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SIRACIDE in pdf

                Siracide

Siracide

  

Molti e profondi insegnamenti ci sono stati dati nella legge, nei profeti e negli altri scritti successivi e per essi si deve lodare Israele come popolo istruito e sapiente. Poiché è necessario che i lettori non si accontentino di divenire competenti solo per se stessi, ma che gli studiosi anche ai profani possano rendersi utili con la parola e con gli scritti,

Sir Prologo

Molti e importanti insegnamenti ci sono dati dalla legge, dai profeti e dagli altri scritti successivi, per i quali è bene dar lode a Israele quanto a dottrina e sapienza. Però non è giusto che ne vengano a conoscenza solo quelli che li leggono, ma è bene che gli studiosi, con la parola e con gli scritti, si rendano utili a quelli che ne sono al di fuori.

   

anche mio nonno Gesù, dedicatosi lungamente alla lettura della legge, dei profeti e degli altri libri dei nostri padri e avendovi conseguito una notevole competenza, fu spinto a scrivere qualche cosa riguardo all'insegnamento e alla sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più in una condotta secondo la legge.

 

Per questo motivo, mio nonno Gesù, dopo essersi dedicato per tanto tempo alla lettura della legge, dei profeti e degli altri libri dei nostri padri, avendone conseguito una notevole competenza, fu indotto pure lui a scrivere qualche cosa su ciò che riguarda la dottrina e la sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più nel vivere in maniera conforme alla legge.

   

Siete dunque invitati a farne la lettura con benevolenza e attenzione e a perdonare se, nonostante l'impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a render la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua. E non solamente questa opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non piccolo nel testo originale.

 

Siete dunque invitati a farne la lettura con benevola attenzione e ad essere indulgenti se, nonostante l’impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a rendere la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando vengono tradotte in un’altra lingua. E non solamente quest’opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri nel testo originale conservano un vantaggio non piccolo.

   

Nell'anno trentottesimo del re Evergete, venuto in Egitto e fermatomi ivi alquanto, dopo aver scoperto che lo scritto è di grande valore educativo, anch'io ritenni necessario adoperarmi con diligenza e fatica per tradurlo. Dopo avervi dedicato molte veglie e studi in tutto quel tempo, ho condotto a termine questo libro, che pubblico per coloro che all'estero intendano istruirsi conformando i propri costumi per vivere secondo la legge.

 

Nell’anno trentottesimo del re Evèrgete, anch’io, venuto in Egitto e fermatomi un poco, dopo avere scoperto che lo scritto è di grande valore educativo, ritenni necessario adoperarmi a tradurlo con diligente fatica. In tutto quel tempo, dopo avervi dedicato molte veglie e studi, ho portato a termine questo libro, che ora pubblico per quelli che, all’estero, desiderano istruirsi per conformare alla legge il proprio modo di vivere.

   

Ogni sapienza viene dal Signore ed è sempre con lui.

Sir
1,1

Ogni sapienza viene dal Signore e con lui rimane per sempre.

   

La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni del mondo chi potrà contarli?

Sir
1,2

La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni dei secoli chi li potrà contare?

   

L'altezza del cielo, l'estensione della terra, la profondità dell'abisso chi potrà esplorarle?

Sir
1,3

L’altezza del cielo, la distesa della terra e le profondità dell’abisso chi le potrà esplorare?

   

Prima di ogni cosa fu creata la sapienza e la saggia prudenza è da sempre.

Sir
1,4

Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza e l’intelligenza prudente è da sempre.

   

A chi fu rivelata la radice della sapienza? Chi conosce i suoi disegni?

Sir
1,5

Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli, le sue vie sono i comandamenti eterni.

   

Uno solo è sapiente, molto terribile, seduto sopra il trono.

Sir
1,6

La radice della sapienza a chi fu rivelata? E le sue sottigliezze chi le conosce?

   

 

Sir
1,7

Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato? La sua grande esperienza chi la comprende?

   

 

Sir
1,8

Uno solo è il sapiente e incute timore, seduto sopra il suo trono.

   

(1,7) Il Signore ha creato la sapienza; l'ha vista e l'ha misurata, l'ha diffusa su tutte le sue opere,

Sir
1,9

Il Signore stesso ha creato la sapienza, l’ha vista e l’ha misurata, l’ha effusa su tutte le sue opere,

   

(1,8) su ogni mortale, secondo la sua generosità, la elargì a quanti lo amano.

Sir
1,10

a ogni mortale l’ha donata con generosità, l’ha elargita a quelli che lo amano. L’amore del Signore è sapienza che dà gloria, a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino.

   

(1,9) Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona di esultanza.

Sir 1,11

Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona d’esultanza.

   

(1,10) Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita.

Sir 1,12

Il timore del Signore allieta il cuore, dà gioia, diletto e lunga vita. Il timore del Signore è dono del Signore, esso conduce sui sentieri dell’amore.

   

(1,11) Per chi teme il Signore andrà bene alla fine, sarà benedetto nel giorno della sua morte.

Sir 1,13

Chi teme il Signore avrà un esito felice, nel giorno della sua morte sarà benedetto.

   

(1,12) Principio della sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno.

Sir 1,14

Principio di sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno.

   

(1,13) Tra gli uomini essa ha posto il nido, fondamento perenne; resterà fedelmente con i loro discendenti.

Sir 1,15

Ha posto il suo nido tra gli uomini con fondamenta eterne, abiterà fedelmente con i loro discendenti.

   

(1,14) Pienezza della sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i propri devoti.

Sir 1,16

Pienezza di sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i propri fedeli.

   

(1,15) Tutta la loro casa riempirà di cose desiderabili, i magazzini dei suoi frutti.

Sir 1,17

Riempirà loro la casa di beni desiderabili e le dispense dei suoi prodotti.

   

(1,16) Corona della sapienza è il timore del Signore; fa fiorire la pace e la salute.

Sir 1,18

Corona di sapienza è il timore del Signore; essa fa fiorire pace e buona salute. L’una e l’altra sono doni di Dio per la pace e si estende il vanto per coloro che lo amano.

   

(1,17) Dio ha visto e misurato la sapienza; ha fatto piovere la scienza e il lume dell'intelligenza; ha esaltato la gloria di quanti la possiedono.

Sir 1,19

Egli ha visto e misurato la sapienza, ha fatto piovere scienza e conoscenza intelligente, ha esaltato la gloria di quanti la possiedono.

   

(1,18) Radice della sapienza è temere il Signore; i suoi rami sono lunga vita.

Sir 1,20

Radice di sapienza è temere il Signore, i suoi rami sono abbondanza di giorni.

   

 

Sir 1,21

Il timore del Signore tiene lontani i peccati, chi vi persevera respinge ogni moto di collera.

   

(1,19) La collera ingiusta non si potrà giustificare, poiché il traboccare della sua passione sarà la sua rovina.

Sir 1,22

La collera ingiusta non si potrà scusare, il traboccare della sua passione sarà causa di rovina.

   

(1,20) Il paziente sopporterà per qualche tempo; alla fine sgorgherà la sua gioia;

Sir 1,23

Il paziente sopporta fino al momento giusto, ma alla fine sgorgherà la sua gioia.

   

(1,21) per qualche tempo terrà nascoste le parole e le labbra di molti celebreranno la sua intelligenza.

Sir 1,24

Fino al momento opportuno terrà nascoste le sue parole e le labbra di molti celebreranno la sua saggezza.

   

(1,22) Fra i tesori della sapienza sono le massime istruttive, ma per il peccatore la pietà è un abominio.

Sir 1,25

Fra i tesori della sapienza ci sono massime sapienti, ma per il peccatore è obbrobrio la pietà verso Dio.

   

(1,23) Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti; allora il Signore te la concederà.

Sir 1,26

Se desideri la sapienza, osserva i comandamenti e il Signore te la concederà.

   

(1,24) Il timore del Signore è sapienza e istruzione, si compiace della fiducia e della mansuetudine.

Sir 1,27

Il timore del Signore è sapienza e istruzione, egli si compiace della fedeltà e della mansuetudine.

   

(1,25) Non essere disobbediente al timore del Signore e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.

Sir 1,28

Non essere disobbediente al timore del Signore e non avvicinarti ad esso con cuore falso.

   

(1,26) Non essere finto davanti agli uomini e controlla le tue parole.

Sir 1,29

Non essere ipocrita davanti agli uomini e fa’ attenzione alle parole che dici.

   

(1,27) Non esaltarti per non cadere e per non attirarti il disonore;

Sir 1,30

Non esaltarti, se non vuoi cadere e attirare su di te il disonore; il Signore svelerà i tuoi segreti e ti umilierà davanti all’assemblea, perché non ti sei avvicinato al timore del Signore e il tuo cuore è pieno d’inganno.

   

(1,28) il Signore svelerà i tuoi segreti e ti umilierà davanti all'assemblea,

 

 

   

(1,29) perché non hai ricercato il timore del Signore e il tuo cuore è pieno di inganno.

 

 

   

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione.

Sir
2,1

Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione.

   

Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione.

Sir
2,2

Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della prova.

   

Sta' unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.

Sir
2,3

Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.

   

Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose,

Sir
2,4

Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose,

   

perché con il fuoco si prova l'oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.

Sir
2,5

perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui.

   

Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui.

Sir
2,6

Affìdati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui.

   

Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere.

Sir
2,7

Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere.

   

Voi che temete il Signore, confidate in lui; il vostro salario non verrà meno.

Sir
2,8

Voi che temete il Signore, confidate in lui, e la vostra ricompensa non verrà meno.

   

Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici, la felicità eterna e la misericordia.

Sir
2,9

Voi che temete il Signore, sperate nei suoi benefici, nella felicità eterna e nella misericordia, poiché la sua ricompensa è un dono eterno e gioioso.

   

Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato?

Sir 2,10

Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato e da lui è stato trascurato?

   

Perché il Signore è clemente e misericordioso, rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.

Sir 2,11

Perché il Signore è clemente e misericordioso, perdona i peccati e salva al momento della tribolazione.

   

Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti e al peccatore che cammina su due strade!

Sir 2,12

Guai ai cuori pavidi e alle mani indolenti e al peccatore che cammina su due strade!

   

Guai al cuore indolente perché non ha fede; per questo non sarà protetto.

Sir 2,13

Guai al cuore indolente che non ha fede, perché non avrà protezione.

   

Guai a voi che avete perduto la pazienza; che farete quando il Signore verrà a visitarvi?

Sir 2,14

Guai a voi che avete perduto la perseveranza: che cosa farete quando il Signore verrà a visitarvi?

   

Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; e coloro che lo amano seguono le sue vie.

Sir 2,15

Quelli che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole, quelli che lo amano seguono le sue vie.

   

Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; e coloro che lo amano si saziano della legge.

Sir 2,16

Quelli che temono il Signore cercano di piacergli, quelli che lo amano si saziano della legge.

   

Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro cuori e umiliano l'anima loro davanti a lui.

Sir 2,17

Quelli che temono il Signore tengono pronti i loro cuori e si umiliano al suo cospetto.

   

Gettiamoci nelle braccia del Signore e non nelle braccia degli uomini; poiché, quale è la sua grandezza, tale è anche la sua misericordia.

Sir 2,18

«Gettiamoci nelle mani del Signore e non in quelle degli uomini; poiché come è la sua grandezza, così è anche la sua misericordia».

   

Figli, ascoltatemi, sono vostro padre; agite in modo da essere salvati.

Sir
3,1

Figli, ascoltate me, vostro padre, e agite in modo da essere salvati.

   

Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli, ha stabilito il diritto della madre sulla prole.

Sir
3,2

Il Signore infatti ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole.

   

Chi onora il padre espia i peccati;

Sir
3,3

Chi onora il padre espia i peccati,

   

chi riverisce la madre è come chi accumula tesori.

Sir
3,4

chi onora sua madre è come chi accumula tesori.

   

Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.

Sir
3,5

Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.

   

Chi riverisce il padre vivrà a lungo; chi obbedisce al Signore dà consolazione alla madre.

Sir
3,6

Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre.

   

Chi teme il Signore rispetta il padre e serve come padroni i genitori.

Sir
3,7

Chi teme il Signore, onora il padre e serve come padroni i suoi genitori.

   

Onora tuo padre a fatti e a parole, perché scenda su di te la sua benedizione.

Sir
3,8

Con le azioni e con le parole onora tuo padre, perché scenda su di te la sua benedizione,

   

La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione della madre ne scalza le fondamenta.

Sir
3,9

poiché la benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione della madre ne scalza le fondamenta.

   

Non vantarti del disonore di tuo padre, perché il disonore del padre non è gloria per te;

Sir 3,10

Non vantarti del disonore di tuo padre, perché il disonore del padre non è gloria per te;

   

la gloria di un uomo dipende dall'onore del padre, vergogna per i figli è una madre nel disonore.

Sir 3,11

la gloria di un uomo dipende dall’onore di suo padre, vergogna per i figli è una madre nel disonore.

   

Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita.

Sir 3,12

Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita.

   

Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore.

Sir 3,13

Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore.

   

Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata, ti sarà computata a sconto dei peccati.

Sir 3,14

L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa.

   

Nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà di te; come fa il calore sulla brina, si scioglieranno i tuoi peccati.

Sir 3,15

Nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà di te, come brina al calore si scioglieranno i tuoi peccati.

   

Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta la madre è maledetto dal Signore.

Sir 3,16

Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta sua madre è maledetto dal Signore.

   

Figlio, nella tua attività sii modesto, sarai amato dall'uomo gradito a Dio.

Sir 3,17

Figlio, compi le tue opere con mitezza, e sarai amato più di un uomo generoso.

   

Quanto più sei grande, tanto più umìliati; così troverai grazia davanti al Signore;

Sir 3,18

Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.

   

perché grande è la potenza del Signore

Sir 3,19

Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi, ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.

   

e dagli umili egli è glorificato.

Sir 3,20

Perché grande è la potenza del Signore, e dagli umili egli è glorificato.

   

Non cercare le cose troppo difficili per te, non indagare le cose per te troppo grandi.

Sir 3,21

Non cercare cose troppo difficili per te e non scrutare cose troppo grandi per te.

   

Bada a quello che ti è stato comandato, poiché tu non devi occuparti delle cose misteriose.

Sir 3,22

Le cose che ti sono comandate, queste considera: non hai bisogno di quelle nascoste.

   

Non sforzarti in ciò che trascende le tue capacità, poiché ti è stato mostrato più di quanto comprende un'intelligenza umana.

Sir 3,23

Non affaticarti in opere superflue, ti è stato mostrato infatti più di quanto possa comprendere la mente umana.

   

Molti si sono smarriti per la loro presunzione, una misera illusione ha fuorviato i loro pensieri.

Sir 3,24

La presunzione ha fatto smarrire molti e le cattive illusioni hanno fuorviato i loro pensieri.

   

 

Sir 3,25

Se non hai le pupille, tu manchi di luce; se ti manca la scienza, non dare consigli.

   

(3,25) Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male; chi ama il pericolo in esso si perderà.

Sir 3,26

Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male, chi ama il pericolo in esso si perderà.

   

(3,26) Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni, il peccatore aggiungerà peccato a peccato.

Sir 3,27

Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni, il peccatore aggiungerà peccato a peccato.

   

(3,27) La sventura non guarisce il superbo, perché la pianta del male si è radicata in lui.

Sir 3,28

Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio, perché in lui è radicata la pianta del male.

   

(3,28) Una mente saggia medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Sir 3,29

Il cuore sapiente medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

   

(3,29) L'acqua spegne un fuoco acceso, l'elemosina espia i peccati.

Sir 3,30

L’acqua spegne il fuoco che divampa, l’elemosina espia i peccati.

   

(3,30) Chi ricambia il bene provvede all'avvenire, al momento della sua caduta troverà un sostegno.

Sir 3,31

Chi ricambia il bene provvede all’avvenire, al tempo della caduta troverà sostegno.

   

Figlio, non rifiutare il sostentamento al povero, non essere insensibile allo sguardo dei bisognosi.

Sir
4,1

Figlio, non rifiutare al povero il necessario per la vita, non essere insensibile allo sguardo dei bisognosi.

   

Non rattristare un affamato, non esasperare un uomo già in difficoltà.

Sir
4,2

Non rattristare chi ha fame, non esasperare chi è in difficoltà.

   

Non turbare un cuore esasperato, non negare un dono al bisognoso.

Sir
4,3

Non turbare un cuore già esasperato, non negare un dono al bisognoso.

   

Non respingere la supplica di un povero, non distogliere lo sguardo dall'indigente.

Sir
4,4

Non respingere la supplica del povero, non distogliere lo sguardo dall’indigente.

   

Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo, non offrire a nessuno l'occasione di maledirti,

Sir
4,5

Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo, non dare a lui l’occasione di maledirti,

   

perché se uno ti maledice con amarezza, il suo creatore esaudirà la sua preghiera.

Sir
4,6

perché se egli ti maledice nell’amarezza del cuore, il suo creatore ne esaudirà la preghiera.

   

Fatti amare dalla comunità, davanti a un grande abbassa il capo.

Sir
4,7

Fatti amare dalla comunità e davanti a un grande abbassa il capo.

   

Porgi l'orecchio al povero e rispondigli al saluto con affabilità.

Sir
4,8

Porgi il tuo orecchio al povero e rendigli un saluto di pace con mitezza.

   

Strappa l'oppresso dal potere dell'oppressore, non esser pusillanime quando giudichi.

Sir
4,9

Strappa l’oppresso dal potere dell’oppressore e non essere meschino quando giudichi.

   

Sii come un padre per gli orfani e come un marito per la loro madre e sarai come un figlio dell'Altissimo, ed egli ti amerà più di tua madre.

Sir 4,10

Sii come un padre per gli orfani, come un marito per la loro madre: sarai come un figlio dell’Altissimo, ed egli ti amerà più di tua madre.

   

La sapienza esalta i suoi figli e si prende cura di quanti la cercano.

Sir 4,11

La sapienza esalta i suoi figli e si prende cura di quanti la cercano.

   

Chi la ama. ama la vita, quanti la cercano solleciti saranno ricolmi di gioia.

Sir 4,12

Chi ama la sapienza ama la vita, chi la cerca di buon mattino sarà ricolmo di gioia.

   

Chi la possiede erediterà la gloria, qualunque cosa intraprenda, il Signore lo benedice.

Sir 4,13

Chi la possiede erediterà la gloria; dovunque vada, il Signore lo benedirà.

   

Coloro che la venerano rendono culto al Santo, e il Signore ama coloro che la amano.

Sir 4,14

Chi la venera rende culto a Dio, che è il Santo, e il Signore ama coloro che la amano.

   

Chi l'ascolta giudica con equità; chi le presta attenzione vivrà tranquillo.

Sir 4,15

Chi l’ascolta giudicherà le nazioni, chi le presta attenzione vivrà tranquillo.

   

Chi confida in lei la otterrà in eredità; i suoi discendenti ne conserveranno il possesso.

Sir 4,16

Chi confida in lei l’avrà in eredità, i suoi discendenti ne conserveranno il possesso.

   

Dapprima lo condurrà per luoghi tortuosi, gli incuterà timore e paura, lo tormenterà con la sua disciplina, finché possa fidarsi di lui, e lo abbia provato con i suoi decreti;

Sir 4,17

Dapprima lo condurrà per vie tortuose, gli incuterà timore e paura, lo tormenterà con la sua disciplina, finché possa fidarsi di lui e lo abbia provato con i suoi decreti;

   

ma poi lo ricondurrà sulla retta via e gli manifesterà i propri segreti.

Sir 4,18

ma poi lo ricondurrà su una via diritta e lo allieterà, gli manifesterà i propri segreti.

   

Se egli batte una falsa strada, lo lascerà andare e l'abbandonerà in balìa del suo destino.

Sir 4,19

Se invece egli batte una falsa strada, lo lascerà andare e lo consegnerà alla sua rovina.

   

Figlio, bada alle circostanze e guàrdati dal male così non ti vergognerai di te stesso.

Sir 4,20

Tieni conto del momento e guàrdati dal male, e non avere vergogna di te stesso.

   

C'è una vergogna che porta al peccato e c'è una vergogna che è onore e grazia.

Sir 4,21

C’è una vergogna che porta al peccato e c’è una vergogna che porta gloria e grazia.

   

Non usare riguardi a tuo danno e non vergognarti a tua rovina.

Sir 4,22

Non usare riguardi a tuo danno e non arrossire a tua rovina.

   

Non astenerti dal parlare nel momento opportuno, non nascondere la tua sapienza.

Sir 4,23

Non astenerti dal parlare quando è necessario e non nascondere la tua sapienza per bellezza,

   

Difatti dalla parola si riconosce la sapienza e l'istruzione dai detti della lingua.

Sir 4,24

poiché dalla parola si riconosce la sapienza e l’istruzione dai detti della lingua.

   

Non contraddire alla verità, ma vergògnati della tua ignoranza.

Sir 4,25

Non contrastare la verità, ma arrossisci della tua ignoranza.

   

Non arrossire di confessare i tuoi peccati, non opporti alla corrente di un fiume.

Sir 4,26

Non vergognarti di confessare i tuoi peccati e non opporti alla corrente di un fiume.

   

Non sottometterti a un uomo stolto, e non essere parziale a favore di un potente.

Sir 4,27

Non sottometterti a un uomo stolto, non essere parziale a favore di un potente.

   

Lotta sino alla morte per la verità e il Signore Dio combatterà per te.

Sir 4,28

Lotta sino alla morte per la verità, il Signore Dio combatterà per te.

   

Non essere arrogante nel tuo linguaggio, fiacco e indolente invece nelle opere.

Sir 4,29

Non essere arrogante nel tuo linguaggio, fiacco e indolente nelle opere.

   

Non essere come un leone in casa tua, sospettoso con i tuoi dipendenti.

Sir 4,30

Non essere come un leone nella tua casa e capriccioso con i tuoi servi.

   

La tua mano non sia tesa per prendere e chiusa invece nel restituire.

Sir 4,31

La tua mano non sia tesa per prendere e poi chiusa nel restituire.

   

Non confidare nelle tue ricchezze e non dire: "Questo mi basta".

Sir
5,1

Non confidare nelle tue ricchezze e non dire: «Basto a me stesso».

   

Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore.

Sir
5,2

Non seguire il tuo istinto e la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore.

   

Non dire: "Chi mi dominerà?", perché il Signore senza dubbio farà giustizia.

Sir
5,3

Non dire: «Chi mi dominerà?» , perché il Signore senza dubbio farà giustizia.

   

Non dire: "Ho peccato, e che cosa mi è successo?", perché il Signore è paziente.

Sir
5,4

Non dire: «Ho peccato, e che cosa mi è successo?», perché il Signore è paziente.

   

Non esser troppo sicuro del perdono tanto da aggiungere peccato a peccato.

Sir
5,5

Non essere troppo sicuro del perdono tanto da aggiungere peccato a peccato.

   

Non dire: "La sua misericordia è grande; mi perdonerà i molti peccati", perché presso di lui ci sono misericordia e ira, il suo sdegno si riverserà sui peccatori.

Sir
5,6

Non dire: «La sua compassione è grande; mi perdonerà i molti peccati», perché presso di lui c’è misericordia e ira, e il suo sdegno si riverserà sui peccatori.

   

Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno, poiché improvvisa scoppierà l'ira del Signore e al tempo del castigo sarai annientato.

Sir
5,7

Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno, perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore e al tempo del castigo sarai annientato.

   

Non confidare in ricchezze ingiuste, perché non ti gioveranno nel giorno della sventura.

Sir
5,8

Non confidare in ricchezze ingiuste: non ti gioveranno nel giorno della sventura.

   

Non ventilare il grano a qualsiasi vento e non camminare su qualsiasi sentiero.

Sir
5,9

Non ventilare il grano a ogni vento e non camminare su qualsiasi sentiero: così fa il peccatore che è bugiardo.

   

Sii costante nel tuo sentimento, e unica sia la tua parola.

Sir 5,10

Sii costante nelle tue convinzioni, e una sola sia la tua parola.

   

Sii pronto nell'ascoltare, lento nel proferire una risposta.

Sir 5,11

Sii pronto nell’ascoltare e lento nel dare una risposta.

   

Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo; altrimenti mettiti la mano sulla bocca.

Sir 5,12

Se conosci una cosa, rispondi al tuo prossimo; altrimenti metti la mano sulla tua bocca.

   

Nel parlare ci può essere onore o disonore; la lingua dell'uomo è la sua rovina.

Sir 5,13

Nel parlare ci può essere gloria o disonore: la lingua dell’uomo è la sua rovina.

   

Non meritare il titolo di calunniatore e non tendere insidie con la lingua, poiché la vergogna è per il ladro e una condanna severa per l'uomo falso.

Sir 5,14

Non procurarti la fama di maldicente e non tendere insidie con la lingua, poiché la vergogna è per il ladro e una condanna severa per l’uomo bugiardo.

   

Non far male né molto né poco, e da amico non divenire nemico,

Sir 5,15

Non sbagliare, né molto né poco,

   

perché un cattivo nome si attira vergogna e disprezzo; così accade al peccatore, falso nelle sue parole.

Sir
6,1

e da amico non diventare nemico. La cattiva fama attira a sé vergogna e disprezzo: così accade al peccatore che è bugiardo.

   

Non ti abbandonare alla tua passione, perché non ti strazi come un toro furioso;

Sir
6,2

Non ti abbandonare alla tua passione, perché il tuo vigore non venga abbattuto come un toro;

   

divorerà le tue foglie e tu perderai i tuoi frutti, sì da renderti come un legno secco.

Sir
6,3

divorerà le tue foglie e tu perderai i tuoi frutti, e ti ridurrà come un legno secco.

   

Una passione malvagia rovina chi la possiede e lo fa oggetto di scherno per i nemici.

Sir
6,4

Una passione malvagia rovina chi la possiede e lo fa oggetto di scherno per i nemici.

   

Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti.

Sir 6,5

Una bocca amabile moltiplica gli amici, una lingua affabile le buone relazioni.

   

Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille.

Sir
6,6

Siano molti quelli che vivono in pace con te, ma tuo consigliere uno su mille.

   

Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui.

Sir
6,7

Se vuoi farti un amico, mettilo alla prova e non fidarti subito di lui.

   

C'è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura.

Sir
6,8

C’è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura.

   

C'è anche l'amico che si cambia in nemico e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi.

Sir
6,9

C’è anche l’amico che si cambia in nemico e scoprirà i vostri litigi a tuo disonore.

   

C'è l'amico compagno a tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura.

Sir 6,10

C’è l’amico compagno di tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura.

   

Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso, e parlerà liberamente con i tuoi familiari.

Sir 6,11

Nella tua fortuna sarà un altro te stesso e parlerà liberamente con i tuoi servi.

   

Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te e dalla tua presenza si nasconderà.

Sir 6,12

Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te e si nasconderà dalla tua presenza.

   

Tieniti lontano dai tuoi nemici, e dai tuoi amici guàrdati.

Sir 6,13

Tieniti lontano dai tuoi nemici e guàrdati anche dai tuoi amici.

   

Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro.

Sir 6,14

Un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro.

   

Per un amico fedele, non c'è prezzo, non c'è peso per il suo valore.

Sir 6,15

Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è misura per il suo valore.

   

Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore.

Sir 6,16

Un amico fedele è medicina che dà vita: lo troveranno quelli che temono il Signore.

   

Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico.

Sir 6,17

Chi teme il Signore sa scegliere gli amici: come è lui, tali saranno i suoi amici.

   

Figlio, sin dalla giovinezza medita la disciplina, conseguirai la sapienza fino alla canizie.

Sir 6,18

Figlio, sin dalla giovinezza ricerca l’istruzione e fino alla vecchiaia troverai la sapienza.

   

Accòstati ad essa come chi ara e chi semina e attendi i suoi ottimi frutti; poiché faticherai un po' per coltivarla, ma presto mangerai dei suoi prodotti.

Sir 6,19

Accòstati ad essa come uno che ara e che semina, e resta in attesa dei suoi buoni frutti; faticherai un po’ per coltivarla, ma presto mangerai dei suoi prodotti.

   

Essa è davvero aspra per gli stolti, l'uomo senza coraggio non ci resiste;

Sir 6,20

Quanto è difficile per lo stolto la sapienza! L’insensato non vi si applica;

   

per lui peserà come una pietra di prova, non tarderà a gettarla via.

Sir 6,21

per lui peserà come una pietra di prova e non tarderà a gettarla via.

   

La sapienza infatti è come dice il suo nome, ma non a molti essa è chiara.

Sir 6,22

La sapienza infatti è come dice il suo nome e non si manifesta a molti.

   

Ascolta, figlio, e accetta il mio parere; non rigettare il mio consiglio.

Sir 6,23

Ascolta, figlio, e accetta il mio pensiero, e non rifiutare il mio consiglio.

   

Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi, il collo nella sua catena.

Sir 6,24

Introduci i tuoi piedi nei suoi ceppi, il tuo collo nella sua catena.

   

Piega la tua spalla e portala, non disdegnare i suoi legami.

Sir 6,25

Piega la tua spalla e portala, non infastidirti dei suoi legami.

   

Avvicìnati ad essa con tutta l'anima e con tutta la tua forza resta nelle sue vie.

Sir 6,26

Avvicìnati ad essa con tutta l’anima e con tutta la tua forza osserva le sue vie.

   

Seguine le orme e cercala, ti si manifesterà; e una volta raggiunta, non lasciarla.

Sir 6,27

Segui le sue orme, ricercala e ti si manifesterà, e quando l’hai raggiunta, non lasciarla.

   

Alla fine troverai in lei il riposo, ed essa ti si cambierà in gioia.

Sir 6,28

Alla fine in essa troverai riposo ed essa si cambierà per te in gioia.

   

I suoi ceppi saranno per te una protezione potente, le sue catene una veste di gloria.

Sir 6,29

I suoi ceppi saranno per te una protezione potente e le sue catene una veste di gloria.

   

Un ornamento d'oro ha su di sé, i suoi legami sono fili di porpora violetta.

Sir 6,30

Un ornamento d’oro ha su di sé e i suoi legami sono fili di porpora.

   

Te ne rivestirai come di una veste di gloria, te ne cingerai come di una corona magnifica.

Sir 6,31

Te ne rivestirai come di una splendida veste, te ne cingerai come di una corona magnifica.

   

Se lo vuoi, figlio, diventerai saggio; applicandoti totalmente, diventerai abile.

Sir 6,32

Figlio, se lo vuoi, diventerai saggio, se ci metti l’anima, sarai esperto in tutto.

   

Se ti è caro ascoltare, imparerai; se porgerai l'orecchio, sarai saggio.

Sir 6,33

Se ti è caro ascoltare, imparerai, se porgerai l’orecchio, sarai saggio.

   

Frequenta le riunioni degli anziani; qualcuno è saggio? Unisciti a lui.

Sir 6,34

Frequenta le riunioni degli anziani, e se qualcuno è saggio, unisciti a lui.

   

Ascolta volentieri ogni parola divina e le massime sagge non ti sfuggano.

Sir 6,35

Ascolta volentieri ogni discorso su Dio e le massime sagge non ti sfuggano.

   

Se vedi una persona saggia, va' presto da lei; il tuo piede logori i gradini della sua porta.

Sir 6,36

Se vedi una persona saggia, va’ di buon mattino da lei, il tuo piede logori i gradini della sua porta.

   

Rifletti sui precetti del Signore, medita sempre sui suoi comandamenti; egli renderà saldo il tuo cuore, e il tuo desiderio di sapienza sarà soddisfatto.

Sir 6,37

Rifletti sui precetti del Signore, medita sempre sui suoi comandamenti; egli renderà saldo il tuo cuore, e la sapienza che desideri ti sarà data.

   

Non fare il male, perché il male non ti prenda.

Sir
7,1

Non fare il male, perché il male non ti prenda.

   

Allontànati dall'iniquità ed essa si allontanerà da te.

Sir
7,2

Stai lontano dall’iniquità ed essa si allontanerà da te.

   

Figlio, non seminare nei solchi dell'ingiustizia per non raccoglierne sette volte tanto.

Sir
7,3

Figlio, non seminare nei solchi dell’ingiustizia per non raccoglierne sette volte tanto.

   

Non domandare al Signore il potere né al re un posto di onore.

Sir
7,4

Non domandare al Signore il potere né al re un posto di onore.

   

Non farti giusto davanti al Signore né saggio davanti al re.

Sir
7,5

Non farti giusto davanti al Signore né saggio davanti al re.

   

Non cercare di divenire giudice, che poi ti manchi la forza di estirpare l'ingiustizia; altrimenti temeresti alla presenza del potente e getteresti una macchia sulla tua dirittura.

Sir
7,6

Non cercare di divenire giudice se ti manca la forza di estirpare l’ingiustizia, perché temeresti di fronte al potente e getteresti una macchia sulla tua retta condotta.

   

Non offendere l'assemblea della città e non degradarti in mezzo al popolo.

Sir
7,7

Non fare soprusi contro l’assemblea della città e non degradarti in mezzo al popolo.

   

Non ti impigliare due volte nel peccato, perché neppure di uno resterai impunito.

Sir
7,8

Non ti impigliare due volte nel peccato, perché neppure di uno resterai impunito.

   

Non dire: "Egli guarderà all'abbondanza dei miei doni, e quando farò l'offerta al Dio altissimo egli l'accetterà".

Sir
7,9

Non dire: «Egli guarderà all’abbondanza dei miei doni, e quando farò l’offerta al Dio altissimo, egli l’accetterà».

   

Non mancar di fiducia nella tua preghiera e non trascurare di fare elemosina.

Sir 7,10

Non essere incostante nella tua preghiera e non trascurare di fare elemosina.

   

Non deridere un uomo dall'animo amareggiato, poiché c'è chi umilia e innalza.

Sir 7,11

Non deridere un uomo dall’animo amareggiato, perché c’è chi umilia e innalza.

   

Non fabbricare menzogne contro tuo fratello e neppure qualcosa di simile contro l'amico.

Sir 7,12

Non seminare menzogne contro tuo fratello e non fare qualcosa di simile all’amico.

   

Non volere in nessun modo ricorrere alla menzogna, perché le sue conseguenze non sono buone.

Sir 7,13

Non ricorrere mai alla menzogna: è un’abitudine che non porta alcun bene.

   

Non parlar troppo nell'assemblea degli anziani e non ripetere le parole della tua preghiera.

Sir 7,14

Non parlare troppo nell’assemblea degli anziani e non ripetere le parole della tua preghiera.

   

Non disprezzare il lavoro faticoso, neppure l'agricoltura creata dall'Altissimo.

Sir 7,15

Non disprezzare il lavoro faticoso, in particolare l’agricoltura che Dio ha istituito.

   

Non unirti alla moltitudine dei peccatori, ricòrdati che la collera divina non tarderà.

Sir 7,16

Non unirti alla moltitudine dei peccatori, ricòrdati che la collera divina non tarderà.

   

Umilia profondamente la tua anima, perché castigo dell'empio sono fuoco e vermi.

Sir 7,17

Umìliati profondamente, perché castigo dell’empio sono fuoco e vermi.

   

Non cambiare un amico per interesse, né un fratello fedele per l'oro di Ofir.

Sir 7,18

Non cambiare un amico per interesse né un vero fratello per l’oro di Ofir.

   

Non disdegnare una sposa saggia e buona, poiché la sua bontà val più dell'oro.

Sir 7,19

Non disdegnare una sposa saggia e buona, poiché la sua amabilità vale più dell’oro.

   

Non maltrattare uno schiavo che lavora fedelmente né un mercenario che dà tutto se stesso.

Sir 7,20

Non maltrattare un servo che lavora fedelmente né l’operaio che si impegna totalmente.

   

Ami l'anima tua un servo saggio e non ricusargli la libertà.

Sir 7,21

Ama il servo intelligente e non rifiutargli la libertà.

   

Hai bestiame? Abbine cura; se ti è utile, resti in tuo possesso.

Sir 7,22

Hai bestiame? Abbine cura; se ti è utile, resti in tuo possesso.

   

Hai figli? Educali e sottomettili fin dalla giovinezza.

Sir 7,23

Hai figli? Educali e fa’ loro piegare il collo fin dalla giovinezza.

   

Hai figlie? Vigila sui loro corpi e non mostrare loro un volto troppo indulgente.

Sir 7,24

Hai figlie? Vigila sul loro corpo e non mostrare loro un volto troppo indulgente.

   

Accasa una figlia e avrai compiuto un grande affare; ma sposala a un uomo assennato.

Sir 7,25

Fa’ sposare tua figlia e avrai compiuto un grande affare, ma dàlla a un uomo assennato.

   

Hai una moglie secondo il tuo cuore? Non ripudiarla; ma di quella odiata non fidarti.

Sir 7,26

Hai una moglie secondo il tuo cuore? Non ripudiarla, ma se non le vuoi bene, non fidarti.

   

Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare i dolori di tua madre.

Sir 7,27

Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare le doglie di tua madre.

   

Ricorda che essi ti hanno generato; che darai loro in cambio di quanto ti hanno dato?

Sir 7,28

Ricorda che essi ti hanno generato: che cosa darai loro in cambio di quanto ti hanno dato?

   

Temi con tutta l'anima il Signore e riverisci i suoi sacerdoti.

Sir 7,29

Con tutta l’anima temi il Signore e abbi riverenza per i suoi sacerdoti.

   

Ama con tutta la forza chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri.

Sir 7,30

Ama con tutta la forza chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri.

   

Temi il Signore e onora il sacerdote, consegna la sua parte, come ti è stato comandato: primizie, sacrifici espiatori, offerta delle spalle, vittima di santificazione e primizie delle cose sante.

Sir 7,31

Temi il Signore e onora il sacerdote, dàgli la sua parte, come ti è stato comandato: primizie, sacrifici di riparazione, offerta delle spalle, vittima di santificazione e primizie delle cose sante.

   

Al povero stendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione.

Sir 7,32

Anche al povero tendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione.

   

La tua generosità si estenda a ogni vivente e al morto non negare la tua grazia.

Sir 7,33

La tua generosità si estenda a ogni vivente, ma anche al morto non negare la tua pietà.

   

Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti mòstrati afflitto.

Sir 7,34

Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti móstrati afflitto.

   

Non indugiare a visitare un malato, perché per questo sarai amato.

Sir 7,35

Non esitare a visitare un malato, perché per questo sarai amato.

   

In tutte le tue opere ricordati della tua fine e non cadrai mai nel peccato.

Sir 7,36

In tutte le tue opere ricòrdati della tua fine e non cadrai mai nel peccato.

   

Non litigare con un uomo potente per non cadere poi nelle sue mani.

Sir
8,1

Non contendere con un uomo potente, per non cadere nelle sue mani.

   

Non litigare con un uomo ricco, perché egli non t'opponga il peso del suo danaro, poiché l'oro ha corrotto molti e ha fatto deviare il cuore dei re.

Sir
8,2

Non litigare con un uomo ricco, perché non ti soverchi con il suo peso: l’oro infatti ha corrotto molti e ha fatto deviare il cuore dei re.

   

Non litigare con un uomo linguacciuto e non aggiungere legna sul suo fuoco.

Sir
8,3

Non contendere con un uomo chiacchierone e non aggiungere legna al suo fuoco.

