allora Giuda disse a Onan: "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello". | Gen 38,8 | Allora Giuda disse a Onan: «Va’ con la moglie di tuo fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità a tuo fratello». |
|
|
|
|
Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello. | Gen 38,9 | Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva il seme per terra, per non dare un discendente al fratello. |
|
|
|
|
Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. | Gen 38,10 | Ciò che egli faceva era male agli occhi del Signore, il quale fece morire anche lui. |
|
|
|
|
Allora Giuda disse alla nuora Tamar: "Ritorna a casa da tuo padre come vedova fin quando il mio figlio Sela sarà cresciuto". Perché pensava: "Che non muoia anche questo come i suoi fratelli!". Così Tamar se ne andò e ritornò alla casa del padre. | Gen 38,11 | Allora Giuda disse alla nuora Tamar: «Ritorna a casa da tuo padre, come vedova, fin quando il mio figlio Sela sarà cresciuto». Perché pensava: «Che non muoia anche questo come i suoi fratelli!». Così Tamar se ne andò e ritornò alla casa di suo padre. |
|
|
|
|
Passarono molti giorni e morì la figlia di Sua, moglie di Giuda. Quando Giuda ebbe finito il lutto, andò a Timna da quelli che tosavano il suo gregge e con lui c'era Chira, il suo amico di Adullam. | Gen 38,12 | Trascorsero molti giorni, e morì la figlia di Sua, moglie di Giuda. Quando Giuda ebbe finito il lutto, si recò a Timna da quelli che tosavano il suo gregge e con lui c’era Chira, il suo amico di Adullàm. |
|
|
|
|
Fu portata a Tamar questa notizia: "Ecco, tuo suocero va a Timna per la tosatura del suo gregge". | Gen 38,13 | La notizia fu data a Tamar: «Ecco, tuo suocero va a Timna per la tosatura del suo gregge». |
|
|
|
|
Allora Tamar si tolse gli abiti vedovili, si coprì con il velo e se lo avvolse intorno, poi si pose a sedere all'ingresso di Enaim, che è sulla strada verso Timna. Aveva visto infatti che Sela era ormai cresciuto, ma che lei non gli era stata data in moglie. | Gen 38,14 | Allora Tamar si tolse gli abiti vedovili, si coprì con il velo e se lo avvolse intorno, poi si pose a sedere all’ingresso di Enàim, che è sulla strada per Timna. Aveva visto infatti che Sela era ormai cresciuto, ma lei non gli era stata data in moglie. |
|
|
|
|
Giuda la vide e la credette una prostituta, perché essa si era coperta la faccia. | Gen 38,15 | Quando Giuda la vide, la prese per una prostituta, perché essa si era coperta la faccia. |
|
|
|
|
Egli si diresse su quella strada verso di lei e disse: "Lascia che io venga con te!". Non sapeva infatti che quella fosse la sua nuora. Essa disse: "Che mi darai per venire con me?". | Gen 38,16 | Egli si diresse su quella strada verso di lei e disse: «Lascia che io venga con te!». Non sapeva infatti che era sua nuora. Ella disse: «Che cosa mi darai per venire con me?». |
|
|
|
|
Rispose: "Io ti manderò un capretto del gregge". Essa riprese: "Mi dai un pegno fin quando me lo avrai mandato?". | Gen 38,17 | Rispose: «Io ti manderò un capretto del gregge». Ella riprese: «Mi lasci qualcosa in pegno fin quando non me lo avrai mandato?». |
|
|
|
|
Egli disse: "Qual è il pegno che ti devo dare?". Rispose: "Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano". Allora glieli diede e si unì a lei. Essa concepì. | Gen 38,18 | Egli domandò: «Qual è il pegno che devo dare?». Rispose: «Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano». Allora Giuda glieli diede e si unì a lei. Ella rimase incinta. |
|
|
|
|
Poi si alzò e se ne andò; si tolse il velo e rivestì gli abiti vedovili. | Gen 38,19 | Poi si alzò e se ne andò; si tolse il velo e riprese gli abiti vedovili. |
|
|
|
|
Giuda mandò il capretto per mezzo del suo amico di Adullam, per riprendere il pegno dalle mani di quella donna, ma quegli non la trovò. | Gen 38,20 | Giuda mandò il capretto per mezzo del suo amico di Adullàm, per riprendere il pegno dalle mani di quella donna, ma quello non la trovò. |
|
|
|
|
Domandò agli uomini di quel luogo: "Dov'è quella prostituta che stava in Enaim sulla strada?". Ma risposero: "Non c'è stata qui nessuna prostituta". | Gen 38,21 | Domandò agli uomini di quel luogo: «Dov’è quella prostituta che stava a Enàim, sulla strada?». Ma risposero: «Qui non c’è stata alcuna prostituta». |
|
|
|
|
Così tornò da Giuda e disse: "Non l'ho trovata; anche gli uomini di quel luogo dicevano: Non c'è stata qui nessuna prostituta". | Gen 38,22 | Così tornò da Giuda e disse: «Non l’ho trovata; anche gli uomini di quel luogo dicevano: “Qui non c’è stata alcuna prostituta”». |
|
|
|
|
Allora Giuda disse: "Se li tenga! Altrimenti ci esponiamo agli scherni. Vedi che le ho mandato questo capretto, ma tu non l'hai trovata". | Gen 38,23 | Allora Giuda disse: «Si tenga quello che ha! Altrimenti ci esponiamo agli scherni. Ecco: le ho mandato questo capretto, ma tu non l’hai trovata». |
|
|
|
|
Circa tre mesi dopo, fu portata a Giuda questa notizia: "Tamar, la tua nuora, si è prostituita e anzi è incinta a causa della prostituzione". Giuda disse: "Conducetela fuori e sia bruciata!". | Gen 38,24 | Circa tre mesi dopo, fu portata a Giuda questa notizia: «Tamar, tua nuora, si è prostituita e anzi è incinta a causa delle sue prostituzioni». Giuda disse: «Conducetela fuori e sia bruciata!». |
|
|
|
|
Essa veniva già condotta fuori, quando mandò a dire al suocero: "Dell'uomo a cui appartengono questi oggetti io sono incinta". E aggiunse: "Riscontra, dunque, di chi siano questo sigillo, questi cordoni e questo bastone". | Gen 38,25 | Mentre veniva condotta fuori, ella mandò a dire al suocero: «Io sono incinta dell’uomo a cui appartengono questi oggetti». E aggiunse: «Per favore, verifica di chi siano questo sigillo, questi cordoni e questo bastone». |
|
|
|
|
Giuda li riconobbe e disse: "Essa è più giusta di me, perché io non l'ho data a mio figlio Sela". E non ebbe più rapporti con lei. | Gen 38,26 | Giuda li riconobbe e disse: «Lei è più giusta di me: infatti, io non l’ho data a mio figlio Sela». E non ebbe più rapporti con lei. |
|
|
|
|
Quand'essa fu giunta al momento di partorire, ecco aveva nel grembo due gemelli. | Gen 38,27 | Quando giunse per lei il momento di partorire, ecco, aveva nel grembo due gemelli. |
|
|
|
|
Durante il parto, uno di essi mise fuori una mano e la levatrice prese un filo scarlatto e lo legò attorno a quella mano, dicendo: "Questi è uscito per primo". | Gen 38,28 | Durante il parto, uno di loro mise fuori una mano e la levatrice prese un filo scarlatto e lo legò attorno a quella mano, dicendo: «Questi è uscito per primo». |
|
|
|
|
Ma, quando questi ritirò la mano, ecco uscì suo fratello. Allora essa disse: "Come ti sei aperta una breccia?" e lo si chiamò Perez. | Gen 38,29 | Ma poi questi ritirò la mano, ed ecco venne alla luce suo fratello. Allora ella esclamò: «Come ti sei aperto una breccia?» e fu chiamato Peres. |
|
|
|
|
Poi uscì suo fratello, che aveva il filo scarlatto alla mano, e lo si chiamò Zerach. | Gen 38,30 | Poi uscì suo fratello, che aveva il filo scarlatto alla mano, e fu chiamato Zerach. |
|
|
|
|
Giuseppe era stato condotto in Egitto e Potifar, consigliere del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l'avevano condotto laggiù. | Gen 39,1 | Giuseppe era stato portato in Egitto, e Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l’avevano condotto laggiù. |
|
|
|
|
Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell'Egiziano, suo padrone. | Gen 39,2 | Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell’Egiziano, suo padrone. |
|
|
|
|
Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che quanto egli intraprendeva il Signore faceva riuscire nelle sue mani. | Gen 39,3 | Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che il Signore faceva riuscire per mano sua quanto egli intraprendeva. |
|
|
|
|
Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi quegli lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi. | Gen 39,4 | Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi, quello lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi. |
|
|
|
|
Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell'Egiziano per causa di Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, in casa e nella campagna. | Gen 39,5 | Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell’Egiziano grazie a Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, sia in casa sia nella campagna. |
|
|
|
|
Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non gli domandava conto di nulla, se non del cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forma e avvenente di aspetto. | Gen 39,6 | Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non si occupava più di nulla, se non del cibo che mangiava. Ora Giuseppe era bello di forma e attraente di aspetto. |
|
|
|
|
Dopo questi fatti, la moglie del padrone gettò gli occhi su Giuseppe e gli disse: "Unisciti a me!". | Gen 39,7 | Dopo questi fatti, la moglie del padrone mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Còricati con me!». |
|
|
|
|
Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: "Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi. | Gen 39,8 | Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: «Vedi, il mio signore non mi domanda conto di quanto è nella sua casa e mi ha dato in mano tutti i suoi averi. |
|
|
|
|
Lui stesso non conta più di me in questa casa; non mi ha proibito nulla, se non te, perché sei sua moglie. E come potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?". | Gen 39,9 | Lui stesso non conta più di me in questa casa; non mi ha proibito nient’altro, se non te, perché sei sua moglie. Come dunque potrei fare questo grande male e peccare contro Dio?». |
|
|
|
|
E, benché ogni giorno essa ne parlasse a Giuseppe, egli non acconsentì a unirsi, a darsi a lei. | Gen 39,10 | E benché giorno dopo giorno ella parlasse a Giuseppe in tal senso, egli non accettò di coricarsi insieme per unirsi a lei. |
|
|
|
|
Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro, mentre non c'era nessuno dei domestici. | Gen 39,11 | Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro, mentre non c’era alcuno dei domestici. |
|
|
|
|
Essa lo afferrò per la veste, dicendo: "Unisciti a me!". Ma egli le lasciò tra le mani la veste, fuggì e uscì. | Gen 39,12 | Ella lo afferrò per la veste, dicendo: «Còricati con me!». Ma egli le lasciò tra le mani la veste, fuggì e se ne andò fuori. |
|
|
|
|
Allora essa, vedendo ch'egli le aveva lasciato tra le mani la veste ed era fuggito fuori, | Gen 39,13 | Allora lei, vedendo che egli le aveva lasciato tra le mani la veste ed era fuggito fuori, |
|
|
|
|
chiamò i suoi domestici e disse loro: "Guardate, ci ha condotto in casa un Ebreo per scherzare con noi! Mi si è accostato per unirsi a me, ma io ho gridato a gran voce. | Gen 39,14 | chiamò i suoi domestici e disse loro: «Guardate, ci ha condotto in casa un Ebreo per divertirsi con noi! Mi si è accostato per coricarsi con me, ma io ho gridato a gran voce. |
|
|
|
|
Egli, appena ha sentito che alzavo la voce e chiamavo, ha lasciato la veste accanto a me, è fuggito ed è uscito". | Gen 39,15 | Egli, appena ha sentito che alzavo la voce e chiamavo, ha lasciato la veste accanto a me, è fuggito e se ne è andato fuori». |
|
|
|
|
Ed essa pose accanto a sé la veste di lui finché il padrone venne a casa. | Gen 39,16 | Ed ella pose accanto a sé la veste di lui finché il padrone venne a casa. |
|
|
|
|