   

Non scherzare con l'ignorante, perché non siano disprezzati i tuoi antenati.

Sir
8,4

Non scherzare con l’uomo ignorante, perché non siano insultati i tuoi antenati.

   

Non insultare un uomo convertito dal peccato, ricòrdati che siamo tutti degni di pena.

Sir
8,5

Non rimproverare un uomo che si converte dal peccato: ricòrdati che tutti abbiamo delle colpe.

   

Non disprezzare un uomo quando è vecchio, perché anche di noi alcuni invecchieranno.

Sir
8,6

Non disprezzare un uomo quando è vecchio, perché anche tra noi alcuni invecchieranno.

   

Non gioire per la morte di qualcuno; ricòrdati che tutti moriremo.

Sir
8,7

Non gioire per la morte di qualcuno: ricòrdati che tutti moriremo.

   

Non disdegnare i discorsi dei saggi, medita piuttosto le loro massime, perché da essi imparerai la dottrina e potrai essere a servizio dei grandi.

Sir
8,8

Non disdegnare i discorsi dei saggi, medita piuttosto le loro massime, perché da loro imparerai la dottrina e potrai metterti a servizio dei grandi.

   

Non trascurare i discorsi dei vecchi, perché anch'essi hanno imparato dai loro padri; da essi imparerai l'accorgimento e come rispondere a tempo opportuno.

Sir
8,9

Non trascurare i discorsi dei vecchi, perché anch’essi hanno imparato dai loro padri; da loro imparerai il discernimento e come rispondere nel momento del bisogno.

   

Non attizzare le braci del peccatore, per non bruciare nel fuoco della sua fiamma.

Sir 8,10

Non attizzare le braci del peccatore, per non bruciare nel fuoco della sua fiamma.

   

Non ritirarti dalla presenza del violento, perché egli non ponga un agguato contro di te.

Sir 8,11

Non recedere dalla presenza del violento, perché egli non tenda un agguato contro di te.

   

Non imprestare a un uomo più forte di te; quello che gli hai prestato, consideralo come perduto.

Sir 8,12

Non fare prestiti a un uomo più forte di te e se gli hai prestato qualcosa, considerala perduta.

   

Non garantire oltre la tua possibilità; se hai garantito, preòccupati di soddisfare.

Sir 8,13

Non garantire oltre le tue possibilità e se hai garantito, preòccupati di soddisfare.

   

Non muovere causa a un giudice, perché giudicheranno in suo favore secondo il suo parere.

Sir 8,14

Non muovere causa a un giudice, perché lo giudicheranno tenendo conto del suo prestigio.

   

Con un avventuriero non metterti in viaggio, per paura che ti diventi insopportabile; egli agirà secondo il suo capriccio e andrai con lui in rovina per la sua insipienza.

Sir 8,15

Con un temerario non metterti in viaggio, perché non ti sia di peso; egli camminerà infatti secondo il suo capriccio e con lui andrai in rovina per la sua stoltezza.

   

Non litigare con un irascibile e non traversare con lui un luogo solitario, perché ai suoi occhi il sangue è come nulla, dove non c'è possibilità di aiuto ti assalirà.

Sir 8,16

Non litigare con un uomo irascibile e non passare con lui per un luogo solitario, perché ai suoi occhi il sangue è come un nulla, dove non c’è possibilità di aiuto ti assalirà.

   

Non consigliarti con lo stolto, perché non saprà mantenere un segreto.

Sir 8,17

Non consigliarti con un uomo stolto, perché non saprà mantenere il segreto.

   

Davanti a uno straniero non fare nulla di riservato, perché non sai che cosa ne seguirà.

Sir 8,18

Davanti a uno straniero non fare nulla di nascosto, perché non sai che cosa ne seguirà.

   

Con un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore ed egli non abbia a portar via il tuo bene.

Sir 8,19

A un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore, perché potrebbe non esserti riconoscente.

   

Non essere geloso della sposa amata, per non inculcarle malizia a tuo danno.

Sir
9,1

Non essere geloso della donna che riposa sul tuo seno, per non darle a tuo danno un cattivo insegnamento.

   

Non dare l'anima tua alla tua donna, sì che essa s'imponga sulla tua forza.

Sir
9,2

Non darti interamente a una donna, sì che essa s’imponga sulla tua forza.

   

Non incontrarti con una donna cortigiana, che non abbia a cadere nei suoi lacci.

Sir
9,3

Non dare appuntamento a una donna licenziosa, perché tu non abbia a cadere nei suoi lacci.

   

Non frequentare una cantante, per non esser preso dalle sue moine.

Sir
9,4

Non frequentare una cantante, per non essere preso dalle sue seduzioni.

   

Non fissare il tuo sguardo su una vergine, per non essere coinvolto nei suoi castighi.

Sir
9,5

Non fissare il tuo sguardo su una vergine, per non essere coinvolto nella sua punizione.

   

Non dare l'anima tua alle prostitute, per non perderci il patrimonio.

Sir
9,6

Non perderti dietro alle prostitute, per non dissipare il tuo patrimonio.

   

Non curiosare nelle vie della città, non aggirarti nei suoi luoghi solitari.

Sir
9,7

Non curiosare nelle vie della città, non aggirarti nei suoi luoghi solitari.

   

Distogli l'occhio da una donna bella, non fissare una bellezza che non ti appartiene. Per la bellezza di una donna molti sono periti; per essa l'amore brucia come fuoco.

Sir
9,8

Distogli l’occhio da una donna avvenente, non fissare una bellezza che non ti appartiene. Per la bellezza di una donna molti si sono rovinati, l’amore per lei brucia come un fuoco.

   

Non sederti mai accanto a una donna sposata, non frequentarla per bere insieme con lei perché il tuo cuore non si innamori di lei e per la tua passione tu non scivoli nella rovina.

Sir
9,9

Non sederti accanto a una donna sposata, e con lei non frequentare banchetti bevendo vino, perché il tuo cuore non corra dietro a lei e per la passione tu non vada in rovina.

   

Non abbandonare un vecchio amico, perché quello recente non è uguale a lui. Vino nuovo, amico nuovo; quando sarà invecchiato, lo berrai con piacere.

Sir 9,10

Non abbandonare un vecchio amico, perché quello nuovo non è uguale a lui. Vino nuovo, amico nuovo: quando sarà invecchiato, lo berrai con piacere.

   

Non invidiare la gloria del peccatore, perché non sai quale sarà la sua fine.

Sir 9,11

Non invidiare il successo di un peccatore, perché non sai quale sarà la sua fine.

   

Non compiacerti del benessere degli empi, ricòrdati che non giungeranno agli inferi impuniti.

Sir 9,12

Non compiacerti del benessere degli empi, ricòrdati che non rimarranno impuniti fino alla morte.

   

Tieniti lontano dall'uomo che ha il potere di uccidere e non sperimenterai il timore della morte. Se l'avvicini, sta' attento a non sbagliare perché egli non ti tolga la vita; sappi che cammini in mezzo ai lacci e ti muovi sull'orlo delle mura cittadine.

Sir 9,13

Stai lontano dall’uomo che ha il potere di uccidere e non sperimenterai il timore della morte. Se l’avvicini, stai attento a non sbagliare, perché egli non ti tolga la vita; sappi che cammini in mezzo ai lacci e ti muovi sui bastioni della città.

   

Rispondi come puoi al prossimo e consìgliati con i saggi.

Sir 9,14

Per quanto puoi, mantieni buoni rapporti con i vicini, ma consìgliati solo con i saggi.

   

Conversa con uomini assennati e ogni tuo colloquio sia sulle leggi dell'Altissimo.

Sir 9,15

Conversa con uomini assennati e ogni tuo colloquio sia sulle leggi dell’Altissimo.

   

Tuoi commensali siano gli uomini giusti, il tuo vanto sia nel timore del Signore.

Sir 9,16

Tuoi commensali siano gli uomini giusti, il tuo vanto sia nel timore del Signore.

   

Un lavoro per mano di esperti viene lodato, ma il capo del popolo è saggio per il parlare.

Sir 9,17

Per la mano degli artigiani l’opera merita lode, ma il capo del popolo è saggio per il parlare.

   

Un uomo linguacciuto è il terrore della sua città, chi non sa controllar le parole sarà detestato.

Sir 9,18

Un uomo chiacchierone è temuto nella sua città, chi non sa controllare le parole è detestato.

   

Un governatore saggio educa il suo popolo, l'autorità di un uomo assennato sarà ben ordinata.

Sir 10,1

Un governatore saggio educa il suo popolo, il governo dell’uomo di senno è ordinato.

   

Quale il governatore del popolo, tali i suoi ministri; quale il capo di una città, tali tutti gli abitanti.

Sir 10,2

Quale il governatore del popolo, tali i suoi ministri; quale il capo di una città, tali tutti i suoi abitanti.

   

Un re senza formazione rovinerà il suo popolo; una città prospererà per il senno dei capi.

Sir 10,3

Un re che non ha istruzione rovina il suo popolo, una città prospera per il senno dei capi.

   

Il governo del mondo è nelle mani del Signore; egli vi susciterà al momento giusto l'uomo adatto.

Sir 10,4

Il governo del mondo è nelle mani del Signore; egli vi suscita l’uomo adatto al momento giusto.

   

Il successo dell'uomo è nelle mani del Signore, che investirà il magistrato della sua autorità.

Sir 10,5

Il successo dell’uomo è nelle mani del Signore, ma sulla persona dello scriba egli pone la sua gloria.

   

Non crucciarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi; non far nulla in preda all'ira.

Sir 10,6

Non irritarti con il tuo prossimo per un torto qualsiasi e non fare nulla in preda all’ira.

   

Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia, all'uno e agli altri è in abominio l'ingiustizia.

Sir 10,7

Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia, l’uno e gli altri hanno in odio l’ingiustizia.

   

L'impero passa da un popolo a un altro a causa delle ingiustizie, delle violenze e delle ricchezze.

Sir 10,8

Il regno passa da un popolo a un altro a causa delle ingiustizie, delle violenze e delle ricchezze. Niente è più empio dell’uomo che ama il denaro, poiché egli si vende anche l’anima.

   

Perché mai si insuperbisce chi è terra e cenere? Anche da vivo le sue viscere sono ripugnanti.

Sir 10,9

Perché mai si insuperbisce chi è terra e cenere? Anche da vivo le sue viscere sono ripugnanti.

   

La malattia è lunga, il medico se la ride; chi oggi è re, domani morirà.

Sir 10,10

Una lunga malattia si prende gioco del medico; chi oggi è re, domani morirà.

   

Quando l'uomo muore eredita insetti, belve e vermi.

Sir 10,11

Quando l’uomo muore, eredita rettili, belve e vermi.

   

Principio della superbia umana è allontanarsi dal Signore, tenere il proprio cuore lontano da chi l'ha creato.

Sir 10,12

Principio della superbia è allontanarsi dal Signore; il superbo distoglie il cuore dal suo creatore.

   

Principio della superbia infatti è il peccato; chi vi si abbandona diffonde intorno a sé l'abominio. Per questo il Signore rende incredibili i suoi castighi e lo flagella sino a finirlo.

Sir 10,13

Principio della superbia infatti è il peccato; chi ne è posseduto diffonde cose orribili. Perciò il Signore ha castigato duramente i superbi e li ha abbattuti fino ad annientarli.

   

Il Signore ha abbattuto il trono dei potenti, al loro posto ha fatto sedere gli umili.

Sir 10,14

Il Signore ha rovesciato i troni dei potenti, al loro posto ha fatto sedere i miti.

   

Il Signore ha estirpato le radici delle nazioni, al loro posto ha piantato gli umili.

Sir 10,15

Il Signore ha estirpato le radici delle nazioni, al loro posto ha piantato gli umili.

   

Il Signore ha sconvolto le regioni delle nazioni, e le ha distrutte fin dalle fondamenta della terra.

Sir 10,16

Il Signore ha sconvolto le terre delle nazioni e le ha distrutte fino alle fondamenta.

   

Le ha estirpate e annientate, ha fatto scomparire dalla terra il loro ricordo.

Sir 10,17

Le ha cancellate dal consorzio umano e le ha annientate, ha fatto scomparire dalla terra il loro ricordo.

   

Non è fatta per gli uomini la superbia, né per i nati di donna l'arroganza.

Sir 10,18

Non è fatta per gli uomini la superbia né l’impeto della collera per i nati da donna.

   

Quale stirpe è onorata? La stirpe dell'uomo. Quale stirpe è onorata? Coloro che temono il Signore.

Sir 10,19

Quale stirpe è degna d’onore? La stirpe dell’uomo. Quale stirpe è degna d’onore? Quelli che temono il Signore. Quale stirpe non è degna d’onore? La stirpe dell’uomo. Quale stirpe non è degna d’onore? Quelli che trasgrediscono i comandamenti.

   

(10,20) Quale stirpe è ignobile? La stirpe dell'uomo. Quale stirpe è ignobile? Coloro che trasgrediscono i comandamenti.

 

 

   

(10,21) Tra i fratelli è onorato il loro capo, ma coloro che temono il Signore lo sono ai suoi occhi.

Sir 10,20

Tra i fratelli viene onorato chi li comanda, ma agli occhi del Signore quelli che lo temono.

   

 

Sir 10,21

Principio di gradimento è il timore del Signore, principio di rifiuto l’ostinazione e la superbia.

   

Uno ricco, onorato o povero, ponga il proprio vanto nel timore del Signore.

Sir 10,22

Il ricco, il nobile, il povero: loro vanto è il timore del Signore.

   

Non è giusto disprezzare un povero assennato e non conviene esaltare un uomo peccatore.

Sir 10,23

Non è giusto disprezzare un povero che ha senno e non conviene onorare un uomo peccatore.

   

Il nobile, il giudice e il potente sono onorati; ma nessuno di loro è più grande di chi teme il Signore.

Sir 10,24

Il principe, il giudice e il potente sono onorati, ma nessuno di loro è più grande di chi teme il Signore.

   

Uomini liberi serviranno un servo sapiente; un uomo intelligente non mormora per questo.

Sir 10,25

Uomini liberi serviranno uno schiavo sapiente e chi ha senno non protesterà.

   

Non fare il saccente nel compiere il tuo lavoro e non gloriarti al momento del bisogno.

Sir 10,26

Non fare il saccente nel compiere il tuo lavoro e non gloriarti nel momento del tuo bisogno.

   

Meglio uno che lavora e abbonda di tutto che chi va in giro vantandosi e manca di cibo.

Sir 10,27

Meglio uno che lavora e abbonda di tutto di chi va in giro a vantarsi e manca di cibo.

   

Figlio, con modestia glorifica l'anima tua e rendile onore secondo che merita.

Sir 10,28

Figlio, con modestia pensa al tuo onore e fatti valere secondo il tuo merito.

   

Chi darà ragione a uno che si dà torto da sé? Chi stimerà uno che si disprezza?

Sir 10,29

Chi giustificherà uno che fa male a se stesso e chi onorerà colui che si disonora?

   

Un povero è onorato per la sua scienza, un ricco è onorato per la sua ricchezza.

Sir 10,30

Un povero viene onorato per la sua scienza e un ricco viene onorato per la sua ricchezza.

   

Chi è onorato nella povertà, quanto più lo sarà nella ricchezza? Chi è disprezzato nella ricchezza, quanto più lo sarà nella povertà?

Sir 10,31

Chi è onorato nella povertà, quanto più lo sarà nella ricchezza! E chi è disprezzato nella ricchezza, quanto più lo sarà nella povertà!

   

La sapienza dell'umile gli farà tenere alta la testa, gli permetterà di sedere tra i grandi.

Sir 11,1

La sapienza dell’umile gli farà tenere alta la testa e lo farà sedere tra i grandi.

   

Non lodare un uomo per la sua bellezza e non detestare un uomo per il suo aspetto.

Sir 11,2

Non lodare un uomo per la sua bellezza e non detestare un uomo per il suo aspetto.

   

L'ape è piccola tra gli esseri alati, ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori.

Sir 11,3

L’ape è piccola tra gli esseri alati, ma il suo prodotto è il migliore fra le cose dolci.

   

Non ti vantare per le vesti che indossi e non insuperbirti nel giorno della gloria, poiché stupende sono le opere del Signore, eppure sono nascoste agli uomini le opere sue.

Sir 11,4

Non ti vantare per le vesti che indossi e non insuperbirti nel giorno della gloria, perché stupende sono le opere del Signore, eppure esse sono nascoste agli uomini.

   

Molti sovrani sedettero sulla polvere e uno sconosciuto cinse il loro diadema.

Sir 11,5

Molti sovrani sedettero sulla polvere, mentre uno sconosciuto cinse il loro diadema.

   

Molti potenti furono umiliati profondamente; uomini illustri furono consegnati in potere altrui.

Sir 11,6

Molti potenti furono grandemente disonorati e uomini illustri furono consegnati al potere altrui.

   

Non biasimare prima di avere indagato, prima rifletti e quindi condanna.

Sir 11,7

Non biasimare prima di avere indagato, prima rifletti e poi condanna.

   

Non rispondere prima di avere ascoltato, in mezzo ai discorsi non intrometterti.

Sir 11,8

Non rispondere prima di aver ascoltato, e non interrompere il discorso di un altro.

   

Per una cosa di cui non hai bisogno non litigare, non immischiarti nelle liti dei peccatori.

Sir 11,9

Per una cosa di cui non hai bisogno, non litigare, e non immischiarti nella lite dei peccatori.

   

Figlio, la tua attività non abbracci troppe cose; se esageri, non sarai esente da colpa; anche se corri, non arriverai e non riuscirai a scampare con la fuga.

Sir 11,10

Figlio, le tue attività non riguardino troppe cose: se le moltiplichi, non sarai esente da colpa; se insegui una cosa, non l’afferrerai, e anche se fuggi, non ti metterai in salvo.

   

C'è chi lavora, fatica e si affanna: eppure resta tanto più indietro.

Sir 11,11

C’è chi fatica, si affanna e si stanca, eppure resta sempre più indietro.

   

C'è chi è debole e ha bisogno di soccorso, chi è privo di beni e ricco di miseria: eppure il Signore lo guarda con benevolenza, lo solleva dalla sua bassezza

Sir 11,12

C’è chi è debole e ha bisogno di soccorso, chi è privo di forza e ricco di miseria, ma gli occhi del Signore lo guardano con benevolenza, lo sollevano dalla sua povertà

   

e lo fa stare a testa alta, sì che molti ne sono stupiti.

Sir 11,13

e gli fanno alzare la testa, sì che molti ne restano stupiti.

   

Bene e male, vita e morte, povertà e ricchezza, tutto proviene dal Signore.

Sir 11,14

Bene e male, vita e morte, povertà e ricchezza provengono dal Signore.

   

Sapienza, senno e conoscenza della legge vengono dal Signore; carità e rettitudine sono dono del Signore.

Sir 11,15

Sapienza, scienza e conoscenza della legge vengono dal Signore; l’amore e la pratica delle opere buone provengono da lui.

   

Errore e tenebre sono per gli empi e il male resta per i malvagi.

Sir 11,16

Errore e tenebre sono creati per i peccatori; quanti si vantano del male, il male li accompagna nella vecchiaia.

   

Il dono del Signore è assicurato ai pii e il suo favore li rende felici per sempre.

Sir 11,17

Il dono del Signore è assicurato ai suoi fedeli e la sua benevolenza li guida sempre sulla retta via.

   

C'è chi è ricco a forza di attenzione e di risparmio; ed ecco la parte della sua ricompensa:

Sir 11,18

C’è chi diventa ricco perché sempre attento a risparmiare, ed ecco la parte della sua ricompensa:

   

mentre dice: "Ho trovato riposo; ora mi godrò i miei beni", non sa quanto tempo ancora trascorrerà; lascerà tutto ad altri e morirà.

Sir 11,19

mentre dice: «Ho trovato riposo, ora mi ciberò dei miei beni», non sa quanto tempo ancora trascorrerà: lascerà tutto ad altri e morirà.

   

Sta' fermo al tuo impegno e fanne la tua vita, invecchia compiendo il tuo lavoro.

Sir 11,20

Persevera nel tuo impegno e dèdicati a esso, invecchia compiendo il tuo lavoro.

   

Non ammirare le opere del peccatore, confida nel Signore e persevera nella fatica, perché è facile per il Signore arricchire un povero all'improvviso.

Sir 11,21

Non ammirare le opere del peccatore, confida nel Signore e sii costante nella tua fatica, perché è facile agli occhi del Signore arricchire un povero all’improvviso.

   

La benedizione del Signore è la ricompensa del pio; in un istante Dio farà sbocciare la sua benedizione.

Sir 11,22

La benedizione del Signore è la ricompensa del giusto; all’improvviso fiorirà la sua speranza.

   

Non dire: "Di che cosa ho bisogno e di quali beni disporrò d'ora innanzi?".

Sir 11,23

Non dire: «Di che cosa ho bisogno e di quali beni disporrò d’ora innanzi?».

   

Non dire: "Ho quanto mi occorre; che cosa potrà ormai capitarmi di male?".

Sir 11,24

Non dire: «Ho quanto mi occorre; che cosa potrà ormai capitarmi di male?».

   

Nel tempo della prosperità si dimentica la sventura; nel tempo della sventura non si ricorda la prosperità.

Sir 11,25

Nel tempo della prosperità si dimentica la sventura e nel tempo della sventura non si ricorda la prosperità.

   

È facile per il Signore nel giorno della morte rendere all'uomo secondo la sua condotta.

Sir 11,26

È facile per il Signore nel giorno della morte rendere all’uomo secondo la sua condotta.

   

L'infelicità di un'ora fa dimenticare il benessere; alla morte di un uomo si rivelano le sue opere.

Sir 11,27

L’infelicità di un’ora fa dimenticare il benessere; alla morte di un uomo si rivelano le sue opere.

   

Prima della fine non chiamare nessuno beato; un uomo si conosce veramente alla fine.

Sir 11,28

Prima della fine non chiamare nessuno beato; un uomo sarà conosciuto nei suoi figli.

   

Non portare in casa qualsiasi persona, perché sono molte le insidie del fraudolento.

Sir 11,29

Non portare in casa tua qualsiasi persona, perché sono molte le insidie dell’imbroglione.

   

Una pernice da richiamo in gabbia, tale il cuore del superbo; come una spia egli attende la tua caduta.

Sir 11,30

Una pernice da richiamo in gabbia, tale il cuore del superbo; come una spia egli attende la tua caduta.

   

Cambiando il bene in male tende insidie, troverà difetti anche nelle cose migliori.

Sir 11,31

Cambiando il bene in male egli tende insidie, troverà difetti anche nelle cose migliori.

   

Con una scintilla di fuoco si riempie il braciere, il peccatore sta in agguato per spargere sangue.

Sir 11,32

Da una scintilla il fuoco si espande nei carboni, così il peccatore sta in agguato per spargere sangue.

   

Guàrdati dal malvagio, poiché egli il male prepara, che non contamini per sempre anche te.

Sir 11,33

Guàrdati dal malvagio, perché egli prepara il male: che non disonori per sempre anche te!

   

Ospita un estraneo, ti metterà sottosopra ogni cosa e ti renderà estraneo ai tuoi.

Sir 11,34

Ospita un estraneo, ti metterà sottosopra ogni cosa e ti renderà estraneo ai tuoi.

   

Se fai il bene, sappi a chi lo fai; così avrai una ricompensa per i tuoi benefici.

Sir 12,1

Se fai il bene, sappi a chi lo fai; così avrai una ricompensa per i tuoi benefici.

   

Fa' il bene al pio e ne avrai il contraccambio, se non da lui, certo dall'Altissimo.

Sir 12,2

Fa’ il bene all’uomo pio e avrai la ricompensa, se non da lui, certo dall’Altissimo.

   

Nessun beneficio a chi si ostina nel male né a chi rifiuta di fare l'elemosina.

Sir 12,3

Nessun beneficio a chi si ostina nel male e a chi rifiuta di fare l’elemosina.

   

Da' al pio e non aiutare il peccatore.

Sir 12,4

Fa’ doni all’uomo pio e non dare aiuto al peccatore.

   

Benefica il misero e non dare all'empio, impedisci che gli diano il pane e tu non dargliene, perché egli non ne usi per dominarti; difatti tu riceverai il male in doppia misura per tutti i benefici che gli avrai fatto.

Sir 12,5

Fa’ il bene al povero e non donare all’empio, rifiutagli il pane e non dargliene, perché egli non ne usi per dominarti; il male che ne avrai sarà doppio per tutti i benefici che gli avrai fatto.

   

Poiché anche l'Altissimo odia i peccatori e farà giustizia degli empi.

Sir 12,6

Perché anche l’Altissimo detesta i peccatori e agli empi darà quello che meritano, li custodisce fino al giorno della vendetta.

   

Da' al buono e non aiutare il peccatore.

Sir 12,7

Fa’ doni all’uomo buono e non dare aiuto al peccatore.

   

L'amico non si può riconoscere nella prosperità, ma nell'avversità il nemico non si nasconderà.

Sir 12,8

Nella prosperità l’amico non si può riconoscere e nell’avversità il nemico non resterà nascosto.

   

Quando uno prospera, i suoi nemici sono nel dolore; ma quando uno è infelice, anche l'amico se ne separa.

Sir 12,9

Quando uno prospera, i suoi nemici sono nel dolore, ma quando uno è nei guai, anche l’amico se ne va.

   

Non fidarti mai del tuo nemico, poiché, come il metallo s'arrugginisce, così la sua malvagità.

Sir 12,10

Non fidarti mai del tuo nemico, perché la sua malvagità s’arrugginisce come il rame.

   

Anche se si abbassa e cammina curvo, sta' attento e guardati da lui; compòrtati con lui come chi pulisce uno specchio e ti accorgerai che la sua ruggine non resiste a lungo.

Sir 12,11

Anche se si abbassa e cammina curvo, sta’ attento e guàrdati da lui; compòrtati con lui come chi pulisce uno specchio e ti accorgerai che la sua ruggine non resiste a lungo.

   

Non metterlo al tuo fianco, perché non ti rovesci e si ponga al tuo posto, non farlo sedere alla tua destra, perché non ricerchi la tua sedia, e alla fine tu conosca la verità delle mie parole e senta rimorso per i miei detti.

Sir 12,12

Non metterlo al tuo fianco, perché egli non ti scavalchi e prenda il tuo posto; non farlo sedere alla tua destra, perché non ambisca il tuo seggio, e alla fine tu riconosca la verità delle mie parole e senta rimorso per i miei detti.

   

Chi avrà pietà di un incantatore morso da un serpente e di quanti si avvicinano alle belve?

Sir 12,13

Chi avrà pietà di un incantatore morso da un serpente e di quanti si avvicinano alle belve?

   

Così capita a chi si associa a un peccatore e s'imbratta dei suoi misfatti.

Sir 12,14

Così càpita a chi frequenta un peccatore e s’immischia nei suoi delitti.

   

Per un momento rimarrà con te, ma se cadi, egli non reggerà più.

Sir 12,15

Per un momento rimarrà con te, ma se vacilli, non resisterà.

   

Il nemico ha il dolce sulle labbra, ma in cuore medita di gettarti in una fossa. Il nemico avrà lacrime agli occhi, ma se troverà l'occasione, non si sazierà del tuo sangue.

Sir 12,16

Il nemico ha il dolce sulle labbra, ma in cuore medita di gettarti in una fossa. Il nemico avrà lacrime agli occhi, ma se troverà l’occasione, non si sazierà del tuo sangue.

   

Se ti capiterà il male, egli sarà là per il primo e, con il pretesto di aiutarti, ti prenderà per il tallone.

Sir 12,17

Se ti càpita una disgrazia, lo troverai accanto a te, e, fingendo di aiutarti, ti prenderà per il tallone.

   

Scuoterà il capo e batterà le mani, poi bisbigliando a lungo cambierà faccia.

Sir 12,18

Scuoterà il capo e batterà le mani, poi sparlerà di te voltandoti la faccia.

   

Chi maneggia la pece si sporca, chi frequenta il superbo diviene simile a lui.

Sir 13,1

Chi maneggia la pece si sporca, chi frequenta il superbo diviene simile a lui.

   

Non portare un peso troppo grave, non associarti ad uno più forte e più ricco di te. Come una pentola di coccio farà società con una caldaia? Questa l'urterà e quella andrà in frantumi.

Sir 13,2

Non portare un peso troppo grave per te, non associarti a uno più forte e più ricco di te. Perché accostare una brocca alla pentola? Se questa cozza, l’altra si spezza.

   

Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi.

Sir 13,3

Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero subisce ingiustizia e per di più deve scusarsi.

   

Se puoi essergli utile, approfitterà di te; se hai bisogno, ti abbandonerà.

Sir 13,4

Se gli sei utile, si approfitta di te; se hai bisogno, ti abbandonerà.

   

Se possiedi, vivrà con te; ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena.

Sir 13,5

Se possiedi, starà con te, e ti impoverisce senza alcun rimorso.

   

Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole e domanderà: "Di che cosa hai bisogno?".

Sir 13,6

Se ha bisogno di te, ti imbroglierà, ti sorriderà e ti farà sperare, ti rivolgerà belle parole e chiederà: «Di che cosa hai bisogno?».

   

Ti farà arrossire con i suoi banchetti, finché non ti avrà spremuto due o tre volte. Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà e scuoterà il capo davanti a te.

Sir 13,7

Con i suoi banchetti ti farà vergognare, finché non ti avrà spremuto due o tre volte tanto. Alla fine ti deriderà, poi vedendoti ti eviterà e scuoterà il suo capo davanti a te.

   

Sta' attento a non lasciarti imbrogliare né umiliare per la tua stoltezza.

Sir 13,8

Sta’ attento a non lasciarti imbrogliare e a non farti umiliare per la tua stoltezza.

   

Quando un potente ti chiama, allontànati; egli ti chiamerà sempre di più.

Sir 13,9

Quando un potente ti chiama, allontànati, ed egli insisterà nel chiamarti.

   

Non essere invadente per non essere respinto, ma non allontanarti troppo per non essere dimenticato.

Sir 13,10

Non essere invadente per non essere respinto, non stare appartato per non essere dimenticato.

   

Non credere di trattare alla pari con lui e non fidarti delle sue molte parole;

Sir 13,11

Non credere di trattare alla pari con lui e non dare credito alle sue chiacchiere, perché parla molto per metterti alla prova e anche sorridendo indagherà su di te.

   

(13,12) con la sua molta loquacità ti metterà alla prova e quasi sorridendo ti esaminerà.

 

 

   

(13,13) Spietato chi non mantiene le parole, non ti risparmierà maltrattamenti e catene.

Sir 13,12

Non ha pietà chi non mantiene la parola, non ti risparmierà maltrattamenti e catene.

   

(13,14) Guardati e sta' attento, perché cammini insieme alla tua rovina.

Sir 13,13

Guàrdati e sta’ molto attento, perché cammini sull’orlo del precipizio.

   

 

Sir 13,14

Quando ascolti queste cose nel sonno, svégliati: per tutta la tua vita ama il Signore e invocalo per la tua salvezza.

   

Ogni creatura vivente ama il suo simile, ogni uomo il suo vicino.

Sir 13,15

Ogni vivente ama il suo simile e ogni uomo il suo vicino.

   

Ogni essere si accoppia secondo la sua specie; l'uomo si associa a chi gli è simile.

Sir 13,16

Ogni essere si accoppia secondo la sua specie, l’uomo si associa a chi gli è simile.

   

Che cosa vi può essere in comune tra il lupo e l'agnello? Lo stesso accade fra il peccatore e il pio.

Sir 13,17

Che cosa può esserci in comune tra il lupo e l’agnello? Così tra il peccatore e il giusto.

   

Quale pace può esservi fra la iena e il cane? Quale intesa tra il ricco e il povero?

Sir 13,18

Quale pace può esservi fra la iena e il cane? Quale intesa tra il ricco e il povero?

   

Sono preda dei leoni gli ònagri nel deserto; così pascolo dei ricchi sono i poveri.

Sir 13,19

Sono preda dei leoni gli asini selvatici nel deserto, così pascolo dei ricchi sono i poveri.

   

La condizione umile è in abominio al superbo, così il povero è in abominio al ricco.

Sir 13,20

Per il superbo l’umiltà è obbrobrio, così per il ricco è obbrobrio il povero.

   

Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici; se il povero cade, anche dagli amici è respinto.

Sir 13,21

Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici, ma l’umile che cade è respinto dagli amici.

   

Se cade il ricco, molti lo aiutano; dice cose insulse? Eppure lo si felicita. Se cade il povero, lo si rimprovera; se dice cose assennate, non ci si bada.

Sir 13,22

Il ricco che sbaglia ha molti difensori; se dice sciocchezze, lo scusano. Se sbaglia l’umile, lo si rimprovera; anche se dice cose sagge, non ci si bada.

   

Parla il ricco, tutti tacciono ed esaltano fino alle nuvole il suo discorso. Parla il povero e dicono: "Chi è costui?". Se inciampa, l'aiutano a cadere.

Sir 13,23

Parla il ricco, tutti tacciono e portano alle stelle il suo discorso. Parla il povero e dicono: «Chi è costui?»; se inciampa, l’aiutano a cadere.

   

La ricchezza è buona, se è senza peccato; la povertà è cattiva a detta dell'empio.

Sir 13,24

Buona è la ricchezza, se è senza peccato; la povertà è cattiva sulla bocca dell’empio.

   

Il cuore dell'uomo cambia il suo volto o in bene o in male.

Sir 13,25

Il cuore di un uomo cambia il suo volto sia in bene sia in male.

   

Indice di un cuore buono è una faccia gioiosa, ma la scoperta di proverbi è un lavoro ben faticoso.

Sir 13,26

Segno di buon cuore è un volto sereno, ma trovare dei proverbi è un lavoro faticoso.

   

Beato l'uomo che non ha peccato con le parole e non è tormentato dal rimorso dei peccati.

Sir 14,1

Beato l’uomo che non ha peccato con la sua bocca e non è tormentato dal rimorso dei peccati.

   

Beato chi non ha nulla da rimproverarsi e chi non ha perduto la sua speranza.

Sir 14,2

Beato chi non ha nulla da rimproverarsi e chi non ha perduto la sua speranza.

   

A un uomo gretto non conviene la ricchezza, a che servono gli averi a un uomo avaro?

Sir 14,3

A un uomo gretto non va bene la ricchezza, a che cosa servono gli averi a un uomo avaro?

   

Chi accumula a forza di privazioni accumula per altri, con i suoi beni faran festa gli estranei.

Sir 14,4

Chi accumula a forza di privazioni, accumula per altri; con i suoi beni faranno festa gli estranei.

   

Chi è cattivo con se stesso con chi si mostrerà buono? Non sa godere delle sue ricchezze.

Sir 14,5

Chi è cattivo con se stesso con chi sarà buono? Certo non godrà delle sue ricchezze.

   

Nessuno è peggiore di chi tormenta se stesso; questa è la ricompensa della sua malizia.

Sir 14,6

Nessuno è peggiore di chi danneggia se stesso, e questa è la ricompensa della sua malizia:

   

Se fa il bene, lo fa per distrazione; ma alla fine mostrerà la sua malizia.

Sir 14,7

anche se fa il bene, lo fa per distrazione, e alla fine sarà manifesta la sua malizia.

   

È malvagio l'uomo dall'occhio invidioso; volge altrove lo sguardo e disprezza la vita altrui.

Sir 14,8

È malvagio l’uomo dall’occhio invidioso, volge lo sguardo altrove e disprezza la vita altrui.

   

L'occhio dell'avaro non si accontenta di una parte, l'insana cupidigia inaridisce l'anima sua.

Sir 14,9

L’occhio dell’avaro non si accontenta della sua parte, una malvagia ingiustizia gli inaridisce l’anima.

   

Un occhio cattivo è invidioso anche del pane e sulla sua tavola esso manca.

Sir 14,10

Un occhio cattivo è invidioso anche del pane ed è proprio questo che manca sulla sua tavola.

   

Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene e presenta al Signore le offerte dovute.

Sir 14,11

Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene e presenta al Signore le offerte dovute.

   

Ricòrdati che la morte non tarderà e il decreto degli inferi non t'è stato rivelato.

Sir 14,12

Ricòrdati che la morte non tarderà e il decreto degli inferi non ti è stato rivelato.

   

Prima di morire fa' del bene all'amico, secondo le tue possibilità sii con lui generoso.

Sir 14,13

Prima di morire fa’ del bene all’amico, secondo le tue possibilità sii generoso con lui.

   

Non privarti di un giorno felice; non ti sfugga alcuna parte di un buon desiderio.

Sir 14,14

Non privarti di un giorno felice, non ti sfugga nulla di un legittimo desiderio.

   

Forse non lascerai a un altro le tue sostanze e le tue fatiche per esser divise fra gli eredi?

Sir 14,15

Non lascerai forse a un altro i frutti del tuo lavoro, e le tue fatiche per essere divise fra gli eredi?

   

Regala e accetta regali, distrai l'anima tua, perché negli inferi non c'è gioia da ricercare.

Sir 14,16

Regala e accetta regali, e divèrtiti, perché negli inferi non si ricerca l’allegria.

   

Ogni corpo invecchia come un abito, è una legge da sempre: "Certo si muore!".

Sir 14,17

Ogni corpo invecchia come un abito, è una legge da sempre: «Devi morire!».

   

Come foglie verdi su un albero frondoso: le une lascia cadere, altre ne fa spuntare, lo stesso avviene per le generazioni di carne e di sangue: le une muoiono, altre ne nascono.

Sir 14,18

Come foglie verdi su un albero frondoso, alcune cadono e altre germogliano, così sono le generazioni umane: una muore e un’altra nasce.

   

Ogni opera corruttibile scompare; chi la compie se ne andrà con essa.

Sir 14,19

Ogni opera corruttibile scompare e chi la compie se ne andrà con essa.

   

Beato l'uomo che medita sulla sapienza e ragiona con l'intelligenza,

Sir 14,20

Beato l’uomo che si dedica alla sapienza e riflette con la sua intelligenza,

   

che considera nel cuore le sue vie: ne penetrerà con la mente i segreti.

Sir 14,21

che medita nel cuore le sue vie e con la mente ne penetra i segreti.

   

La insegue come uno che segue una pista, si apposta sui suoi sentieri.

Sir 14,22

La insegue come un cacciatore, si apposta sui suoi sentieri.

   

Egli spia alle sue finestre e starà ad ascoltare alla sua porta.

Sir 14,23

Egli spia alle sue finestre e sta ad ascoltare alla sua porta.

   

Fa sosta vicino alla sua casa e fisserà un chiodo nelle sue pareti;

Sir 14,24

Sosta vicino alla sua casa e fissa il picchetto nelle sue pareti,

   

alzerà la propria tenda presso di essa e si riparerà in un rifugio di benessere;

Sir 14,25

alza la propria tenda presso di lei e si ripara in un rifugio di benessere,

   

metterà i propri figli sotto la sua protezione e sotto i suoi rami soggiornerà;

Sir 14,26

mette i propri figli sotto la sua protezione e sotto i suoi rami soggiorna;

   

da essa sarà protetto contro il caldo, egli abiterà all'ombra della sua gloria.

Sir 14,27

da lei è protetto contro il caldo, e nella sua gloria egli abita.