Allora gli disse le stesse cose: "Quel servo ebreo, che tu ci hai condotto in casa, mi si è accostato per scherzare con me. | Gen 39,17 | Allora gli disse le stesse cose: «Quel servo ebreo, che tu ci hai condotto in casa, mi si è accostato per divertirsi con me. |
|
|
|
|
Ma appena io ho gridato e ho chiamato, ha abbandonato la veste presso di me ed è fuggito fuori". | Gen 39,18 | Ma appena io ho gridato e ho chiamato, ha abbandonato la veste presso di me ed è fuggito fuori». |
|
|
|
|
Quando il padrone udì le parole di sua moglie che gli parlava: "Proprio così mi ha fatto il tuo servo!", si accese d'ira. | Gen 39,19 | Il padrone, all’udire le parole che sua moglie gli ripeteva: «Proprio così mi ha fatto il tuo servo!», si accese d’ira. |
|
|
|
|
Il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise nella prigione, dove erano detenuti i carcerati del re. Così egli rimase là in prigione. | Gen 39,20 | Il padrone prese Giuseppe e lo mise nella prigione, dove erano detenuti i carcerati del re. Così egli rimase là in prigione. |
|
|
|
|
Ma il Signore fu con Giuseppe, gli conciliò benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione. | Gen 39,21 | Ma il Signore fu con Giuseppe, gli accordò benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione. |
|
|
|
|
Così il comandante della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione e quanto c'era da fare là dentro, lo faceva lui. | Gen 39,22 | Così il comandante della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione, e quanto c’era da fare là dentro lo faceva lui. |
|
|
|
|
Il comandante della prigione non si prendeva cura più di nulla di quanto gli era affidato, perché il Signore era con lui e quello che egli faceva il Signore faceva riuscire. | Gen 39,23 | Il comandante della prigione non si prendeva più cura di nulla di quanto era affidato a Giuseppe, perché il Signore era con lui e il Signore dava successo a tutto quanto egli faceva. |
|
|
|
|
Dopo queste cose il coppiere del re d'Egitto e il panettiere offesero il loro padrone, il re d'Egitto. | Gen 40,1 | Dopo questi fatti il coppiere del re d’Egitto e il panettiere offesero il loro padrone, il re d’Egitto. |
|
|
|
|
Il faraone si adirò contro i suoi due eunuchi, contro il capo dei coppieri e contro il capo dei panettieri, | Gen 40,2 | Il faraone si adirò contro i suoi due eunuchi, il capo dei coppieri e il capo dei panettieri, |
|
|
|
|
e li fece mettere in carcere nella casa del comandante delle guardie, nella prigione dove Giuseppe era detenuto. | Gen 40,3 | e li fece mettere in custodia nella casa del comandante delle guardie, nella prigione dove Giuseppe era detenuto. |
|
|
|
|
Il comandante delle guardie assegnò loro Giuseppe, perché li servisse. Così essi restarono nel carcere per un certo tempo. | Gen 40,4 | Il comandante delle guardie assegnò loro Giuseppe, perché li accudisse. Così essi restarono nel carcere per un certo tempo. |
|
|
|
|
Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d'Egitto, che erano detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, che aveva un significato particolare. | Gen 40,5 | Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d’Egitto, detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, con un proprio significato. |
|
|
|
|
Alla mattina Giuseppe venne da loro e vide che erano afflitti. | Gen 40,6 | Alla mattina Giuseppe venne da loro e li vide abbattuti. |
|
|
|
|
Allora interrogò gli eunuchi del faraone che erano con lui in carcere nella casa del suo padrone e disse: "Perché quest'oggi avete la faccia così triste?". | Gen 40,7 | Allora interrogò gli eunuchi del faraone che erano con lui in carcere nella casa del suo padrone, e disse: «Perché oggi avete la faccia così triste?». |
|
|
|
|
Gli dissero: "Abbiamo fatto un sogno e non c'è chi lo interpreti". Giuseppe disse loro: "Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque". | Gen 40,8 | Gli risposero: «Abbiamo fatto un sogno e non c’è chi lo interpreti». Giuseppe replicò loro: «Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque». |
|
|
|
|
Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: "Nel mio sogno, ecco mi stava davanti una vite, | Gen 40,9 | Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe e gli disse: «Nel mio sogno, ecco mi stava davanti una vite, |
|
|
|
|
sulla quale erano tre tralci; non appena essa cominciò a germogliare, apparvero i fiori e i suoi grappoli maturarono gli acini. | Gen 40,10 | sulla quale vi erano tre tralci; non appena cominciò a germogliare, apparvero i fiori e i suoi grappoli maturarono gli acini. |
|
|
|
|
Io avevo in mano il calice del faraone; presi gli acini, li spremetti nella coppa del faraone e diedi la coppa in mano al faraone". | Gen 40,11 | Io tenevo in mano il calice del faraone; presi gli acini, li spremetti nella coppa del faraone, poi diedi la coppa in mano al faraone». |
|
|
|
|
Giuseppe gli disse: "Eccone la spiegazione: i tre tralci sono tre giorni. | Gen 40,12 | Giuseppe gli disse: «Eccone l’interpretazione: i tre tralci rappresentano tre giorni. |
|
|
|
|
Fra tre giorni il faraone solleverà la tua testa e ti restituirà nella tua carica e tu porgerai il calice al faraone, secondo la consuetudine di prima, quando eri suo coppiere. | Gen 40,13 | Fra tre giorni il faraone solleverà la tua testa e ti reintegrerà nella tua carica e tu porgerai il calice al faraone, secondo la consuetudine di prima, quando eri il suo coppiere. |
|
|
|
|
Ma se, quando sarai felice, ti vorrai ricordare che io sono stato con te, fammi questo favore: parla di me al faraone e fammi uscire da questa casa. | Gen 40,14 | Se poi, nella tua fortuna, volessi ricordarti che sono stato con te, trattami, ti prego, con bontà: ricordami al faraone per farmi uscire da questa casa. |
|
|
|
|
Perché io sono stato portato via ingiustamente dal paese degli Ebrei e anche qui non ho fatto nulla perché mi mettessero in questo sotterraneo". | Gen 40,15 | Perché io sono stato portato via ingiustamente dalla terra degli Ebrei e anche qui non ho fatto nulla perché mi mettessero in questo sotterraneo». |
|
|
|
|
Allora il capo dei panettieri, vedendo che aveva dato un'interpretazione favorevole, disse a Giuseppe: "Quanto a me, nel mio sogno mi stavano sulla testa tre canestri di pane bianco | Gen 40,16 | Allora il capo dei panettieri, vedendo che l’interpretazione era favorevole, disse a Giuseppe: «Quanto a me, nel mio sogno tenevo sul capo tre canestri di pane bianco |
|
|
|
|
e nel canestro che stava di sopra era ogni sorta di cibi per il faraone, quali si preparano dai panettieri. Ma gli uccelli li mangiavano dal canestro che avevo sulla testa". | Gen 40,17 | e nel canestro che stava di sopra c’era ogni sorta di cibi per il faraone, quali si preparano dai panettieri. Ma gli uccelli li mangiavano dal canestro che avevo sulla testa». |
|
|
|
|
Giuseppe rispose e disse: "Questa è la spiegazione: i tre canestri sono tre giorni. | Gen 40,18 | Giuseppe rispose e disse: «Questa è l’interpretazione: i tre canestri rappresentano tre giorni. |
|
|
|
|
Fra tre giorni il faraone solleverà la tua testa e ti impiccherà ad un palo e gli uccelli ti mangeranno la carne addosso". | Gen 40,19 | Fra tre giorni il faraone solleverà la tua testa e ti impiccherà a un palo e gli uccelli ti mangeranno la carne addosso». |
|
|
|
|
Appunto al terzo giorno - era il giorno natalizio del faraone - egli fece un banchetto a tutti i suoi ministri e allora sollevò la testa del capo dei coppieri e la testa del capo dei panettieri in mezzo ai suoi ministri. | Gen 40,20 | Appunto al terzo giorno, che era il giorno natalizio del faraone, questi fece un banchetto per tutti i suoi ministri e allora sollevò la testa del capo dei coppieri e la testa del capo dei panettieri in mezzo ai suoi ministri. |
|
|
|
|
Restituì il capo dei coppieri al suo ufficio di coppiere, perché porgesse la coppa al faraone, | Gen 40,21 | Reintegrò il capo dei coppieri nel suo ufficio di coppiere, perché porgesse la coppa al faraone; |
|
|
|
|
e invece impiccò il capo dei panettieri, secondo l'interpretazione che Giuseppe aveva loro data. | Gen 40,22 | invece impiccò il capo dei panettieri, secondo l’interpretazione che Giuseppe aveva loro data. |
|
|
|
|
Ma il capo dei coppieri non si ricordò di Giuseppe e lo dimenticò. | Gen 40,23 | Ma il capo dei coppieri non si ricordò di Giuseppe e lo dimenticò. |
|
|
|
|
Al termine di due anni, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo. | Gen 41,1 | Due anni dopo, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo. |
|
|
|
|
Ed ecco salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse, e si misero a pascolare tra i giunchi. | Gen 41,2 | Ed ecco, salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse, e si misero a pascolare tra i giunchi. |
|
|
|
|
Ed ecco, dopo quelle, sette altre vacche salirono dal Nilo, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo. | Gen 41,3 | Ed ecco, dopo quelle, salirono dal Nilo altre sette vacche, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo. |
|
|
|
|
Ma le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò. | Gen 41,4 | Le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò. |
|
|
|
|
Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle. | Gen 41,5 | Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco, sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle. |
|
|
|
|
Ma ecco sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente spuntavano dopo quelle. | Gen 41,6 | Ma, dopo quelle, ecco spuntare altre sette spighe vuote e arse dal vento d’oriente. |
|
|
|
|
Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Il faraone si svegliò: era stato un sogno. | Gen 41,7 | Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Il faraone si svegliò: era stato un sogno. |
|
|
|
|
Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell'Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno lo sapeva interpretare al faraone. | Gen 41,8 | Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell’Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno sapeva interpretarlo al faraone. |
|
|
|
|
Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: "Io devo ricordare oggi le mie colpe. | Gen 41,9 | Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: «Io devo ricordare oggi le mie colpe. |
|
|
|
|
Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, me e il capo dei panettieri. | Gen 41,10 | Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, sia me sia il capo dei panettieri. |
|
|
|
|
Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un significato particolare. | Gen 41,11 | Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un proprio significato. |
|
|
|
|
Era là con noi un giovane ebreo, schiavo del capo delle guardie; noi gli raccontammo i nostri sogni ed egli ce li interpretò, dando a ciascuno spiegazione del suo sogno. | Gen 41,12 | C’era là con noi un giovane ebreo, schiavo del capo delle guardie; noi gli raccontammo i nostri sogni ed egli ce li interpretò, dando a ciascuno l’interpretazione del suo sogno. |
|
|
|
|
Proprio come ci aveva interpretato, così avvenne: io fui restituito alla mia carica e l'altro fu impiccato". | Gen 41,13 | E come egli ci aveva interpretato, così avvenne: io fui reintegrato nella mia carica e l’altro fu impiccato». |
|
|
|
|