   

Così agirà chi teme il Signore; chi è fedele alla legge otterrà anche la sapienza.

Sir 15,1

Chi teme il Signore farà tutto questo, chi è saldo nella legge otterrà la sapienza.

   

Essa gli andrà incontro come una madre, l'accoglierà come una vergine sposa;

Sir 15,2

Ella gli andrà incontro come una madre, lo accoglierà come una vergine sposa;

   

lo nutrirà con il pane dell'intelligenza, e l'acqua della sapienza gli darà da bere.

Sir 15,3

lo nutrirà con il pane dell’intelligenza e lo disseterà con l’acqua della sapienza.

   

Egli si appoggerà su di lei e non vacillerà, si affiderà a lei e non resterà confuso.

Sir 15,4

Egli si appoggerà a lei e non vacillerà, a lei si affiderà e non resterà confuso.

   

Essa l'innalzerà sopra i suoi compagni e gli farà aprir bocca in mezzo all'assemblea;

Sir 15,5

Ella lo innalzerà sopra i suoi compagni e gli farà aprire bocca in mezzo all’assemblea.

   

egli troverà contentezza e una corona di gioia e otterrà fama perenne.

Sir 15,6

Troverà gioia e una corona di esultanza e un nome eterno egli erediterà.

   

Gli insensati non conseguiranno mai la sapienza, i peccatori non la contempleranno mai.

Sir 15,7

Gli stolti non raggiungeranno mai la sapienza e i peccatori non la contempleranno mai.

   

Essa sta lontana dalla superbia, i bugiardi non pensano ad essa.

Sir 15,8

Ella sta lontana dagli arroganti, e i bugiardi non si ricorderanno di lei.

   

La sua lode non s'addice alla bocca del peccatore, perché non gli è stata concessa dal Signore.

Sir 15,9

La lode non si addice in bocca al peccatore, perché non gli è stata concessa dal Signore.

   

La lode infatti va celebrata con sapienza; è il Signore che la dirigerà.

Sir 15,10

La lode infatti va celebrata con sapienza ed è il Signore che la dirige.

   

Non dire: "Mi son ribellato per colpa del Signore", perché ciò che egli detesta, non devi farlo.

Sir 15,11

Non dire: «A causa del Signore sono venuto meno», perché egli non fa quello che detesta.

   

Non dire: "Egli mi ha sviato", perché egli non ha bisogno di un peccatore.

Sir 15,12

Non dire: «Egli mi ha tratto in errore», perché non ha bisogno di un peccatore.

   

Il Signore odia ogni abominio, esso non è voluto da chi teme Dio.

Sir 15,13

Il Signore odia ogni abominio: esso non è amato da quelli che lo temono.

   

Egli da principio creò l'uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.

Sir 15,14

Da principio Dio creò l’uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.

   

Se vuoi, osserverai i comandamenti; l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.

Sir 15,15

Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti; l’essere fedele dipende dalla tua buona volontà.

   

Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua; là dove vuoi stenderai la tua mano.

Sir 15,16

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano.

   

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

Sir 15,17

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

   

Grande infatti è la sapienza del Signore, egli è onnipotente e vede tutto.

Sir 15,18

Grande infatti è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa.

   

I suoi occhi su coloro che lo temono, egli conosce ogni azione degli uomini.

Sir 15,19

I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini.

   

Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.

Sir 15,20

A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

   

Non desiderare una moltitudine di figli buoni a nulla, non gioire per figli empi.

Sir 16,1

Non desiderare molti figli buoni a nulla, non rallegrarti dei figli che sono empi.

   

Se aumentano di numero non gioire, se sono privi del timore del Signore.

Sir 16,2

Siano pur molti, non gioire se sono privi del timore del Signore.

   

Non confidare su una loro vita lunga e non fondarti sul loro numero, poiché è preferibile uno a mille e morir senza figli che averne degli empi.

Sir 16,3

Non contare sulla loro giovane età e non confidare nel loro numero, perché tu gemerai per un dolore prematuro e d’improvviso conoscerai la loro fine; poiché è preferibile uno a mille e morire senza figli che averne di empi.

   

La città potrà ripopolarsi per opera di un solo assennato, mentre la stirpe degli iniqui sarà distrutta.

Sir 16,4

La città sarà ripopolata per opera di un solo saggio, mentre la stirpe degli iniqui verrà distrutta.

   

Il mio occhio ha visto molte simili cose; il mio orecchio ne ha sentite ancora più gravi.

Sir 16,5

Il mio occhio ha visto molte cose simili, il mio orecchio ne ha sentite anche di più gravi.

   

Nell'assemblea dei peccatori un fuoco si accende, contro un popolo ribelle è divampata l'ira.

Sir 16,6

Nell’assemblea dei peccatori un fuoco si accende, contro un popolo ribelle è divampata l’ira.

   

Dio non perdonò agli antichi giganti, che si erano ribellati per la loro forza.

Sir 16,7

Egli non perdonò agli antichi giganti, che si erano ribellati per la loro forza.

   

Non risparmiò i concittadini di Lot, che egli aveva in orrore per la loro superbia.

Sir 16,8

Non risparmiò i concittadini di Lot, che egli aveva in orrore per la loro superbia.

   

Non ebbe pietà di nazioni di perdizione, che si erano esaltate per i loro peccati.

Sir 16,9

Non ebbe pietà di un popolo maledetto, che fu scacciato per i suoi peccati. Tutto questo egli fece a nazioni dal cuore duro e per il numero dei suoi santi non fu consolato.

   

Così trattò i seicentomila uomini che sono periti per l'ostinazione del loro cuore.

Sir 16,10

Così trattò i seicentomila fanti che avevano congiurato per la durezza del loro cuore. Flagellando, avendo pietà, percuotendo, guarendo, il Signore ha custodito nella pietà e nell’istruzione.

   

Ci fosse un solo uomo di dura cervice, sarebbe strano se restasse impunito,

Sir 16,11

Ci fosse anche un solo uomo di dura cervice, sarebbe inaudito se restasse impunito, poiché in lui c’è misericordia e ira, potente quando perdona e quando riversa la sua ira.

   

(16,12) poiché misericordia e ira sono in Dio, potente quando perdona e quando riversa l'ira.

 

 

   

(16,13) Tanto grande la sua misericordia, quanto grande la sua severità; egli giudicherà l'uomo secondo le sue opere.

Sir 16,12

Tanto grande è la sua misericordia, quanto grande il suo rimprovero; egli giudicherà l’uomo secondo le sue opere.

   

(16,14) Non sfuggirà il peccatore con la sua rapina, ma neppure la pazienza del pio sarà delusa.

Sir 16,13

Non sfuggirà il peccatore con la sua preda, né la pazienza del giusto sarà delusa.

   

(16,15) Egli farà posto a tutta la sua generosità; ciascuno sarà trattato secondo le sue opere.

Sir 16,14

Egli riconoscerà ogni atto di misericordia, ciascuno riceverà secondo le sue opere.

   

 

Sir 16,15

Il Signore ha indurito il faraone perché non lo riconoscesse, perché fossero note le sue opere sotto il cielo.

   

 

Sir 16,16

A tutta la creazione la sua misericordia è manifesta, ha dispensato la luce e le tenebre agli uomini.

   

(16,16) Non dire: "Mi terrò celato al Signore! Chi penserà a me lassù?

Sir 16,17

Non dire: «Mi nasconderò al Signore! Lassù chi si ricorderà di me? Fra tanta gente non sarò riconosciuto, chi sarò io in mezzo a una creazione immensa?».

   

(16,17) Non sarò riconosciuto fra un popolo numeroso, chi sarò io in mezzo a una creazione senza numero?".

 

 

   

Ecco il cielo e il cielo dei cieli, l'abisso e la terra sussultano quando egli appare.

Sir 16,18

Ecco il cielo e il cielo dei cieli, l’abisso e la terra sussultano quando egli appare. Tutto l’universo è stato creato ed esiste per la sua volontà.

   

Anche i monti e le fondamenta della terra si scuotono di spavento quando egli li guarda.

Sir 16,19

Anche i monti e le fondamenta della terra tremano di spavento quando egli li scruta.

   

Ma nessuno riflette su queste cose; al suo modo di agire chi ci bada?

Sir 16,20

Ma nessuno riflette su queste cose; al suo modo di agire chi presta attenzione?

   

Anche la bufera che nessuno contempla, e la maggior parte delle sue opere, sono nel mistero.

Sir 16,21

Come un uragano che l’uomo non vede, così molte sue opere sono nascoste.

   

"Chi a Dio annunzierà le opere di giustizia? Ovvero chi le attende? L'alleanza infatti è lontana".

Sir 16,22

«Chi annuncerà le sue opere di giustizia? O chi aspetterà? L’alleanza infatti è ancora lontana, e il rendiconto di tutto sarà solo alla fine».

   

Tali cose pensa chi ha il cuore perverso; lo stolto, appunto errando, pensa sciocchezze.

Sir 16,23

Queste cose pensa chi ha il cuore meschino; lo stolto, che si lascia ingannare, pensa sciocchezze.

   

Ascoltami, figlio, e impara la scienza; e sii attento nel tuo cuore alle mie parole.

Sir 16,24

Ascoltami, figlio, e impara la scienza, e nel tuo cuore tieni conto delle mie parole.

   

Manifesterò con esattezza la mia dottrina; con cura annunzierò la scienza.

Sir 16,25

Manifesterò con ponderazione la dottrina, con cura annuncerò la scienza.

   

Nella creazione del Signore le sue opere sono fin dal principio, e dalla loro origine ne separò le parti.

Sir 16,26

Quando il Signore da principio creò le sue opere, dopo averle fatte ne distinse le parti.

   

Egli ordinò per l'eternità le sue opere, ne stabilì l'attività per le generazioni future. Non hanno fame né si stancano, eppure non interrompono il loro lavoro.

Sir 16,27

Ordinò per sempre le sue opere e il loro dominio per le generazioni future. Non soffrono né fame né stanchezza e non interrompono il loro lavoro.

   

Nessuna di loro urta la sua vicina, mai disubbidiranno ad un suo comando.

Sir 16,28

Nessuna di loro urta la sua vicina, mai disubbidiranno alla sua parola.

   

Dopo ciò il Signore riguardò sulla terra e la riempì dei suoi doni.

Sir 16,29

Dopo ciò il Signore guardò alla terra e la riempì dei suoi beni.

   

Ne ricoprì la superficie con ogni genere di viventi e ad essa faranno ritorno.

Sir 16,30

Ne coprì la superficie con ogni specie di viventi e questi ad essa faranno ritorno.

   

Il Signore creò l'uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo.

Sir 17,1

Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare.

   

Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato, diede loro il dominio di quanto è sulla terra.

Sir 17,2

Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito, dando loro potere su quanto essa contiene.

   

Secondo la sua natura li rivestì di forza, e a sua immagine li formò.

Sir 17,3

Li rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò.

   

Egli infuse in ogni essere vivente il timore dell'uomo, perché l'uomo dominasse sulle bestie e sugli uccelli.

Sir 17,4

In ogni vivente infuse il timore dell’uomo, perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli.

   

 

Sir 17,5

Ricevettero l’uso delle cinque opere del Signore, come sesta fu concessa loro in dono la ragione e come settima la parola, interprete delle sue opere.

   

(17,5) Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro perché ragionassero.

Sir 17,6

Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare.

   

(17,6) Li riempì di dottrina e d'intelligenza, e indicò loro anche il bene e il male.

Sir 17,7

Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male.

   

(17,7) Pose lo sguardo nei loro cuori per mostrar loro la grandezza delle sue opere.

Sir 17,8

Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere, e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie.

   

(17,8) Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere.

Sir 17,10

Loderanno il suo santo nome

   

 

Sir 17,9

per narrare la grandezza delle sue opere.

   

(17,9) Inoltre pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita.

Sir 17,11

Pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita, affinché riconoscessero che sono mortali coloro che ora esistono.

   

(17,10) Stabilì con loro un'alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti.

Sir 17,12

Stabilì con loro un’alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti.

   

(17,11) I loro occhi contemplarono la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la magnificenza della sua voce.

Sir 17,13

I loro occhi videro la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa.

   

(17,12) Disse loro: "Guardatevi da ogni ingiustizia!" e diede a ciascuno precetti verso il prossimo.

Sir 17,14

Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.

   

(17,13) Le loro vie sono sempre davanti a lui, non restano nascoste ai suoi occhi.

Sir 17,15

Le loro vie sono sempre davanti a lui, non restano nascoste ai suoi occhi.

   

 

Sir 17,16

Fin dalla giovinezza le loro vie vanno verso il male, e non sanno cambiare i loro cuori di pietra in cuori di carne.

   

(17,14) Su ogni popolo mise un capo, ma Israele è la porzione del Signore.

Sir 17,17

Nel dividere i popoli di tutta la terra su ogni popolo mise un capo, ma porzione del Signore è Israele,

   

 

Sir 17,18

che, come primogenito, egli nutre istruendolo e, dispensandogli la luce del suo amore, mai abbandona.

   

(17,15) Tutte le loro opere sono davanti a lui come il sole, i suoi occhi osservano sempre la loro condotta.

Sir 17,19

Tutte le loro opere sono davanti a lui come il sole, e i suoi occhi scrutano sempre la loro condotta.

   

(17,16) A lui non sono nascoste le loro ingiustizie, tutti i loro peccati sono davanti al Signore.

Sir 17,20

A lui non sono nascoste le loro ingiustizie, tutti i loro peccati sono davanti al Signore.

   

 

Sir 17,21

Ma il Signore è buono e conosce le sue creature, non le distrugge né le abbandona, ma le risparmia.

   

(17,17) La beneficenza dell'uomo è per lui come un sigillo, egli serberà la generosità come la propria pupilla.

Sir 17,22

La beneficenza di un uomo è per lui come un sigillo e il bene fatto lo custodisce come la pupilla, concedendo conversione ai suoi figli e alle sue figlie.

   

(17,18) Alla fine si leverà e renderà loro la ricompensa, riverserà su di loro il contraccambio.

Sir 17,23

Alla fine si leverà e renderà loro la ricompensa, riverserà sul loro capo il contraccambio.

   

(17,19) Ma a chi si pente egli offre il ritorno, consola quanti vengono meno nella pazienza.

Sir 17,24

Ma a chi si pente egli offre il ritorno, conforta quelli che hanno perduto la speranza.

   

(17,20) Ritorna al Signore e cessa di peccare, prega davanti a lui e cessa di offendere.

Sir 17,25

Ritorna al Signore e abbandona il peccato, prega davanti a lui e riduci gli ostacoli.

   

(17,21) Fa' ritorno all'Altissimo e volta le spalle all'ingiustizia; detesta interamente l'iniquità.

Sir 17,26

Volgiti all’Altissimo e allontanati dall’ingiustizia; egli infatti ti condurrà dalle tenebre alla luce della salvezza. Devi odiare fortemente ciò che lui detesta.

   

(17,22) Negli inferi infatti chi loderà l'Altissimo, al posto dei viventi e di quanti gli rendono lode?

Sir 17,27

Negl’inferi infatti chi loderà l’Altissimo, al posto dei viventi e di quanti gli rendono lode?

   

(17,23) Da un morto, che non è più, la riconoscenza si perde, chi è vivo e sano loda il Signore.

Sir 17,28

Da un morto, che non è più, non ci può essere lode, chi è vivo e sano loda il Signore.

   

(17,24) Quanto è grande la misericordia del Signore, il suo perdono per quanti si convertono a lui!

Sir 17,29

Quanto è grande la misericordia del Signore, il suo perdono per quanti si convertono a lui!

   

(17,25) L'uomo non può avere tutto, poiché un figlio dell'uomo non è immortale.

Sir 17,30

Non vi può essere tutto negli uomini, poiché un figlio dell’uomo non è immortale.

   

(17,26) Che c'è di più luminoso del sole? Anch'esso scompare. Così carne e sangue pensano al male.

Sir 17,31

Che cosa c’è di più luminoso del sole? Anch’esso scompare. Così l’uomo, che è carne e sangue, volge la mente al male.

   

(17,27) Esso sorveglia le schiere dell'alto cielo, ma gli uomini sono tutti terra e cenere.

Sir 17,32

Egli passa in rassegna l’esercito nel più alto dei cieli, ma gli uomini sono tutti terra e cenere.

   

Colui che vive per sempre ha creato l'intero universo.

Sir 18,1

Colui che vive in eterno ha creato l’intero universo.

   

Il Signore soltanto è riconosciuto giusto.

Sir 18,2

Il Signore soltanto è riconosciuto giusto e non c’è altri al di fuori di lui.

   

 

Sir 18,3

Egli regge il mondo con il palmo della mano e tutto obbedisce alla sua volontà; con il suo potere egli è il re di tutte le cose e in esse distingue il sacro dal profano.

   

(18,3) A nessuno è possibile svelare le sue opere e chi può indagare le sue grandezze?

Sir 18,4

A nessuno è possibile svelare le sue opere e chi può esplorare le sue grandezze?

   

(18,4) La potenza della sua maestà chi potrà misurarla? Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?

Sir 18,5

La potenza della sua maestà chi potrà misurarla? Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?

   

(18,5) Non c'è nulla da togliere e nulla da aggiungere; non è possibile indagare le meraviglie del Signore.

Sir 18,6

Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere, non è possibile scoprire le meraviglie del Signore.

   

(18,6) Quando uno ha finito, allora comincia; quando si ferma, allora rimane perplesso.

Sir 18,7

Quando l’uomo ha finito, allora comincia, quando si ferma, allora rimane perplesso.

   

(18,7) Che è l'uomo? E a che può servire? Qual è il suo bene e qual è il suo male?

Sir 18,8

Che cos’è l’uomo? A che cosa può servire? Qual è il suo bene e qual è il suo male?

   

(18,8) Quanto al numero dei giorni dell'uomo, cento anni sono già molti.

Sir 18,9

Quanto al numero dei giorni dell’uomo, cento anni sono già molti, ma il sonno eterno di ognuno è imprevedibile a tutti.

   

(18,9) Come una goccia d'acqua nel mare e un grano di sabbia così questi pochi anni in un giorno dell'eternità.

Sir 18,10

Come una goccia d’acqua nel mare e un granello di sabbia, così questi pochi anni in un giorno dell’eternità.

   

(18,10) Per questo il Signore è paziente con gli uomini e riversa su di essi la sua misericordia.

Sir 18,11

Per questo il Signore è paziente verso di loro ed effonde su di loro la sua misericordia.

   

(18,11) Vede e conosce che la loro sorte è misera, per questo moltiplica il perdono.

Sir 18,12

Vede e sa che la loro sorte è penosa, perciò abbonda nel perdono.

   

(18,12) La misericordia dell'uomo riguarda il prossimo, la misericordia del Signore ogni essere vivente.

Sir 18,13

La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo, la misericordia del Signore ogni essere vivente. Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge.

   

(18,13) Egli rimprovera, corregge, ammaestra e guida come un pastore il suo gregge.

 

 

   

Ha pietà di quanti accettano la dottrina e di quanti sono zelanti per le sue decisioni.

Sir 18,14

Ha pietà di chi si lascia istruire e di quanti sono zelanti per le sue decisioni.

   

Figlio, ai benefici non aggiungere il rimprovero, e a ogni dono parole amare.

Sir 18,15

Figlio, nel fare il bene non aggiungere rimproveri e a ogni dono parole amare.

   

La rugiada non mitiga forse il calore? Così una parola è più pregiata del dono.

Sir 18,16

La rugiada non mitiga forse il calore? Così una parola è migliore del dono.

   

Ecco, non vale una parola più di un ricco dono? L'uomo caritatevole offre l'una e l'altro.

Sir 18,17

Ecco, una parola non vale più di un dono ricco? Ambedue si trovano nell’uomo caritatevole.

   

Lo stolto rimprovera senza riguardo, il dono dell'invidioso fa languire gli occhi.

Sir 18,18

Lo stolto rimprovera senza riguardo, il dono dell’invidioso fa lacrimare gli occhi.

   

Prima di parlare, impara; curati ancor prima di ammalarti.

Sir 18,19

Prima di parlare, infórmati, cùrati ancor prima di ammalarti.

   

Prima del giudizio esamina te stesso, così al momento del verdetto troverai perdono.

Sir 18,20

Prima del giudizio esamina te stesso, così al momento del verdetto troverai perdono.

   

Umìliati, prima di cadere malato, e quando hai peccato, mostra il pentimento.

Sir 18,21

Umìliati, prima di cadere malato, e quando hai peccato, mostra pentimento.

   

Nulla ti impedisca di soddisfare a tempo un voto, non aspettare fino alla morte per sdebitarti.

Sir 18,22

Nulla ti impedisca di soddisfare un voto al tempo giusto, non aspettare fino alla morte per sdebitarti.

   

Prima di fare un voto prepara te stesso, non fare come un uomo che tenta il Signore.

Sir 18,23

Prima di fare un voto prepara te stesso, non fare come un uomo che tenta il Signore.

   

Pensa all'ira del giorno della morte, al tempo della vendetta, quando egli distoglierà lo sguardo da te.

Sir 18,24

Ricòrdati della collera nei giorni della fine, del tempo della vendetta, quando egli distoglierà lo sguardo da te.

   

Pensa alla carestia nel tempo dell'abbondanza; alla povertà e all'indigenza nei giorni di ricchezza.

Sir 18,25

Ricòrdati della carestia nel tempo dell’abbondanza, della povertà e dell’indigenza nei giorni della ricchezza.

   

Dal mattino alla sera il tempo cambia; e tutto è effimero davanti al Signore.

Sir 18,26

Dal mattino alla sera il tempo cambia, tutto è effimero davanti al Signore.

   

Un uomo saggio è circospetto in ogni cosa; nei giorni del peccato si astiene dalla colpa.

Sir 18,27

Un uomo saggio è circospetto in ogni cosa, nei giorni del peccato si astiene dalla colpa.

   

Ogni uomo assennato conosce la sapienza e a colui che l'ha trovata rende omaggio.

Sir 18,28

Ogni uomo assennato conosce la sapienza e rende omaggio a colui che la trova.

   

Quelli istruiti nel parlare anch'essi diventano saggi, fanno piovere massime eccellenti.

Sir 18,29

Quelli istruiti nel parlare, anch’essi diventano saggi, effondono come pioggia massime adeguate. Vale più la fiducia in un unico Signore che aderire a un morto con un cuore morto.

   

Non seguire le passioni; poni un freno ai tuoi desideri.

Sir 18,30

Non seguire le passioni, poni un freno ai tuoi desideri.

   

Se ti concedi la soddisfazione della passione, essa ti renderà oggetto di scherno ai tuoi nemici.

Sir 18,31

Se ti concedi lo sfogo della passione, essa ti renderà oggetto di scherno per i tuoi nemici.

   

Non godere una vita di piaceri, sua conseguenza è una doppia povertà.

Sir 18,32

Non rallegrarti per i molti piaceri, per non impoverirti con i loro costi.

   

Non impoverire scialacquando con denaro preso a prestito, quando non hai nulla nella borsa.

Sir 18,33

Non ridurti in miseria per i debiti dei banchetti, quando non hai nulla nella borsa, perché sarà un’insidia alla tua propria vita.

   

Un operaio ubriacone non arricchirà; chi disprezza il poco cadrà presto.

Sir 19,1

Un operaio ubriacone non arricchirà, chi disprezza le piccole cose cadrà a poco a poco.

   

Vino e donne traviano anche i saggi, ancor più temerario è chi frequenta prostitute.

Sir 19,2

Vino e donne fanno deviare anche i saggi, ancora più temerario è chi frequenta prostitute.

   

Tarli e vermi lo erediteranno, il temerario sarà eliminato.

Sir 19,3

Putredine e vermi saranno la sua sorte, chi è temerario sarà eliminato.

   

Chi si fida con troppa facilità è di animo leggero, chi pecca danneggia se stesso.

Sir 19,4

Chi si fida troppo presto, è di animo leggero, chi pecca, danneggia se stesso.

   

Chi si compiace del male sarà condannato;

Sir 19,5

Chi si compiace del male, sarà condannato; chi resiste ai piaceri, corona la propria vita.

   

chi odia la loquacità sfugge al male.

Sir 19,6

Chi domina la lingua, vivrà senza liti; chi odia la loquacità, riduce i guai.

   

Non riferire mai una diceria e non ne avrai alcun danno;

Sir 19,7

Non ripetere mai la parola udita e non ne avrai alcun danno.

   

non parlarne né all'amico né al nemico, e se puoi farlo senza colpa, non svelar nulla.

Sir 19,8

Non parlare né riguardo all’amico né riguardo al nemico, e se puoi farlo senza colpa, non svelare nulla,

   

Altrimenti chi ti ascolta diffiderà di te e all'occasione ti avrà in odio.

Sir 19,9

poiché chi ti ascolta si guarderà da te e all’occasione ti detesterà.

   

Hai udito una parola? Muoia con te! Sta' sicuro, non ti farà scoppiare.

Sir 19,10

Hai udito una parola? Muoia con te! Sta’ sicuro, non ti farà scoppiare.

   

Per una parola lo stolto ha i dolori, come la partoriente per un bambino.

Sir 19,11

Per una parola va in doglie lo stolto, come la partoriente per un bambino.

   

Una freccia confitta nella carne della coscia: tale una parola in seno allo stolto.

Sir 19,12

Una freccia conficcata nella coscia: tale una parola in seno allo stolto.

   

Interroga l'amico: forse non ha fatto nulla, e se qualcosa ha fatto, perché non continui più.

Sir 19,13

Chiedi conto all’amico: forse non ha fatto nulla, e se ha fatto qualcosa, perché non continui più.

   

Interroga il prossimo: forse non ha detto nulla, e se qualcosa ha detto, perché non lo ripeta.

Sir 19,14

Chiedi conto al prossimo: forse non ha detto nulla, e se ha detto qualcosa, perché non lo ripeta.

   

Interroga l'amico, perché spesso si tratta di calunnia; non credere a ogni parola.

Sir 19,15

Chiedi conto all’amico, perché spesso si tratta di calunnia; non credere a ogni parola.

   

C'è chi sdrucciola, ma non di proposito; e chi non ha peccato con la sua lingua?

Sir 19,16

C’è chi scivola, ma non di proposito; e chi non ha peccato con la sua lingua?

   

Interroga il tuo prossimo, prima di minacciarlo; fa' intervenire la legge dell'Altissimo.

Sir 19,17

Chiedi conto al tuo prossimo, prima di minacciarlo; da’ corso alla legge dell’Altissimo.

   

 

Sir 19,18

Il timore del Signore è il principio dell’accoglienza, la sapienza procura l’amore presso di lui.

   

 

Sir 19,19

La conoscenza dei comandamenti del Signore è educazione alla vita, chi fa ciò che gli è gradito raccoglie i frutti dell’albero dell’immortalità.

   

(19,18) Tutta la sapienza è timore di Dio e in ogni sapienza è la pratica della legge.

Sir 19,20

Ogni sapienza è timore del Signore e in ogni sapienza c’è la pratica della legge e la conoscenza della sua onnipotenza.

   

 

Sir 19,21

Il servo che dice al padrone: «Non farò ciò che ti piace», anche se dopo lo fa, irrita colui che gli dà da mangiare.

   

(19,19) Non c'è sapienza nella conoscenza del male; non è mai prudenza il consiglio dei peccatori.

Sir 19,22

Non c’è sapienza nella conoscenza del male, non è mai prudenza il consiglio dei peccatori.

   

(19,20) V'è un'abilità che è abominevole, c'è uno stolto cui manca solo la saggezza.

Sir 19,23

C’è un’astuzia che è abominevole, c’è uno stolto cui manca la saggezza.

   

(19,21) Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato, che uno molto intelligente ma trasgressore della legge.

Sir 19,24

Meglio uno di scarsa intelligenza ma timorato, che uno molto intelligente ma trasgressore della legge.

   

(19,22) Esiste un'abilità scaltra, ma ingiusta; c'è chi intriga per prevalere in giudizio.

Sir 19,25

C’è un’astuzia fatta di cavilli, ma ingiusta, c’è chi intriga per prevalere in tribunale, ma il saggio è giusto quando giudica.

   

(19,23) C'è il malvagio curvo nella sua tristezza, ma il suo intimo è pieno di inganno;

Sir 19,26

C’è il malvagio curvo nella sua tristezza, ma il suo intimo è pieno d’inganno;

   

(19,24) abbassa il volto e finge di essere sordo, ma, quando non è osservato, avrà il sopravvento.

Sir 19,27

abbassa il volto e finge di essere sordo, ma, quando non è osservato, avrà il sopravvento su di te.

   

(19,25) E se per mancanza di forza gli è impedito di peccare, all'occasione propizia farà del male.

Sir 19,28

E se per mancanza di forza gli è impedito di peccare, all’occasione propizia farà del male.

   

(19,26) Dall'aspetto si conosce l'uomo; dal volto si conosce l'uomo di senno.

Sir 19,29

Dall’aspetto si conosce l’uomo e chi è assennato da come si presenta.

   

(19,27) Il vestito di un uomo, la bocca sorridente e la sua andatura rivelano quello che è.

Sir 19,30

Il vestito di un uomo, la bocca sorridente e la sua andatura rivelano quello che è.

   

C'è un rimprovero che è fuori tempo, c'è chi tace ed è prudente.

Sir 20,1

C’è un rimprovero che è fuori tempo, c’è chi tace ed è prudente.

   

Quanto è meglio rimproverare che covare l'ira!

Sir 20,2

Quanto è meglio rimproverare che covare l’ira!

   

Chi si confessa colpevole evita l'umiliazione.

Sir 20,3

Chi si confessa colpevole evita l’umiliazione.

   

Un eunuco che vuol deflorare una ragazza, così chi vuol rendere giustizia con la violenza.

Sir 20,4

Come un eunuco che vuol deflorare una ragazza, così chi vuole fare giustizia con la violenza.

   

C'è chi tace ed è ritenuto saggio, e c'è chi è odiato per la sua loquacità.

Sir 20,5

C’è chi tace ed è ritenuto saggio, e chi è riprovato per la troppa loquacità.

   

C'è chi tace, perché non sa che cosa rispondere, e c'è chi tace, perché conosce il momento propizio.

Sir 20,6

C’è chi tace, perché non sa che cosa rispondere, e c’è chi tace, perché conosce il momento opportuno.

   

L'uomo saggio sta zitto fino al momento opportuno, il millantatore e lo stolto lo trascurano.

Sir 20,7

L’uomo saggio sta zitto fino al momento opportuno, il millantatore e lo stolto non ne tengono conto.

   

Chi abbonda nel parlare si renderà abominevole; chi vuole assolutamente imporsi sarà odiato.

Sir 20,8

Chi esagera nel parlare si renderà riprovevole, chi vuole imporsi a tutti i costi sarà detestato. Com’è bello quando chi è biasimato mostra pentimento, perché così tu sfuggirai a un peccato volontario.

   

Nelle disgrazie può trovarsi la fortuna per un uomo, mentre un profitto può essere una perdita.

Sir 20,9

Nelle disgrazie qualcuno può trovare un vantaggio, ma c’è un profitto che si può cambiare in perdita.

   

C'è una generosità, che non ti arreca vantaggi e c'è una generosità che rende il doppio.

Sir 20,10

C’è una generosità che non ti arreca vantaggi e c’è una generosità che rende il doppio.

   

C'è una umiliazione che viene dalla gloria e c'è chi dall'umiliazione alza la testa.

Sir 20,11

C’è un’umiliazione che viene dalla gloria e c’è chi dall’abbattimento alza la testa.

   

C'è chi compra molte cose con poco, e chi le paga sette volte il loro valore.

Sir 20,12

C’è chi compra molte cose con poco e chi le paga sette volte il loro valore.

   

Il saggio si rende amabile con le sue parole, le cortesie degli stolti sono sciupate.

Sir 20,13

Il saggio si rende amabile con le sue parole, ma le cortesie degli stolti sono sciupate.

   

Il dono di uno stolto non ti gioverà, perché i suoi occhi bramano ricevere più di quanto ha dato.

Sir 20,14

Il dono di uno stolto non ti giova, e ugualmente quello dell’invidioso, perché è frutto di costrizione; i suoi occhi, infatti, sono molti invece di uno.

   

Egli darà poco, ma rinfaccerà molto; aprirà la sua bocca come un banditore. Oggi darà un prestito e domani richiederà; uomo odioso è costui.

Sir 20,15

Egli dà poco, ma rinfaccia molto; apre la sua bocca come un banditore. Oggi fa un prestito e domani lo richiede; quanto è odioso un uomo del genere!

   

Lo stolto dice: "Non ho un amico, non c'è gratitudine per i miei benefici.

Sir 20,16

Lo stolto dice: «Non ho un amico, non c’è gratitudine al bene che faccio». Quelli che mangiano il suo pane sono lingue cattive.

   

Quelli che mangiano il mio pane sono lingue cattive". Quanto spesso e quanti si burleranno di lui!

Sir 20,17

Quanti si burleranno di lui, e quante volte! Poiché non accoglie l’avere con spirito retto, e il non avere gli è ugualmente indifferente.

   

Meglio scivolare sul pavimento che con la lingua; per questo la caduta dei cattivi giunge rapida.

Sir 20,18

Meglio inciampare sul pavimento che con la lingua; è così che la caduta dei cattivi giunge rapida.

   

Un uomo senza grazia è un discorso inopportuno: è sempre sulla bocca dei maleducati.

Sir 20,19

Un discorso inopportuno è come un racconto inopportuno: è sempre sulla bocca dei maleducati.

   

Non si accetta una massima dalla bocca dello stolto, perché non è mai detta a proposito.

Sir 20,20

Non si accetta un proverbio dalla bocca dello stolto, perché non lo dice mai a proposito.

   

C'è chi è impedito di peccare dalla miseria e durante il riposo non avrà rimorsi.

Sir 20,21

C’è chi è trattenuto dal peccare a causa della miseria e quando riposa non avrà rimorsi.

   

C'è chi si rovina per rispetto umano e si rovina per la faccia di uno stolto.

Sir 20,22

C’è chi si rovina per rispetto umano e di fronte a uno stolto si dà perduto.

   

C'è chi per rispetto umano fa promesse a un amico; in tal modo se lo rende gratuitamente nemico.

Sir 20,23

C’è chi per rispetto umano fa promesse a un amico, e in tal modo gratuitamente se lo rende nemico.

   

Brutta macchia nell'uomo la menzogna, si trova sempre sulla bocca degli ignoranti.

Sir 20,24

Brutta macchia nell’uomo la menzogna, è sempre sulla bocca dei maldicenti.

   

Meglio un ladro che un mentitore abituale, ma tutti e due condivideranno la rovina.

Sir 20,25

Meglio un ladro che un mentitore abituale, tutti e due avranno in sorte la rovina.

   

L'abitudine del bugiardo è un disonore, la vergogna lo accompagnerà sempre.

Sir 20,26

L’abitudine del bugiardo è un disonore, la vergogna che si merita è sempre con lui.

   

Il saggio si fa onore con i discorsi, l'uomo prudente piace ai grandi.

Sir 20,27

Chi è saggio nel parlare si apre una strada e l’uomo prudente piace ai grandi.

   

Chi lavora la terra accrescerà il raccolto; chi piace ai grandi si fa perdonare l'ingiustizia.

Sir 20,28

Chi lavora la terra accresce il suo raccolto, chi piace ai grandi si fa perdonare i suoi torti.

   

Regali e doni accecano gli occhi dei saggi, come bavaglio sulla bocca, soffocano i rimproveri.

Sir 20,29

Regali e doni accecano gli occhi dei saggi, come bavaglio sulla bocca soffocano i rimproveri.

   

Sapienza nascosta e tesoro invisibile: a che servono l'una e l'altro?

Sir 20,30

Sapienza nascosta e tesoro invisibile: a che servono l’una e l’altro?

   

Fa meglio chi nasconde la stoltezza che colui che nasconde la sapienza.

Sir 20,31

Meglio l’uomo che nasconde la sua stoltezza di quello che nasconde la sua sapienza.

   

 

Sir 20,32

È meglio perseverare nella ricerca del Signore che essere un libero auriga della propria vita.

   

Figlio, hai peccato? Non farlo più e prega per le colpe passate.

Sir 21,1

Figlio, hai peccato? Non farlo più e chiedi perdono per le tue colpe passate.

   

Come alla vista del serpente fuggi il peccato: se ti avvicini, ti morderà. Denti di leone sono i suoi denti, capaci di distruggere vite umane.

Sir 21,2

Come davanti a un serpente, fuggi il peccato: se ti avvicini, ti morderà. Denti di leone sono i suoi denti, capaci di distruggere vite umane.

   

Ogni trasgressione è come spada a doppio taglio: non c'è rimedio per la sua ferita.

Sir 21,3

Ogni trasgressione è spada a doppio taglio, non c’è guarigione alle sue ferite.

   

Spavento e violenza fanno svanire la ricchezza; così la casa del superbo sarà devastata.

Sir 21,4

Spavento e violenza disperdono la ricchezza, così la casa del superbo sarà devastata.

   

La preghiera del povero va dalla sua bocca agli orecchi di Dio, il giudizio di lui verrà a suo favore.

Sir 21,5

La preghiera del povero sale agli orecchi di Dio e il giudizio di lui sarà a suo favore.

   

Chi odia il rimprovero segue le orme del peccatore, ma chi teme il Signore si convertirà di cuore.

Sir 21,6

Chi odia il rimprovero segue le orme del peccatore, ma chi teme il Signore si converte nel cuore.

   

Da lontano si riconosce il linguacciuto, ma l'assennato conosce il suo scivolare.

Sir 21,7

Da lontano si conosce chi è abile nel parlare, ma l’assennato avverte quando inciampa.

   

Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui è come chi ammucchia pietre per l'inverno.

Sir 21,8

Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui è come chi ammucchia pietre per il sepolcro.

   

Mucchio di stoppa è una riunione di iniqui; la loro fine è una fiammata di fuoco.

Sir 21,9

Ammasso di stoppa è una riunione di iniqui, la loro fine è una fiammata di fuoco.

   

La via dei peccatori è appianata e senza pietre; ma al suo termine c'è il baratro degli inferi.

Sir 21,10

La via dei peccatori è ben lastricata, ma al suo termine c’è il baratro infernale.

   

Chi osserva la legge domina il suo istinto, il risultato del timore del Signore è la sapienza.

Sir 21,11

Chi osserva la legge domina il suo istinto, il timore del Signore conduce alla sapienza.

   

Non diventerà educato chi manca di capacità, ma c'è anche una capacità che aumenta l'amarezza.

Sir 21,12

Chi non è perspicace non può essere istruito, ma c’è anche una perspicacia che riempie di amarezza.

   

La scienza del saggio cresce come una piena; il suo consiglio è come una sorgente di vita.

Sir 21,13

La scienza del saggio cresce come un diluvio e il suo consiglio è come sorgente di vita.

   

L'interno dello stolto è come un vaso rotto, non potrà contenere alcuna scienza.

Sir 21,14

L’intimo dello stolto è come un vaso frantumato, non può contenere alcuna scienza.

   

Se un assennato ascolta un discorso intelligente, l'approverà e lo completerà; se l'ascolta un dissoluto, se ne dispiace e lo getta via dietro la schiena.