Allora il faraone convocò Giuseppe. Lo fecero uscire in fretta dal sotterraneo ed egli si rase, si cambiò gli abiti e si presentò al faraone. | Gen 41,14 | Allora il faraone convocò Giuseppe. Lo fecero uscire in fretta dal sotterraneo; egli si rase, si cambiò gli abiti e si presentò al faraone. |
|
|
|
|
Il faraone disse a Giuseppe: "Ho fatto un sogno e nessuno lo sa interpretare; ora io ho sentito dire di te che ti basta ascoltare un sogno per interpretarlo subito". | Gen 41,15 | Il faraone disse a Giuseppe: «Ho fatto un sogno e nessuno sa interpretarlo; ora io ho sentito dire di te che ti basta ascoltare un sogno per interpretarlo subito». |
|
|
|
|
Giuseppe rispose al faraone: "Non io, ma Dio darà la risposta per la salute del faraone!". | Gen 41,16 | Giuseppe rispose al faraone: «Non io, ma Dio darà la risposta per la salute del faraone!». |
|
|
|
|
Allora il faraone disse a Giuseppe: "Nel mio sogno io mi trovavo sulla riva del Nilo. | Gen 41,17 | Allora il faraone raccontò a Giuseppe: «Nel mio sogno io mi trovavo sulla riva del Nilo. |
|
|
|
|
Quand'ecco salirono dal Nilo sette vacche grasse e belle di forma e si misero a pascolare tra i giunchi. | Gen 41,18 | Ed ecco, salirono dal Nilo sette vacche grasse e belle di forma e si misero a pascolare tra i giunchi. |
|
|
|
|
Ed ecco sette altre vacche salirono dopo quelle, deboli, brutte di forma e magre: non ne vidi mai di così brutte in tutto il paese d'Egitto. | Gen 41,19 | E, dopo quelle, ecco salire altre sette vacche deboli, molto brutte di forma e magre; non ne vidi mai di così brutte in tutta la terra d’Egitto. |
|
|
|
|
Le vacche magre e brutte divorarono le prime sette vacche, quelle grasse. | Gen 41,20 | Le vacche magre e brutte divorarono le prime sette vacche, quelle grasse. |
|
|
|
|
Queste entrarono nel loro corpo, ma non si capiva che vi fossero entrate, perché il loro aspetto era brutto come prima. E mi svegliai. | Gen 41,21 | Queste entrarono nel loro ventre, ma non ci si accorgeva che vi fossero entrate, perché il loro aspetto era brutto come prima. E mi svegliai. |
|
|
|
|
Poi vidi nel sogno che sette spighe spuntavano da un solo stelo, piene e belle. | Gen 41,22 | Poi vidi nel sogno spuntare da un unico stelo sette spighe, piene e belle. |
|
|
|
|
Ma ecco sette spighe secche, vuote e arse dal vento d'oriente, spuntavano dopo quelle. | Gen 41,23 | Ma ecco, dopo quelle, spuntavano sette spighe secche, vuote e arse dal vento d’oriente. |
|
|
|
|
Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe belle. Io l'ho detto agli indovini, ma nessuno mi dà la spiegazione". | Gen 41,24 | Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe belle. Ho riferito il sogno agli indovini, ma nessuno sa darmene la spiegazione». |
|
|
|
|
Allora Giuseppe disse al faraone: "Il sogno del faraone è uno solo: quello che Dio sta per fare, lo ha indicato al faraone. | Gen 41,25 | Allora Giuseppe disse al faraone: «Il sogno del faraone è uno solo: Dio ha indicato al faraone quello che sta per fare. |
|
|
|
|
Le sette vacche belle sono sette anni e le sette spighe belle sono sette anni: è un solo sogno. | Gen 41,26 | Le sette vacche belle rappresentano sette anni e le sette spighe belle rappresentano sette anni: si tratta di un unico sogno. |
|
|
|
|
E le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, sono sette anni e le sette spighe vuote, arse dal vento d'oriente, sono sette anni: vi saranno sette anni di carestia. | Gen 41,27 | Le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, rappresentano sette anni e le sette spighe vuote, arse dal vento d’oriente, rappresentano sette anni: verranno sette anni di carestia. |
|
|
|
|
È appunto ciò che ho detto al faraone: quanto Dio sta per fare, l'ha manifestato al faraone. | Gen 41,28 | È appunto quel che ho detto al faraone: Dio ha manifestato al faraone quanto sta per fare. |
|
|
|
|
Ecco stanno per venire sette anni, in cui sarà grande abbondanza in tutto il paese d'Egitto. | Gen 41,29 | Ecco, stanno per venire sette anni in cui ci sarà grande abbondanza in tutta la terra d’Egitto. |
|
|
|
|
Poi a questi succederanno sette anni di carestia; si dimenticherà tutta quella abbondanza nel paese d'Egitto e la carestia consumerà il paese. | Gen 41,30 | A questi succederanno sette anni di carestia; si dimenticherà tutta quell’abbondanza nella terra d’Egitto e la carestia consumerà la terra. |
|
|
|
|
Si dimenticherà che vi era stata l'abbondanza nel paese a causa della carestia venuta in seguito, perché sarà molto dura. | Gen 41,31 | Non vi sarà più alcuna traccia dell’abbondanza che vi era stata nella terra, a causa della carestia successiva, perché sarà molto dura. |
|
|
|
|
Quanto al fatto che il sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa è decisa da Dio e che Dio si affretta ad eseguirla. | Gen 41,32 | Quanto al fatto che il sogno del faraone si è ripetuto due volte, significa che la cosa è decisa da Dio e che Dio si affretta a eseguirla. |
|
|
|
|
Il faraone pensi a trovare un uomo intelligente e saggio e lo metta a capo del paese d'Egitto. | Gen 41,33 | Il faraone pensi a trovare un uomo intelligente e saggio e lo metta a capo della terra d’Egitto. |
|
|
|
|
Il faraone inoltre proceda ad istituire funzionari sul paese, per prelevare un quinto sui prodotti del paese d'Egitto durante i sette anni di abbondanza. | Gen 41,34 | Il faraone inoltre proceda a istituire commissari sul territorio, per prelevare un quinto sui prodotti della terra d’Egitto durante i sette anni di abbondanza. |
|
|
|
|
Essi raccoglieranno tutti i viveri di queste annate buone che stanno per venire, ammasseranno il grano sotto l'autorità del faraone e lo terranno in deposito nelle città. | Gen 41,35 | Essi raccoglieranno tutti i viveri di queste annate buone che stanno per venire, ammasseranno il grano sotto l’autorità del faraone e lo terranno in deposito nelle città. |
|
|
|
|
Questi viveri serviranno al paese di riserva per i sette anni di carestia che verranno nel paese d'Egitto; così il paese non sarà distrutto dalla carestia". | Gen 41,36 | Questi viveri serviranno di riserva al paese per i sette anni di carestia che verranno nella terra d’Egitto; così il paese non sarà distrutto dalla carestia». |
|
|
|
|
La cosa piacque al faraone e a tutti i suoi ministri. | Gen 41,37 | La proposta piacque al faraone e a tutti i suoi ministri. |
|
|
|
|
Il faraone disse ai ministri: "Potremo trovare un uomo come questo, in cui sia lo spirito di Dio?". | Gen 41,38 | Il faraone disse ai ministri: «Potremo trovare un uomo come questo, in cui sia lo spirito di Dio?». |
|
|
|
|
E il faraone disse a Giuseppe: "Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te. | Gen 41,39 | E il faraone disse a Giuseppe: «Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, non c’è nessuno intelligente e saggio come te. |
|
|
|
|
Tu stesso sarai il mio maggiordomo e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo: solo per il trono io sarò più grande di te". | Gen 41,40 | Tu stesso sarai il mio governatore e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo: solo per il trono io sarò più grande di te». |
|
|
|
|
Il faraone disse a Giuseppe: "Ecco, io ti metto a capo di tutto il paese d'Egitto". | Gen 41,41 | Il faraone disse a Giuseppe: «Ecco, io ti metto a capo di tutta la terra d’Egitto». |
|
|
|
|
Il faraone si tolse di mano l'anello e lo pose sulla mano di Giuseppe; lo rivestì di abiti di lino finissimo e gli pose al collo un monile d'oro. | Gen 41,42 | Il faraone si tolse di mano l’anello e lo pose sulla mano di Giuseppe; lo rivestì di abiti di lino finissimo e gli pose al collo un monile d’oro. |
|
|
|
|
Lo fece montare sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: "Abrech". E così lo si stabilì su tutto il paese d'Egitto. | Gen 41,43 | Lo fece salire sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: «Abrech». E così lo si stabilì su tutta la terra d’Egitto. |
|
|
|
|
Poi il faraone disse a Giuseppe: "Sono il faraone, ma senza il tuo permesso nessuno potrà alzare la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto". | Gen 41,44 | Poi il faraone disse a Giuseppe: «Io sono il faraone, ma senza il tuo permesso nessuno potrà alzare la mano o il piede in tutta la terra d’Egitto». |
|
|
|
|
E il faraone chiamò Giuseppe Zafnat-Paneach e gli diede in moglie Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On. Giuseppe uscì per tutto il paese d'Egitto. | Gen 41,45 | E il faraone chiamò Giuseppe Safnat-Panèach e gli diede in moglie Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di Eliòpoli. Giuseppe partì per visitare l’Egitto. |
|
|
|
|
Giuseppe aveva trent'anni quando si presentò al faraone re d'Egitto. Poi Giuseppe si allontanò dal faraone e percorse tutto il paese d'Egitto. | Gen 41,46 | Giuseppe aveva trent’anni quando entrò al servizio del faraone, re d’Egitto. Quindi Giuseppe si allontanò dal faraone e percorse tutta la terra d’Egitto. |
|
|
|
|
Durante i sette anni di abbondanza la terra produsse a profusione. | Gen 41,47 | Durante i sette anni di abbondanza la terra produsse a profusione. |
|
|
|
|
Egli raccolse tutti i viveri dei sette anni, nei quali c'era stata l'abbondanza nel paese d'Egitto, e ripose i viveri nelle città, cioè in ogni città ripose i viveri della campagna circostante. | Gen 41,48 | Egli raccolse tutti i viveri dei sette anni di abbondanza che vennero nella terra d’Egitto, e ripose i viveri nelle città: in ogni città i viveri della campagna circostante. |
|
|
|
|
Giuseppe ammassò il grano come la sabbia del mare, in grandissima quantità, così che non se ne fece più il computo, perché era incalcolabile. | Gen 41,49 | Giuseppe ammassò il grano come la sabbia del mare, in grandissima quantità, così che non se ne fece più il computo, perché era incalcolabile. |
|
|
|
|
Intanto nacquero a Giuseppe due figli, prima che venisse l'anno della carestia; glieli partorì Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On. | Gen 41,50 | Intanto, prima che venisse l’anno della carestia, nacquero a Giuseppe due figli, partoriti a lui da Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di Eliòpoli. |
|
|
|
|
Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, "perché - disse - Dio mi ha fatto dimenticare ogni affanno e tutta la casa di mio padre". | Gen 41,51 | Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, «perché – disse – Dio mi ha fatto dimenticare ogni affanno e tutta la casa di mio padre». |
|
|
|
|
E il secondo lo chiamò Efraim, "perché - disse - Dio mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione". | Gen 41,52 | E il secondo lo chiamò Èfraim, «perché – disse – Dio mi ha reso fecondo nella terra della mia afflizione». |
|
|
|
|
Finirono i sette anni di abbondanza nel paese d'Egitto | Gen 41,53 | Finirono i sette anni di abbondanza nella terra d’Egitto |
|
|
|
|
e cominciarono i sette anni di carestia, come aveva detto Giuseppe. Ci fu carestia in tutti i paesi, ma in tutto l'Egitto c'era il pane. | Gen 41,54 | e cominciarono i sette anni di carestia, come aveva detto Giuseppe. Ci fu carestia in ogni paese, ma in tutta la terra d’Egitto c’era il pane. |
|
|
|
|
Poi anche tutto il paese d'Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. Il faraone disse a tutti gli Egiziani: "Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà". | Gen 41,55 | Poi anche tutta la terra d’Egitto cominciò a sentire la fame e il popolo gridò al faraone per avere il pane. Il faraone disse a tutti gli Egiziani: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà». |
|
|
|
|