Sir 21,15

Se un assennato ascolta un discorso intelligente, lo approva e vi aggiunge dell’altro; se l’ascolta un dissoluto, se ne dispiace e lo getta via, dietro le spalle.

   

Il parlare dello stolto è come un fardello nel cammino, ma sulle labbra dell'intelligente si trova la grazia.

Sir 21,16

Le spiegazioni dello sciocco sono come un fardello nel cammino, ma il parlare del saggio reca diletto.

   

La parola del prudente è ricercata nell'assemblea; si rifletterà seriamente sui suoi discorsi.

Sir 21,17

La parola del prudente è ricercata nell’assemblea, sui suoi discorsi si riflette seriamente.

   

Come casa in rovina, così la sapienza per lo stolto; scienza dell'insensato i discorsi incomprensibili.

Sir 21,18

Per lo stolto la sapienza è come casa in rovina, e la scienza dell’insensato è un insieme di parole astruse.

   

Ceppi ai piedi è la disciplina per l'insensato e come manette nella sua destra.

Sir 21,19

Ceppi ai piedi è l’istruzione per l’insensato e come catene alla sua destra.

   

Lo stolto alza la voce mentre ride; ma l'uomo saggio sorride appena in silenzio.

Sir 21,20

Lo stolto alza la sua voce quando ride, ma l’uomo saggio sorride appena sommessamente.

   

Ornamento d'oro è la disciplina per l'assennato; è come un monile al braccio destro.

Sir 21,21

Come ornamento d’oro è l’istruzione per chi ha senno, è come un monile al braccio destro.

   

Il piede dello stolto si precipita verso una casa; l'uomo sperimentato si mostrerà rispettoso.

Sir 21,22

Il piede dello stolto entra subito in una casa, ma l’uomo prudente è rispettoso verso gli altri.

   

Lo stolto spia dalla porta l'interno della casa; l'uomo educato se ne starà fuori.

Sir 21,23

Lo stolto spia dalla porta dentro una casa, l’uomo educato invece se ne sta fuori.

   

È cattiva educazione d'un uomo origliare alla porta; l'uomo prudente ne resterebbe confuso.

Sir 21,24

È cattiva educazione origliare alla porta, l’uomo prudente ne resterebbe confuso.

   

Le labbra degli stolti ripetono sciocchezze, le parole dei prudenti sono pesate sulla bilancia.

Sir 21,25

Le labbra degli stolti raccontano sciocchezze, ma le parole dei prudenti sono pesate sulla bilancia.

   

Sulla bocca degli stolti è il loro cuore, i saggi invece hanno la bocca nel cuore.

Sir 21,26

Il cuore degli stolti sta sulla loro bocca, mentre bocca dei saggi è il loro cuore.

   

Quando un empio maledice l'avversario, maledice se stesso.

Sir 21,27

Quando un empio maledice l’avversario, maledice se stesso.

   

Il maldicente danneggia se stesso e sarà detestato dal suo ambiente.

Sir 21,28

Chi mormora diffama se stesso ed è detestato dal suo vicinato.

   

Il pigro è simile a una pietra imbrattata, ognuno fischia in suo disprezzo.

Sir 22,1

Il pigro è simile a una pietra insudiciata, tutti fischiano in suo disprezzo.

   

Il pigro è simile a una palla di sterco, chi la raccoglie scuote la mano.

Sir 22,2

Il pigro è simile a una palla di sterco, chi la raccoglie scuote la mano.

   

Vergogna per un padre avere un figlio maleducato, se si tratta di una figlia, è la sua rovina.

Sir 22,3

Un figlio maleducato è la vergogna di un padre, se è una figlia il danno è più grave.

   

Una figlia prudente sarà un tesoro per il marito, quella disonorevole un dolore per chi l'ha generata.

Sir 22,4

Una figlia sensata troverà marito, la svergognata è un dolore per chi l’ha generata.

   

La sfacciata disonora il padre e il marito, e dall'uno e dall'altro sarà disprezzata.

Sir 22,5

La figlia sfacciata disonora il padre e il marito, dall’uno e dall’altro sarà disprezzata.

   

Come musica durante il lutto i discorsi fuori tempo, ma frusta e correzione in ogni tempo sono saggezza.

Sir 22,6

Un discorso inopportuno è come musica in caso di lutto, ma frusta e correzione sono saggezza in ogni tempo.

   

 

Sir 22,7

I figli che hanno di che vivere con una vita onesta fanno dimenticare l’umile origine dei loro genitori.

   

 

Sir 22,8

I figli che millantano superbia e cattiva educazione disonorano la nobiltà delle loro famiglie.

   

(22,7) Incolla cocci chi ammaestra uno stolto, sveglia un dormiglione dal sonno profondo.

Sir 22,9

Chi ammaestra uno stolto è come uno che incolla cocci, che sveglia un dormiglione da un sonno profondo.

   

(22,8) Ragiona con un insonnolito chi ragiona con lo stolto; alla fine egli dirà: "Che cosa c'è?".

Sir 22,10

Parlare a uno stolto è parlare a chi ha sonno; alla fine dirà: «Cosa c’è?».

   

(22,9) Piangi per un morto, poiché ha perduto la luce; piangi per uno stolto, poiché ha perduto il senno.

Sir 22,11

Piangi per un morto perché ha perduto la luce, piangi per uno stolto perché ha perduto il senno. Piangi meno per un morto perché ora riposa, ma la vita dello stolto è peggiore della morte.

   

(22,10) Piangi meno tristemente per un morto, ché ora riposa, ma la vita dello stolto è peggiore della morte.

Sir 22,12

Il lutto per un morto dura sette giorni, per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua vita.

   

(22,11) Il lutto per un morto, sette giorni; per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua vita.

 

 

   

(22,12) Con un insensato non prolungare il discorso, non frequentare l'insipiente;

Sir 22,13

Con uno stolto non prolungare il discorso, e non frequentare l’insensato: nella sua insipienza ti disprezzerà in ogni modo. Guàrdati da lui, per non avere noie e per non contaminarti al suo contatto. Evitalo e troverai pace, non sarai disgustato dalla sua insipienza.

   

(22,13) guàrdati da lui, per non avere noie e per non contaminarti al suo contatto. Allontànati da lui e troverai pace, non sarai seccato dalla sua insipienza.

 

 

   

Che c'è di più pesante del piombo? E qual è il suo nome, se non "lo stolto"?

Sir 22,14

Che c’è di più pesante del piombo? E qual è il suo nome, se non quello di stolto?

   

Sabbia, sale, palla di ferro sono più facili a portare che un insensato.

Sir 22,15

Sabbia, sale e massa di ferro si portano meglio che un insensato.

   

Una travatura di legno ben connessa in una casa non si scompagina in un terremoto, così un cuore deciso dopo matura riflessione non verrà meno al momento del pericolo.

Sir 22,16

Una travatura di legno ben connessa in una casa non viene scompaginata per un terremoto, così un cuore consolidato da matura riflessione non si scoraggia nel momento critico.

   

Un cuore basato su sagge riflessioni è come un intonaco su un muro rifinito.

Sir 22,17

Un cuore sorretto da sagge riflessioni è come un bel fregio su parete levigata.

   

Una palizzata posta su un'altura di fronte al vento non resiste, così un cuore meschino, basato sulle sue fantasie, di fronte a qualsiasi timore non resiste.

Sir 22,18

Ciottoli posti su un’altura di fronte al vento non resistono, così un cuore meschino, basato su stolti pensieri, non regge di fronte a un qualsiasi timore.

   

Chi punge un occhio lo farà lacrimare; chi punge un cuore ne scopre il sentimento.

Sir 22,19

Chi punge un occhio lo fa lacrimare, chi punge un cuore ne scopre il sentimento.

   

Chi scaglia pietre contro uccelli li mette in fuga, chi offende un amico rompe l'amicizia.

Sir 22,20

Chi scaglia un sasso contro gli uccelli li mette in fuga, chi offende un amico rompe l’amicizia.

   

Se hai sguainato la spada contro un amico, non disperare, può esserci un ritorno.

Sir 22,21

Se hai sguainato la spada contro un amico, non disperare: può esserci un ritorno.

   

Se hai aperto la bocca contro un amico, non temere, può esserci riconciliazione, tranne il caso di insulto e di arroganza, di segreti svelati e di un colpo a tradimento; in questi casi ogni amico scomparirà.

Sir 22,22

Se hai aperto la bocca contro un amico, non temere: può esserci riconciliazione, tranne il caso d’insulto, di arroganza, di segreti svelati e di un colpo a tradimento; in questi casi ogni amico scompare.

   

Conquìstati la fiducia del prossimo nella sua povertà per godere con lui nella sua prosperità. Nel tempo della tribolazione restagli vicino, per aver parte alla sua eredità.

Sir 22,23

Conquìstati la fiducia del prossimo nella sua povertà, per godere con lui nella sua prosperità. Nel tempo della tribolazione restagli vicino, per avere parte alla sua eredità. L’apparenza infatti non è sempre da disprezzare né deve meravigliare che un ricco non abbia senno.

   

Prima del fuoco vapore e fumo nel camino, così prima dello spargimento del sangue le ingiurie.

Sir 22,24

Prima del fuoco c’è vapore e fumo di fornace, così prima del sangue ci sono le ingiurie.

   

Non mi vergognerò di proteggere un amico, non mi nasconderò davanti a lui.

Sir 22,25

Non mi vergognerò di proteggere un amico, non mi nasconderò davanti a lui.

   

Se mi succederà il male a causa sua, chiunque lo venga a sapere si guarderà da lui.

Sir 22,26

Se mi succederà il male a causa sua, chiunque lo venga a sapere si guarderà da lui.

   

Chi porrà una guardia sulla mia bocca, sulle mie labbra un sigillo prudente, perché io non cada per colpa loro e la mia lingua non sia la mia rovina?

Sir 22,27

Chi porrà una guardia alla mia bocca, e alle mie labbra un sigillo guardingo, perché io non cada per colpa loro e la mia lingua non sia la mia rovina?

   

Signore, padre e padrone della mia vita, non abbandonarmi al loro volere, non lasciarmi cadere a causa loro.

Sir 23,1

Signore, padre e padrone della mia vita, non abbandonarmi al loro volere, non lasciarmi cadere a causa loro.

   

Chi applicherà la frusta ai miei pensieri, al mio cuore la disciplina della sapienza? Perché non siano risparmiati i miei errori e i miei peccati non restino impuniti,

Sir 23,2

Chi fustigherà i miei pensieri e chi insegnerà la sapienza al mio cuore, perché non siano risparmiati i miei errori e i loro peccati non restino impuniti,

   

perché non si moltiplichino i miei errori e non aumentino di numero i miei peccati, io non cada davanti ai miei avversari e il nemico non gioisca sul mio conto.

Sir 23,3

perché non si moltiplichino i miei errori e non aumentino di numero i miei peccati, e io non cada davanti ai miei avversari e il nemico non gioisca su di me? Per loro è lontana la speranza della tua misericordia.

   

Signore, padre e Dio della mia vita, non mettermi in balìa di sguardi sfrontati

Sir 23,4

Signore, padre e Dio della mia vita, non darmi l’arroganza degli occhi

   

e allontana da me la concupiscenza.

Sir 23,5

e allontana da me ogni smodato desiderio.

   

Sensualità e libidine non s'impadroniscano di me; a desideri vergognosi non mi abbandonare.

Sir 23,6

Sensualità e libidine non s’impadroniscano di me, a desideri vergognosi non mi abbandonare.

   

Figli, ascoltate l'educazione della bocca, chi l'osserva non si perderà.

Sir 23,7

Ascoltate, figli, come disciplinare la bocca, chi ne tiene conto non sarà colto in flagrante.

   

Il peccatore è vittima delle proprie labbra, il maldicente e il superbo vi trovano inciampo.

Sir 23,8

Il peccatore è vittima delle proprie labbra, il maldicente e il superbo vi trovano inciampo.

   

Non abituare la bocca al giuramento, non abituarti a nominare il nome del Santo.

Sir 23,9

Non abituare la bocca al giuramento, non abituarti a proferire il nome del Santo.

   

Come uno schiavo interrogato di continuo non sarà senza lividure, così chi giura e ha sempre in bocca Dio non sarà esente da peccato.

Sir 23,10

Infatti, come un servo interrogato accuratamente non mancherà di prendere lividure, così chi giura e pronuncia il Nome di continuo di certo non sarà esente da peccato.

   

Un uomo dai molti giuramenti si riempie di iniquità; il flagello non si allontanerà dalla sua casa. Se cade in fallo, il suo peccato è su di lui; se non ne tiene conto, pecca due volte. Se giura il falso non sarà giustificato, la sua casa si riempirà di sventure.

Sir 23,11

Un uomo dai molti giuramenti accumula iniquità; il flagello non si allontana dalla sua casa. Se sbaglia, il suo peccato è su di lui; se non ne tiene conto, pecca due volte. Se giura il falso, non sarà giustificato, e la sua casa si riempirà di sventure.

   

C'è un modo di parlare che si può paragonare alla morte; non si trovi nella discendenza di Giacobbe. Dagli uomini pii tutto ciò sia respinto, così non si rotoleranno nei peccati.

Sir 23,12

C’è un modo di parlare paragonabile alla morte: che non si trovi nella discendenza di Giacobbe! Da tutto questo infatti staranno lontano i pii, così non si rotoleranno nei peccati.

   

La tua bocca non si abitui a volgarità grossolane, in esse infatti c'è motivo di peccato.

Sir 23,13

Non abituare la tua bocca a grossolane volgarità, in esse infatti c’è motivo di peccato.

   

Ricorda tuo padre e tua madre, quando siedi tra i grandi, non dimenticarli mai davanti a costoro, e per abitudine non dire sciocchezze; potresti desiderare di non essere nato e maledire il giorno della tua nascita.

Sir 23,14

Ricorda tuo padre e tua madre quando siedi tra i grandi, perché non lo dimentichi davanti a loro e per abitudine non dica sciocchezze, e non giunga a desiderare di non essere nato e maledica il giorno della tua nascita.

   

Un uomo abituato a discorsi ingiuriosi non si correggerà in tutta la sua vita.

Sir 23,15

Un uomo abituato a discorsi ingiuriosi non si correggerà in tutta la sua vita.

   

Due specie di colpe moltiplicano i peccati, la terza provoca l'ira:

Sir 23,16

Due tipi di persone moltiplicano i peccati, e un terzo provoca l’ira: una passione ardente come fuoco acceso non si spegnerà finché non sia consumata; un uomo impudico nel suo corpo non desisterà finché il fuoco non lo divori;

   

una passione ardente come fuoco acceso non si calmerà finché non sarà consumata; un uomo impudico nel suo corpo non smetterà finché non lo divori il fuoco; per l'uomo impuro ogni pane è appetitoso, non si stancherà finché non muoia.

Sir 23,17

per l’uomo impudico ogni pane è appetitoso, non si stancherà finché non muoia.

   

L'uomo infedele al proprio letto dice fra sé: "Chi mi vede? Tenebra intorno a me e le mura mi nascondono; nessuno mi vede, che devo temere? Dei miei peccati non si ricorderà l'Altissimo".

Sir 23,18

L’uomo infedele al proprio letto dice fra sé: «Chi mi vede? C’è buio intorno a me e le mura mi nascondono; nessuno mi vede, perché temere? Dei miei peccati non si ricorderà l’Altissimo».

   

Il suo timore riguarda solo gli occhi degli uomini; non sa che gli occhi del Signore sono miriadi di volte più luminosi del sole; essi vedono tutte le azioni degli uomini e penetrano fin nei luoghi più segreti.

Sir 23,19

Egli teme solo gli occhi degli uomini, non sa che gli occhi del Signore sono mille volte più luminosi del sole; essi vedono tutte le vie degli uomini e penetrano fin nei luoghi più segreti.

   

Tutte le cose, prima che fossero create, gli erano note; allo stesso modo anche dopo la creazione.

Sir 23,20

Tutte le cose, prima che fossero create, gli erano note, allo stesso modo anche dopo la creazione.

   

Quest'uomo sarà punito nelle piazze della città, sarà preso dove meno se l'aspetta.

Sir 23,21

Quest’uomo sarà condannato nelle piazze della città, sarà sorpreso dove meno se l’aspetta.

   

Così della donna che abbandona suo marito, e gli presenta eredi avuti da un estraneo.

Sir 23,22

Così anche la donna che tradisce suo marito e gli porta un erede avuto da un altro.

   

Prima di tutto ha disobbedito alle leggi dell'Altissimo, in secondo luogo ha commesso un torto verso il marito, in terzo luogo si è macchiata di adulterio e ha introdotto in casa figli di un estraneo.

Sir 23,23

Prima di tutto ha disobbedito alla legge dell’Altissimo, in secondo luogo ha commesso un torto verso il marito, in terzo luogo si è macchiata di adulterio e ha portato in casa figli di un estraneo.

   

Costei sarà trascinata davanti all'assemblea e si procederà a un'inchiesta sui suoi figli.

Sir 23,24

Costei sarà trascinata davanti all’assemblea e si procederà a un’inchiesta sui suoi figli.

   

I suoi figli non avranno radici, i suoi rami non porteranno frutto.

Sir 23,25

I suoi figli non metteranno radici, i suoi rami non porteranno frutto.

   

Lascerà il suo ricordo in maledizione, la sua infamia non sarà cancellata.

Sir 23,26

Lascerà il suo ricordo come una maledizione, la sua infamia non sarà cancellata.

   

I superstiti sapranno che nulla è meglio del timore del Signore, nulla più dolce dell'osservare i suoi comandamenti.

Sir 23,27

I superstiti sapranno che nulla è meglio del timore del Signore, nulla è più dolce dell’osservare i suoi comandamenti.

   

 

Sir 23,28

Grande gloria è seguire Dio, essere a lui graditi è lunga vita.

   

La sapienza loda se stessa, si vanta in mezzo al suo popolo.

Sir 24,1

La sapienza fa il proprio elogio, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.

   

Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, si glorifica davanti alla sua potenza:

Sir 24,2

Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria:

   

"Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e ho ricoperto come nube la terra.

Sir 24,3

«Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e come nube ho ricoperto la terra.

   

Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.

Sir 24,4

Io ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.

   

Il giro del cielo da sola ho percorso, ho passeggiato nelle profondità degli abissi.

Sir 24,5

Ho percorso da sola il giro del cielo, ho passeggiato nelle profondità degli abissi.

   

Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio.

Sir 24,6

Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio.

   

Fra tutti questi cercai un luogo di riposo, in quale possedimento stabilirmi.

Sir 24,7

Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere.

   

Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece posare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele.

Sir 24,8

Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”.

   

Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l'eternità non verrò meno.

Sir 24,9

Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno.

   

Ho officiato nella tenda santa davanti a lui, e così mi sono stabilita in Sion.

Sir 24,10

Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion.

   

Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere.

Sir 24,11

Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere.

   

Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità.

Sir 24,12

Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità.

   

Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell'Ermon.

Sir 24,13

Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon.

   

Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano.

Sir 24,14

Sono cresciuta come una palma in Engàddi e come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura e come un platano mi sono elevata.

   

Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo; come mirra scelta ho sparso buon odore; come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola di incenso nella tenda.

Sir 24,15

Come cinnamòmo e balsamo di aromi, come mirra scelta ho sparso profumo, come gàlbano, ònice e storace, come nuvola d’incenso nella tenda.

   

Come un terebinto ho esteso i rami e i miei rami son rami di maestà e di bellezza.

Sir 24,16

Come un terebinto io ho esteso i miei rami e i miei rami sono piacevoli e belli.

   

Io come una vite ho prodotto germogli graziosi e i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza.

Sir 24,17

Io come vite ho prodotto splendidi germogli e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza.

   

 

Sir 24,18

Io sono la madre del bell’amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza; eterna, sono donata a tutti i miei figli, a coloro che sono scelti da lui.

   

(24,18) Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti.

Sir 24,19

Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei frutti,

   

(24,19) Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele.

Sir 24,20

perché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi vale più del favo di miele.

   

(24,20) Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete.

Sir 24,21

Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me avranno ancora sete.

   

(24,21) Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà".

Sir 24,22

Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà».

   

(24,22) Tutto questo è il libro dell'alleanza del Dio altissimo, la legge che ci ha imposto Mosè, l'eredità delle assemblee di Giacobbe.

Sir 24,23

Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che Mosè ci ha prescritto, eredità per le assemblee di Giacobbe.

   

 

Sir 24,24

Non cessate di rafforzarvi nel Signore, aderite a lui perché vi dia vigore. Il Signore onnipotente è l’unico Dio e non c’è altro salvatore al di fuori di lui.

   

(24,23) Essa trabocca di sapienza come il Pison e come il Tigri nella stagione dei frutti nuovi;

Sir 24,25

Essa trabocca di sapienza come il Pison e come il Tigri nella stagione delle primizie,

   

(24,24) fa traboccare l'intelligenza come l'Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura;

Sir 24,26

effonde intelligenza come l’Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura,

   

(24,25) espande la dottrina come il Nilo, come il Ghicon nei giorni della vendemmia.

Sir 24,27

come luce irradia la dottrina, come il Ghicon nei giorni della vendemmia.

   

(24,26) Il primo non ne esaurisce la conoscenza né l'ultimo la può pienamente indagare.

Sir 24,28

Il primo uomo non ne ha esaurito la conoscenza e così l’ultimo non l’ha mai pienamente indagata.

   

(24,27) Il suo pensiero infatti è più vasto del mare e il suo consiglio più del grande abisso.

Sir 24,29

Il suo pensiero infatti è più vasto del mare e il suo consiglio è più profondo del grande abisso.

   

(24,28) Io sono come un canale derivante da un fiume e come un corso d'acqua sono uscita verso un giardino.

Sir 24,30

Io, come un canale che esce da un fiume e come un acquedotto che entra in un giardino,

   

(24,29) Ho detto: "Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola". Ed ecco il mio canale è diventato un fiume, il mio fiume è diventato un mare.

Sir 24,31

ho detto: «Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola». Ma ecco, il mio canale è diventato un fiume e il mio fiume è diventato un mare.

   

(24,30) Farò ancora splendere la mia dottrina come l'aurora; la farò brillare molto lontano.

Sir 24,32

Farò ancora splendere la dottrina come l’aurora, la farò brillare molto lontano.

   

(24,31) Riverserò ancora l'insegnamento come una profezia, lo lascerò per le generazioni future.

Sir 24,33

Riverserò ancora l’insegnamento come profezia, lo lascerò alle generazioni future.

   

(24,32) Vedete, non ho lavorato solo per me, ma per quanti cercano la dottrina.

Sir 24,34

Vedete che non ho faticato solo per me, ma per tutti quelli che la cercano.

   

Di tre cose mi compiaccio e mi faccio bella, di fronte al Signore e agli uomini: concordia di fratelli, amicizia tra vicini, moglie e marito che vivono in piena armonia.

Sir 25,1

Di tre cose si compiace l’anima mia, ed esse sono gradite al Signore e agli uomini: concordia di fratelli, amicizia tra vicini, moglie e marito che vivono in piena armonia.

   

Tre tipi di persone io detesto, la loro vita è per me un grande orrore: un povero superbo, un ricco bugiardo, un vecchio adultero privo di senno.

Sir 25,2

Tre tipi di persone detesta l’anima mia, la loro vita è per me un grande orrore: il povero superbo, il ricco bugiardo, il vecchio adultero privo di senno.

   

Nella giovinezza non hai raccolto; come potresti procurarti qualcosa nella vecchiaia?

Sir 25,3

Se non hai raccolto in gioventù, che cosa vuoi trovare nella vecchiaia?

   

Come s'addice il giudicare ai capelli bianchi, e agli anziani intendersi di consigli!

Sir 25,4

Quanto s’addice il giudicare ai capelli bianchi e agli anziani il saper dare consigli!

   

Come s'addice la sapienza ai vecchi, il discernimento e il consiglio alle persone eminenti!

Sir 25,5

Quanto s’addice la sapienza agli anziani, il discernimento e il consiglio alle persone onorate!

   

Corona dei vecchi è un'esperienza molteplice, loro vanto il timore del Signore.

Sir 25,6

Corona dei vecchi è un’esperienza molteplice, loro vanto è temere il Signore.

   

Nove situazioni io ritengo felici nel mio cuore, la decima la dirò con le parole: un uomo allietato dai figli, chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici;

Sir 25,7

Nove situazioni ritengo felici nel mio cuore, la decima la dirò con parole: un uomo allietato dai figli, chi vede da vivo la caduta dei suoi nemici;

   

felice chi vive con una moglie assennata, colui che non pecca con la sua lingua, chi non deve servire a uno indegno di lui;

Sir 25,8

felice chi vive con una moglie assennata, chi non ara con il bue e l’asino insieme, chi non ha peccato con la sua lingua, chi non ha servito a uno indegno di lui;

   

fortunato chi ha trovato la prudenza, chi si rivolge a orecchi attenti;

Sir 25,9

felice chi ha trovato la prudenza, chi parla a gente che l’ascolta;

   

quanto è grande chi ha trovato la sapienza, ma nessuno supera chi teme il Signore.

Sir 25,10

quanto è grande chi ha trovato la sapienza, ma nessuno supera chi teme il Signore!

   

Il timore del Signore è più di ogni cosa; chi lo possiede a chi potrà esser paragonato?

Sir 25,11

Il timore del Signore vale più di ogni cosa; chi lo possiede a chi potrà essere paragonato?

   

 

Sir 25,12

Il timore del Signore è inizio di amore per lui, la fede è inizio di adesione a lui.

   

(25,12) Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore; qualunque malvagità, ma non la malvagità di una donna;

Sir 25,13

Qualunque ferita, ma non la ferita del cuore, qualunque malvagità, ma non la malvagità di una donna;

   

(25,13) qualunque sventura, ma non la sventura causata dagli avversari; qualunque vendetta, ma non la vendetta dei nemici.

Sir 25,14

qualunque sventura, ma non quella causata da persone che odiano, qualunque vendetta, ma non la vendetta dei nemici.

   

(25,14) Non c'è veleno peggiore del veleno di un serpente, non c'è ira peggiore dell'ira di un nemico.

Sir 25,15

Non c’è veleno peggiore del veleno di un serpente, non c’è ira peggiore dell’ira di una donna.

   

(25,15) Preferirei abitare con un leone e con un drago piuttosto che abitare con una donna malvagia.

Sir 25,16

Preferirei abitare con un leone e con un drago piuttosto che abitare con una donna malvagia.

   

(25,16) La malvagità di una donna ne àltera l'aspetto, ne rende il volto tetro come quello di un orso.

Sir 25,17

La malvagità di una donna ne àltera l’aspetto, rende il suo volto tetro come quello di un orso.

   

(25,17) Suo marito siede in mezzo ai suoi vicini e ascoltandoli geme amaramente.

Sir 25,18

Suo marito siede in mezzo ai suoi vicini e senza volerlo geme amaramente.

   

(25,18) Ogni malizia è nulla, di fronte alla malizia di una donna, possa piombarle addosso la sorte del peccatore!

Sir 25,19

Ogni malizia è nulla di fronte alla malizia di una donna, possa piombarle addosso la sorte del peccatore!

   

(25,19) Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico.

Sir 25,20

Come una salita sabbiosa per i piedi di un vecchio, tale la donna linguacciuta per un uomo pacifico.

   

(25,20) Non soccombere al fascino di una donna, per una donna non ardere di passione.

Sir 25,21

Non soccombere al fascino di una donna, per una donna non ardere di passione.

   

(25,21) Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.

Sir 25,22

Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.

   

(25,22) Animo abbattuto e volto triste e ferita al cuore è una donna malvagia;

Sir 25,23

Animo abbattuto e volto triste e ferita al cuore è una donna malvagia; mani inerti e ginocchia infiacchite, tale è colei che non rende felice il proprio marito.

   

(25,23) mani inerti e ginocchia infiacchite, tale colei che non rende felice il proprio marito.

 

 

   

Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo.

Sir 25,24

Dalla donna ha inizio il peccato e per causa sua tutti moriamo.

   

Non dare all'acqua un'uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.

Sir 25,25

Non dare all’acqua via d’uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.

   

Se non cammina al cenno della tua mano, toglila dalla tua presenza.

Sir 25,26

Se non cammina al cenno della tua mano, separala dalla tua carne.

   

Beato il marito di una donna virtuosa; il numero dei suoi giorni sarà doppio.

Sir 26,1

Fortunato il marito di una brava moglie, il numero dei suoi giorni sarà doppio.

   

Una brava moglie è la gioia del marito, questi trascorrerà gli anni in pace.

Sir 26,2

Una donna valorosa è la gioia del marito, egli passerà in pace i suoi anni.

   

Una donna virtuosa è una buona sorte, viene assegnata a chi teme il Signore.

Sir 26,3

Una brava moglie è davvero una fortuna, viene assegnata a chi teme il Signore.

   

Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno.

Sir 26,4

Ricco o povero, il suo cuore è contento, in ogni circostanza il suo volto è gioioso.

   

Tre cose teme il mio cuore, per la quarta sono spaventato: una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo e una falsa accusa: tutto questo è peggiore della morte;

Sir 26,5

Di tre cose il mio cuore ha paura, e per la quarta sono spaventato: una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo e una falsa accusa, sono cose peggiori della morte;

   

ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un'altra e il flagello della sua lingua si lega con tutti.

Sir 26,6

ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un’altra, il flagello della sua lingua fa presa su tutti.

   

Giogo di buoi sconnesso è una donna malvagia, colui che la domina è come chi acchiappa uno scorpione.

Sir 26,7

Giogo di buoi sconnesso è una cattiva moglie, chi la prende è come chi afferra uno scorpione.

   

Gran motivo di sdegno una donna ubriaca, non riuscirà a nascondere la vergogna.

Sir 26,8

Motivo di grande sdegno è una donna che si ubriaca, non riuscirà a nascondere la sua vergogna.

   

La scostumatezza di una donna è nell'eccitazione degli sguardi, si riconosce dalle sue occhiate.

Sir 26,9

Una donna sensuale ha lo sguardo eccitato, la si riconosce dalle sue occhiate.

   

Fa' buona guardia a una figlia libertina, perché non ne approfitti, se trova indulgenza.

Sir 26,10

Fa’ buona guardia a una figlia sfrenata, perché non ne approfitti, se trova indulgenza.

   

Guàrdati dal seguire un occhio impudente, non meravigliarti se ti spinge verso il male.

Sir 26,11

Guàrdati dalla donna che ha lo sguardo impudente, non meravigliarti se poi ti fa del male.

   

Come un viandante assetato apre la bocca e beve qualsiasi acqua a lui vicina, così essa siede davanti a ogni palo e apre a qualsiasi freccia la faretra.

Sir 26,12

Come un viandante assetato apre la bocca e beve qualsiasi acqua a lui vicina, così ella siede davanti a ogni palo e apre a qualsiasi freccia la faretra.

   

La grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.

Sir 26,13

La grazia di una donna allieta il marito, il suo senno gli rinvigorisce le ossa.

   

È un dono del Signore una donna silenziosa, non c'è compenso per una donna educata.

Sir 26,14

È un dono del Signore una donna silenziosa, non c’è prezzo per una donna educata.

   

Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il peso di un'anima modesta.

Sir 26,15

Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il pregio di una donna riservata.

   

Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.

Sir 26,16

Il sole risplende nel più alto dei cieli, la bellezza di una brava moglie nell’ornamento della casa.

   

Lampada che arde sul candelabro santo, così la bellezza del volto su giusta statura.

Sir 26,17

Lampada che brilla sul sacro candelabro, così è la bellezza di un volto su una robusta statura.

   

Colonne d'oro su base d'argento, tali sono gambe graziose su solidi piedi.

Sir 26,18

Colonne d’oro su base d’argento sono gambe graziose su solidi piedi.

   

 

Sir 26,19

Figlio, conserva sano il fiore dell’età e non affidare la tua forza a donne straniere.

   

 

Sir 26,20

Cerca nella pianura un campo fertile per gettarvi il tuo seme, attendendo la progenie.

   

 

Sir 26,21

Così i frutti che lascerai, fieri della loro nobiltà, prospereranno.

   

 

Sir 26,22

La donna pagata vale uno sputo, se è sposata, è torre di morte per quanti la usano.

   

 

Sir 26,23

La moglie empia l’avrà in sorte il peccatore, quella pia sarà data a chi teme il Signore.

   

 

Sir 26,24

La donna impudica cerca sempre il disonore, una figlia pudica è riservata anche con il marito.

   

 

Sir 26,25

La donna sfrontata viene stimata come un cane, quella che ha pudore teme il Signore.

   

 

Sir 26,26

La donna che onora il marito a tutti appare saggia, quella orgogliosa che lo umilia sarà empia per tutti. Felice il marito di una brava moglie, il numero dei suoi giorni sarà raddoppiato.

   

 

Sir 26,27

La donna che grida ed è chiacchierona è come tromba di guerra che suona la carica. L’uomo che si trova in simili condizioni passa la vita tra rumori di guerra.

   

(26,19) Due cose mi serrano il cuore, la terza mi provoca all'ira: un guerriero che languisca nella miseria, uomini saggi trattati con disprezzo, chi passa dalla giustizia al peccato; il Signore lo tiene pronto per la spada.

Sir 26,28

Due cose rattristano il mio cuore, e una terza mi provoca collera: un guerriero che languisce nella miseria, uomini saggi trattati con disprezzo e chi passa dalla giustizia al peccato: il Signore lo tiene pronto per la spada.

   

(26,20) A stento un commerciante sarà esente da colpe, un rivenditore non sarà immune dal peccato.

Sir 26,29

È difficile che il commerciante sia esente da colpe e il rivenditore sia indenne da peccato.

   

Per amor del denaro molti peccano, chi cerca di arricchire procede senza scrupoli.

Sir 27,1

Per amore del denaro molti peccano, chi cerca di arricchire volta lo sguardo.

   

Fra le giunture delle pietre si conficca un piuolo, tra la compra e la vendita si insinua il peccato.

Sir 27,2

Fra le giunture delle pietre si conficca un piolo, tra la compera e la vendita s’insinua il peccato.

   

Se uno non si aggrappa in fretta al timor del Signore, la sua casa andrà presto in rovina.

Sir 27,3

Se non ti afferri con forza al timore del Signore, la tua casa andrà presto in rovina.

   

Quando si agita un vaglio, restano i rifiuti; così quando un uomo riflette, gli appaiono i suoi difetti.

Sir 27,4

Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti.

   

La fornace prova gli oggetti del vasaio, la prova dell'uomo si ha nella sua conversazione.

Sir 27,5

I vasi del ceramista li mette a prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.

   

Il frutto dimostra come è coltivato l'albero, così la parola rivela il sentimento dell'uomo.

Sir 27,6

Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore.

   

Non lodare un uomo prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini.

Sir 27,7

Non lodare nessuno prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini.

   

Se cerchi la giustizia, la raggiungerai e te ne rivestirai come di un manto di gloria.

Sir 27,8

Se cerchi la giustizia, la raggiungerai e te ne rivestirai come di un manto di gloria.

   

Gli uccelli sostano presso i loro simili, la lealtà ritorna a quelli che la praticano.

Sir 27,9

Gli uccelli sostano presso i loro simili, la verità ritorna a quelli che fanno cose giuste.

   

Il leone sta in agguato della preda, così il peccato di coloro che praticano l'ingiustizia.

Sir 27,10

Il leone insidia la preda, così il peccato coloro che fanno cose ingiuste.

   

Nel discorso del pio c'è sempre saggezza, lo stolto muta come la luna.

Sir 27,11

Nel discorso del pio c’è sempre saggezza, ma lo stolto muta come la luna.

   

Tra gli insensati bada al tempo, tra i saggi fèrmati a lungo.

Sir 27,12

Tra gli insensati non perdere tempo, tra i saggi invece férmati a lungo.

   

Il discorso degli stolti è un orrore, il loro riso fra i bagordi del peccato.

Sir 27,13

Il parlare degli stolti è un orrore, essi ridono tra i bagordi del peccato.

   

Il linguaggio di chi giura spesso fa rizzare i capelli, e le loro questioni fan turare gli orecchi.

Sir 27,14

Il linguaggio di chi giura spesso fa rizzare i capelli, e i loro litigi fanno turare gli orecchi.

   

Uno spargimento di sangue è la rissa dei superbi, le loro invettive sono un ascolto penoso.

Sir 27,15

Spargimento di sangue è la rissa dei superbi, ed è penoso ascoltare le loro invettive.

   

Chi svela i segreti perde la fiducia e non trova più un amico per il suo cuore.

Sir 27,16

Chi svela i segreti perde l’altrui fiducia e non trova più un amico per il suo cuore.

   

Ama l'amico e sii a lui fedele, ma se hai svelato i suoi segreti, non seguirlo più,

Sir 27,17

Ama l’amico e sii a lui fedele, ma se hai svelato i suoi segreti, non corrergli dietro,

   

perché come chi ha perduto un defunto, così tu hai perduto l'amicizia del tuo prossimo.

Sir 27,18

perché, come chi ha perduto uno che è morto, così tu hai perduto l’amicizia del tuo prossimo.

   

Come un uccello, che ti sei fatto scappare di mano, così hai lasciato andare il tuo amico e non lo riprenderai.

Sir 27,19

Come un uccello che ti sei fatto scappare di mano, così hai lasciato andare il tuo amico e non lo riprenderai.

   

Non seguirlo, perché ormai è lontano; è fuggito come una gazzella dal laccio.

Sir 27,20

Non inseguirlo, perché ormai è lontano, è fuggito come una gazzella dal laccio.

   

Poiché una ferita si può fasciarla e un'ingiuria si può riparare, ma chi ha svelato segreti non ha più speranza.

Sir 27,21

Perché si può fasciare una ferita e un’ingiuria si può riparare, ma chi ha svelato segreti non ha più speranza.

   

Chi ammicca con l'occhio trama il male, e nessuno potrà distoglierlo.

Sir 27,22

Chi ammicca con l’occhio trama il male, ma chi lo conosce si allontana da lui.

   

Davanti a te il suo parlare è tutto dolce, ammira i tuoi discorsi, ma alle tue spalle cambierà il suo parlare e porrà inciampo alle tue parole.

Sir 27,23

Davanti a te la sua bocca è dolce e ammira i tuoi discorsi, ma alle tue spalle cambierà il suo parlare e porrà inciampo alle tue parole.

   

Io odio molte cose, ma nessuna quanto lui, anche il Signore lo ha in odio.

Sir 27,24

Io odio molte cose, ma nessuna quanto lui, anche il Signore lo ha in odio.

   

Chi scaglia un sasso in alto, se lo scaglia sulla testa, e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra.

Sir 27,25

Chi scaglia un sasso in alto, se lo tira sulla testa, e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra.

   

Chi scava una fossa vi cadrà dentro, chi tende un laccio vi resterà preso.

Sir 27,26

Chi scava una fossa vi cade dentro, chi tende un laccio vi resta preso.

   

Il male si riverserà su chi lo fa, egli non saprà neppure da dove gli venga.

Sir 27,27

Il male si ritorce su chi lo fa, egli non sa neppure da dove gli venga.

   

Derisione e insulto per il superbo, la vendetta, come un leone, lo attende al varco.