La carestia dominava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e vendette il grano agli Egiziani, mentre la carestia si aggravava in Egitto. | Gen 41,56 | La carestia imperversava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e lo vendette agli Egiziani. La carestia si aggravava in Egitto, |
|
|
|
|
E da tutti i paesi venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra. | Gen 41,57 | ma da ogni paese venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra. |
|
|
|
|
Giacobbe seppe che in Egitto c'era il grano; perciò disse ai figli: "Perché state a guardarvi l'un l'altro?". | Gen 42,1 | Giacobbe venne a sapere che in Egitto c’era grano; perciò disse ai figli: «Perché state a guardarvi l’un l’altro?». |
|
|
|
|
E continuò: "Ecco, ho sentito dire che vi è il grano in Egitto. Andate laggiù e compratene per noi, perché possiamo conservarci in vita e non morire". | Gen 42,2 | E continuò: «Ecco, ho sentito dire che vi è grano in Egitto. Andate laggiù a comprarne per noi, perché viviamo e non moriamo». |
|
|
|
|
Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento in Egitto. | Gen 42,3 | Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento dall’Egitto. |
|
|
|
|
Ma quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo mandò con i fratelli perché diceva: "Non gli succeda qualche disgrazia!". | Gen 42,4 | Quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo lasciò partire con i fratelli, perché diceva: «Che non gli debba succedere qualche disgrazia!». |
|
|
|
|
Arrivarono dunque i figli d'Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nel paese di Canaan c'era la carestia. | Gen 42,5 | Arrivarono dunque i figli d’Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nella terra di Canaan c’era la carestia. |
|
|
|
|
Giuseppe aveva autorità sul paese e vendeva il grano a tutto il popolo del paese. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. | Gen 42,6 | Giuseppe aveva autorità su quella terra e vendeva il grano a tutta la sua popolazione. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. |
|
|
|
|
Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l'estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: "Di dove siete venuti?". Risposero: "Dal paese di Canaan per comperare viveri". | Gen 42,7 | Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l’estraneo verso di loro, parlò duramente e disse: «Da dove venite?». Risposero: «Dalla terra di Canaan, per comprare viveri». |
|
|
|
|
Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero. | Gen 42,8 | Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero. |
|
|
|
|
Si ricordò allora Giuseppe dei sogni che aveva avuti a loro riguardo e disse loro: "Voi siete spie! Voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese". | Gen 42,9 | Allora Giuseppe si ricordò dei sogni che aveva avuto a loro riguardo e disse loro: «Voi siete spie! Voi siete venuti per vedere i punti indifesi del territorio!». |
|
|
|
|
Gli risposero: "No, signore mio; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri. | Gen 42,10 | Gli risposero: «No, mio signore; i tuoi servi sono venuti per acquistare viveri. |
|
|
|
|
Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!". | Gen 42,11 | Noi siamo tutti figli di un solo uomo. Noi siamo sinceri. I tuoi servi non sono spie!». |
|
|
|
|
Ma egli disse loro: "No, voi siete venuti a vedere i punti scoperti del paese!". | Gen 42,12 | Ma egli insistette: «No, voi siete venuti per vedere i punti indifesi del territorio!». |
|
|
|
|
Allora essi dissero: "Dodici sono i tuoi servi, siamo fratelli, figli di un solo uomo, nel paese di Canaan; ecco il più giovane è ora presso nostro padre e uno non c'è più". | Gen 42,13 | Allora essi dissero: «Dodici sono i tuoi servi; siamo fratelli, figli di un solo uomo, che abita nella terra di Canaan; ora il più giovane è presso nostro padre e uno non c’è più». |
|
|
|
|
Giuseppe disse loro: "Le cose stanno come vi ho detto: voi siete spie. | Gen 42,14 | Giuseppe disse loro: «Le cose stanno come vi ho detto: voi siete spie! |
|
|
|
|
In questo modo sarete messi alla prova: per la vita del faraone, non uscirete di qui se non quando vi avrà raggiunto il vostro fratello più giovane. | Gen 42,15 | In questo modo sarete messi alla prova: per la vita del faraone, voi non uscirete di qui se non quando vi avrà raggiunto il vostro fratello più giovane. |
|
|
|
|
Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; voi rimarrete prigionieri. Siano così messe alla prova le vostre parole, per sapere se la verità è dalla vostra parte. Se no, per la vita del faraone, voi siete spie!". | Gen 42,16 | Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; voi rimarrete prigionieri. Saranno così messe alla prova le vostre parole, per sapere se la verità è dalla vostra parte. Se no, per la vita del faraone, voi siete spie!». |
|
|
|
|
E li tenne in carcere per tre giorni. | Gen 42,17 | E li tenne in carcere per tre giorni. |
|
|
|
|
Al terzo giorno Giuseppe disse loro: "Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio! | Gen 42,18 | Il terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate questo e avrete salva la vita; io temo Dio! |
|
|
|
|
Se voi siete sinceri, uno dei vostri fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case. | Gen 42,19 | Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case. |
|
|
|
|
Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Così le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete". Essi annuirono. | Gen 42,20 | Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Così le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete». Essi annuirono. |
|
|
|
|