Sir 27,28

Derisione e insulto per il superbo, la vendetta, come un leone, lo attende al varco.

   

Saran presi al laccio quanti gioiscono per la caduta dei pii, il dolore li consumerà prima della loro morte.

Sir 27,29

Sono presi al laccio quanti gioiscono per la caduta dei pii, il dolore li consumerà prima della loro morte.

   

Anche il rancore e l'ira sono un abominio, il peccatore li possiede.

Sir 27,30

Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro.

   

Chi si vendica avrà la vendetta dal Signore ed egli terrà sempre presenti i suoi peccati.

Sir 28,1

Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.

   

Perdona l'offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.

Sir 28,2

Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.

   

Se qualcuno conserva la collera verso un altro uomo, come oserà chiedere la guarigione al Signore?

Sir 28,3

Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore?

   

Egli non ha misericordia per l'uomo suo simile, e osa pregare per i suoi peccati?

Sir 28,4

Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati?

   

Egli, che è soltanto carne, conserva rancore; chi perdonerà i suoi peccati?

Sir 28,5

Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, chi espierà per i suoi peccati?

   

Ricòrdati della tua fine e smetti di odiare, ricòrdati della corruzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.

Sir 28,6

Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.

   

Ricòrdati dei comandamenti e non aver rancore verso il prossimo, dell'alleanza con l'Altissimo e non far conto dell'offesa subìta.

Sir 28,7

Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

   

Astieniti dalle risse e sarai lontano dal peccato, perché un uomo passionale attizza una rissa.

Sir 28,8

Astieniti dalle risse e diminuirai i peccati, perché l’uomo passionale attizza la lite.

   

Un uomo peccatore semina discordia tra gli amici e tra persone pacifiche diffonde calunnie.

Sir 28,9

Un uomo peccatore semina discordia tra gli amici e tra persone pacifiche diffonde la calunnia.

   

Secondo la materia del fuoco, esso s'infiamma, una rissa divampa secondo la sua violenza; il furore di un uomo è proporzionato alla sua forza, la sua ira cresce in base alla sua ricchezza.

Sir 28,10

Il fuoco divampa in proporzione dell’esca, così la lite s’accresce con l’ostinazione; il furore di un uomo è proporzionato alla sua forza, la sua ira cresce in base alla sua ricchezza.

   

Una lite concitata accende il fuoco, una rissa violenta fa versare sangue.

Sir 28,11

Una lite concitata accende il fuoco, una rissa violenta fa versare sangue.

   

Se soffi su una scintilla, si accende; se vi sputi sopra, si spegne; eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca.

Sir 28,12

Se soffi su una scintilla, divampa, se vi sputi sopra, si spegne; eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca.

   

Maledici il delatore e l'uomo di doppia lingua, perché fa perire molti che vivono in pace.

Sir 28,13

Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo, perché hanno rovinato molti che stavano in pace.

   

Una lingua malèdica ha sconvolto molti, li ha scacciati di nazione in nazione; ha demolito forti città e ha rovinato casati potenti.

Sir 28,14

Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti, li hanno scacciati di nazione in nazione; hanno demolito città fortificate e rovinato casati potenti.

   

Una lingua malèdica ha fatto ripudiare donne eccellenti, privandole del frutto delle loro fatiche.

Sir 28,15

Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti, privandole del frutto delle loro fatiche.

   

Chi le presta attenzione non trova pace, dalla sua dimora scompare la serenità.

Sir 28,16

Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace, non vivrà tranquillo nella sua dimora.

   

Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa.

Sir 28,17

Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa.

   

Molti sono caduti a fil di spada, ma non quanti sono periti per colpa della lingua.

Sir 28,18

Molti sono caduti a fil di spada, ma non quanti sono periti per colpa della lingua.

   

Beato chi se ne guarda, chi non è esposto al suo furore, chi non ha trascinato il suo giogo e non è stato legato con le sue catene.

Sir 28,19

Beato chi è al riparo da essa, chi non è esposto al suo furore, chi non ha trascinato il suo giogo e non è stato legato con le sue catene.

   

Il suo giogo è un giogo di ferro; le sue catene catene di bronzo.

Sir 28,20

Il suo giogo è un giogo di ferro; le sue catene sono catene di bronzo.

   

Spaventosa è la morte che procura, in confronto è preferibile la tomba.

Sir 28,21

Spaventosa è la morte che la lingua procura, al confronto è preferibile il regno dei morti.

   

Essa non ha potere sugli uomini pii, questi non bruceranno alla sua fiamma.

Sir 28,22

Essa non ha potere sugli uomini pii, questi non bruceranno alla sua fiamma.

   

Quanti abbandonano il Signore in essa cadranno, fra costoro divamperà senza spegnersi. Si avventerà contro di loro come un leone e come una pantera ne farà scempio.

Sir 28,23

Quanti abbandonano il Signore in essa cadranno, fra costoro divamperà senza spegnersi mai. Si avventerà contro di loro come un leone e come una pantera ne farà scempio.

   

(28,24) Ecco, recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa, lega in un sacchetto l'argento e l'oro,

Sir 28,24a

Ecco, recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa,

   

(28,25) ma controlla anche le tue parole pesandole e chiudi con porte e catenaccio la bocca.

Sir 28,25b

e sulla tua bocca fa’ porta e catenaccio.

   

 

Sir 28,24b

Metti sotto chiave l’argento e l’oro,

   

 

Sir 28,25a

ma per le tue parole fa’ bilancia e peso.

   

Sta' attento a non sbagliare a causa della lingua, perché tu non cada davanti a chi ti insidia.

Sir 28,26

Sta’ attento a non scivolare a causa della lingua, per non cadere di fronte a chi ti insidia.

   

Chi pratica la misericordia concede prestiti al prossimo, chi lo soccorre di propria mano osserva i comandamenti.

Sir 29,1

Chi pratica la misericordia concede prestiti al prossimo, chi lo sostiene con la sua mano osserva i comandamenti.

   

Da' in prestito al prossimo nel tempo del bisogno, e a tua volta restituisci al prossimo nel momento fissato.

Sir 29,2

Da’ in prestito al prossimo quando ha bisogno, e a tua volta restituisci al prossimo nel momento fissato.

   

Mantieni la parola e sii leale con lui, così troverai in ogni momento quanto ti occorre.

Sir 29,3

Mantieni la parola e sii leale con lui, e in ogni momento troverai quello che ti occorre.

   

Molti considerano il prestito come cosa trovata e causano fastidi a coloro che li hanno aiutati.

Sir 29,4

Molti considerano il prestito come cosa trovata e causano fastidi a coloro che li hanno aiutati.

   

Prima di ricevere, ognuno bacia le mani del creditore, parla con tono umile per ottenere gli averi dell'amico; ma alla scadenza cerca di guadagnare tempo, restituisce piagnistei e incolpa le circostanze.

Sir 29,5

Prima di ricevere, uno bacia la mano del creditore e parla con voce sommessa delle ricchezze altrui; ma alla scadenza cerca di guadagnare tempo, trova delle scuse e incolpa le circostanze.

   

Se riesce a pagare il creditore riceverà appena la metà, e dovrà considerarla come una cosa trovata. In caso contrario, il creditore sarà frodato dei suoi averi e avrà senza motivo un nuovo nemico; maledizioni e ingiurie gli restituirà, renderà insulti invece dell'onore dovuto.

Sir 29,6

Se paga, a stento riceve la metà, e deve considerarla come una cosa trovata. In caso contrario, spoglia il creditore dei suoi averi e senza motivo se lo rende nemico; maledizioni e ingiurie gli restituisce, e invece della gloria gli rende disprezzo.

   

Molti perciò, per tale cattiveria, rifiutan di prestare: hanno paura di perdere i beni senza ragione.

Sir 29,7

Molti si rifiutano di prestare non per cattiveria, ma per paura di essere derubati senza ragione.

   

Tuttavia sii longanime con il misero, e non fargli attender troppo l'elemosina.

Sir 29,8

Tuttavia sii paziente con il misero, e non fargli attendere troppo a lungo l’elemosina.

   

Per il comandamento soccorri il povero, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote.

Sir 29,9

Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote.

   

Perdi pure denaro per un fratello e amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra.

Sir 29,10

Perdi pure denaro per un fratello e un amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra.

   

Sfrutta le ricchezze secondo i comandi dell'Altissimo; ti saranno più utili dell'oro.

Sir 29,11

Disponi dei beni secondo i comandamenti dell’Altissimo e ti saranno più utili dell’oro.

   

Rinserra l'elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni disgrazia.

Sir 29,12

Riponi l’elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni male.

   

Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante, combatterà per te di fronte al nemico.

Sir 29,13

Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante, essa combatterà per te di fronte al nemico.

   

L'uomo buono garantisce per il prossimo, chi ha perduto il pudore lo abbandona.

Sir 29,14

L’uomo buono garantisce per il prossimo, ma chi ha perduto ogni vergogna lo abbandona.

   

Non dimenticare il favore di chi si è fatto garante, poiché egli si è impegnato per te.

Sir 29,15

Non dimenticare il favore di chi si è fatto garante, poiché egli si è impegnato per te.

   

Il peccatore dilapida i beni del suo garante, l'ingrato di proposito abbandonerà chi l'ha salvato.

Sir 29,16

Il vizioso dilapida i beni del suo garante

   

 

Sir 29,17

e l’ingrato di cuore abbandona chi l’ha salvato.

   

(29,17) La cauzione ha rovinato molta gente onesta, li ha sballottati come onda del mare.

Sir 29,18

La cauzione ha rovinato molta gente onesta, li ha sballottati come onda del mare. Ha mandato in esilio uomini potenti, li ha costretti a vagare fra genti straniere.

   

(29,18) Ha mandato in esilio uomini potenti, costretti a errare fra genti straniere.

 

 

   

Un peccatore che offre premurosamente garanzia e ricerca guadagni, sarà coinvolto in processi.

Sir 29,19

Un peccatore si precipita verso la garanzia, va dietro ai guadagni e finisce in tribunale.

   

Aiuta il tuo prossimo secondo la tua possibilità e bada a te stesso per non cadere.

Sir 29,20

Aiuta il tuo prossimo secondo la tua possibilità e bada a te stesso per non rovinarti.

   

Indispensabili alla vita sono l'acqua, il pane, il vestito e una casa che serva da riparo.

Sir 29,21

Le prime necessità della vita sono acqua, pane e vestito, e una casa che protegga l’intimità.

   

È meglio vivere da povero sotto un tetto di tavole, che godere di cibi sontuosi in case altrui.

Sir 29,22

Meglio vivere da povero sotto un riparo di tavole, che godere di cibi sontuosi in casa d’altri.

   

Del poco come del molto sii contento, così non udirai il disprezzo come straniero.

Sir 29,23

Sii contento del poco come del molto, e non ti sentirai rinfacciare di essere forestiero.

   

Triste vita andare di casa in casa, non potrai aprir bocca, dove sarai come straniero.

Sir 29,24

Brutta vita andare di casa in casa, non potrai aprire bocca dove sarai forestiero.

   

Avrai ospiti, mescerai vino senza un grazie, inoltre ascolterai cose amare:

Sir 29,25

Dovrai accogliere gli ospiti, versare vino senza un grazie, e oltre a ciò ascolterai parole amare:

   

"Su, forestiero, apparecchia la tavola, se hai qualche cosa sotto mano, dammi da mangiare".

Sir 29,26

«Vieni, forestiero, apparecchia la tavola, se hai qualche cosa sotto mano, dammi da mangiare».

   

"Vattene, forestiero, cedi il posto a persona onorata; mio fratello sarà mio ospite, ho bisogno della casa".

Sir 29,27

«Vattene via, forestiero, c’è uno più importante di te, mio fratello sarà mio ospite, ho bisogno della casa».

   

Tali cose sono dure per un uomo che abbia intelligenza: i rimproveri per l'ospitalità e gli insulti di un creditore.

Sir 29,28

Per un uomo che ha intelligenza sono dure queste cose: il rimprovero di essere forestiero e l’insulto di un creditore.

   

Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta, per gioire di lui alla fine.

Sir 30,1

Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta per lui, per gioire di lui alla fine.

   

Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti.

Sir 30,2

Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti.

   

Chi ammaestra il proprio figlio renderà geloso il nemico, mentre davanti agli amici potrà gioire.

Sir 30,3

Chi istruisce il proprio figlio rende geloso il nemico e davanti agli amici si rallegra.

   

Muore il padre? È come se non morisse, perché lascia un suo simile dopo di sé.

Sir 30,4

Muore il padre? È come se non morisse, perché dopo di sé lascia uno che gli è simile.

   

Durante la vita egli gioiva nel contemplarlo, in punto di morte non prova dolore.

Sir 30,5

Durante la vita egli gioisce nel contemplarlo, in punto di morte non prova dolore.

   

Di fronte ai nemici lascia un vendicatore, per gli amici uno che sa ricompensarli.

Sir 30,6

Per i nemici lascia un vendicatore, per gli amici uno che sa ricompensarli.

   

Chi accarezza un figlio ne fascerà poi le ferite, a ogni grido il suo cuore sarà sconvolto.

Sir 30,7

Chi accarezza un figlio ne fascerà poi le ferite, a ogni grido il suo cuore sarà sconvolto.

   

Un cavallo non domato diventa restio, un figlio lasciato a se stesso diventa sventato.

Sir 30,8

Un cavallo non domato diventa caparbio, un figlio lasciato a se stesso diventa testardo.

   

Coccola il figlio ed egli ti incuterà spavento, scherza con lui, ti procurerà dispiaceri.

Sir 30,9

Vezzeggia il figlio ed egli ti riserverà delle sorprese, scherza con lui, ti procurerà dispiaceri.

   

Non ridere con lui per non doverti con lui rattristare, che non debba digrignare i denti alla fine.

Sir 30,10

Non ridere con lui per non doverti rattristare, e non debba alla fine digrignare i denti.

   

Non concedergli libertà in gioventù, non prendere alla leggera i suoi difetti.

Sir 30,11

Non concedergli libertà in gioventù, non prendere alla leggera i suoi errori.

   

Piegagli il collo in gioventù e battigli le costole finché è fanciullo, perché poi intestardito non ti disobbedisca e tu ne abbia un profondo dolore.

Sir 30,12

Piegagli il collo quando è giovane, e battigli i fianchi finché è fanciullo, perché poi intestardito non ti disobbedisca e tu ne abbia un profondo dolore.

   

Educa tuo figlio e prenditi cura di lui, così non dovrai affrontare la sua insolenza.

Sir 30,13

Educa tuo figlio e prenditi cura di lui, così non dovrai sopportare la sua insolenza.

   

Meglio un povero di aspetto sano e forte che un ricco malato nel suo corpo.

Sir 30,14

Meglio un povero di aspetto sano e forte che un ricco malato nel suo corpo.

   

Salute e vigore valgono più di tutto l'oro, un corpo robusto più di un'immensa fortuna.

Sir 30,15

Salute e vigore valgono più di tutto l’oro, un corpo robusto più di un’immensa fortuna.

   

Non c'è ricchezza migliore della salute del corpo e non c'è contentezza al di sopra della gioia del cuore.

Sir 30,16

Non c’è ricchezza superiore alla salute del corpo e non c’è felicità più grande della gioia del cuore.

   

Meglio la morte che una vita amara, il riposo eterno che una malattia cronica.

Sir 30,17

Meglio la morte che una vita amara, il riposo eterno che una malattia cronica.

   

Leccornie versate su una bocca chiusa, tali le offerte cibarie poste su una tomba.

Sir 30,18

Cose buone versate su una bocca chiusa sono come cibi deposti sopra una tomba.

   

A che serve all'idolo l'offerta di frutti? Esso non mangia né sente il profumo; così è il perseguitato dal Signore.

Sir 30,19

A che serve all’idolo l’offerta di frutti? Esso non mangia né sente il profumo; così è per colui che il Signore perséguita.

   

Osserva con gli occhi e sospira, come un eunuco che abbraccia una vergine e sospira.

Sir 30,20

Egli guarda con gli occhi e geme, come un eunuco che abbraccia una vergine e geme: così è per colui che fa giustizia con violenza.

   

Non abbandonarti alla tristezza, non tormentarti con i tuoi pensieri.

Sir 30,21

Non darti in balìa della tristezza e non tormentarti con i tuoi pensieri.

   

La gioia del cuore è vita per l'uomo, l'allegria di un uomo è lunga vita.

Sir 30,22

La gioia del cuore è la vita dell’uomo, l’allegria dell’uomo è lunga vita.

   

Distrai la tua anima, consola il tuo cuore, tieni lontana la malinconia. La malinconia ha rovinato molti, da essa non si ricava nulla di buono.

Sir 30,23

Distraiti e consola il tuo cuore, tieni lontana la profonda tristezza, perché la tristezza ha rovinato molti e in essa non c’è alcun vantaggio.

   

Gelosia e ira accorciano i giorni, la preoccupazione anticipa la vecchiaia.

Sir 30,24

Gelosia e ira accorciano i giorni, le preoccupazioni anticipano la vecchiaia.

   

Un cuore sereno è anche felice davanti ai cibi, quello che mangia egli gusta.

Sir 30,25

Un cuore limpido e sereno si accontenta dei cibi e gusta tutto quello che mangia.

   

L'insonnia per la ricchezza logora il corpo, l'affanno per essa distoglie il sonno.

Sir 31,1

L’insonnia del ricco consuma il corpo, i suoi affanni gli tolgono il sonno.

   

L'affanno della veglia tien lontano l'assopirsi, come una grave malattia bandisce il sonno.

Sir 31,2

Le preoccupazioni dell’insonnia non lasciano dormire, come una grave malattia bandiscono il sonno.

   

Un ricco fatica nell'accumulare ricchezze e se smette, si ingolfa nei piaceri.

Sir 31,3

Un ricco fatica nell’accumulare ricchezze, e se riposa è per darsi ai piaceri.

   

Un povero fatica nelle privazioni della vita e se smette, cade nell'indigenza.

Sir 31,4

Un povero fatica nelle privazioni della vita, ma se si riposa cade in miseria.

   

Chi ama l'oro non sarà esente da colpa, chi insegue il denaro per esso peccherà.

Sir 31,5

Chi ama l’oro non sarà esente da colpa, chi insegue il denaro ne sarà fuorviato.

   

Molti sono andati in rovina a causa dell'oro, il loro disastro era davanti a loro.

Sir 31,6

Molti sono andati in rovina a causa dell’oro, e la loro rovina era davanti a loro.

   

È una trappola per quanti ne sono entusiasti, ogni insensato vi resta preso.

Sir 31,7

È una trappola per quanti ne sono infatuati, e ogni insensato vi resta preso.

   

Beato il ricco, che si trova senza macchia e che non corre dietro all'oro.

Sir 31,8

Beato il ricco che si trova senza macchia e che non corre dietro all’oro.

   

Chi è costui? noi lo proclameremo beato: difatti egli ha compiuto meraviglie in mezzo al suo popolo.

Sir 31,9

Chi è costui? Lo proclameremo beato, perché ha compiuto meraviglie in mezzo al suo popolo.

   

Chi ha subìto la prova, risultando perfetto? Sarà un titolo di gloria per lui. Chi, potendo trasgredire, non ha trasgredito, e potendo compiere il male, non lo ha fatto?

Sir 31,10

Chi ha subìto questa prova ed è risultato perfetto? Sarà per lui un titolo di vanto. Chi poteva trasgredire e non ha trasgredito, fare il male e non lo ha fatto?

   

Si consolideranno i suoi beni e l'assemblea celebrerà le sue beneficenze.

Sir 31,11

Per questo si consolideranno i suoi beni e l’assemblea celebrerà le sue beneficenze.

   

Hai davanti una tavola sontuosa? Non spalancare verso di essa la tua bocca e non dire: "Che abbondanza qua sopra".

Sir 31,12

Sei seduto davanti a una tavola sontuosa? Non spalancare verso di essa la tua bocca e non dire: «Che abbondanza qua sopra!».

   

Ricòrdati che l'occhio cattivo è un male. Che cosa è stato creato peggiore dell'occhio? Per questo esso lacrima in ogni circostanza.

Sir 31,13

Ricòrdati che è un male l’occhio cattivo. Che cosa è stato creato peggiore dell’occhio? Per questo esso lacrima davanti a tutti.

   

Dove guarda l'ospite, non stendere la mano; non intingere nel piatto insieme con lui.

Sir 31,14

Non tendere la mano dove un altro volge lo sguardo e non precipitarti sul piatto insieme con lui.

   

Giudica le esigenze del prossimo dalle tue; e su ogni cosa rifletti.

Sir 31,15

A partire da te intendi i desideri del tuo prossimo e su ogni cosa rifletti.

   

Mangia da uomo ciò che ti è posto innanzi; non masticare con voracità per non renderti odioso.

Sir 31,16

Mangia da uomo frugale ciò che ti è posto dinanzi, non masticare con voracità per non renderti odioso.

   

Sii il primo a smettere per educazione, non essere ingordo per non incorrere nel disprezzo.

Sir 31,17

Sii il primo a smettere per educazione, non essere ingordo per non incorrere nel disprezzo.

   

Se siedi tra molti invitati, non essere il primo a stendere la mano.

Sir 31,18

Se siedi tra molti invitati, non essere il primo a tendere la mano.

   

Quanto poco è sufficiente per un uomo educato, una volta a letto non si sente soffocato.

Sir 31,19

Per un uomo educato il poco è sufficiente; quando si corica non respira con affanno.

   

Sonno salubre con uno stomaco ben regolato, al mattino si alza e il suo spirito è libero. Travaglio di insonnia, coliche e vomiti accompagnano l'uomo ingordo.

Sir 31,20

Il sonno è salubre se lo stomaco è regolato, al mattino ci si alza e si è padroni di sé. Il tormento dell’insonnia e della nausea e la colica accompagnano l’uomo ingordo.

   

Se sei stato forzato a eccedere nei cibi, àlzati, va' a vomitare e sarai sollevato.

Sir 31,21

Se sei stato forzato a eccedere nei cibi, àlzati, va’ a vomitare e ti sentirai sollevato.

   

Ascoltami, figlio, e non disprezzarmi, alla fine troverai vere le mie parole. In tutte le azioni sii moderato e nessuna malattia ti coglierà.

Sir 31,22

Ascoltami, figlio, e non disprezzarmi, alla fine troverai vere le mie parole. In tutte le tue opere sii diligente e nessuna malattia ti coglierà.

   

Molte labbra loderanno chi è splendido nei banchetti, e vera è la testimonianza della sua munificenza.

Sir 31,23

Molti lodano chi è sontuoso nei banchetti, e la testimonianza della sua munificenza è degna di fede.

   

La città mormora di chi è tirchio nei banchetti; ed esatta è la testimonianza della sua avarizia.

Sir 31,24

La città mormora di chi è tirchio nel banchetto, e la testimonianza della sua avarizia è esatta.

   

Non fare il forte con il vino, perché ha mandato molti in rovina.

Sir 31,25

Non fare lo spavaldo con il vino, perché il vino ha mandato molti in rovina.

   

La fornace prova il metallo nella tempera, così il vino i cuori in una sfida di arroganti.

Sir 31,26

La fornace prova il metallo nella tempera, così il vino i cuori, in una sfida di arroganti.

   

Il vino è come la vita per gli uomini, purché tu lo beva con misura. Che vita è quella di chi non ha vino? Questo fu creato per la gioia degli uomini.

Sir 31,27

Il vino è come la vita per gli uomini, purché tu lo beva con misura. Che vita è quella dove manca il vino? Fin dall’inizio è stato creato per la gioia degli uomini.

   

Allegria del cuore e gioia dell'anima è il vino bevuto a tempo e a misura.

Sir 31,28

Allegria del cuore e gioia dell’anima è il vino bevuto a tempo e a misura.

   

Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità, con eccitazione e per sfida.

Sir 31,29

Amarezza dell’anima è il vino bevuto in quantità, con eccitazione e per sfida.

   

L'ubriachezza accresce l'ira dello stolto a sua rovina, ne diminuisce le forze e gli procura ferite.

Sir 31,30

L’ubriachezza accresce l’ira dello stolto a sua rovina, ne diminuisce le forze e gli procura ferite.

   

Durante un banchetto non rimproverare il vicino, non deriderlo nella sua letizia. Non dirgli parola di rimprovero e non tormentarlo col chiedergli ciò che ti deve.

Sir 31,31

Durante un banchetto non rimproverare il vicino, non deriderlo nella sua allegria. Non dirgli parole di biasimo e non affliggerlo chiedendogli quanto ti deve.

   

Ti hanno fatto capotavola? Non esaltarti; comportati con gli altri come uno di loro. Pensa a loro e poi mettiti a tavola;

Sir 32,1

Se ti hanno fatto capotavola, non esaltarti. Compòrtati con gli altri come uno di loro. Pensa a loro e poi mettiti a tavola;

   

quando avrai assolto il tuo compito, accòmodati per ricrearti con loro e ricevere la corona per la tua cortesia.

Sir 32,2

quando avrai compiuto il tuo dovere, accòmodati per far festa con loro e ricevere complimenti per le tue buone maniere.

   

Parla, o anziano, ciò ti s'addice, ma con discrezione e non disturbare la musica.

Sir 32,3

Parla, o anziano, poiché ti si addice, ma con saggezza, e non disturbare la musica.

   

Quando ascolti non effonderti in chiacchiere, non fare fuori luogo il sapiente.

Sir 32,4

Quando c’è un’esecuzione non effonderti in chiacchiere, e non fare il sapiente fuori tempo.

   

Sigillo di rubino in un anello d'oro è un concerto musicale in un banchetto.

Sir 32,5

Sigillo di rubino su ornamento d’oro è un concerto musicale in un banchetto.

   

Sigillo di smeraldo in una guarnizione d'oro è la melodia dei canti unita alla dolcezza del vino.

Sir 32,6

Sigillo di smeraldo in una guarnizione d’oro è la melodia dei canti unita alla dolcezza del vino.

   

Parla, giovinetto, se è necessario, ma appena un paio di volte, se interrogato.

Sir 32,7

Parla, o giovane, se c’è bisogno di te, non più di due volte se sei interrogato.

   

Compendia il tuo discorso, molte cose in poche parole; compòrtati come uno che sa ma che tace.

Sir 32,8

Compendia il tuo discorso, molte cose in poche parole; compòrtati come uno che sa e che tace a un tempo.

   

Fra i grandi non crederti loro uguale, se un altro parla, non ciarlare troppo.

Sir 32,9

Fra i grandi non mostrarti presuntuoso, e dove vi sono anziani, non ciarlare troppo.

   

Prima del tuono viene la folgore, la grazia precede l'uomo modesto.

Sir 32,10

Prima del tuono viene la folgore, prima dell’uomo modesto viene la grazia.

   

All'ora stabilita àlzati e non restare per ultimo, corri a casa e non indugiare.

Sir 32,11

All’ora stabilita àlzati e non restare per ultimo, corri a casa e non indugiare.

   

Là divèrtiti e fa' quello che desideri, ma non peccare con un discorso arrogante.

Sir 32,12

Là divèrtiti e fa’ quello che ti piace, ma non peccare con parole arroganti.

   

Per tutto ciò benedici chi ti ha creato, chi ti colma dei suoi benefici.

Sir 32,13

Per tutto ciò benedici chi ti ha creato, chi ti colma dei suoi benefici.

   

Chi teme il Signore accetterà la correzione, coloro che lo ricercano troveranno il suo favore.

Sir 32,14

Chi teme il Signore ne accetta l’istruzione, chi lo ricerca di buon mattino trova il suo favore.

   

Chi indaga la legge ne sarà appagato, ma l'ipocrita vi troverà motivo di scandalo.

Sir 32,15

Chi scruta la legge viene appagato, ma l’ipocrita vi trova motivo di scandalo.

   

Quanti temono il Signore troveranno la giustizia, le loro virtù brilleranno come luci.

Sir 32,16

Quelli che temono il Signore sanno giudicare, i loro giudizi brillano come luce.

   

Un uomo peccatore schiva il rimprovero, trova scuse secondo i suoi capricci.

Sir 32,17

Il peccatore non accetta critiche e trova scuse a suo piacere.

   

Un uomo assennato non trascura l'avvertimento, quello empio e superbo non prova alcun timore.

Sir 32,18

Chi è saggio non trascura la riflessione, l’empio e il superbo non provano alcun timore.

   

Non far nulla senza riflessione, alla fine dell'azione non te ne pentirai.

Sir 32,19

Non fare nulla senza consiglio, non ti pentirai di averlo fatto.

   

Non camminare in una via piena d'ostacoli, per non inciampare contro i sassi.

Sir 32,20

Non camminare in una via piena di ostacoli e non inciamperai in luoghi pietrosi.

   

Non fidarti di una via senza inciampi,

Sir 32,21

Non fidarti di una via senza inciampi,

   

e guàrdati anche dai tuoi figli.

Sir 32,22

guàrdati anche dai tuoi figli.

   

In ogni azione abbi fiducia in te stesso, poiché anche questo è osservare i comandamenti.

Sir 32,23

In tutto ciò che fai abbi fiducia in te stesso, perché anche questo è osservare i comandamenti.

   

Chi crede alla legge è attento ai comandamenti, chi confida nel Signore non resterà deluso.

Sir 32,24

Chi crede alla legge è attento ai comandamenti, chi confida nel Signore non subirà alcun danno.

   

Chi teme il Signore non incorre in alcun male, se subisce tentazioni, ne sarà liberato di nuovo.

Sir 33,1

Chi teme il Signore non incorre in alcun male, ma nella prova sarà ancora liberato.

   

Un uomo saggio non detesta la legge, ma l'ipocrita a suo riguardo è come una nave nella tempesta.

Sir 33,2

Un uomo saggio non detesta la legge, ma chi finge con essa è come nave in tempesta.

   

L'uomo assennato ha fiducia nella legge, la legge per lui è degna di fede come un oracolo.

Sir 33,3

L’uomo assennato ha fiducia nella legge, per lui è degna di fede come un oracolo.

   

Prepàrati il discorso, così sarai ascoltato; concatena il tuo sapere e poi rispondi.

Sir 33,4

Prepara il tuo discorso e così sarai ascoltato, raccogli il tuo insegnamento e poi rispondi.

   

Ruota di carro il sentimento dello stolto, il suo ragionamento è come l'asse che gira.

Sir 33,5

Ruota di carro è il sentimento dello stolto, il suo ragionamento è come l’asse che gira.

   

Come uno stallone è un amico beffardo, nitrisce sotto chiunque lo cavalca.

Sir 33,6

Un amico beffardo è come uno stallone, nitrisce sotto chiunque lo cavalca.

   

Perché un giorno è più importante d'un altro? Eppure la luce di ogni giorno dell'anno viene dal sole.

Sir 33,7

Perché un giorno è più importante d’un altro, se tutta la luce dell’anno viene dal sole?

   

Essi sono distinti secondo il pensiero del Signore che ha variato le stagioni e le feste.

Sir 33,8

È perché sono stati distinti nel pensiero del Signore, che ha diversificato le stagioni e le feste.

   

Alcuni giorni li ha nobilitati e santificati, altri li ha lasciati nel numero dei giorni ordinari.

Sir 33,9

Ha esaltato e santificato alcuni, altri li ha lasciati nel numero dei giorni ordinari.

   

Anche gli uomini provengono tutti dalla polvere e dalla terra fu creato Adamo.

Sir 33,10

Anche gli uomini provengono tutti dalla polvere e dalla terra fu creato Adamo.

   

Ma il Signore li ha distinti nella sua grande sapienza, ha assegnato loro diversi destini.

Sir 33,11

Ma il Signore li ha distinti nella sua grande sapienza, ha diversificato le loro vie.

   

Alcuni li ha benedetti ed esaltati, altri li ha santificati e avvicinati a sé, altri li ha maledetti e umiliati e li ha scacciati dalle loro posizioni.

Sir 33,12

Ha benedetto ed esaltato alcuni, altri ha santificato e avvicinato a sé; altri ha maledetto e umiliato e ha rovesciato dalle loro posizioni.

   

Come l'argilla nelle mani del vasaio che la forma a suo piacimento, così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati, per retribuirli secondo la sua giustizia.

Sir 33,13

Come argilla nelle mani del vasaio che la modella a suo piacimento, così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati e li ricompensa secondo il suo giudizio.

   

Di fronte al male c'è il bene, di fronte alla morte, la vita; così di fronte al pio il peccatore.

Sir 33,14

Di fronte al male c’è il bene, di fronte alla morte c’è la vita; così di fronte all’uomo pio c’è il peccatore.

   

Considera perciò tutte le opere dell'Altissimo; due a due, una di fronte all'altra.

Sir 33,15

Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo: a due a due, una di fronte all’altra.

   

Io mi sono dedicato per ultimo allo studio, come un racimolatore dietro i vendemmiatori.

Sir 33,16

Anch’io, venuto per ultimo, mi sono tenuto desto, come uno che racimola dietro i vendemmiatori:

   

Con la benedizione del Signore ho raggiunto lo scopo, come un vendemmiatore ho riempito il tino.

Sir 33,17

con la benedizione del Signore sono giunto per primo, come un vendemmiatore ho riempito il tino.

   

Badate che non ho faticato solo per me, ma per quanti ricercano l'istruzione.

Sir 33,18

Badate che non ho faticato solo per me, ma per tutti quelli che ricercano l’istruzione.

   

Ascoltatemi, capi del popolo, e voi che dirigete le assemblee, fate attenzione.

Sir 33,19

Ascoltatemi, o grandi del popolo, e voi che dirigete le assemblee, fate attenzione.

   

Al figlio e alla moglie, al fratello e all'amico non dare un potere su di te finché sei in vita. Non dare ad altri le tue ricchezze, perché poi non ti penta e debba richiederle.

Sir 33,20

Al figlio e alla moglie, al fratello e all’amico non dare un potere su di te finché sei in vita. Non dare ad altri le tue ricchezze, perché poi non ti penta e debba richiederle.

   

Finché vivi e c'è respiro in te, non abbandonarti in potere di nessuno.

Sir 33,21

Finché vivi e in te c’è respiro, non abbandonarti al potere di nessuno.

   

È meglio che i figli ti preghino che non rivolgerti tu alle loro mani.

Sir 33,22

È meglio che i figli chiedano a te, piuttosto che tu debba volgere lo sguardo alle loro mani.

   

In tutte le azioni sii sempre superiore, non permettere che si offuschi la tua fama.

Sir 33,23

In tutte le tue opere mantieni la tua autorità e non macchiare la tua dignità.

   

Quando finiranno i giorni della tua vita, al momento della morte, assegna la tua eredità.

Sir 33,24

Quando finiranno i giorni della tua vita, al momento della morte, assegna la tua eredità.

   

Foraggio, bastone e pesi per l'asino; pane, castigo e lavoro per lo schiavo.

Sir 33,25

Foraggio, bastone e pesi per l’asino; pane, disciplina e lavoro per lo schiavo.

   

Fa' lavorare il tuo servo, e potrai trovare riposo, lasciagli libere le mani e cercherà la libertà.

Sir 33,26

Fa’ lavorare il tuo servo e starai in pace, lasciagli libere le mani e cercherà la libertà.

   

Giogo e redini piegano il collo; per lo schiavo cattivo torture e castighi.

Sir 33,27

Giogo e redini piegano il collo, per lo schiavo malvagio torture e castighi.

   

Fallo lavorare perché non stia in ozio, poiché l'ozio insegna molte cattiverie.

Sir 33,28

Mettilo a lavorare perché non stia in ozio,

   

 

Sir 33,29

perché l’ozio insegna molte cose cattive.

   

(33,29) Obbligalo al lavoro come gli conviene, e se non obbedisce, stringi i suoi ceppi.

Sir 33,30

Mettilo all’opera come gli conviene, e se non obbedisce, stringigli i ceppi. Ma non esagerare con nessuno e non fare nulla contro la giustizia.

   

(33,30) Non esagerare con nessuno; non fare nulla senza giustizia.

 

 

   

(33,31) Se hai uno schiavo, sia come te stesso, poiché l'hai acquistato con il sangue.

Sir 33,31

Se hai uno schiavo, sia come te stesso, perché l’hai acquistato a prezzo di sangue. Se hai uno schiavo, trattalo come un fratello, perché ne avrai bisogno come di te stesso.

   

(33,32) Se hai uno schiavo, trattalo come fratello, perché ne avrai bisogno come di te stesso,

 

 

   

(33,33) Se tu lo maltratti ed egli fuggirà, per quale strada andrai a ricercarlo?

Sir 33,32

Se tu lo maltratti ed egli fuggirà,

   

 

Sir 33,33

in quale strada andrai a ricercarlo?

   

Speranze vane e fallaci sono proprie dell'uomo insensato, i sogni danno le ali agli stolti.

Sir 34,1

Speranze vane e fallaci sono quelle dello stolto, e i sogni danno le ali a chi è privo di senno.

   

Come uno che afferra le ombre e insegue il vento, così chi si appoggia ai sogni.

Sir 34,2

Come uno che afferra le ombre e insegue il vento, così è per chi si appoggia sui sogni.

   

Questo dopo quello: tale la visione di sogni, di fronte a un volto l'immagine di un volto.

Sir 34,3

Una cosa di fronte all’altra: tale è la visione dei sogni, di fronte a un volto l’immagine di un volto.

   

Dall'impuro che cosa potrà uscire di puro? E dal falso che cosa potrà uscire di vero?

Sir 34,4

Dall’impuro che cosa potrà uscire di puro? E dal falso che cosa potrà uscire di vero?

   

Oracoli, auspici e sogni sono cose vane, come vaneggia la mente di una donna in doglie.

Sir 34,5

Oracoli, presagi e sogni sono cose fatue, come vaneggia la mente di una donna che ha le doglie.

   

Se non sono inviati dall'Altissimo in una sua visita, non permettere che se ne occupi la tua mente.

Sir 34,6

Se non sono una visione inviata dall’Altissimo, non permettere che se ne occupi la tua mente.

   

I sogni hanno indotto molti in errore, hanno deviato quanti avevano in essi sperato.

Sir 34,7

I sogni hanno indotto molti in errore, e andarono in rovina quelli che vi avevano sperato.

   

Senza menzogna si deve adempiere la legge, la sapienza in bocca verace è perfezione.

Sir 34,8

La legge deve compiersi senza inganno, e la sapienza è perfetta sulla bocca di chi è fedele.

   

Chi ha viaggiato conosce molte cose, chi ha molta esperienza parlerà con intelligenza.

Sir 34,9

Chi ha viaggiato conosce molte cose, chi ha molta esperienza parla con intelligenza.

   

Chi non ha avuto delle prove, poco conosce; chi ha viaggiato ha accresciuto l'accortezza.

Sir 34,10

Chi non ha avuto prove, poco conosce;

   

 

Sir 34,11

chi ha viaggiato ha una grande accortezza.

   

(34,11) Ho visto molte cose nei miei viaggi; il mio sapere è più che le mie parole.

Sir 34,12

Ho visto molte cose nei miei viaggi, il mio sapere è più che le mie parole.

   

(34,12) Spesso ho corso pericoli mortali; ma sono stato salvato grazie alla mia esperienza.

Sir 34,13

Spesso ho corso pericoli mortali, ma mi sono salvato grazie alla mia esperienza.

   

(34,13) Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà, perché la loro speranza è posta in colui che li salva.

Sir 34,14

Lo spirito di quelli che temono il Signore vivrà,

   

(34,14) Chi teme il Signore non ha paura di nulla, e non teme perché egli è la sua speranza.

Sir 34,15

perché la loro speranza è posta in colui che li salva.

   

 

Sir 34,16

Chi teme il Signore non ha paura di nulla e non si spaventa perché è lui la sua speranza.

   

(34,15) Beata l'anima di chi teme il Signore; a chi si appoggia? Chi è il suo sostegno?

Sir 34,17

Beato colui che teme il Signore.

   

 

Sir 34,18

A chi si appoggia? Chi è il suo sostegno?

   

(34,16) Gli occhi del Signore sono su coloro che lo amano, protezione potente e sostegno di forza, riparo dal vento infuocato e riparo dal sole meridiano, difesa contro gli ostacoli, soccorso nella caduta;

Sir 34,19

Gli occhi del Signore sono su quelli che lo amano; egli è protezione potente e sostegno vigoroso, riparo dal vento infuocato e dal sole meridiano, difesa contro gli ostacoli, soccorso nella caduta.

   

(34,17) solleva l'anima e illumina gli occhi, concede sanità, vita e benedizione.

Sir 34,20

Il Signore solleva l’anima e illumina gli occhi, concede guarigione, vita e benedizione.

   

(34,18) Sacrificare il frutto dell'ingiustizia è un'offerta da burla; i doni dei malvagi non sono graditi.

Sir 34,21

Sacrificare il frutto dell’ingiustizia è un’offerta da scherno

   

 

Sir 34,22

e i doni dei malvagi non sono graditi.

   

(34,19) L'Altissimo non gradisce le offerte degli empi, e per la moltitudine delle vittime non perdona i peccati.

Sir 34,23

L’Altissimo non gradisce le offerte degli empi né perdona i peccati secondo il numero delle vittime.

   

(34,20) Sacrifica un figlio davanti al proprio padre chi offre un sacrificio con i beni dei poveri.

Sir 34,24

Sacrifica un figlio davanti al proprio padre chi offre un sacrificio con i beni dei poveri.

   

(34,21) Il pane dei bisognosi è la vita dei poveri, toglierlo a loro è commettere un assassinio.

Sir 34,25

Il pane dei bisognosi è la vita dei poveri, colui che glielo toglie è un sanguinario.

   

(34,22) Uccide il prossimo chi gli toglie il nutrimento, versa sangue chi rifiuta il salario all'operaio.

Sir 34,26

Uccide il prossimo chi gli toglie il nutrimento,

   

 

Sir 34,27

versa sangue chi rifiuta il salario all’operaio.

   

(34,23) Uno edifica, l'altro abbatte: che vantaggio se ne ricava oltre la fatica?

Sir 34,28

Uno edifica e l’altro abbatte: che vantaggio ne ricavano, oltre la fatica?

   

(34,24) Uno prega, l'altro maledice: quale delle due voci ascolterà il Signore?

Sir 34,29

Uno prega e l’altro maledice: quale delle due voci ascolterà il Signore?

   

(34,25) Lavarsi dopo aver toccato un morto, poi toccarlo di nuovo: quale utilità c'è in simile abluzione?

Sir 34,30

Chi si purifica per un morto e lo tocca di nuovo, quale vantaggio ha nella sua abluzione?

   

(34,26) Così l'uomo che digiuna per i suoi peccati e poi va e li commette di nuovo. Chi ascolterà la sua supplica? Quale utilità c'è nella sua umiliazione?

Sir 34,31

Così l’uomo che digiuna per i suoi peccati e poi va e li commette di nuovo: chi ascolterà la sua supplica? Quale vantaggio ha nell’essersi umiliato?

   

Chi osserva la legge moltiplica le offerte; chi adempie i comandamenti offre un sacrificio di comunione.

Sir 35,1

Chi osserva la legge vale quanto molte offerte;

   

Chi serba riconoscenza offre fior di farina, chi pratica l'elemosina fa sacrifici di lode.

Sir 35,2

chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.

   

 

Sir 35,3

Chi ricambia un favore offre fior di farina,

   

 

Sir 35,4

chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode.

   

(35,3) Cosa gradita al Signore è astenersi dalla malvagità, sacrificio espiatorio è astenersi dall'ingiustizia.

Sir 35,5

Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità, sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall’ingiustizia.

   

(35,4) Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, tutto questo è richiesto dai comandamenti.

Sir 35,6

Non presentarti a mani vuote davanti al Signore,

   

 

Sir 35,7

perché tutto questo è comandato.

   

(35,5) L'offerta del giusto arricchisce l'altare, il suo profumo sale davanti all'Altissimo.

Sir 35,8

L’offerta del giusto arricchisce l’altare, il suo profumo sale davanti all’Altissimo.

   

(35,6) Il sacrificio dell'uomo giusto è gradito, il suo memoriale non sarà dimenticato.

Sir 35,9

Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito, il suo ricordo non sarà dimenticato.

   

(35,7) Glorifica il Signore con animo generoso, non essere avaro nelle primizie che offri.

Sir 35,10

Glorifica il Signore con occhio contento, non essere avaro nelle primizie delle tue mani.

   

(35,8) In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, consacra con gioia la decima.

Sir 35,11

In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, con gioia consacra la tua decima.

   

(35,9) Da' all'Altissimo in base al dono da lui ricevuto, da' di buon animo secondo la tua possibilità,

Sir 35,12

Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità,

   

(35,10) perché il Signore è uno che ripaga, e sette volte ti restituirà.

Sir 35,13

perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto.

   

(35,11) Non cercare di corromperlo con doni, non accetterà, non confidare su una vittima ingiusta,

Sir 35,14

Non corromperlo con doni, perché non li accetterà,

   

(35,12) perché il Signore è giudice e non v'è presso di lui preferenza di persone.

Sir 35,15

e non confidare in un sacrificio ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone.

   

(35,13) Non è parziale con nessuno contro il povero, anzi ascolta proprio la preghiera dell'oppresso.

Sir 35,16

Non è parziale a danno del povero e ascolta la preghiera dell’oppresso.

   

(35,14) Non trascura la supplica dell'orfano né la vedova, quando si sfoga nel lamento.

Sir 35,17

Non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento.

   

(35,15) Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare?

Sir 35,18

Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance

   

 

Sir 35,19

e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare?

   

(35,16) Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza, la sua preghiera giungerà fino alle nubi.

Sir 35,20

Chi la soccorre è accolto con benevolenza, la sua preghiera arriva fino alle nubi.

   

(35,17) La preghiera dell'umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta;

Sir 35,21

La preghiera del povero attraversa le nubi né si quieta finché non sia arrivata; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto

   

(35,18) non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità.

Sir 35,22

e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità. Il Signore certo non tarderà né si mostrerà paziente verso di loro, finché non abbia spezzato le reni agli spietati

   

(35,19) Il Signore non tarderà e non si mostrerà indulgente sul loro conto,

 

 

   

(35,20) finché non abbia spezzato le reni agli spietati e si sia vendicato delle nazioni;

 

 

   

(35,21) finché non abbia estirpato la moltitudine dei violenti e frantumato lo scettro degli ingiusti;

Sir 35,23

e si sia vendicato delle nazioni, finché non abbia estirpato la moltitudine dei violenti e frantumato lo scettro degli ingiusti,

   

(35,22) finché non abbia reso a ognuno secondo le sue azioni e vagliato le opere degli uomini secondo le loro intenzioni;

Sir 35,24

finché non abbia reso a ciascuno secondo il suo modo di agire e giudicato le opere degli uomini secondo le loro intenzioni,

   

(35,23) finché non abbia fatto giustizia al suo popolo e non lo abbia allietato con la sua misericordia.

Sir 35,25

finché non abbia fatto giustizia al suo popolo e lo abbia allietato con la sua misericordia.

   

(35,24) Bella è la misericordia al tempo dell'afflizione, come le nubi apportatrici di pioggia in tempo di siccità.

Sir 35,26

Splendida è la misericordia nel momento della tribolazione, come le nubi apportatrici di pioggia nel tempo della siccità.

   

Abbi pietà di noi, Signore Dio di tutto, e guarda, infondi il tuo timore su tutte le nazioni.

Sir 36,1

Abbi pietà di noi, Signore, Dio dell’universo, e guarda,

   

 

Sir 36,2

infondi il tuo timore su tutte le nazioni.

   

(36,2) Alza la tua mano sulle nazioni straniere, perché vedano la tua potenza.

Sir 36,3

Alza la tua mano sulle nazioni straniere, perché vedano la tua potenza.

   

(36,3) Come ai loro occhi ti sei mostrato santo in mezzo a noi, così ai nostri occhi mòstrati grande fra di loro.

Sir 36,4

Come davanti a loro ti sei mostrato santo in mezzo a noi, così davanti a noi móstrati grande fra di loro.

   

(36,4) Ti riconoscano, come noi abbiamo riconosciuto che non c'è un Dio fuori di te, Signore.

Sir 36,5

Ti riconoscano, come anche noi abbiamo riconosciuto che non c’è Dio al di fuori di te, o Signore.

   

(36,5) Rinnova i segni e compi altri prodigi, glorifica la tua mano e il tuo braccio destro.

Sir 36,6

Rinnova i segni e ripeti i prodigi,

   

 

Sir 36,7

glorifica la tua mano e il tuo braccio destro.

   

(36,6) Risveglia lo sdegno e riversa l'ira, distruggi l'avversario e abbatti il nemico.

Sir 36,8

Risveglia il tuo sdegno e riversa la tua ira,

   

 

Sir 36,9

distruggi l’avversario e abbatti il nemico.

   

(36,7) Affretta il tempo e ricòrdati del giuramento; si narrino le tue meraviglie.

Sir 36,10

Affretta il tempo e ricòrdati del giuramento, e si narrino le tue meraviglie.

   

(36,8) Sia consumato dall'ira del fuoco chi cerca scampo; gli avversari del tuo popolo vadano in perdizione.

Sir 36,11

Sia consumato dall’ira del fuoco chi è sopravvissuto e cadano in rovina quelli che maltrattano il tuo popolo.

   

(36,9) Schiaccia le teste dei capi nemici che dicono: "Non c'è nessuno fuori di noi".

Sir 36,12

Schiaccia le teste dei capi nemici che dicono: «Non c’è nessuno al di fuori di noi».

   

(36,10) Raduna tutte le tribù di Giacobbe, rendi loro il possesso come era al principio.

Sir 36,13

Raduna tutte le tribù di Giacobbe, rendi loro l’eredità come era al principio.

   

(36,11) Abbi pietà, Signore, del popolo chiamato con il tuo nome, di Israele che hai trattato come un primogenito.

Sir 36,14

Abbi pietà, Signore, del popolo chiamato con il tuo nome, d’Israele che hai reso simile a un primogenito.

   

(36,12) Abbi pietà della tua città santa, di Gerusalemme tua stabile dimora.

Sir 36,15

Abbi pietà della tua città santa, di Gerusalemme, luogo del tuo riposo.

   

(36,13) Riempi Sion della tua maestà il tuo popolo della tua gloria.

Sir 36,16

Riempi Sion della celebrazione delle tue imprese e il tuo popolo della tua gloria.

   

(36,14) Rendi testimonianza alle creature che sono tue fin dal principio, adempi le profezie fatte nel tuo nome.

Sir 36,17

Rendi testimonianza alle creature che sono tue fin dal principio, risveglia le profezie fatte nel tuo nome.

   

(36,15) Ricompensa coloro che sperano in te, i tuoi profeti siano degni di fede.

Sir 36,18

Ricompensa coloro che perseverano in te, i tuoi profeti siano trovati degni di fede. Ascolta, Signore, la preghiera dei tuoi servi,

   

(36,16) Ascolta, Signore, la preghiera dei tuoi servi, secondo la benedizione di Aronne sul tuo popolo.

Sir 36,19

secondo la benedizione di Aronne sul tuo popolo, e riconoscano tutti quelli che abitano sulla terra che tu sei il Signore, il Dio dei secoli.

   

(36,17) Sappiano quanti abitano sulla terra che tu sei il Signore, il Dio dei secoli.

 

 

   

(36,18) Il ventre consuma ogni cibo, eppure un cibo è preferibile a un altro.

Sir 36,20

Il ventre consuma ogni cibo, eppure un cibo è preferibile a un altro.

   

(36,19) Il palato distingue al gusto la selvaggina, così una mente assennata distingue i discorsi bugiardi.

Sir 36,21

Il palato distingue al gusto la selvaggina, così un cuore intelligente i discorsi bugiardi.

   

(36,20) Un cuore perverso causerà dolore, un uomo dalla molta esperienza saprà ripagarlo.

Sir 36,22

Un cuore perverso è causa di dolore, un uomo dalla molta esperienza lo ripaga.

   

(36,21) Una donna accetterà qualsiasi marito, ma una giovane è migliore di un'altra.

Sir 36,23

Una donna accetta qualsiasi marito, ma vi è una giovane che è migliore di un’altra.

   

(36,22) La bellezza di una donna allieta il volto; e sorpassa ogni desiderio dell'uomo;

Sir 36,24

La bellezza di una donna allieta il volto e sorpassa ogni desiderio dell’uomo.

   

(36,23) se vi è poi sulla sua lingua bontà e dolcezza, suo marito non è più uno dei comuni mortali.

Sir 36,25

Se sulla sua lingua vi è bontà e dolcezza, suo marito non è un comune mortale.

   

(36,24) Chi si procura una sposa, possiede il primo dei beni, un aiuto adatto a lui e una colonna d'appoggio.

Sir 36,26

Chi si procura una sposa, possiede il primo dei beni, un aiuto adatto a lui e una colonna d’appoggio.

   

(36,25) Dove non esiste siepe, la proprietà è saccheggiata, ove non c'è moglie, l'uomo geme randagio.

Sir 36,27

Dove non esiste siepe, la proprietà viene saccheggiata, dove non c’è donna, l’uomo geme randagio.

   

(36,26) Chi si fida di un ladro armato che corre di città in città?

Sir 36,28

Chi si fida di un agile ladro che corre di città in città? Così è per l’uomo che non ha un nido e che si corica là dove lo coglie la notte.

   

(36,27) Così dell'uomo che non ha un nido e che si corica là dove lo coglie la notte.

 

 

   

Ogni amico dice: "Anch'io ti sono amico", ma esiste l'amico che lo è solo di nome.

Sir 37,1

Ogni amico dice: «Anch’io sono amico», ma c’è chi è amico solo di nome.

   

Non è forse un dolore mortale un compagno e un amico trasformatosi in nemico?

Sir 37,2

Non è forse un dolore mortale un compagno e amico che diventa nemico?

   

O inclinazione malvagia, da dove sei balzata, per ricoprire la terra con la tua malizia?

Sir 37,3

O inclinazione al male, come ti sei insinuata per ricoprire la terra di inganni?

   

Il compagno si rallegra con l'amico nella felicità, ma al momento della disgrazia gli sarà ostile.

Sir 37,4

C’è chi si rallegra con l’amico quando tutto va bene, ma al momento della tribolazione gli è ostile.

   

Il compagno soffre con l'amico per ragioni di stomaco, ma di fronte al conflitto prenderà lo scudo.

Sir 37,5

C’è chi si affligge con l’amico per amore del proprio ventre, ma di fronte alla battaglia prende lo scudo.

   

Non ti dimenticare dell'amico dell'anima tua, non scordarti di lui nella tua prosperità.

Sir 37,6

Non dimenticarti dell’amico nell’animo tuo, non scordarti di lui nella tua prosperità.

   

Ogni consigliere suggerisce consigli, ma c'è chi consiglia a proprio vantaggio.

Sir 37,7

Ogni consigliere esalta il consiglio che dà, ma c’è chi consiglia a proprio vantaggio.

   

Guàrdati da un consigliere, infòrmati quali siano le sue necessità - egli nel consigliare penserà al suo interesse - perché non getti la sorte su di te

Sir 37,8

Guàrdati da chi vuole darti consiglio e prima infórmati quali siano le sue necessità: egli infatti darà consigli a suo vantaggio; perché non abbia a gettare un laccio su di te

   

e dica: "La tua via è buona", poi si terrà in disparte per vedere quanto ti accadrà.

Sir 37,9

e ti dica: «La tua via è buona», ma poi si tenga in disparte per vedere quel che ti succede.

   

Non consigliarti con chi ti guarda di sbieco, nascondi la tua intenzione a quanti ti invidiano.

Sir 37,10

Non consigliarti con chi ti guarda di sbieco e nascondi le tue intenzioni a quanti ti invidiano.

   

Non consigliarti con una donna sulla sua rivale, con un pauroso sulla guerra, con un mercante sul commercio, con un compratore sulla vendita, con un invidioso sulla riconoscenza, con uno spietato sulla bontà di cuore, con un pigro su un'iniziativa qualsiasi, con un mercenario annuale sul raccolto, con uno schiavo pigro su un gran lavoro; non dipendere da costoro per nessun consiglio.

Sir 37,11

Non consigliarti con una donna sulla sua rivale e con un pauroso sulla guerra, con un mercante sul commercio e con un compratore sulla vendita, con un invidioso sulla riconoscenza e con uno spietato sulla bontà di cuore, con un pigro su una iniziativa qualsiasi e con un salariato sul raccolto, con uno schiavo pigro su un lavoro importante. Non dipendere da costoro per nessun consiglio.

   

Invece frequenta spesso un uomo pio, che tu conosci come osservante dei comandamenti e la cui anima è come la tua anima; se tu inciampi, saprà compatirti.

Sir 37,12

Frequenta invece un uomo giusto, di cui sai che osserva i comandamenti e ha un animo simile al tuo, perché se tu cadi, egli saprà compatirti.

   

Segui il consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti sarà più fedele di lui.

Sir 37,13

Attieniti al consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti è più fedele.

   

La coscienza di un uomo talvolta suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare.

Sir 37,14

Infatti la coscienza di un uomo talvolta suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare.

   

Al di sopra di tutto questo prega l'Altissimo perché guidi la tua condotta secondo verità.

Sir 37,15

Per tutte queste cose invoca l’Altissimo, perché guidi la tua via secondo verità.

   

Principio di ogni opera è la ragione, prima di ogni azione è bene riflettere.

Sir 37,16

Principio di ogni opera è la parola, prima di ogni azione c’è la riflessione.

   

Radice dei pensieri è il cuore, queste quattro parti ne derivano:

Sir 37,17

Radice di ogni mutamento è il cuore,

   

bene e male, vita e morte, ma su tutto domina sempre la lingua.

Sir 37,18

da cui derivano quattro scelte: bene e male, vita e morte, ma su tutto domina sempre la lingua.

   

C'è l'uomo esperto maestro di molti, ma inutile per se stesso.

Sir 37,19

C’è l’esperto che insegna a molti, ma è inutile a se stesso.

   

C'è chi posa a saggio nei discorsi ed è odioso, a costui mancherà ogni nutrimento;

Sir 37,20

C’è chi posa a saggio nei discorsi ed è odioso, e finisce col mancare di ogni cibo;

   

non gli è stato concesso il favore del Signore, poiché è privo di ogni sapienza.

Sir 37,21

il Signore non gli ha concesso alcun favore, perché è privo di ogni sapienza.

   

C'è chi è saggio solo per se stesso, i frutti della sua scienza sono sicuri.

Sir 37,22

C’è chi è saggio solo per se stesso e i frutti della sua intelligenza si notano sul suo corpo.

   

Un uomo saggio istruisce il suo popolo, dei frutti della sua intelligenza ci si può fidare.

Sir 37,23

Un uomo saggio istruisce il suo popolo, i frutti della sua intelligenza sono degni di fede.

   

Un uomo saggio è colmato di benedizioni, quanti lo vedono lo proclamano beato.

Sir 37,24

Un uomo saggio è colmato di benedizioni, tutti quelli che lo vedono lo proclamano beato.

   

La vita dell'uomo ha i giorni contati; ma i giorni di Israele sono senza numero.

Sir 37,25

La vita dell’uomo ha i giorni contati, ma i giorni d’Israele sono senza numero.

   

Il saggio otterrà fiducia tra il suo popolo, il suo nome vivrà per sempre.

Sir 37,26

Il saggio ottiene fiducia tra il suo popolo, e il suo nome vivrà per sempre.

   

Figlio, nella tua vita prova te stesso, vedi quanto ti nuoce e non concedertelo.

Sir 37,27

Figlio, per tutta la tua vita esamina te stesso, vedi quello che ti nuoce e non concedertelo.

   

Difatti non tutto conviene a tutti e non tutti approvano ogni cosa.

Sir 37,28

Difatti non tutto conviene a tutti e non tutti approvano ogni cosa.

   

Non essere ingordo per qualsiasi ghiottoneria, non ti gettare sulle vivande,

Sir 37,29

Non essere ingordo per qualsiasi ghiottoneria e non ti gettare sulle vivande,

   

perché l'abuso dei cibi causa malattie, l'ingordigia provoca coliche.

Sir 37,30

perché l’abuso dei cibi causa malattie e l’ingordigia provoca le coliche.

   

Molti sono morti per ingordigia, chi si controlla vivrà a lungo.

Sir 37,31

Molti sono morti per ingordigia, chi invece si controlla vivrà a lungo.

   

Onora il medico come si deve secondo il bisogno, anch'egli è stato creato dal Signore.

Sir 38,1

Onora il medico per le sue prestazioni, perché il Signore ha creato anche lui.

   

Dall'Altissimo viene la guarigione, anche dal re egli riceve doni.

Sir 38,2

Dall’Altissimo infatti viene la guarigione, e anche dal re egli riceve doni.

   

La scienza del medico lo fa procedere a testa alta, egli è ammirato anche tra i grandi.

Sir 38,3

La scienza del medico lo fa procedere a testa alta, egli è ammirato anche tra i grandi.

   

Il Signore ha creato medicamenti dalla terra, l'uomo assennato non li disprezza.

Sir 38,4

Il Signore ha creato medicamenti dalla terra, l’uomo assennato non li disprezza.

   

L'acqua non fu forse resa dolce per mezzo di un legno, per rendere evidente la potenza di lui?

Sir 38,5

L’acqua non fu resa dolce per mezzo di un legno, per far conoscere la potenza di lui?

   

Dio ha dato agli uomini la scienza perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie.

Sir 38,6

Ed egli ha dato agli uomini la scienza perché fosse glorificato nelle sue meraviglie.

   

Con esse il medico cura ed elimina il dolore e il farmacista prepara le miscele.

Sir 38,7

Con esse il medico cura e toglie il dolore,

   

Non verranno meno le sue opere! Da lui proviene il benessere sulla terra.

Sir 38,8

con queste il farmacista prepara le misture. Certo non verranno meno le opere del Signore; da lui proviene il benessere sulla terra.

   

Figlio, non avvilirti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarirà.

Sir 38,9

Figlio, non trascurarti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarirà.

   

Purìficati, lavati le mani; monda il cuore da ogni peccato.

Sir 38,10

Allontana l’errore, regola le tue mani, purifica il cuore da ogni peccato.

   

Offri incenso e un memoriale di fior di farina e sacrifici pingui secondo le tue possibilità.

Sir 38,11

Offri l’incenso e un memoriale di fior di farina e sacrifici pingui secondo le tue possibilità.

   

Fa' poi passare il medico - il Signore ha creato anche lui - non stia lontano da te, poiché ne hai bisogno.

Sir 38,12

Poi ricorri pure al medico, perché il Signore ha creato anche lui: non stia lontano da te, poiché c’è bisogno di lui.

   

Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani.

Sir 38,13

Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani;

   

Anch'essi pregano il Signore perché li guidi felicemente ad alleviare la malattia e a risanarla, perché il malato ritorni alla vita.

Sir 38,14

anch’essi infatti pregano il Signore perché conceda loro di dare sollievo e guarigione per salvare la vita.

   

Chi pecca contro il proprio creatore cada nelle mani del medico.

Sir 38,15

Chi pecca contro il proprio creatore cada nelle mani del medico.

   

Figlio, versa lacrime sul morto, e come uno che soffre crudelmente inizia il lamento; poi seppelliscine il corpo secondo il suo rito e non trascurare la sua tomba.

Sir 38,16

Figlio, versa lacrime sul morto, e come uno che soffre profondamente inizia il lamento; poi seppelliscine il corpo secondo le sue volontà e non trascurare la sua tomba.

   

Piangi amaramente e alza il tuo lamento, il lutto sia proporzionato alla sua dignità, un giorno o due, per prevenire le dicerie, quindi consòlati del tuo dolore.

Sir 38,17

Piangi amaramente e alza il tuo caldo lamento, il lutto sia proporzionato alla sua dignità, un giorno o due per evitare maldicenze, poi consólati del tuo dolore.

   

Difatti il dolore precede la morte, il dolore del cuore logora la forza.

Sir 38,18

Infatti dal dolore esce la morte, il dolore del cuore logora la forza.

   

In una disgrazia resta a lungo il dolore, una vita di miseria è dura al cuore.

Sir 38,19

Nella disgrazia resta il dolore, una vita da povero è maledizione del cuore.

   

Non abbandonare il tuo cuore al dolore; scaccialo pensando alla tua fine.

Sir 38,20

Non abbandonare il tuo cuore al dolore, scaccialo ricordando la tua fine.

   

Non dimenticare: non ci sarà infatti ritorno; al morto non gioverai e farai del male a te stesso.

Sir 38,21

Non dimenticare che non c’è ritorno; a lui non gioverai e farai del male a te stesso.

   

Ricòrdati della mia sorte che sarà anche la tua: "Ieri a me e oggi a te".

Sir 38,22

Ricòrdati della mia sorte, che sarà anche la tua: ieri a me e oggi a te.

   

Nel riposo del morto lascia riposare anche il suo ricordo; consòlati di lui, ora che il suo spirito è partito.

Sir 38,23

Nel riposo del morto lascia riposare anche il suo ricordo; consólati di lui, ora che il suo spirito è partito.

   

La sapienza dello scriba si deve alle sue ore di quiete; chi ha poca attività diventerà saggio.

Sir 38,24

La sapienza dello scriba sta nel piacere del tempo libero, chi si dedica poco all’attività pratica diventerà saggio.

   

Come potrà divenir saggio chi maneggia l'aratro e si vanta di brandire un pungolo? Spinge innanzi i buoi e si occupa del loro lavoro e parla solo di vitelli?

Sir 38,25

Come potrà divenire saggio chi maneggia l’aratro e si vanta di brandire un pungolo, spinge innanzi i buoi e si occupa del loro lavoro e parla solo di vitelli?

   

Pone la sua mente a tracciare solchi, non dorme per dare il foraggio alle giovenche.

Sir 38,26

Dedica il suo cuore a tracciare solchi e non dorme per dare il foraggio alle giovenche.

   

Così ogni artigiano e ogni artista che passa la notte come il giorno: quelli che incidono incisioni per sigilli e con pazienza cercano di variare l'intaglio; pongono mente a ritrarre bene il disegno e stanno svegli per terminare il lavoro.

Sir 38,27

Così ogni artigiano e costruttore che passa la notte come il giorno: quelli che incidono immagini per sigilli e con pazienza cercano di variare le figure, dedicano il cuore a riprodurre bene il disegno e stanno svegli per terminare il lavoro.

   

Così il fabbro siede davanti all'incudine ed è intento ai lavori del ferro: la vampa del fuoco gli strugge le carni, e col calore del fornello deve lottare; il rumore del martello gli assorda gli orecchi, i suoi occhi sono fissi al modello dell'oggetto, è tutto preoccupato per finire il suo lavoro, sta sveglio per rifinirlo alla perfezione.

Sir 38,28

Così il fabbro che siede vicino all’incudine ed è intento al lavoro del ferro: la vampa del fuoco gli strugge le carni, e col calore della fornace deve lottare; il rumore del martello gli assorda gli orecchi, i suoi occhi sono fissi sul modello di un oggetto, dedica il suo cuore a finire il lavoro e sta sveglio per rifinirlo alla perfezione.

   

Così il vasaio seduto al suo lavoro gira con i piedi la ruota, è sempre in ansia per il suo lavoro; tutti i suoi gesti sono calcolati.

Sir 38,29

Così il vasaio che è seduto al suo lavoro e con i suoi piedi gira la ruota, è sempre in ansia per il suo lavoro, si affatica a produrre in gran quantità.

   

Con il braccio imprime una forma all'argilla, mentre con i piedi ne piega la resistenza; è preoccupato per una verniciatura perfetta, sta sveglio per pulire il fornello.

Sir 38,30

Con il braccio imprime una forma all’argilla, mentre con i piedi ne piega la resistenza; dedica il suo cuore a una verniciatura perfetta e sta sveglio per pulire la fornace.

   

Tutti costoro hanno fiducia nelle proprie mani; ognuno è esperto nel proprio mestiere.

Sir 38,31

Tutti costoro confidano nelle proprie mani, e ognuno è abile nel proprio mestiere.

   

Senza di loro sarebbe impossibile costruire una città; gli uomini non potrebbero né abitarvi né circolare.

Sir 38,32

Senza di loro non si costruisce una città, nessuno potrebbe soggiornarvi o circolarvi. Ma essi non sono ricercati per il consiglio del popolo,

   

Ma essi non sono ricercati nel consiglio del popolo, nell'assemblea non hanno un posto speciale, non siedono sul seggio del giudice, non conoscono le disposizioni del giudizio.

Sir 38,33

nell’assemblea non hanno un posto speciale, non siedono sul seggio del giudice e non conoscono le disposizioni della legge. Non fanno brillare né l’istruzione né il diritto, non compaiono tra gli autori di proverbi,

   

Non fanno brillare né l'istruzione né il diritto, non compaiono tra gli autori di proverbi; ma sostengono le cose materiali, e la loro preghiera riguarda i lavori del mestiere.

Sir 38,34

ma essi consolidano la costruzione del mondo, e il mestiere che fanno è la loro preghiera. Differente è il caso di chi si applica a meditare la legge dell’Altissimo.

   

Differente è il caso di chi si applica e medita la legge dell'Altissimo. Egli indaga la sapienza di tutti gli antichi, si dedica allo studio delle profezie.

Sir 39,1

Egli ricerca la sapienza di tutti gli antichi e si dedica allo studio delle profezie.

   

Conserva i detti degli uomini famosi, penetra le sottigliezze delle parabole,

Sir 39,2

Conserva i detti degli uomini famosi e penetra le sottigliezze delle parabole,

   

indaga il senso recondito dei proverbi e s'occupa degli enigmi delle parabole.

Sir 39,3

ricerca il senso recondito dei proverbi e si occupa degli enigmi delle parabole.

   

Svolge il suo compito fra i grandi, è presente alle riunioni dei capi, viaggia fra genti straniere, investigando il bene e il male in mezzo agli uomini.

Sir 39,4

Svolge il suo compito fra i grandi, lo si vede tra i capi, viaggia in terre di popoli stranieri, sperimentando il bene e il male in mezzo agli uomini.

   

Di buon mattino rivolge il cuore al Signore, che lo ha creato, prega davanti all'Altissimo, apre la bocca alla preghiera, implora per i suoi peccati.

Sir 39,5

Gli sta a cuore alzarsi di buon mattino per il Signore, che lo ha creato; davanti all’Altissimo fa la sua supplica, apre la sua bocca alla preghiera e implora per i suoi peccati.

   

Se questa è la volontà del Signore grande, egli sarà ricolmato di spirito di intelligenza, come pioggia effonderà parole di sapienza, nella preghiera renderà lode al Signore.

Sir 39,6

Se il Signore, che è grande, vorrà, egli sarà ricolmato di spirito d’intelligenza: come pioggia effonderà le parole della sua sapienza e nella preghiera renderà lode al Signore.

   

Egli dirigerà il suo consiglio e la sua scienza, mediterà sui misteri di Dio.

Sir 39,7

Saprà orientare il suo consiglio e la sua scienza e riflettere sui segreti di Dio.

   

Farà brillare la dottrina del suo insegnamento, si vanterà della legge dell'alleanza del Signore.

Sir 39,8

Manifesterà la dottrina del suo insegnamento, si vanterà della legge dell’alleanza del Signore.

   

Molti loderanno la sua intelligenza, egli non sarà mai dimenticato, non scomparirà il suo ricordo, il suo nome vivrà di generazione in generazione.

Sir 39,9

Molti loderanno la sua intelligenza, egli non sarà mai dimenticato; non scomparirà il suo ricordo, il suo nome vivrà di generazione in generazione.

   

I popoli parleranno della sua sapienza, l'assemblea proclamerà le sue lodi.

Sir 39,10

I popoli parleranno della sua sapienza, l’assemblea proclamerà la sua lode.

   

Finché vive, lascerà un nome più noto di mille, quando muore, avrà già fatto abbastanza per sé.

Sir 39,11

Se vivrà a lungo, lascerà un nome più famoso di mille altri e quando morrà, avrà già fatto abbastanza per sé.

   

Esporrò ancora le mie riflessioni, ne sono pieno come la luna a metà mese.

Sir 39,12

Dopo aver riflettuto, parlerò ancora, sono pieno come la luna nel plenilunio.

   

Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una pianta di rose su un torrente.

Sir 39,13

Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una rosa che germoglia presso un torrente.

   

Come incenso spandete un buon profumo, fate fiorire fiori come il giglio, spargete profumo e intonate un canto di lode; benedite il Signore per tutte le opere sue.

Sir 39,14

Come incenso spargete buon profumo, fate sbocciare fiori come il giglio, alzate la voce e cantate insieme, benedite il Signore per tutte le sue opere.

   

Magnificate il suo nome; proclamate le sue lodi con i vostri canti e le vostre cetre; così direte nella vostra lode:

Sir 39,15

Magnificate il suo nome e proclamate la sua lode, con i canti delle labbra e con le cetre, e nella vostra acclamazione dite così:

   

"Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore! Ogni sua disposizione avrà luogo a suo tempo!". Non c'è da dire: "Che è questo? Perché quello?". Tutte le cose saranno indagate a suo tempo.

Sir 39,16

Quanto sono belle tutte le opere del Signore! Ogni suo ordine si compirà a suo tempo!

   

Alla sua parola l'acqua si ferma come un cumulo, a un suo detto si aprono i serbatoi delle acque.

Sir 39,17

Non bisogna dire: «Che cos’è questo? Perché quello?». Tutto infatti sarà esaminato a suo tempo. Alla sua parola l’acqua si arresta come una massa, a un detto della sua bocca si aprono i serbatoi delle acque.

   

A un suo comando si realizza quanto egli vuole; nessuno può ostacolare il suo aiuto.

Sir 39,18

A un suo comando si realizza quanto egli vuole, e nessuno potrà sminuire la sua opera di salvezza.

   

Ogni azione umana è davanti a lui, non è possibile nascondersi ai suoi occhi.

Sir 39,19

Le opere di ogni uomo sono davanti a lui, non è possibile nascondersi ai suoi occhi;

   

Il suo sguardo passa da un'eternità all'altra, nulla è straordinario davanti a lui.

Sir 39,20

egli guarda da un’eternità all’altra, nulla è straordinario davanti a lui.

   

Non c'è da dire: "Che è questo? Perché quello?" poiché tutte le cose sono state create per un fine.

Sir 39,21

Non bisogna dire: «Che cos’è questo? Perché quello?». Tutto infatti è stato creato con uno scopo preciso.

   

La sua benedizione si diffonde come un fiume e irriga come un'inondazione la terra.

Sir 39,22

La sua benedizione si diffonde come un fiume e come un diluvio inebria la terra.

   

Così le genti sperimenteranno la sua ira, come trasformò le acque in deserto salato.

Sir 39,23

Così i popoli erediteranno la sua ira, come trasformò le acque in deserto salato.

   

Le sue vie sono diritte per i santi, ma per gli empi piene di inciampi.

Sir 39,24

Le sue vie sono diritte per i santi, ma per gli empi sono piene d’inciampi.

   

I beni per i buoni furon creati sin da principio, ma anche i mali per i peccatori.

Sir 39,25

Per i buoni i beni furono creati sin da principio, allo stesso modo i mali per i peccatori.

   

Le cose di prima necessità per la vita dell'uomo sono: acqua, fuoco, ferro, sale, farina di frumento, latte, miele, succo di uva, olio e vestito.

Sir 39,26

Le cose di prima necessità per la vita dell’uomo sono: acqua, fuoco, ferro, sale, farina di frumento, latte, miele, succo di uva, olio e vestito.

   

Tutte queste cose per i pii sono beni, ma per i peccatori diventano mali.

Sir 39,27

Tutte queste cose sono un bene per i buoni, allo stesso modo si volgono in male per i peccatori.

   

Ci sono venti creati per castigo, e nella loro furia rafforzano i loro flagelli; quando verrà la fine, scateneranno violenza, e placheranno lo sdegno del loro creatore.

Sir 39,28

Ci sono venti creati per castigare e nella loro furia rafforzano i loro flagelli; quando verrà la fine, scateneranno violenza e placheranno lo sdegno del loro creatore.

   

Fuoco, grandine, fame e morte son tutte cose create per il castigo.

Sir 39,29

Fuoco, grandine, fame e morte sono tutte cose create per il castigo.

   

Denti delle fiere, scorpioni e vipere, e spade vendicatrici sono per la rovina degli empi.

Sir 39,30

Denti delle fiere, scorpioni, vipere e spade vendicatrici sono per la rovina degli empi.

   

Esulteranno al comando divino; sono pronte sulla terra per tutti i bisogni. A tempo opportuno non trasgrediranno la parola.

Sir 39,31

Si rallegrano quando lui li comanda, stanno pronti sulla terra secondo il bisogno e al momento opportuno non trasgrediscono la sua parola.

   

Per questo ero convinto fin dal principio, vi ho riflettuto e l'ho messo per iscritto:

Sir 39,32

Di questo ero convinto fin dal principio, vi ho riflettuto e l’ho messo per iscritto:

   

"Tutte le opere del Signore sono buone; egli provvederà tutto a suo tempo".

Sir 39,33

«Le opere del Signore sono tutte buone; egli provvederà a ogni necessità a suo tempo».

   

Non c'è da dire: "Questo è peggiore di quello", a suo tempo ogni cosa sarà riconosciuta buona.

Sir 39,34

Non bisogna dire: «Questo è peggiore di quello». Tutto infatti al tempo giusto sarà riconosciuto buono.

   

Ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca e benedite il nome del Signore.

Sir 39,35

E ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca, e benedite il nome del Signore.

   

Una sorte penosa è disposta per ogni uomo, un giogo pesante grava sui figli di Adamo, dal giorno della loro nascita dal grembo materno al giorno del loro ritorno alla madre comune.

Sir 40,1

Grandi pene sono destinate a ogni uomo e un giogo pesante sta sui figli di Adamo, dal giorno della loro uscita dal grembo materno fino al giorno del ritorno alla madre di tutti.

   

Materia alle loro riflessioni e ansietà per il loro cuore offrono il pensiero di ciò che li attende e il giorno della fine.

Sir 40,2

Il pensiero dell’attesa e il giorno della fine provocano le loro riflessioni e il timore del cuore.