Si dissero allora l'un l'altro: "Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto la sua angoscia quando ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci ha colpito quest'angoscia". | Gen 42,21 | Si dissero allora l’un l’altro: «Certo su di noi grava la colpa nei riguardi di nostro fratello, perché abbiamo visto con quale angoscia ci supplicava e non lo abbiamo ascoltato. Per questo ci ha colpiti quest’angoscia». |
|
|
|
|
Ruben prese a dir loro: "Non vi avevo detto io: Non peccate contro il ragazzo? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco ora ci si domanda conto del suo sangue". | Gen 42,22 | Ruben prese a dir loro: «Non vi avevo detto io: “Non peccate contro il ragazzo”? Ma non mi avete dato ascolto. Ecco, ora ci viene domandato conto del suo sangue». |
|
|
|
|
Non sapevano che Giuseppe li capiva, perché tra lui e loro vi era l'interprete. | Gen 42,23 | Non si accorgevano che Giuseppe li capiva, dato che tra lui e loro vi era l’interprete. |
|
|
|
|
Allora egli si allontanò da loro e pianse. Poi tornò e parlò con essi. Scelse tra di loro Simeone e lo fece incatenare sotto i loro occhi. | Gen 42,24 | Allora egli andò in disparte e pianse. Poi tornò e parlò con loro. Scelse tra loro Simeone e lo fece incatenare sotto i loro occhi. |
|
|
|
|
Quindi Giuseppe diede ordine che si riempissero di grano i loro sacchi e si rimettesse il denaro di ciascuno nel suo sacco e si dessero loro provviste per il viaggio. E così venne loro fatto. | Gen 42,25 | Quindi Giuseppe diede ordine di riempire di frumento i loro sacchi e di rimettere il denaro di ciascuno nel suo sacco e di dare loro provviste per il viaggio. E così venne loro fatto. |
|
|
|
|
Essi caricarono il grano sugli asini e partirono di là. | Gen 42,26 | Essi caricarono il grano sugli asini e partirono di là. |
|
|
|
|
Ora in un luogo dove passavano la notte uno di essi aprì il sacco per dare il foraggio all'asino e vide il proprio denaro alla bocca del sacco. | Gen 42,27 | Ora, in un luogo dove passavano la notte, uno di loro aprì il sacco per dare il foraggio all’asino e vide il proprio denaro alla bocca del sacco. |
|
|
|
|
Disse ai fratelli: "Mi è stato restituito il denaro: eccolo qui nel mio sacco!". Allora si sentirono mancare il cuore e tremarono, dicendosi l'un l'altro: "Che è mai questo che Dio ci ha fatto?". | Gen 42,28 | Disse ai fratelli: «Mi è stato restituito il denaro: eccolo qui nel mio sacco!». Allora si sentirono mancare il cuore e, tremanti, si dissero l’un l’altro: «Che è mai questo che Dio ci ha fatto?». |
|
|
|
|
Arrivati da Giacobbe loro padre, nel paese di Canaan, gli riferirono tutte le cose che erano loro capitate: | Gen 42,29 | Arrivati da Giacobbe loro padre, nella terra di Canaan, gli riferirono tutte le cose che erano loro capitate: |
|
|
|
|
"Quell'uomo che è il signore del paese ci ha parlato duramente e ci ha messi in carcere come spie del paese. | Gen 42,30 | «Quell’uomo, che è il signore di quella terra, ci ha parlato duramente e ci ha trattato come spie del territorio. |
|
|
|
|
Allora gli abbiamo detto: Noi siamo sinceri; non siamo spie! | Gen 42,31 | Gli abbiamo detto: “Noi siamo sinceri; non siamo spie! |
|
|
|
|
Noi siamo dodici fratelli, figli di nostro padre: uno non c'è più e il più giovane è ora presso nostro padre nel paese di Canaan. | Gen 42,32 | Noi siamo dodici fratelli, figli dello stesso padre: uno non c’è più e il più giovane è ora presso nostro padre nella terra di Canaan”. |
|
|
|
|
Ma l'uomo, signore del paese, ci ha risposto: In questo modo io saprò se voi siete sinceri: lasciate qui con me uno dei vostri fratelli, prendete il grano necessario alle vostre case e andate. | Gen 42,33 | Ma l’uomo, signore di quella terra, ci ha risposto: “Mi accerterò se voi siete sinceri in questo modo: lasciate qui con me uno dei vostri fratelli, prendete il grano necessario alle vostre case e andate. |
|
|
|
|
Poi conducetemi il vostro fratello più giovane; così saprò che non siete spie, ma che siete sinceri; io vi renderò vostro fratello e voi potrete percorrere il paese in lungo e in largo". | Gen 42,34 | Poi conducetemi il vostro fratello più giovane; così mi renderò conto che non siete spie, ma che siete sinceri; io vi renderò vostro fratello e voi potrete circolare nel territorio”». |
|
|
|
|
Mentre vuotavano i sacchi, ciascuno si accorse di avere la sua borsa di denaro nel proprio sacco. Quando essi e il loro padre videro le borse di denaro, furono presi dal timore. | Gen 42,35 | Mentre svuotavano i sacchi, ciascuno si accorse di avere la sua borsa di denaro nel proprio sacco. Quando essi e il loro padre videro le borse di denaro, furono presi da timore. |
|
|
|
|
E il padre loro Giacobbe disse: "Voi mi avete privato dei figli! Giuseppe non c'è più, Simeone non c'è più e Beniamino me lo volete prendere. Su di me tutto questo ricade!". | Gen 42,36 | E il loro padre Giacobbe disse: «Voi mi avete privato dei figli! Giuseppe non c’è più, Simeone non c’è più e Beniamino me lo volete prendere. Tutto ricade su di me!». |
|
|
|
|
Allora Ruben disse al padre: "Farai morire i miei due figli, se non te lo ricondurrò. Affidalo a me e io te lo restituirò". | Gen 42,37 | Allora Ruben disse al padre: «Farai morire i miei due figli, se non te lo ricondurrò. Affidalo alle mie mani e io te lo restituirò». |
|
|
|
|
Ma egli rispose: "Il mio figlio non verrà laggiù con voi, perché suo fratello è morto ed egli è rimasto solo. Se gli capitasse una disgrazia durante il viaggio che volete fare, voi fareste scendere con dolore la mia canizie negli inferi". | Gen 42,38 | Ma egli rispose: «Il mio figlio non andrà laggiù con voi, perché suo fratello è morto ed egli è rimasto solo. Se gli capitasse una disgrazia durante il viaggio che voi volete fare, fareste scendere con dolore la mia canizie negli inferi». |
|
|
|
|
|