   

Da chi siede su un trono glorioso fino al misero che giace sulla terra e sulla cenere;

Sir 40,3

Da chi siede su un trono glorioso fino a chi è umiliato su terra e su cenere,

   

da chi indossa porpora e corona fino a chi è ricoperto di panno grossolano, non c'è che sdegno, invidia, spavento, agitazione, paura della morte, contese e liti.

Sir 40,4

da chi indossa porpora e corona fino a chi è ricoperto di panno grossolano,

   

Durante il riposo nel letto il sogno notturno turba le sue cognizioni.

Sir 40,5

non c’è che sdegno, invidia, spavento, agitazione, paura della morte, contese e liti. Anche durante il riposo nel letto il sogno notturno turba i suoi pensieri:

   

Per un poco, un istante, riposa; quindi nel sonno, come in un giorno di guardia, è sconvolto dai fantasmi del suo cuore, come chi è scampato da una battaglia.

Sir 40,6

per un poco, come niente, sta nel riposo e subito nel sonno si affatica come di giorno, è sconvolto dalla visione del suo cuore, come chi è scampato da una battaglia.

   

Mentre sta per mettersi in salvo si sveglia, meravigliandosi dell'irreale timore.

Sir 40,7

Al momento di mettersi in salvo si sveglia, meravigliandosi dell’irreale timore.

   

È sorte di ogni essere vivente, dall'uomo alla bestia, ma per i peccatori sette volte tanto:

Sir 40,8

Così è per ogni essere vivente, dall’uomo alla bestia, ma per i peccatori sette volte tanto:

   

morte, sangue, contese, spada, disgrazie, fame, calamità, flagelli.

Sir 40,9

morte, sangue, contese, spada, disgrazie, fame, calamità, flagelli.

   

Questi mali sono stati creati per i malvagi, per loro causa si ebbe anche il diluvio.

Sir 40,10

Questi mali sono stati creati per gli empi, per loro causa venne anche il diluvio.

   

Quanto è dalla terra alla terra ritorna; quanto è dalle acque rifluisce nel mare.

Sir 40,11

Tutto quello che proviene dalla terra alla terra ritorna, quanto viene dalle acque rifluisce nel mare.

   

Ogni regalo per corrompere e l'ingiustizia spariranno, mentre la lealtà resterà sempre.

Sir 40,12

Ogni corruzione e ogni ingiustizia sparirà, ma la fedeltà resterà per sempre.

   

Le ricchezze degli ingiusti si seccheranno come un torrente, come un grande tuono rimbomba via durante la pioggia.

Sir 40,13

Le ricchezze degli ingiusti si prosciugheranno come un torrente, si disperderanno come tuono che echeggia durante l’uragano.

   

Come l'ingiusto aprendo le mani si rallegrerà, così i trasgressori cadranno in rovina.

Sir 40,14

Se gli ingiusti dovranno alzare le mani, ci si rallegrerà, così i trasgressori cadranno in rovina.

   

La stirpe degli empi non aumenterà i suoi rami, le radici impure saranno sopra una pietra dura.

Sir 40,15

La stirpe degli empi non moltiplica i suoi rami, le radici impure sono sopra una pietra dura.

   

Il giunco su ogni corso d'acqua e sugli argini di un fiume sarà tagliato prima di ogni altra erba.

Sir 40,16

Il giunco su ogni corso d’acqua o sugli argini di un fiume viene tagliato prima di ogni altra erba.

   

La bontà è come un giardino di benedizioni, la misericordia dura sempre.

Sir 40,17

Un atto di bontà è come un giardino di benedizioni, l’elemosina dura per sempre.

   

La vita di chi basta a se stesso e del lavoratore sarà dolce, ma più ancora lo sarà per chi trova un tesoro.

Sir 40,18

La vita di chi basta a se stesso e del lavoratore è dolce, ma più ancora lo è per chi trova un tesoro.

   

I figli e la fondazione di una città assicurano un nome, ma più ancora sarà stimata una donna senza macchia.

Sir 40,19

I figli e la fondazione di una città consolidano un nome, ma più ancora è apprezzata una donna irreprensibile.

   

Vino e musica rallegrano il cuore, ma più ancora lo rallegra l'amore della sapienza.

Sir 40,20

Vino e musica rallegrano il cuore, ma più ancora l’amore della sapienza.

   

Il flauto e l'arpa rendono piacevole il canto, ma più ancora di essi una voce soave.

Sir 40,21

Il flauto e l’arpa rendono piacevole il canto, ma più ancora una voce soave.

   

L'occhio desidera grazia e bellezza, ma più ancora di esse il verde dei campi.

Sir 40,22

L’occhio desidera grazia e bellezza, ma più ancora il verde dei campi.

   

Il compagno e l'amico si incontrano a tempo opportuno, ma più ancora di essi moglie e marito.

Sir 40,23

Il compagno e l’amico s’incontrano a tempo opportuno, ma più ancora moglie e marito.

   

I fratelli e un aiuto servono nell'afflizione, ma più ancora salverà la carità.

Sir 40,24

Fratelli e soccorritori aiutano nella tribolazione, ma più ancora l’elemosina.

   

Oro e argento rendono sicuro il piede, ma ancora di più si apprezza un consiglio.

Sir 40,25

Oro e argento rendono sicuro il piede, ma più ancora è stimato un consiglio.

   

Ricchezze e potenza sollevano il cuore, ma più ancora di esse il timore del Signore. Con il timore del Signore non manca nulla; con esso non c'è bisogno di cercare aiuto.

Sir 40,26

Ricchezze e potenza sollevano il cuore, ma più ancora il timore del Signore. Con il timore del Signore non manca nulla, con esso non c’è bisogno di cercare un altro aiuto.

   

Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni; la sua protezione vale più di qualsiasi altra gloria.

Sir 40,27

Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni e protegge più di qualsiasi gloria.

   

Figlio, non vivere da mendicante. È meglio morire che mendicare.

Sir 40,28

Figlio, non vivere una vita da mendicante: è meglio morire piuttosto che mendicare.

   

Un uomo che guarda alla tavola altrui ha una vita che non si può chiamar tale. Si contaminerà con cibi stranieri; l'uomo sapiente ed educato se ne guarderà.

Sir 40,29

Un uomo che guarda alla tavola altrui ha una vita che non si può chiamare tale; si contaminerà con cibi estranei, l’uomo sapiente ed educato se ne guarderà.

   

Nella bocca sarà dolce il mendicare per un impudente, ma nel suo ventre brucerà come fuoco.

Sir 40,30

Il mendicare è dolce nella bocca dello sfrontato, ma dentro di lui c’è un fuoco che brucia.

   

O morte, come è amaro il tuo pensiero per l'uomo che vive sereno nella sua agiatezza, per l'uomo senza assilli e fortunato in tutto, ancora in grado di gustare il cibo!

Sir 41,1

O morte, com’è amaro il tuo ricordo per l’uomo che vive sereno nella sua agiatezza, per l’uomo senza assilli e fortunato in tutto e ancora in forze per provare il piacere.

   

O morte, è gradita la tua sentenza all'uomo indigente e privo di forze, vecchio decrepito e preoccupato di tutto, al ribelle che ha perduto la pazienza!

Sir 41,2

O morte, è gradita la tua sentenza all’uomo indigente e privo di forze, al vecchio decrepito e preoccupato di tutto, a colui che è indocile e ha perduto ogni speranza.

   

Non temere la sentenza della morte, ricòrdati dei tuoi predecessori e successori.

Sir 41,3

Non temere la sentenza della morte, ricòrdati di chi ti ha preceduto e di chi ti seguirà.

   

Questo è il decreto del Signore per ogni uomo; perché ribellarsi al volere dell'Altissimo? Siano dieci, cento, mille anni; negli inferi non ci sono recriminazioni sulla vita.

Sir 41,4

Questo è il decreto del Signore per ogni uomo; perché ribellarsi al volere dell’Altissimo? Siano dieci, cento, mille anni: negli inferi non ci sono recriminazioni sulla vita.

   

Figli abominevoli sono i figli dei peccatori, una stirpe empia è nella dimora dei malvagi.

Sir 41,5

Figli d’infamia sono i figli dei peccatori, frequentano le case degli empi.

   

L'eredità dei figli dei peccatori andrà in rovina, con la loro discendenza continuerà il disonore.

Sir 41,6

L’eredità dei figli dei peccatori andrà in rovina, con la loro discendenza continuerà il disonore.

   

Contro un padre empio imprecano i figli, perché sono disprezzati a causa sua.

Sir 41,7

Contro un padre empio imprecano i figli, perché a causa sua sono disonorati.

   

Guai a voi, uomini empi, che avete abbandonato la legge di Dio altissimo!

Sir 41,8

Guai a voi, uomini empi, che avete abbandonato la legge dell’Altissimo!

   

Quando nascete, nascete per la maledizione; quando morite, erediterete la maledizione.

Sir 41,9

Se vi moltiplicate, è per la rovina, se nascete, nascete per la maledizione, e se morite, la maledizione sarà la vostra sorte.

   

Quanto è dalla terra ritornerà alla terra, così gli empi dalla maledizione alla distruzione.

Sir 41,10

Quanto è dalla terra alla terra ritornerà, così gli empi passano dalla maledizione alla rovina.

   

Il lutto degli uomini riguarda i loro cadaveri, il nome non buono dei peccatori sarà cancellato.

Sir 41,11

Il lutto degli uomini riguarda i loro corpi, la cattiva fama dei peccatori sarà cancellata.

   

Abbi cura del nome, perché esso ti resterà più di mille grandi tesori d'oro.

Sir 41,12

Abbi cura del tuo nome, perché esso sopravviverà a te più di mille grandi tesori d’oro.

   

I giorni di una vita felice sono contati, ma un buon nome dura sempre.

Sir 41,13

I giorni di una vita felice sono contati, ma il buon nome dura per sempre.

   

Figli, custodite l'istruzione in pace; ma sapienza nascosta e tesoro invisibile, l'una e l'altro a che servono?

Sir 41,14

Figli, custodite l’istruzione in pace; ma sapienza nascosta e tesoro invisibile, a che cosa servono entrambi?

   

Meglio chi nasconde la sua stoltezza di chi nasconde la sua sapienza.

Sir 41,15

Meglio l’uomo che nasconde la sua stoltezza di quello che nasconde la sua sapienza.

   

Pertanto provate vergogna in vista della mia parola, perché non è bene arrossire per qualsiasi vergogna; non tutti stimano secondo verità tutte le cose.

Sir 41,16

Perciò provate vergogna per le cose che qui di seguito vi indico: non è bene infatti vergognarsi di qualsiasi cosa, come non si può approvare sempre tutto.

   

Vergognatevi della prostituzione davanti al padre e alla madre della menzogna davanti a un capo e a un potente,

Sir 41,17

Vergognatevi della prostituzione davanti al padre e alla madre, della menzogna davanti al capo e al potente,

   

del delitto davanti a un giudice e a un magistrato, dell'empietà davanti all'assemblea del popolo,

Sir 41,18

del delitto davanti al giudice e al magistrato, dell’empietà davanti all’assemblea e al popolo, dell’ingiustizia davanti al compagno e all’amico,

   

della slealtà davanti al compagno e all'amico, del furto nell'ambiente in cui ti trovi,

Sir 41,19

del furto davanti all’ambiente dove abiti, di Dio, che è veritiero, e dell’alleanza, di piegare i gomiti sopra i pani, a tavola, di essere scortese quando ricevi e quando dai,

   

(41,20) di venir meno al giuramento e all'alleanza, di piegare i gomiti sul pane,

 

 

   

(41,21) del disprezzo di ciò che prendi o che ti è dato, di non rispondere a quanti salutano,

 

 

   

(41,22) dello sguardo su una donna scostumata, del rifiuto fatto a un parente,

Sir 41,20

di non rispondere a quanti salutano, dello sguardo su una donna scostumata,

   

(41,23) dell'appropriazione di eredità o donazione, del desiderio per una donna sposata,

Sir 41,21

del rifiuto fatto a un parente, dell’appropriazione di eredità o donazione, del desiderio per una donna sposata,

   

(41,24) della relazione con la sua schiava, - non accostarti al suo letto -

Sir 41,22

della relazione con la sua schiava – non accostarti al suo letto –, di dire parole ingiuriose davanti agli amici e, dopo aver donato, di rinfacciare un regalo,

   

(41,25) delle parole ingiuriose davanti agli amici - dopo aver donato, non offendere -

 

 

   

(41,26) della ripetizione di quanto hai udito e della rivelazione di notizie segrete.

Sir 42,1

di ripetere quanto hai udito e di rivelare parole segrete. Allora saprai veramente che cos’è la vergogna e incontrerai favore presso ogni uomo. Delle cose seguenti non ti vergognare e non peccare per rispetto umano:

   

(41,27) Allora sarai veramente pudico e troverai grazia presso chiunque.

 

 

   

(42,1) Non ti vergognare delle cose seguenti e non peccare per rispetto umano:

 

 

   

della legge dell'Altissimo né dell'alleanza, della sentenza per assolvere l'empio,

Sir 42,2

della legge dell’Altissimo e dell’alleanza, della sentenza che giustifica l’empio,

   

dei conti con il socio e con i compagni di viaggio, del dono di un'eredità agli amici,

Sir 42,3

dei conti con il socio e con i compagni di viaggio, di dare agli altri l’eredità che spetta loro,

   

dell'esattezza della bilancia e dei pesi, dell'acquisto di molte o poche cose,

Sir 42,4

dell’esattezza della bilancia e dei pesi, di fare acquisti, grandi o piccoli che siano,

   

della contrattazione sul prezzo con i commercianti, della frequente correzione dei figli e del far sanguinare i fianchi di uno schiavo pigro.

Sir 42,5

della contrattazione sul prezzo dei commercianti, della frequente correzione dei figli e di far sanguinare i fianchi di uno schiavo pigro.

   

Con una moglie malvagia è opportuno il sigillo, dove ci sono troppe mani usa la chiave.

Sir 42,6

Con una moglie malvagia è opportuno il sigillo, dove ci sono troppe mani usa la chiave.

   

Qualunque cosa depositi, contala e pesala; il dare e l'avere sia tutto per iscritto.

Sir 42,7

Qualunque cosa depositi, contala e pesala, il dare e l’avere sia tutto per iscritto.

   

Non vergognarti di correggere l'insensato e lo stolto e il vecchio decrepito che disputa con i giovani; sarai così veramente assennato e approvato da ogni vivente.

Sir 42,8

Non vergognarti di correggere l’insensato e lo stolto e il vecchio molto avanti negli anni accusato di fornicazione; così sarai veramente assennato e approvato da ogni vivente.

   

Una figlia è per il padre un'inquietudine segreta, la preoccupazione per lei allontana il sonno: nella sua giovinezza, perché non sfiorisca, una volta accasata, perché non sia ripudiata.

Sir 42,9

Per il padre una figlia è un’inquietudine segreta, il pensiero di lei allontana il sonno: nella sua giovinezza, perché non sfiorisca, una volta accasata, perché non sia ripudiata,

   

Finché è ragazza, si teme che sia sedotta e che resti incinta nella casa paterna; quando è con un marito, che cada in colpa, quando è accasata, che sia sterile.

Sir 42,10

finché è vergine, perché non sia sedotta e resti incinta nella casa paterna, quando è maritata, perché non cada in colpa, quando è accasata, perché non sia sterile.

   

Su una figlia indocile rafforza la vigilanza, perché non ti renda scherno dei nemici, oggetto di chiacchiere in città e favola della gente, sì da farti vergognare davanti a tutti.

Sir 42,11

Su una figlia ribelle rafforza la vigilanza, perché non ti renda scherno dei nemici, motivo di chiacchiere in città e di rimprovero fra la gente, così da farti vergognare davanti a tutti.

   

Non mostri la sua bellezza a qualsiasi uomo, non segga a ciarlare insieme con le altre donne,

Sir 42,12

Non considerare nessuno solo per la sua bellezza e non sederti insieme con le donne,

   

perché dagli abiti esce fuori la tignola e dalla donna malizia di donna.

Sir 42,13

perché dagli abiti esce fuori la tignola e dalla donna malizia di donna.

   

Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno.

Sir 42,14

Meglio la cattiveria di un uomo che la compiacenza di una donna, una donna impudente è un obbrobrio.

   

Ricorderò ora le opere del Signore e descriverò quanto ho visto. Con le parole del Signore sono state create le sue opere.

Sir 42,15

Ricorderò ora le opere del Signore e descriverò quello che ho visto. Per le parole del Signore sussistono le sue opere, e il suo giudizio si compie secondo il suo volere.

   

Il sole con il suo splendore illumina tutto, della gloria del Signore è piena la sua opera.

Sir 42,16

Il sole che risplende vede tutto, della gloria del Signore sono piene le sue opere.

   

Neppure i santi del Signore sono in grado di narrare tutte le sue meraviglie, ciò che il Signore onnipotente ha stabilito perché l'universo stesse saldo a sua gloria.

Sir 42,17

Neppure ai santi del Signore è dato di narrare tutte le sue meraviglie, che il Signore, l’Onnipotente, ha stabilito perché l’universo stesse saldo nella sua gloria.

   

Egli scruta l'abisso e il cuore e penetra tutti i loro segreti. L'Altissimo conosce tutta la scienza e osserva i segni dei tempi,

Sir 42,18

Egli scruta l’abisso e il cuore, e penetra tutti i loro segreti. L’Altissimo conosce tutta la scienza e osserva i segni dei tempi,

   

annunziando le cose passate e future e svelando le tracce di quelle nascoste.

Sir 42,19

annunciando le cose passate e future e svelando le tracce di quelle nascoste.

   

Nessun pensiero gli sfugge, neppure una parola gli è nascosta.

Sir 42,20

Nessun pensiero gli sfugge, neppure una parola gli è nascosta.

   

Ha ordinato le meraviglie della sua sapienza, poiché egli è da sempre e per sempre. Nulla può essergli aggiunto e nulla tolto, non ha bisogno di alcun consigliere.

Sir 42,21

Ha disposto con ordine le meraviglie della sua sapienza, egli solo è da sempre e per sempre: nulla gli è aggiunto e nulla gli è tolto, non ha bisogno di alcun consigliere.

   

Quanto sono amabili tutte le sue opere! E appena una scintilla se ne può osservare.

Sir 42,22

Quanto sono amabili tutte le sue opere! E appena una scintilla se ne può osservare.

   

Tutte queste cose vivono e resteranno per sempre in tutte le circostanze e tutte gli obbediscono.

Sir 42,23

Tutte queste cose hanno vita e resteranno per sempre per tutte le necessità, e tutte gli obbediscono.

   

Tutte sono a coppia, una di fronte all'altra, egli non ha fatto nulla di incompleto.

Sir 42,24

Tutte le cose sono a due a due, una di fronte all’altra, egli non ha fatto nulla d’incompleto.

   

L'una conferma i meriti dell'altra, chi si sazierà nel contemplare la sua gloria?

Sir 42,25

L’una conferma i pregi dell’altra: chi si sazierà di contemplare la sua gloria?

   

Orgoglio dei cieli è il limpido firmamento, spettacolo celeste in una visione di gloria!

Sir 43,1

Vanto del cielo è il limpido firmamento, spettacolo celeste in una visione di gloria.

   

Il sole mentre appare nel suo sorgere proclama: "Che meraviglia è l'opera dell'Altissimo!".

Sir 43,2

Il sole, quando appare nel suo sorgere, proclama: «Che meraviglia è l’opera dell’Altissimo!».

   

A mezzogiorno dissecca la terra, e di fronte al suo calore chi può resistere?

Sir 43,3

A mezzogiorno dissecca la terra e di fronte al suo calore chi può resistere?

   

Si soffia nella fornace per ottenere calore, il sole brucia i monti tre volte tanto; emettendo vampe di fuoco, facendo brillare i suoi raggi, abbaglia gli occhi.

Sir 43,4

Si soffia nella fornace nei lavori a caldo, ma il sole brucia i monti tre volte tanto; emettendo vampe di fuoco, facendo brillare i suoi raggi, abbaglia gli occhi.

   

Grande è il Signore che l'ha creato e con la parola ne affretta il rapido corso.

Sir 43,5

Grande è il Signore che lo ha creato e con le sue parole ne affretta il corso.

   

Anche la luna sempre puntuale nelle sue fasi regola i mesi e determina il tempo.

Sir 43,6

Anche la luna, sempre puntuale nelle sue fasi, regola i mesi e indica il tempo.

   

Dalla luna dipende l'indicazione delle feste, luminare che decresce fino alla sua scomparsa.

Sir 43,7

Viene dalla luna l’indicazione di ogni festa, fonte di luce che decresce fino a scomparire.

   

Da essa il mese prende nome, mirabilmente crescendo secondo le fasi. È un'insegna per le milizie nell'alto splendendo nel firmamento del cielo.

Sir 43,8

Da essa il mese prende nome, mirabilmente crescendo secondo le sue fasi. È un’insegna per le schiere in alto, splendendo nel firmamento del cielo.

   

Bellezza del cielo la gloria degli astri, ornamento splendente nelle altezze del Signore.

Sir 43,9

Bellezza del cielo è la gloria degli astri, ornamento che brilla nelle altezze del Signore.

   

Si comportano secondo gli ordini del Santo, non si stancano al loro posto di sentinelle.

Sir 43,10

Stanno agli ordini di colui che è santo, secondo il suo decreto, non abbandonano le loro postazioni di guardia.

   

Osserva l'arcobaleno e benedici colui che l'ha fatto, è bellissimo nel suo splendore.

Sir 43,11

Osserva l’arcobaleno e benedici colui che lo ha fatto: quanto è bello nel suo splendore!

   

Avvolge il cielo con un cerchio di gloria, l'hanno teso le mani dell'Altissimo.

Sir 43,12

Avvolge il cielo con un cerchio di gloria, lo hanno teso le mani dell’Altissimo.

   

Con un comando invia la neve, fa guizzare i fulmini del suo giudizio.

Sir 43,13

Con il suo comando fa cadere la neve e fa guizzare i fulmini secondo il suo giudizio:

   

Così si aprono i depositi e le nubi volano via come uccelli.

Sir 43,14

per esso si aprono i tesori celesti e le nubi volano via come uccelli.

   

Con potenza condensa le nubi, che si polverizzano in chicchi di grandine.

Sir 43,15

Con la sua potenza egli condensa le nuvole e si sminuzzano i chicchi di grandine.

   

(43,16a) Al suo apparire sussultano i monti;

 

 

   

il rumore del suo tuono fa tremare la terra.

Sir 43,17a

Il rumore del suo tuono fa tremare la terra,

   

(43,16b) Secondo il suo volere soffia lo scirocco,

Sir 43,16

e al suo apparire sussultano i monti; secondo il suo volere soffia lo scirocco,

   

così anche l'uragano del nord e il turbine di vento.

Sir 43,17b

così anche l’uragano del settentrione e il turbine dei venti. Egli sparge la neve come uccelli che discendono, come locusta che si posa è la sua caduta.

   

Fa scendere la neve come uccelli che si posano, come cavallette che si posano è la sua discesa; l'occhio ammira la bellezza del suo candore e il cuore stupisce nel vederla fioccare.

Sir 43,18

L’occhio ammira la bellezza del suo candore e il cuore stupisce nel vederla fioccare.

   

Riversa sulla terra la brina come il sale, che gelandosi forma come tante punte di spine.

Sir 43,19

Riversa sulla terra la brina come sale, che gelandosi forma punte di spine.

   

Soffia la gelida tramontana, sull'acqua si condensa il ghiaccio; esso si posa sull'intera massa d'acqua, che si riveste come di corazza.

Sir 43,20

Soffia la gelida tramontana, sull’acqua si condensa il ghiaccio; esso si posa sull’intera massa d’acqua, che si riveste come di corazza.

   

Inaridisce i monti e brucia il deserto; divora l'erba come un fuoco.

Sir 43,21

Egli divora i monti e brucia il deserto; come fosse fuoco, inaridisce l’erba.

   

Il rimedio di tutto, un annuvolamento improvviso, l'arrivo della rugiada ristora dal caldo.

Sir 43,22

Rimedio di tutto è un annuvolamento improvviso, l’arrivo della rugiada ristora dal caldo.

   

Dio con la sua parola ha domato l'abisso e vi ha piantato isole.

Sir 43,23

Con la sua parola egli ha domato l’abisso e vi ha piantato le isole.

   

I naviganti parlano dei pericoli del mare, a sentirli con i nostri orecchi restiamo stupiti;

Sir 43,24

I naviganti del mare ne descrivono i pericoli, a sentirli con i nostri orecchi restiamo stupiti;

   

là ci sono anche cose singolari e stupende, esseri viventi di ogni specie e mostri marini.

Sir 43,25

là ci sono opere singolari e stupende, esseri viventi di ogni specie e mostri marini.

   

Per lui il messaggero cammina facilmente, tutto procede secondo la sua parola.

Sir 43,26

Per lui il suo messaggero compie un felice cammino, e per la sua parola tutto sta insieme.

   

Potremmo dir molte cose e mai finiremmo; ma per concludere: "Egli è tutto!".

Sir 43,27

Potremmo dire molte cose e mai finiremmo, ma la conclusione del discorso sia: «Egli è il tutto!».

   

Come potremmo avere la forza per lodarlo? Egli, il Grande, al di sopra di tutte le sue opere.

Sir 43,28

Come potremmo avere la forza per lodarlo? Egli infatti, il Grande, è al di sopra di tutte le sue opere.

   

Il Signore è terribile e molto grande, e meravigliosa è la sua potenza.

Sir 43,29

Il Signore è terribile e molto grande, meravigliosa è la sua potenza.

   

Nel glorificare il Signore esaltatelo quanto potete, perché ancora più alto sarà. Nell'innalzarlo moltiplicate la vostra forza, non stancatevi, perché mai finirete.

Sir 43,30

Nel glorificare il Signore, esaltatelo quanto più potete, perché non sarà mai abbastanza. Nell’esaltarlo moltiplicate la vostra forza, non stancatevi, perché non finirete mai.

   

Chi lo ha contemplato e lo descriverà? Chi può magnificarlo come egli è?

Sir 43,31

Chi lo ha contemplato e lo descriverà? Chi può magnificarlo come egli è?

   

Ci sono molte cose nascoste più grandi di queste; noi contempliamo solo poche delle sue opere.

Sir 43,32

Vi sono molte cose nascoste più grandi di queste: noi contempliamo solo una parte delle sue opere.

   

Il Signore infatti ha creato ogni cosa, ha dato la sapienza ai pii.

Sir 43,33

Il Signore infatti ha creato ogni cosa e ha dato la sapienza ai suoi fedeli.

   

Facciamo dunque l'elogio degli uomini illustri, dei nostri antenati per generazione.

Sir 44,1

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni.

   

Il Signore ha profuso in essi la gloria, la sua grandezza è apparsa sin dall'inizio dei secoli.

Sir 44,2

Il Signore li ha resi molto gloriosi: la sua grandezza è da sempre.

   

Signori nei loro regni, uomini rinomati per la loro potenza; consiglieri per la loro intelligenza e annunziatori nelle profezie.

Sir 44,3

Signori nei loro regni, uomini rinomati per la loro potenza, consiglieri per la loro intelligenza e annunciatori nelle profezie.

   

Capi del popolo con le loro decisioni e con l'intelligenza della sapienza popolare; saggi discorsi erano nel loro insegnamento.

Sir 44,4

Capi del popolo con le loro decisioni e con l’intelligenza della sapienza popolare; saggi discorsi erano nel loro insegnamento.

   

Inventori di melodie musicali e compositori di canti poetici.

Sir 44,5

Inventori di melodie musicali e compositori di canti poetici.

   

Uomini ricchi dotati di forza, vissuti in pace nelle loro dimore.

Sir 44,6

Uomini ricchi, dotati di forza, che vivevano in pace nelle loro dimore.

   

Tutti costoro furono onorati dai contemporanei, furono un vanto ai loro tempi.

Sir 44,7

Tutti costoro furono onorati dai loro contemporanei, furono un vanto ai loro tempi.

   

Di loro alcuni lasciarono un nome, che ancora è ricordato con lode.

Sir 44,8

Di loro, alcuni lasciarono un nome, perché se ne celebrasse la lode.

   

Di altri non sussiste memoria; svanirono come se non fossero esistiti; furono come se non fossero mai stati, loro e i loro figli dopo di essi.

Sir 44,9

Di altri non sussiste memoria, svanirono come se non fossero esistiti, furono come se non fossero mai stati, e così pure i loro figli dopo di loro.

   

Invece questi furono uomini virtuosi, i cui meriti non furono dimenticati.

Sir 44,10

Questi invece furono uomini di fede, e le loro opere giuste non sono dimenticate.

   

Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità, i loro nipoti.

Sir 44,11

Nella loro discendenza dimora una preziosa eredità: i loro posteri.

   

La loro discendenza resta fedele alle promesse e i loro figli in grazia dei padri.

Sir 44,12

La loro discendenza resta fedele alle alleanze e grazie a loro anche i loro figli.

   

Per sempre ne rimarrà la discendenza e la loro gloria non sarà offuscata.

Sir 44,13

Per sempre rimarrà la loro discendenza e la loro gloria non sarà offuscata.

   

I loro corpi furono sepolti in pace, ma il loro nome vive per sempre.

Sir 44,14

I loro corpi furono sepolti in pace, ma il loro nome vive per sempre.

   

I popoli parlano della loro sapienza, l'assemblea ne proclama le lodi.

Sir 44,15

I popoli parlano della loro sapienza, l’assemblea ne proclama la lode.

   

Enoch piacque al Signore e fu rapito, esempio istruttivo per tutte le generazioni.

Sir 44,16

Enoc piacque al Signore e fu rapito, esempio di conversione per tutte le generazioni.

   

Noè fu trovato perfetto e giusto, al tempo dell'ira fu riconciliazione; per suo mezzo un resto sopravvisse sulla terra, quando avvenne il diluvio.

Sir 44,17

Noè fu trovato perfetto e giusto, al tempo dell’ira fu segno di riconciliazione; per mezzo suo un resto sopravvisse sulla terra, quando ci fu il diluvio.

   

Alleanze eterne furono stabilite con lui, perché non fosse distrutto ogni vivente con il diluvio.

Sir 44,18

Alleanze eterne furono stabilite con lui, perché con il diluvio non fosse distrutto ogni vivente.

   

Abramo fu grande antenato di molti popoli, nessuno ci fu simile a lui nella gloria.

Sir 44,19

Abramo fu grande padre di una moltitudine di nazioni, nessuno fu trovato simile a lui nella gloria.

   

Egli custodì la legge dell'Altissimo, con lui entrò in alleanza. Stabilì questa alleanza nella propria carne e nella prova fu trovato fedele.

Sir 44,20

Egli custodì la legge dell’Altissimo, con lui entrò in alleanza. Stabilì l’alleanza nella propria carne e nella prova fu trovato degno di fede.

   

Per questo Dio gli promise con giuramento di benedire i popoli nella sua discendenza, di moltiplicarlo come la polvere della terra, di innalzare la sua discendenza come gli astri e di dar loro un'eredità da uno all'altro mare, dal fiume fino all'estremità della terra.

Sir 44,21

Per questo Dio gli promise con giuramento di benedire le nazioni nella sua discendenza, di moltiplicarlo come la polvere della terra, di innalzare la sua discendenza come gli astri e di dar loro un’eredità da mare a mare e dal fiume fino all’estremità della terra.

   

Anche a Isacco fu fatta la stessa promessa a causa di Abramo suo padre.

Sir 44,22

Anche a Isacco fu fatta la stessa promessa grazie ad Abramo, suo padre.

   

Dio fece posare sulla testa di Giacobbe la benedizione di tutti gli uomini e l'alleanza; lo confermò nelle sue benedizioni, a lui diede il paese in eredità e lo divise in varie parti, assegnandole alle dodici tribù.

Sir 44,23

La benedizione di tutti gli uomini e la sua alleanza Dio fece posare sul capo di Giacobbe; lo confermò nelle sue benedizioni, gli diede il paese in eredità: lo divise in varie parti, assegnandole alle dodici tribù. Da lui fece sorgere un uomo mite, che incontrò favore agli occhi di tutti,

   

Da lui fece sorgere un uomo di pietà, che riscosse una stima universale e fu amato da Dio e dagli uomini: Mosè, il cui ricordo è benedizione.

Sir 45,1

amato da Dio e dagli uomini: Mosè, il cui ricordo è in benedizione.

   

Lo rese glorioso come i santi e lo rese grande a timore dei nemici.

Sir 45,2

Gli diede gloria pari a quella dei santi e lo rese grande fra i terrori dei nemici.

   

Per la sua parola fece cessare i prodigi e lo glorificò davanti ai re; gli diede autorità sul suo popolo e gli mostrò una parte della sua gloria.

Sir 45,3

Per le sue parole fece cessare i prodigi e lo glorificò davanti ai re; gli diede autorità sul suo popolo e gli mostrò parte della sua gloria.

   

Lo santificò nella fedeltà e nella mansuetudine; lo scelse fra tutti i viventi.

Sir 45,4

Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza, lo scelse fra tutti gli uomini.

   

Gli fece udire la sua voce; lo introdusse nella nube oscura e gli diede a faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e di intelligenza, perché spiegasse a Giacobbe la sua alleanza, i suoi decreti a Israele.

Sir 45,5

Gli fece udire la sua voce, lo fece entrare nella nube oscura e gli diede faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e d’intelligenza, perché insegnasse a Giacobbe l’alleanza, i suoi decreti a Israele.

   

Egli innalzò Aronne, santo come lui, suo fratello, della tribù di Levi.

Sir 45,6

Egli innalzò Aronne, santo come lui, suo fratello, della tribù di Levi.

   

Stabilì con lui un'alleanza perenne e gli diede il sacerdozio tra il popolo. Lo onorò con splendidi ornamenti e gli fece indossare una veste di gloria.

Sir 45,7

Stabilì con lui un’alleanza perenne e lo fece sacerdote per il popolo. Lo onorò con splendidi ornamenti e gli fece indossare una veste di gloria.

   

Lo rivestì con tutta la magnificenza, lo adornò con paramenti maestosi: calzoni, tunica e manto.

Sir 45,8

Lo rivestì con il massimo degli onori, lo coronò con paramenti di potenza: calzoni, tunica ed efod.

   

All'orlo della sua veste pose melagrane, e numerosi campanelli d'oro all'intorno, che suonassero al muovere dei suoi passi, diffondendo il tintinnio nel tempio, come richiamo per i figli del suo popolo.

Sir 45,9

Lo avvolse con melagrane e numerosi campanelli d’oro all’intorno, che suonassero al muovere dei suoi passi, diffondendo il tintinnio nel tempio, come memoriale per i figli del suo popolo.

   

L'ornò con una veste sacra, d'oro, violetto e porpora, capolavoro di ricamo; con il pettorale del giudizio, con i segni della verità, e con tessuto di lino scarlatto, capolavoro di artista;

Sir 45,10

Lo avvolse con una veste sacra d’oro, violetto e porpora, opera di ricamatore, con il pettorale del giudizio, con i segni della verità

   

con pietre preziose, incise come sigilli, su castoni d'oro, capolavoro di intagliatore, quale memoriale con le parole incise secondo il numero delle tribù di Israele.

Sir 45,11

e con tessuto di scarlatto filato, opera d’artista, con pietre preziose, incise come sigilli, incastonate sull’oro, opera d’intagliatore, quale memoriale, con le parole incise secondo il numero delle tribù d’Israele.

   

Sopra il turbante gli pose una corona d'oro con incisa l'iscrizione sacra, insegna d'onore, lavoro stupendo, ornamento delizioso per gli occhi.

Sir 45,12

Sopra il turbante gli pose una corona d’oro con incisa l’iscrizione sacra, insegna d’onore, lavoro vigoroso, ornamento delizioso per gli occhi.

   

Prima di lui non si erano viste cose simili, mai un estraneo le ha indossate; esse sono riservate solo ai suoi figli e ai suoi discendenti per sempre.

Sir 45,13

Prima di lui non si erano viste cose tanto belle, mai uno straniero le ha indossate, ma soltanto i suoi figli e i suoi discendenti per sempre.

   

I suoi sacrifici vengono tutti bruciati, due volte al giorno, senza interruzione.

Sir 45,14

I suoi sacrifici vengono interamente bruciati, due volte al giorno, senza interruzione.

   

Mosè lo consacrò e l'unse con l'olio santo. Costituì un'alleanza perenne per lui e per i suoi discendenti, finché dura il cielo: quella di presiedere al culto ed esercitare il sacerdozio e benedire il popolo nel nome del Signore.

Sir 45,15

Mosè riempì le sue mani e lo unse con olio santo. Ciò divenne un’alleanza perenne per lui e per i suoi discendenti, finché dura il cielo: quella di presiedere al culto ed esercitare il sacerdozio e benedire il popolo nel suo nome.

   

Il Signore lo scelse tra tutti i viventi perché gli offrisse sacrifici, incenso e profumo come memoriale e perché compisse l'espiazione per il suo popolo.

Sir 45,16

Lo scelse fra tutti i viventi perché offrisse sacrifici al Signore, incenso e profumo come memoriale, e perché compisse l’espiazione per il popolo.

   

Gli affidò i suoi comandamenti, il potere sulle prescrizioni del diritto, perché insegnasse a Giacobbe i decreti e illuminasse Israele nella sua legge.

Sir 45,17

Nei suoi comandamenti gli diede il potere di pronunciare giudizi, perché insegnasse a Giacobbe le sue testimonianze e illuminasse Israele nella sua legge.

   

Contro di lui insorsero uomini estranei e furono gelosi di lui nel deserto; erano gli uomini di Datan e di Abiron e quelli della banda di Core, furiosi e violenti.

Sir 45,18

Contro di lui insorsero uomini stranieri e furono gelosi di lui nel deserto: erano gli uomini di Datan e di Abiròn e quelli dell’assemblea di Core, furiosi e violenti.

   

Il Signore vide e se ne indignò; essi finirono annientati nella furia della sua ira. Egli compì prodigi a loro danno per distruggerli con il fuoco della sua fiamma.

Sir 45,19

Il Signore vide e se ne indignò; essi finirono annientati nella furia della sua ira. Egli compì prodigi a loro danno, per distruggerli con il fuoco della sua fiamma.

   

E aumentò la gloria di Aronne, gli assegnò un patrimonio, gli riservò le primizie dei frutti, dandogli innanzi tutto pane in abbondanza.

Sir 45,20

E aumentò la gloria di Aronne, gli assegnò un’eredità: gli riservò le primizie dei frutti, gli assicurò anzitutto pane in abbondanza.

   

Si nutrono infatti delle vittime offerte al Signore che egli ha assegnato ad Aronne e ai suoi discendenti.

Sir 45,21

Si nutrono infatti delle vittime offerte al Signore, che egli ha assegnato a lui e ai suoi discendenti.

   

Tuttavia non ha un patrimonio nel paese del popolo, non c'è porzione per lui in mezzo al popolo, perché il Signore è la sua parte e la sua eredità.

Sir 45,22

Tuttavia non ha eredità nella terra del popolo, non c’è porzione per lui in mezzo al popolo, perché il Signore è la sua parte e la sua eredità.

   

Finees, figlio di Eleazaro, fu il terzo nella gloria per il suo zelo nel timore del Signore per la sua fermezza quando il popolo si ribellò, egli infatti intervenne con generoso coraggio e placò Dio in favore di Israele.

Sir 45,23

Fineès, figlio di Eleàzaro, fu il terzo nella gloria, per il suo zelo nel timore del Signore, per la sua fermezza quando il popolo si ribellò, per la bontà coraggiosa della sua anima; egli fece espiazione per Israele.

   

Per questo fu stabilita con lui un'alleanza di pace, perché presiedesse al santuario e al popolo; così a lui e alla sua discendenza fu riservata la dignità del sacerdozio per sempre.

Sir 45,24

Per questo con lui fu stabilita un’alleanza di pace, perché presiedesse al santuario e al popolo; così a lui e alla sua discendenza fu riservata la dignità del sacerdozio per sempre.

   

Ci fu anche un'alleanza con Davide, figlio di Iesse, della tribù di Giuda; la successione reale dal padre a uno solo dei figli, la successione di Aronne, a tutta la sua discendenza.

Sir 45,25

Per l’alleanza fatta con Davide, figlio di Iesse, della tribù di Giuda, l’eredità del re passa solo di figlio in figlio, l’eredità di Aronne invece passa a tutta la sua discendenza.

   

Vi infonda Dio sapienza nel cuore per governare il popolo con giustizia, perché non scompaiano le virtù dei padri e la loro gloria nelle varie generazioni.

Sir 45,26

Vi infonda Dio sapienza nel cuore, per giudicare il suo popolo con giustizia, perché non svanisca la loro prosperità e la loro gloria duri per sempre.

   

Valoroso in guerra Giosuè figlio di Nun, successore di Mosè nell'ufficio profetico; egli, secondo il significato del suo nome, fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici insorti, per assegnare il possesso a Israele.

Sir 46,1

Valoroso in guerra fu Giosuè, figlio di Nun, successore di Mosè nell’ufficio profetico; secondo il suo nome, egli fu grande per la salvezza degli eletti di Dio, compiendo la vendetta contro i nemici insorti, per assegnare l’eredità a Israele.

   

Come era glorioso quando alzava le braccia e brandiva la spada contro le città!

Sir 46,2

Com’era glorioso quando alzava le sue braccia e brandiva la spada contro le città!

   

Chi prima di lui era stato così saldo? Egli guidava le guerre del Signore.

Sir 46,3

Chi prima di lui era stato così saldo? Egli guidava le guerre del Signore.

   

Al suo comando non si arrestò forse il sole e un giorno divenne lungo come due?

Sir 46,4

Al suo comando non si arrestò forse il sole e un giorno divenne lungo come due?

   

Egli invocò l'Altissimo sovrano, mentre i nemici lo premevano da ogni parte; lo esaudì il Signore onnipotente scagliando chicchi di grandine di grande potenza.

Sir 46,5

Egli invocò l’Altissimo, il Sovrano, mentre i nemici lo premevano da ogni parte; lo esaudì il Signore grande con una grandinata di pietre poderose.

   

Egli piombò sul popolo nemico e nella discesa distrusse gli avversari, perché le genti conoscessero la sua forza e che il loro avversario era il Signore.

Sir 46,6

Egli piombò sulla nazione nemica e nella discesa distrusse gli avversari, perché le nazioni conoscessero tutte le sue armi e che la loro guerra era contro il Signore. Egli infatti marciò dietro al Sovrano

   

Rimase infatti fedele all'Onnipotente e al tempo di Mosè compì un'azione virtuosa con Caleb, figlio di Iefunne, opponendosi all'assemblea, impedendo che il popolo peccasse e dominando le maligne mormorazioni.

Sir 46,7

e nei giorni di Mosè compì un’opera di misericordia: egli e Caleb, figlio di Iefunnè, opponendosi all’assemblea, impedendo che il popolo peccasse e calmando le maligne mormorazioni.

   

Questi due soli si salvarono fra i seicentomila fanti, per introdurre Israele nella sua eredità, nella terra in cui scorrono latte e miele.

Sir 46,8

Solo loro due furono salvati fra i seicentomila fanti, per far entrare il popolo nell’eredità, nella terra in cui scorrono latte e miele.

   

Il Signore concesse a Caleb una forza che l'assistette sino alla vecchiaia, perché raggiungesse le alture del paese, che la sua discendenza potè conservare in eredità,

Sir 46,9

Il Signore concesse a Caleb una forza che l’assistette sino alla vecchiaia, perché raggiungesse le alture del paese; così la sua discendenza possedette l’eredità,

   

sì che tutti gli Israeliti sapessero che è bene seguire il Signore.

Sir 46,10

affinché tutti i figli d’Israele sapessero che è bene seguire il Signore.

   

Quanto ai Giudici, ciascuno con il suo nome, coloro il cui cuore non commise infedeltà né si allontanarono dal Signore, sia il loro ricordo in benedizione!

Sir 46,11

Ci sono poi i giudici, ciascuno con il suo nome: di coloro il cui cuore non commise infedeltà e di quanti non si allontanarono dal Signore, sia il loro ricordo in benedizione!

   

Le loro ossa rifioriscano dalle tombe e il loro nome si perpetui sui figli, poiché essi sono già glorificati.

Sir 46,12

Le loro ossa rifioriscano dalla loro tomba e il loro nome si rinnovi nei figli, perché essi sono già glorificati.

   

Samuele, amato dal suo Signore, di cui fu profeta, istituì la monarchia e consacrò i principi del suo popolo.

Sir 46,13

Samuele, amato dal suo Signore, profeta del Signore, istituì la monarchia e unse dei prìncipi sul suo popolo.

   

Secondo la legge del Signore governò la comunità e il Signore volse lo sguardo benevolo su Giacobbe.

Sir 46,14

Secondo la legge del Signore governò l’assemblea e il Signore volse lo sguardo benevolo su Giacobbe.

   

Per la sua fedeltà si dimostrò profeta, con le parole fu riconosciuto veggente verace.

Sir 46,15

Per la sua fedeltà si dimostrò profeta e per le sue parole fu riconosciuto veggente degno di fede.

   

Egli invocò il Signore onnipotente, quando i nemici lo premevano all'intorno, con l'offerta di un agnello da latte.

Sir 46,16

Egli invocò il Signore, il Sovrano, quando i nemici lo premevano all’intorno, con l’offerta di un agnello da latte.

   

Il Signore tuonò dal cielo; con grande fragore fece udire la voce,

Sir 46,17

Il Signore tuonò dal cielo e con grande fragore fece udire la sua voce;

   

sterminò i capi dei nemici e tutti i principi dei Filistei.

Sir 46,18

sterminò i capi degli abitanti di Tiro e tutti i prìncipi dei Filistei.

   

Prima dell'ora del suo eterno sonno, così attestò davanti al Signore e al suo Messia: "Denari e neanche dei sandali, da alcun vivente ho accettato" e nessuno potè contraddirlo.

Sir 46,19

Prima dell’ora del suo sonno eterno attestò davanti al Signore e al suo unto: «Né denari né sandali ho preso da alcuno», e nessuno poté contraddirlo.

   

Perfino dopo la sua morte profetizzò, predicendo al re la sua fine; anche dal sepolcro levò ancora la voce per allontanare in una profezia l'iniquità dal popolo.

Sir 46,20

Ancora dopo che si fu addormentato profetizzò, predicendo al re la sua fine; anche dal sepolcro levò la sua voce per cancellare con una profezia l’iniquità del popolo.

   

Dopo di questi sorse Natan, per profetizzare al tempo di Davide.

Sir 47,1

Dopo di lui sorse Natan, per profetizzare nei giorni di Davide.

   

Come il grasso si preleva nel sacrificio pacifico, così Davide dagli Israeliti.

Sir 47,2

Come dal sacrificio di comunione si preleva il grasso, così Davide fu scelto tra i figli d’Israele.

   

Egli scherzò con leoni quasi fossero capretti, con gli orsi quasi fossero agnelli.

Sir 47,3

Egli scherzò con leoni come con capretti, con gli orsi come con agnelli.

   

Nella giovinezza non ha forse ucciso il gigante e cancellata l'ignominia dal popolo, scagliando con la fionda la pietra, che abbatté la tracotanza di Golia?

Sir 47,4

Nella sua giovinezza non ha forse ucciso il gigante e cancellato l’ignominia dal popolo, alzando la mano con la pietra nella fionda e abbattendo la tracotanza di Golia?

   

Poiché aveva invocato il Signore altissimo, egli concesse alla sua destra la forza di eliminare un potente guerriero e riaffermare la potenza del suo popolo.

Sir 47,5

Egli aveva invocato il Signore, l’Altissimo, che concesse alla sua destra la forza di eliminare un potente guerriero e innalzare la potenza del suo popolo.

   

Così l'esaltarono per i suoi diecimila, lo lodarono nei canti del Signore e gli offrirono un diadema di gloria.

Sir 47,6

Così lo esaltarono per i suoi diecimila, lo lodarono nelle benedizioni del Signore offrendogli un diadema di gloria.

   

Egli infatti sterminò i nemici all'intorno e annientò i Filistei, suoi avversari; distrusse la loro potenza fino ad oggi.

Sir 47,7

Egli infatti sterminò i nemici all’intorno e annientò i Filistei, suoi avversari; distrusse la loro potenza fino ad oggi.

   

In ogni sua opera glorificò il Santo altissimo con parole di lode; cantò inni a lui con tutto il cuore e amò colui che l'aveva creato.

Sir 47,8

In ogni sua opera celebrò il Santo, l’Altissimo, con parole di lode; cantò inni a lui con tutto il suo cuore e amò colui che lo aveva creato.

   

Introdusse musicanti davanti all'altare; raddolcendo i canti con i loro suoni;

Sir 47,9

Introdusse musici davanti all’altare e con i loro suoni rese dolci le melodie. Ogni giorno essi eseguono le loro musiche.

   

conferì splendore alle feste, abbellì le solennità fino alla perfezione, facendo lodare il nome santo di Dio ed echeggiare fin dal mattino il santuario.

Sir 47,10

Conferì splendore alle feste, abbellì i giorni festivi fino alla perfezione, facendo lodare il nome santo del Signore ed echeggiare fin dal mattino il santuario.

   

Il Signore gli perdonò i suoi peccati, innalzò la sua potenza per sempre, gli concesse un'alleanza regale e un trono di gloria in Israele.

Sir 47,11

Il Signore perdonò i suoi peccati, innalzò la sua potenza per sempre, gli concesse un’alleanza regale e un trono di gloria in Israele.

   

Dopo di lui sorse un figlio saggio, che, in grazia sua, ebbe un vasto regno.

Sir 47,12

Dopo di lui sorse un figlio saggio, che, grazie a lui, abitò in un vasto territorio.

   

Salomone regnò in tempo di pace, Dio dispose che tutto fosse tranquillo all'intorno perché costruisse una casa al suo nome e preparasse un santuario perenne.

Sir 47,13

Salomone regnò nei giorni di pace, per lui Dio concesse tranquillità all’intorno, perché costruisse una casa per il suo nome e preparasse un santuario per sempre.

   

Come fosti saggio nella giovinezza, versando copiosa intelligenza come acqua d'un fiume!

Sir 47,14

Come fosti saggio nella tua giovinezza e fosti colmo d’intelligenza come un fiume!

   

La tua scienza ricoprì la terra, riempiendola di sentenze difficili.

Sir 47,15

La tua fama ricoprì la terra, che tu riempisti di sentenze difficili.

   

Il tuo nome giunse fino alle isole lontane; fosti amato nella tua pace.

Sir 47,16

Il tuo nome giunse lontano, fino alle isole, e fosti amato nella tua pace.

   

Per i tuoi canti, i tuoi proverbi, le tue massime e per le tue risposte ti ammirarono i popoli.

Sir 47,17

Per i canti, i proverbi, le sentenze e per i responsi ti ammirarono i popoli.

   

Nel nome del Signore Dio, che è chiamato Dio di Israele, accumulasti l'oro quasi fosse stagno, come il piombo rendesti abbondante l'argento.

Sir 47,18

Nel nome del Signore Dio, che è chiamato Dio d’Israele, hai accumulato l’oro come stagno, hai ammassato l’argento come piombo.

   

Ma accostasti i tuoi fianchi alle donne, e ne fosti dominato nel corpo.

Sir 47,19

Ma hai steso i tuoi fianchi accanto alle donne e ne fosti dominato nel tuo corpo.

   

Così deturpasti la tua gloria e profanasti la tua discendenza, sì da attirare l'ira divina sui tuoi figli e sofferenze con la tua follia.

Sir 47,20

Hai macchiato la tua gloria e hai profanato la tua discendenza, così da attirare l’ira divina sui tuoi figli ed essere colpito per la tua stoltezza.

   

Il regno fu diviso in due e in Efraim si instaurò un potere ribelle.

Sir 47,21

Perciò fu diviso in due il tuo dominio e da Èfraim ebbe inizio un regno ribelle.

   

Ma il Signore non rinnegherà la sua misericordia e non permetterà che venga meno alcuna delle sue parole. Non farà perire la posterità del suo eletto né distruggerà la stirpe di colui che lo amò. Concesse un resto a Giacobbe e a Davide un germoglio nato dalla sua stirpe.

Sir 47,22

Ma il Signore non ha rinnegato la sua misericordia, non ha lasciato cadere nessuna delle sue parole. Non ha fatto perire la posterità del suo eletto e non ha distrutto la stirpe di colui che lo aveva amato. Egli concesse un resto a Giacobbe e a Davide un germoglio nato da lui.

   

Salomone andò a riposare con i suoi padri, lasciando dopo di sé un discendente, stoltezza del popolo e privo di senno, Roboàmo, che si alienò il popolo con i suoi consigli.

Sir 47,23

Salomone andò a riposare con i suoi padri e dopo di sé lasciò un discendente, stoltezza del popolo e privo di senno, Roboamo, che si alienò il popolo con le sue decisioni, e Geroboamo, figlio di Nabat, che indusse Israele a peccare e aprì a Èfraim la via del peccato.

   

Geroboàmo figlio di Nabàt fece peccare Israele e aprì a Efraim la via del peccato; le loro colpe si moltiplicarono assai, sì da farli esiliare dal proprio paese.

Sir 47,24

Le loro colpe si moltiplicarono tanto da farli esiliare dal proprio paese.

   

Essi commisero ogni genere di malvagità finché non giunse su di loro la vendetta.

Sir 47,25

Essi commisero ogni genere di malvagità, finché non giunse su di loro la vendetta.

   

Allora sorse Elia profeta, simile al fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola.

Sir 48,1

Allora sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola.

   

Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi.

Sir 48,2

Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi.

   

Per comando del Signore chiuse il cielo, fece scendere così tre volte il fuoco.

Sir 48,3

Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco.

   

Come ti rendesti famoso, Elia, con i prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale?

Sir 48,4

Come ti rendesti glorioso, Elia, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale?

   

Risvegliasti un defunto dalla morte e dagli inferi, per comando dell'Altissimo;

Sir 48,5

Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl’inferi, per la parola dell’Altissimo;

   

tu che spingesti re alla rovina, uomini gloriosi dal loro letto.

Sir 48,6

tu hai fatto precipitare re nella perdizione, e uomini gloriosi dal loro letto.

   

Sentisti sul Sinai rimproveri, sull'Oreb sentenze di vendetta.

Sir 48,7

Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull’Oreb sentenze di condanna.

   

Ungesti re come vindici e profeti come tuoi successori.

Sir 48,8

Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori.

   

Fosti assunto in un turbine di fuoco su un carro di cavalli di fuoco,

Sir 48,9

Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco;

   

designato a rimproverare i tempi futuri per placare l'ira prima che divampi, per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e ristabilire le tribù di Giacobbe.

Sir 48,10

tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe.

   

Beati coloro che ti videro e che si sono addormentati nell'amore! Perché anche noi vivremo certamente.

Sir 48,11

Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore, perché è certo che anche noi vivremo.

   

Appena Elia fu avvolto dal turbine, Eliseo fu pieno del suo spirito; durante la sua vita non tremò davanti ai potenti e nessuno riuscì a dominarlo.

Sir 48,12

Appena Elia fu avvolto dal turbine, Eliseo fu ripieno del suo spirito; nei suoi giorni non tremò davanti a nessun principe e nessuno riuscì a dominarlo.

   

Nulla fu troppo grande per lui; nel sepolcro il suo corpo profetizzò.

Sir 48,13

Nulla fu troppo grande per lui, e nel sepolcro il suo corpo profetizzò.

   

Nella sua vita compì prodigi e dopo la morte meravigliose furono le sue opere.

Sir 48,14

Nella sua vita compì prodigi, e dopo la morte meravigliose furono le sue opere.

   

Con tutto ciò il popolo non si convertì e non rinnegò i suoi peccati, finché non fu deportato dal proprio paese e disperso su tutta la terra.

Sir 48,15

Con tutto ciò il popolo non si convertì e non rinnegò i suoi peccati, finché non fu deportato dal proprio paese e disperso su tutta la terra. Rimase soltanto un piccolissimo popolo e un principe della casa di Davide.

   

Rimase soltanto un popolo poco numeroso con un principe della casa di Davide. Alcuni di costoro fecero ciò che è gradito a Dio, ma altri moltiplicarono i peccati.

Sir 48,16

Alcuni di loro fecero ciò che è gradito a Dio, ma altri moltiplicarono i peccati.

   

Ezechia fortificò la sua città e condusse l'acqua nel suo interno; scavò con il ferro un canale nella roccia e costruì cisterne per l'acqua.

Sir 48,17

Ezechia fortificò la sua città e portò l’acqua nel suo interno; con il ferro scavò un canale nella roccia e costruì cisterne per l’acqua.

   

Nei suoi giorni Sennàcherib fece una spedizione e mandò il gran coppiere; egli alzò la mano contro Sion e si vantò spavaldamente con superbia.

Sir 48,18

Nei suoi giorni Sennàcherib fece una spedizione e mandò Rapsache; alzò la sua mano contro Sion e si vantò spavaldamente nella sua superbia.

   

Allora si agitarono loro il cuore e le mani, soffrirono come le partorienti.

Sir 48,19

Allora si agitarono loro i cuori e le mani, soffrirono come le partorienti.

   

Invocarono il Signore misericordioso, stendendo le mani verso di lui. Il Santo li ascoltò subito dal cielo e li liberò per mezzo di Isaia.

Sir 48,20

Invocarono il Signore misericordioso, tendendo le loro mani verso di lui. Il Santo li ascoltò subito dal cielo e li liberò per mezzo di Isaia.

   

Egli colpì l'accampamento degli Assiri, e il suo angelo li sterminò,

Sir 48,21

Egli colpì l’accampamento degli Assiri, e il suo angelo li sterminò,

   

perché Ezechia aveva fatto quanto è gradito al Signore, e seguito con fermezza le vie di Davide suo antenato, come gli additava il profeta Isaia, grande e verace nella visione.

Sir 48,22

perché Ezechia aveva fatto quanto è gradito al Signore e aveva seguito con fermezza le vie di Davide, suo padre, come gli aveva indicato il profeta Isaia, grande e degno di fede nella sua visione.

   

Nei suoi giorni retrocedette il sole, egli prolungò la vita del re.

Sir 48,23

Nei suoi giorni il sole retrocedette ed egli prolungò la vita del re.

   

Con grande ispirazione vide gli ultimi tempi, e consolò gli afflitti di Sion.

Sir 48,24

Con grande ispirazione vide gli ultimi tempi e consolò gli afflitti di Sion.

   

Egli manifestò il futuro sino alla fine dei tempi, le cose nascoste prima che avvenissero.

Sir 48,25

Egli manifestò il futuro sino alla fine dei tempi, le cose nascoste prima che accadessero.

   

Il ricordo di Giosia è una mistura di incenso, preparata dall'arte del profumiere. In ogni bocca è dolce come il miele, come musica in un banchetto.

Sir 49,1

Il ricordo di Giosia è come una mistura d’incenso, preparata dall’arte del profumiere. In ogni bocca è dolce come il miele, come musica in un banchetto.

   

Egli si dedicò alla riforma del popolo e sradicò i segni abominevoli dell'empietà.

Sir 49,2

Egli si dedicò alla riforma del popolo e sradicò gli abomini dell’empietà.

   

Diresse il suo cuore verso il Signore, in un'epoca di iniqui riaffermò la pietà.

Sir 49,3

Diresse il suo cuore verso il Signore, in un’epoca d’iniqui riaffermò la pietà.

   

Se si eccettuano Davide, Ezechia e Giosia, tutti commisero peccati; poiché avevano abbandonato la legge dell'Altissimo, i re di Giuda scomparvero.

Sir 49,4

Se si eccettuano Davide, Ezechia e Giosia, tutti agirono perversamente; poiché avevano abbandonato la legge dell’Altissimo, i re di Giuda scomparvero.

   

Lasciarono infatti la loro potenza ad altri, la loro gloria a una nazione straniera.

Sir 49,5

Lasciarono infatti il loro potere ad altri, la loro gloria a una nazione straniera.

   

I nemici incendiarono l'eletta città del santuario, resero deserte le sue strade,

Sir 49,6

I nemici incendiarono l’eletta città del santuario, resero deserte le sue strade,

   

secondo la parola di Geremia, che essi maltrattarono benché fosse stato consacrato profeta nel seno materno, per estirpare, distruggere e mandare in rovina, ma anche per costruire e piantare.

Sir 49,7

secondo la parola di Geremia, che essi però maltrattarono, benché fosse stato consacrato profeta nel seno materno, per estirpare, distruggere e mandare in rovina, ma anche per costruire e piantare.

   

Ezechiele contemplò una visione di gloria, che Dio gli mostrò sul carro dei cherubini.

Sir 49,8

Ezechiele contemplò una visione di gloria, che Dio gli mostrò sul carro dei cherubini.

   

Si ricordò dei nemici nel vaticinio dell'uragano, beneficò quanti camminavano nella retta via.

Sir 49,9

Si ricordò dei nemici nell’uragano, beneficò quanti camminavano nella retta via.

   

Le ossa dei dodici profeti rifioriscano dalle loro tombe, poiché essi consolarono Giacobbe, lo riscattarono con una speranza fiduciosa.

Sir 49,10

Le ossa dei dodici profeti rifioriscano dalla loro tomba, perché essi hanno consolato Giacobbe, lo hanno riscattato con la loro confidente speranza.

   

Come elogiare Zorobabele? Egli è come un sigillo nella mano destra.

Sir 49,11

Come elogiare Zorobabele? Egli è come un sigillo nella mano destra;

   

Così anche Giosuè figlio di Iozedèk; essi nei loro giorni riedificarono il tempio ed elevarono al Signore un tempio santo, destinato a una gloria eterna.

Sir 49,12

così anche Giosuè figlio di Iosedek: nei loro giorni hanno riedificato la casa, hanno elevato al Signore un tempio santo, destinato a una gloria eterna.

   

Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; egli rialzò le nostre mura demolite e vi pose porte e sbarre; fece risorgere le nostre case.

Sir 49,13

Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; egli rialzò le nostre mura demolite, vi pose porte e sbarre e fece risorgere le nostre case.

   

Nessuno fu creato sulla terra eguale a Enoch; difatti egli fu rapito dalla terra.

Sir 49,14

Nessuno sulla terra fu creato eguale a Enoc; difatti egli fu assunto dalla terra.

   

Non nacque un altro uomo come Giuseppe, capo dei fratelli, sostegno del popolo; perfino le sue ossa furono onorate.

Sir 49,15

Non nacque un altro uomo come Giuseppe, guida dei fratelli, sostegno del popolo; perfino le sue ossa furono onorate.

   

Sem e Set furono glorificati fra gli uomini, ma superiore a ogni creatura vivente è Adamo.

Sir 49,16

Sem e Set furono glorificati fra gli uomini, ma, nella creazione, superiore a ogni vivente è Adamo.

   

Simone, figlio di Onia, sommo sacerdote, nella sua vita riparò il tempio, e nei suoi giorni fortificò il santuario.

Sir 50,1

Simone, figlio di Onia, sommo sacerdote, nella sua vita riparò il tempio e nei suoi giorni consolidò il santuario.

   

Da lui furon poste le fondamenta del doppio rialzo, l'alto contrafforte della cinta del tempio.

Sir 50,2

Da lui furono poste le fondamenta del doppio muro, l’elevato contrafforte della cinta del tempio.

   

Ai suoi tempi fu scavato il deposito per le acque, un serbatoio ampio come il mare.

Sir 50,3

Nei suoi giorni fu scavato il deposito per le acque, un serbatoio grande come il mare.

   

Premuroso di impedire la caduta del suo popolo, fortificò la città contro un assedio.

Sir 50,4

Avendo premura d’impedire la caduta del suo popolo, fortificò la città nell’assedio.

   

Come era stupendo quando si aggirava fra il popolo, quando usciva dal santuario dietro il velo.

Sir 50,5

Com’era glorioso quando si affacciava dal tempio, quando usciva dal santuario dietro il velo!

   

Come un astro mattutino fra le nubi, come la luna nei giorni in cui è piena,

Sir 50,6

Come astro mattutino in mezzo alle nubi, come la luna nei giorni in cui è piena,

   

come il sole sfolgorante sul tempio dell'Altissimo, come l'arcobaleno splendente fra nubi di gloria,

Sir 50,7

come sole sfolgorante sul tempio dell’Altissimo, come arcobaleno splendente fra nubi di gloria,

   

come il fiore delle rose nella stagione di primavera, come un giglio lungo un corso d'acqua, come un germoglio d'albero d'incenso nella stagione estiva

Sir 50,8

come rosa fiorita nei giorni di primavera, come giglio lungo i corsi d’acqua, come germoglio del Libano nei giorni d’estate,

   

come fuoco e incenso su un braciere, come un vaso d'oro massiccio, ornato con ogni specie di pietre preziose,

Sir 50,9

come fuoco e incenso su un braciere, come vaso d’oro massiccio, ornato con ogni specie di pietre preziose,

   

come un ulivo verdeggiante pieno di frutti, e come un cipresso svettante tra le nuvole.

Sir 50,10

come ulivo che fa germogliare i frutti e come cipresso svettante tra le nuvole.

   

Quando indossava i paramenti solenni, quando si rivestiva con gli ornamenti più belli, salendo i gradini del santo altare dei sacrifici, riempiva di gloria l'intero santuario.

Sir 50,11

Quando indossava i paramenti gloriosi, egli era rivestito di perfetto splendore, quando saliva il santo altare dei sacrifici, riempiva di gloria l’intero santuario.

   

Quando riceveva le parti delle vittime dalle mani dei sacerdoti, mentre stava presso il braciere dell'altare, circondato dalla corona dei fratelli come fronde di cedri nel Libano, e lo circondavano come fusti di palme,

Sir 50,12

Quando riceveva le parti delle vittime dalle mani dei sacerdoti, egli stava presso il braciere dell’altare: intorno a lui c’era la corona di fratelli, simili a fronde di cedri nel Libano, che lo circondavano come fusti di palme;

   

mentre tutti i figli di Aronne nella loro gloria, con le offerte del Signore nelle mani, stavano davanti a tutta l'assemblea di Israele,

Sir 50,13

tutti i figli di Aronne nella loro gloria, e con le offerte del Signore nelle loro mani, stavano davanti a tutta l’assemblea d’Israele,

   

egli compiva il rito liturgico sugli altari, preparando l'offerta all'Altissimo onnipotente.

Sir 50,14

ed egli compiva il rito liturgico sugli altari, preparando l’offerta dell’Altissimo onnipotente.

   

Egli stendeva la mano sulla coppa e versava succo di uva, lo spargeva alle basi dell'altare come profumo soave all'Altissimo, re di tutte le cose.

Sir 50,15

Egli stendeva la sua mano sulla coppa e versava sangue di uva, lo spargeva alle basi dell’altare come profumo soave all’Altissimo, re di tutte le cose.

   

Allora i figli di Aronne alzavano la voce, suonavano le trombe di metallo lavorato e facevano udire un suono potente come richiamo davanti all'Altissimo.

Sir 50,16

Allora i figli di Aronne alzavano la voce, suonavano le trombe di metallo lavorato e facevano udire un suono potente come memoriale davanti all’Altissimo.

   

E subito tutto il popolo insieme si prostrava con la faccia a terra, per adorare il Signore, Dio onnipotente e altissimo.

Sir 50,17

Allora tutto il popolo insieme si affrettava e si prostravano con la faccia a terra, per adorare il loro Signore, Dio onnipotente e altissimo.

   

I cantori intonavano canti di lodi, il loro canto era addolcito da una musica melodiosa.

Sir 50,18

E i cantori intonavano canti di lodi, e grandioso risuonava il canto e pieno di dolcezza.

   

Il popolo supplicava il Signore altissimo in preghiera davanti al Misericordioso, finché fosse compiuto il servizio del Signore e terminasse la funzione liturgica.

Sir 50,19

Il popolo supplicava il Signore altissimo, in preghiera davanti al Misericordioso, finché fosse compiuto il servizio del Signore e fosse terminata la sua liturgia.

   

Allora, scendendo, egli alzava le mani su tutta l'assemblea dei figli di Israele per dare con le sue labbra la benedizione del Signore, gloriandosi del nome di lui.

Sir 50,20

Allora, scendendo, egli alzava le sue mani su tutta l’assemblea dei figli d’Israele, per dare con le sue labbra la benedizione del Signore e per gloriarsi del nome di lui.

   

Tutti si prostravano di nuovo per ricevere la benedizione dell'Altissimo.

Sir 50,21

Tutti si prostravano di nuovo per ricevere la benedizione dell’Altissimo.

   

Ora benedite il Dio dell'universo, che compie in ogni luogo grandi cose, che ha esaltato i nostri giorni fino dalla nascita, che ha agito con noi secondo la sua misericordia.

Sir 50,22

E ora benedite il Dio dell’universo, che compie in ogni luogo grandi cose, che fa crescere i nostri giorni fin dal seno materno, e agisce con noi secondo la sua misericordia.

   

Ci conceda la gioia del cuore e ci sia pace nei nostri giorni in Israele, per tutti i giorni futuri.

Sir 50,23

Ci conceda la gioia del cuore e ci sia pace nei nostri giorni in Israele, ora e sempre.

   

La sua misericordia resti fedelmente con noi e ci riscatti nei nostri giorni.

Sir 50,24

La sua misericordia resti fedelmente con noi e ci riscatti nei nostri giorni.

   

Contro due popoli sono irritato, il terzo non è neppure un popolo:

Sir 50,25

Contro due popoli la mia anima è irritata, il terzo non è neppure un popolo:

   

quanti abitano sul monte Seir e i Filistei e lo stolto popolo che abita in Sichem.

Sir 50,26

quanti abitano sul monte di Samaria e i Filistei e il popolo stolto che abita a Sichem.

   

Una dottrina di sapienza e di scienza ha condensato in questo libro Gesù figlio di Sirach, figlio di Eleàzaro, di Gerusalemme, che ha riversato come pioggia la sapienza dal cuore.

Sir 50,27

Una dottrina d’intelligenza e di scienza ha condensato in questo libro Gesù, figlio di Sira, figlio di Eleàzaro, di Gerusalemme, che ha riversato come pioggia la sapienza dal cuore.

   

Beato chi mediterà queste cose; le fissi bene nel cuore e diventerà saggio;

Sir 50,28

Beato chi medita queste cose e colui che, fissandole nel suo cuore, diventa saggio;

   

se le metterà in pratica, sarà forte in tutto, perché la luce del Signore è la sua strada.

Sir 50,29

se le metterà in pratica, sarà forte in tutto, perché la luce del Signore sarà la sua strada. A chi gli è fedele egli dà la sapienza. Benedetto il Signore per sempre. Amen, amen.

   

Ti glorificherò, Signore mio re, ti loderò, Dio mio salvatore; glorificherò il tuo nome,

Sir 51,1

Ti loderò, Signore, re, e ti canterò, Dio, mio salvatore, loderò il tuo nome,

   

perché fosti mio protettore e mio aiuto e hai liberato il mio corpo dalla perdizione, dal laccio di una lingua calunniatrice, dalle labbra che proferiscono menzogne; di fronte a quanti mi circondavano sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,

Sir 51,2

perché sei stato mio riparo e mio aiuto, salvando il mio corpo dalla perdizione, dal laccio di una lingua calunniatrice, dalle labbra di quelli che proferiscono menzogna, e di fronte a quanti mi circondavano sei stato il mio aiuto

   

secondo la tua grande misericordia e per il tuo nome, dai morsi di chi stava per divorarmi, dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita, dalle molte tribolazioni di cui soffrivo,

Sir 51,3

e mi hai liberato, secondo la grandezza della tua misericordia e del tuo nome, dai morsi di chi stava per divorarmi, dalla mano di quelli che insidiavano la mia vita, dalle molte tribolazioni di cui soffrivo,

   

dal soffocamento di una fiamma avvolgente, e dal fuoco che non avevo acceso,

Sir 51,4

dal soffocamento di una fiamma avvolgente e dal fuoco che non avevo acceso,

   

dal profondo seno degli inferi, dalla lingua impura e dalla parola falsa.

Sir 51,5

dal profondo del seno degl’inferi, dalla lingua impura e dalla parola falsa

   

Una calunnia di lingua ingiusta era giunta al re. La mia anima era vicina alla morte, la mia vita era alle porte degli inferi.

Sir 51,6

e dal colpo di una lingua ingiusta. La mia anima era vicina alla morte, la mia vita era giù, vicino agl’inferi.

   

Mi assalivano dovunque e nessuno mi aiutava; mi rivolsi per soccorso agli uomini, ma invano.

Sir 51,7

Mi assalivano da ogni parte e nessuno mi aiutava; mi rivolsi al soccorso degli uomini, e non c’era.

   

Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, e delle tue opere che sono da sempre, perché tu liberi quanti sperano in te, li salvi dalla mano dei nemici.

Sir 51,8

Allora mi ricordai della tua misericordia, Signore, e dei tuoi benefici da sempre, perché tu liberi quelli che sperano in te e li salvi dalla mano dei nemici.

   

Ed innalzi dalla terra la mia supplica; pregai per la liberazione dalla morte.

Sir 51,9

Innalzai dalla terra la mia supplica e pregai per la liberazione dalla morte.

   

Esclamai: "Signore, mio padre tu sei e campione della mia salvezza, non mi abbandonare nei giorni dell'angoscia, nel tempo dello sconforto e della desolazione. Io loderò sempre il tuo nome; canterò inni a te con riconoscenza".

Sir 51,10

Esclamai: «Signore, padre del mio signore, non mi abbandonare nei giorni della tribolazione, quando sono senz’aiuto, nel tempo dell’arroganza.

   

La mia supplica fu esaudita; tu mi salvasti infatti dalla rovina e mi strappasti da una cattiva situazione.

Sir 51,11

Io loderò incessantemente il tuo nome, canterò inni a te con riconoscenza». La mia supplica fu esaudita:

   

Per questo ti ringrazierò e ti loderò, benedirò il nome del Signore.

Sir 51,12

tu infatti mi salvasti dalla rovina e mi strappasti da una cattiva condizione. Per questo ti loderò e ti canterò, e benedirò il nome del Signore.

   

Quando ero ancora giovane, prima di viaggiare, ricercai assiduamente la sapienza nella preghiera.

Sir 51,13

Quand’ero ancora giovane, prima di andare errando, ricercai assiduamente la sapienza nella mia preghiera.

   

Davanti al santuario pregando la domandavo, e sino alla fine la ricercherò.

Sir 51,14

Davanti al tempio ho pregato per essa, e sino alla fine la ricercherò.

   

Del suo fiorire, come uva vicina a maturare, il mio cuore si rallegrò. Il mio piede si incamminò per la via retta; dalla giovinezza ho seguito le sue orme.

Sir 51,15

Del suo fiorire, come uva vicina a maturare, il mio cuore si rallegrò. Il mio piede s’incamminò per la via retta, fin da giovane ho seguìto la sua traccia.

   

Chinai un poco l'orecchio per riceverla; vi trovai un insegnamento abbondante.

Sir 51,16

Chinai un poco l’orecchio, l’accolsi e vi trovai per me un insegnamento abbondante.

   

Con essa feci progresso; renderò gloria a chi mi ha concesso la sapienza.

Sir 51,17

Con essa feci progresso; onorerò chi mi ha concesso la sapienza.

   

Sì, ho deciso di metterla in pratica; sono stato zelante nel bene, non resterò confuso.

Sir 51,18

Ho deciso infatti di metterla in pratica, sono stato zelante nel bene e non me ne vergogno.

   

La mia anima si è allenata in essa; fui diligente nel praticare la legge. Ho steso le mani verso l'alto; ho deplorato che la si ignori.

Sir 51,19

La mia anima si è allenata in essa, sono stato diligente nel praticare la legge. Ho steso le mie mani verso l’alto e ho deplorato che venga ignorata.

   

A lei rivolsi il mio desiderio, e la trovai nella purezza. In essa acquistai senno fin da principio; per questo non la abbandonerò.

Sir 51,20

A essa ho rivolto la mia anima e l’ho trovata nella purezza. In essa ho acquistato senno fin da principio, per questo non l’abbandonerò.

   

Le mie viscere si commossero nel ricercarla; per questo ottenni il suo prezioso acquisto.

Sir 51,21

Le mie viscere si sono commosse nel ricercarla, per questo ho fatto un acquisto prezioso.

   

Il Signore mi ha dato in ricompensa una lingua, con cui lo loderò.

Sir 51,22

Il Signore mi ha dato come mia ricompensa una lingua e con essa non cesserò di lodarlo.

   

Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola.

Sir 51,23

Avvicinatevi a me, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola.

   

Fino a quando volete rimanerne privi, mentre la vostra anima ne è tanto assetata?

Sir 51,24

Perché volete privarvi di queste cose, mentre le vostre anime sono tanto assetate?

   

Ho aperto la bocca e ho parlato: "Acquistatela senza denaro.

Sir 51,25

Ho aperto la mia bocca e ho parlato: «Acquistatela per voi senza denaro.

   

Sottoponete il collo al suo giogo, accogliete l'istruzione. Essa è vicina e si può trovare.

Sir 51,26

Sottoponete il collo al suo giogo e la vostra anima accolga l’istruzione: essa è vicina a chi la cerca.

   

Vedete con gli occhi che poco mi faticai, e vi trovai per me una grande pace.

Sir 51,27

Con i vostri occhi vedete che ho faticato poco e ho trovato per me un grande tesoro.

   

Acquistate anche l'istruzione con molto denaro; con essa otterrete molto oro.

Sir 51,28

Acquistate l’istruzione con grande quantità d’argento e con essa otterrete molto oro.

   

Si diletti l'anima vostra della misericordia del Signore; non vogliate vergognarvi di lodarlo.

Sir 51,29

L’anima vostra si diletti della misericordia di lui, non vergognatevi di lodarlo.

   

Compite la vostra opera prima del tempo ed egli a suo tempo vi ricompenserà".

Sir 51,30

Compite la vostra opera per tempo ed egli a suo tempo vi ricompenserà».

   

 Bibbia CEI 1974

 


SIRACIDE  

 

Bibbia CEI 2008      

 

ISAIA ►           

      

 
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